“Nonna Citta muore addrìtta. Si curva mentre esala l'ultimo respiro ma non cade. La sua è una morte in dialetto. Assurda e volgare. I quattro superstiti, sbandando, vengono verso di noi. Il sole è ormai calato e l'uscio dove imperterriti stanno è il proscenio del teatro che li tiene prigionieri. Spalancano la bocca ma il loro urlo è muto. Sembra, piuttosto, uno sbadiglio”

Emma Dante

Michele Di Donato

Del teatrar mangiando: di fili, filoni, sfilacci

Anghiari è borgo che s’inerpica arroccato nel cuore della Valtiberina. È uno di quei luoghi in cui il passato e la storia traspirano nel presente, trasmettendo a chi ci arriva e ne percorre le viuzze tutta l’atmosfera dei tempi che l’hanno attraversato e che ce l’hanno lasciato conservato con fattezze che sono in buona parte quelle di un tempo, senza il vituperio invasivo di un presente oltraggioso e dimentico.

Pugni chiusi. Per sempre

Questa luce m’acceca. È fredda come il tavolo che sento aderire alla mia schiena. Ho freddo. Ho un freddo che brucia, brucia a causa di qualcosa che ho in corpo e che non dovrei avere, non avrei mai dovuto avere.
E invece...

Mittelyoung: al di là del ponte, in cerca di eredi

I ponti uniscono. Fisicamente e simbolicamente. Sponde diverse, popoli separati, culture differenti: un ponte è un legame tra un lato e un altro, nello spazio collegando territori e genti, nel tempo rendendo contigue generazioni che si succedono. E i ponti raccontano, di uomini, di storie, di leggende e eventi simbolici. Racconta delle traversie che all’ombra delle campate di quel ponte si andarono consumando nel corso dei secoli Il ponte sulla Drina di Ivo Andrić, romanzo che spiega alla luce della storia come quel crocevia di culture che passava attraverso i Balcani fosse una giuntura tra Occidente cristiano, mondo slavo e cultura musulmana.

Sulle orme di Antonio Tarantino

Lamezia Terme è un nuovo confine teatrale da esplorare, è una geografia che si allarga ai miei occhi, spostando un po’ più a sud quel limite territoriale dello sguardo che ci porta spesso in direzioni “eccentriche” – nel senso di lontane dalle direttrici centrali e centralizzate – in cui abitualmente vediamo declinare il teatro. Il TIP, a Lamezia, è un avamposto. Una “punta”, se vogliamo tradurre letteralmente il suo nome. E, come tale, proietta il suo sguardo in avanti, sforzandosi di immaginare un orizzonte possibile.

Una boccata d'aria buona

Un bel modo di ricominciare, una cornice suggestiva e un ricordo da provare a sostituire: l’ultima volta che ragioni teatrali ci avevano condotto a Nisida correva l’anno 2016 e vi si presentava l’edizione del Napoli Teatro Festival targato Dragone (probabilmente la più scellerata di cui abbia memoria, riuscendo nella non facile impresa di fare persino peggio di quelle precedentemente dirette da Luca De Fusco).

Graces Anatomy. Diario di bordo – Giorno 12 (Epilogo)

Si conclude oggi la residenza creativa Danza Pubblica-Graces, tenuta da Zebra, condotta da Silvia Gribaudi, Matteo Marchesi, Andrea Rampazzo, Siro Guglielmi e che ha visto la partecipazione attiva e infaticabile, gioiosa e entusiasta di un gruppo di oltre trenta persone, attori e attrici, danzatori e danzatrici. La residenza è stata organizzata da Scenari Visibili, compagnia di Lamezia Terme con sede al TIP Teatro e diretta da Dario Natale, che ha aderito al bando “Per chi crea” promosso da MiBACT e SIAE.

Graces Anatomy. Diario di bordo – Giorno 11

È un sabato mattina in cui il sapore di primavera si sente un po’ più forte, vuoi perché aprile viaggia in direzione d’un crescente tepore, vuoi perché di quel tepore i partecipanti a Danza Pubblica-Graces hanno fatto diretta esperienza – al netto di qualche sporadica goccia di pioggia – uscendo a filmare i cinque minuti del “loro” Graces.

Graces Anatomy. Diario di bordo – Giorno 10

Si scaldano i motori – che poi sono corpi – in attesa che alla spicciolata arrivino tutti i partecipanti. Nell’attesa dell’inizio di questo decimo giorno di residenza creativa (ebbene sì, con oggi varchiamo la doppia cifra), Silva ci fa cominciare la giornata con Pina Bausch, con un libro illustrato sul suo teatro che sfoglia in favore di camera. Poi si parte.

Graces Anatomy. Diario di bordo – Giorno 9

Sessione di attività insolita per tempistica, che quest’oggi comincia direttamente dal pomeriggio. Per me inizia un po’ prima, spiando e sbocconcellando i video in cui i nostri performer hanno sintetizzato il loro Graces, muovendosi all’aperto e provando a esprimere nella brevità compiuta di pochi frame i tratti salienti di quello che è stato fino ad ora il motore interno di questa esperienza.

Graces Anatomy. Diario di bordo – Giorno 8

Ripartiamo con Danza Pubblica-Graces, residenza creativa che Scenari Visibili organizza aderendo al bando di SIAE e MiBACT “Per chi crea”. A ricominciare è Siro. Silvia invece si trova nello stesso luogo dove era ieri, in una scuola, in cui coinvolge nell’attività odierna le danzatrici ivi presenti.

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