“Non c'è niente da insegnare, non si può davvero insegnare altro che se stessi, così come non c'è niente altro da imparare che la singolarità umana, le innumerevoli e sconcertanti possibilità di forma espresse dalla vita"

Emanuele Trevi

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Sabato, 06 Luglio 2013 02:00

"La guerra è appena cominciata"

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La Sala Performance si raggiunge abbastanza facilmente. Attendiamo pochi minuti sotto il portone, il tempo di essere tutti, il tempo di non essere in tredici e comunque c’è Sabrina ad attenderci, dicono, una garanzia, immaginiamo. Ultimo piano di un palazzo antico, non troppo alto. Lasciamo il superfluo all’ingresso e ci accomodiamo, passando attraverso il sipario, la spessa tenda di broccato color ocra che copre la porta di accesso alla sala vera e propria, dove si svolgerà la breve performance.

Giovedì, 27 Giugno 2013 02:00

Che circo il Teatro!

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La parete di fondo nuda e annerita, con qualche macchia di bianco da pittura scrostata. L’assenza di quinte che permette la vista degli ingressi di lato. Certi lembi di legname da catasto o da vecchia scena in disuso. Una sedia a dondolo servita per chissà quale trama che prevedesse, in chissà quale tempo, una sedia a dondolo identica a questa. Un grosso lampadario di lumini e di luci che cala e che inclina. Assi di legno chiodate tra loro, cordame a vista, gangli e ganci a forma di esse che serviranno durante quest’opera. A destra e sinistra residui di vecchie locandine di spettacoli passati e già morti. Rumori fuori scena che alludono alla costruzione/distruzione di questo luogo di legno e di stoffe in cui, tutto questo falso, diventa “sacrosantamente vero” (martelli che battono, il cigolio di piccole rotelle ferrose, lo stridio di una sega). Una tinozza d’alluminio; un’altra più grande, di legno più chiaro. Un parato di “finto gocciolame” che serve per far scrosciare dell’acqua.

Mercoledì, 26 Giugno 2013 02:00

Africa stereotipa

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L'ultimo spettacolo dell'ultimo giorno di Festival è un focus sull'Africa, sugli ultimi del mondo, su quella fetta di mondo vessata dagli interessi egemoni dei potenti, che schiacciano in una morsa di sorda sopraffazione le istanze di crescita di quei popoli che hanno dovuto patire l'ingiuria del colonialismo e delle sue derive parossistiche.

Giovedì, 27 Giugno 2013 02:00

In casa Prozorov

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Giro, giro tondo. Forse la vita che stiamo vivendo è soltanto una prova, il terreno di allenamento per un’altra vita in cui partiremo da tutto quello che abbiamo imparato in questa. È un pensiero che dà le vertigini e fa girare la testa. Lo spettacolo gira e, così come inizia, finisce. Gira la poltrona di Irina spinta da tutte le sorelle. Girano anche quelle. Gira il Teatro Senza Fissa Dimora che arriva a Napoli e ci fa sedere tutti giù sui sedili del Ridotto del Mercadante. Il testo di Anton Čechov ha girato a lungo in centrifuga e come il nome del teatro ne è uscito ridotto: un solo atto, tre sole attrici, che interpretano le tre sorelle del titolo, Irina, Maša e Olga e i fantasmi degli altri personaggi.

 

“Tutto il mondo è teatro e tutti gli uomini e le donne nient’altro che attori”

(W. Shakespeare, As you like it)

 

 

Mentre la curiosità di un intero pubblico teatrale viene completamente assorbita dalla “Rassegna Teatrale Italiana. Partenope” e frotte di spettatori si affannano per accaparrarsi le ultime salatissime poltrone di costose e roboanti produzioni, chi da sempre è solito mettere l’arte in scena fuori dalle programmazioni di cartellone − e ad avventurarsi per inediti sentieri pur all’interno di materiali tradizionali − continua a farlo, e a farlo anche bene.

Mercoledì, 03 Luglio 2013 00:00

To be or not to be, this is Hamlet!

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Shakespeare è l’autore più saccheggiato dalle compagnie teatrali, solamente il suo Amleto è stato portato sulle scene in tutte le varianti possibili grazie alla fantasia e all’estro di registi di ogni tempo. Chi scrive ha perso il conto di quanti Amleto ha visto negli anni, dalla versione classica alla parodia passando per la tragedia noir-gotica.

Martedì, 25 Giugno 2013 02:00

Pene maschili

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Un uomo è due persone: se stesso e
il suo cazzo
.

                            Baryl Bainbridge

 

 

Cabaret, happening, drammaturgia recitata con mascheramento consapevole e con intersezioni musicali, interazione diretta col pubblico, fintate sbadataggini di dialetto o d’azione, relazione dichiarata e volutamente grottesca con il tecnico dei suoni o con quello delle luci (“curioso: chiamo il musico per le musiche e mi risponde il luciaio per le luci”): Monologhi del caxxo di Compagnia baby gang è un serioso tentativo vivace che – fondendo pantomima di trama a pantomima in apparenza improvvisa e spontanea – mira a fare eco o richiamo dei Monologhi della vagina di Eve Ensler. Vi riesce davvero?

Martedì, 25 Giugno 2013 02:00

Umano Non umano Ultraumano

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“Corre un filo invisibile che allaccia un essere vivente a un altro per un attimo e si disfa, poi torna a tendersi tra punti in movimento disegnando nuove rapide figure”. Italo Calvino, Le città invisibili. È Raissa, la città infelice che contiene, inconsapevolmente, la città felice.
FragileFrana si presenta come la messa in scena dei racconti residui di un romanzo non scritto. Narrazione per immagini in cui il gesto prescinde dalla parola. La parola è puro suono, si confonde con lo scrosciare di acqua o col crepitio di fuoco. È il regno del gesto. Il gesto consapevole, il gesto misurato e controllato. Il gesto puro. Il gesto in sé, che assurge ad apoteosi di se stesso, fosse pure uno starnuto.
La premessa è “Provare a non rimettere subito in ordine. Provare a non ricostruire ciò che c’era. Lasciarsi franare, chiudere gli occhi in mezzo al frastuono e alla calca, per fermarsi a considerare quello che stiamo vedendo e vivendo”. Bene. Seguiamo il flusso, seguiamo il respiro, inseguiamo le immagini.

Martedì, 25 Giugno 2013 02:00

Sul concetto d'arte

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Il monologo della brava Cristiana Minasi propone molti spunti sul tema dell’arte. La riduzione ad unum degli attori non è una volta tanto solo l’espressione di una parodia o dello spettacolo di un comico che di battuta in battuta diverte il pubblico. Il contenuto si unisce perfettamente alla forma con la quale l’attrice l’ha esposto, una conferenza.

Lunedì, 24 Giugno 2013 02:00

In viaggio su una voce

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Basta il ritmo della musica, la voce di Leyla e non siamo più dove credevamo di essere. Lo sfondo è un arazzo blu notte con mille pietre d’oro e d’argento. Partono da un lato con una decorazione sottile poi crescono, aumentano di numero e il disegno diventa più spesso, come il disegno che potrebbe fare il suono di una voce che parte da una piccola bocca e si sparge nello spazio. Davanti una struttura alta, sembra lo scheletro di una piramide con in cima il sole e sotto una montagna di sale. Il nord Africa è evocato da un uomo che suona un tamburo e canta e da un’anziana signora che apre la sua piccola bocca e ci regala la sua voce piena di vita trascorsa.

Lunedì, 24 Giugno 2013 02:00

Napoli Loves Vertigo

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Il corpo sulla scena: veicolo di trasmissione, strumento di costruzione, oggetto di sperimentazione a favore della contemporaneità, è capace di disegnare astrazioni o di suggerire rimandi alla realtà.
Vorticoso ed “impalpabile” lo spettacolo della Vertigo Dance Company proposto in questa sesta edizione del Napoli Teatro Festival Italia, per festeggiare i vent’anni d’attività della compagnia israeliana.
Vertigo 20 conferma il grande successo partenopeo delle scelte coreografiche di Noa Wertheim, che il pubblico ha avuto modo di apprezzare nel 2012, con lavori sincroni e di forte impatto visivo come Null e Birth of the Phoenix.

Lunedì, 24 Giugno 2013 02:00

In processione lungo il Tunnel

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La suggestione illustre di una messinscena favolistica che già nel titolo evoca una gatta, facilmente fa ripensare a La Gatta Cenerentola, la favola in musica di Roberto De Simone, che riaffiora assistendo a La Iatta Mammona del Collettivo Internoenki.

Lunedì, 01 Luglio 2013 00:00

Il gioco dell'essere

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Gli attori del terzo quadro del Trittico dello spaesamento. L’infanzia di un capo, di Roberta Nicolai sono già sul fondo del palco quando il pubblico entra in platea. Sono tre uomini ed una donna, manca l’altra attrice presente in cartellone. L’inizio dell’opera è segnato da un secondo sipario che si trova sul palco che calerà a coprire gli attori, invece che a svelarli.

Sabato, 22 Giugno 2013 02:00

The Dark Side of The White

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Si spengono le luci in sala, si accendono le lampadine sul palco. Qualche schermo di telefonino continua a brillare azzurrognolo, continuerà così per tutto lo spettacolo, siamo così assuefatti alla tecnologia e alla schiavitù della connessione totale e continua, che pare non sia possibile separarsi da quello schermo, nemmeno per le due ore di una (pur lunga) rappresentazione.

Sabato, 22 Giugno 2013 02:00

La bugia del Pinocchio "aumentato"

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Augmented Pinocchio motiva il suo valore teatrale con la novità della coesistenza, sul palco, di un attore in carne e ossa tra immagini dalla definizione fittizia. Cominciamo, dunque, cercando di comprendere se tale scelta richiami, o meno, il Pinocchio di Collodi.

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