“Vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare. Non vogliamo essere subito già così sicuri. Non vogliamo essere subito già così senza sogni”

Pier Paolo Pasolini, citato da Alessandro Leogrande

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Lunedì, 23 Aprile 2018 00:00

Non è stato nessuno

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Esistono mondi nei mondi, città nelle città. Regni chiusi da cancelli e alti muri, dove la città libera si interrompe improvvisamente per riprendere a vivere oltre il muro opposto. Sfidando le leggi anche del tempo, le città dei reclusi lasciano entrare ed uscire persone, abitanti delle nostre città. Qualunque sia il ruolo che indossi ogni persona, ogni volta che attraversa il muro, subito comprende che ciò che valeva fuori dentro non vale: la quotidianità è differente, le relazioni umane sfalsate, le leggi facilmente aggirabili, lo Stato non è più Stato.

Sabato, 21 Aprile 2018 00:00

Su "La cupa" di Borrelli

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Non è vero che la camera della nostra infanzia rimane piena di luce nella nostra memoria. Lo è solo per i manierismi della convenzione letteraria. È una stanza morta, abitata da morti. Cercheremmo di rimetterla in ordine invano: sempre morirà. Ma se pure ci si riesce di estrarne dei frammenti, anche infimi – un piccolo pezzo di divano, la finestra e, aldilà di una strada che svanisce sullo sfondo, un raggio di sole sul pavimento, le scarpe gialle di mio padre e i pianti di mia mamma e la faccia di qualcuno dietro il vetro della finestra – è possibile che allora la nostra vera stanza dell'infanzia cominci a prendere corpo e forse riusciremo anche noi a mettere insieme tutto quello che serve al nostro spettacolo”.
(Tadeus Kantor)

Giovedì, 19 Aprile 2018 00:00

Xenofobia farsesca

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L’alpenstock è il tipico bastone alpino dotato di una punta metallica; il suo utilizzo sui monti europei risale già al Medioevo. E mi pare un appiglio significativo per cominciare a parlare della commedia noir che da quel bastone prende il titolo, scritta dal francese Rémi De Vos e tornata in scena – a un anno dal suo debutto italiano – al Teatro di Rifredi; significativo perché, oltre a connotare geograficamente l’ambientazione (in un immaginario Kyrolo che facilmente si può identificare con un ben definito territorio d’Oltrebrennero) fornisce una chiave simbolica d’approccio all’immaginario che si propone di descrivere e al retaggio ancestrale che lo permea.

Mercoledì, 18 Aprile 2018 00:00

Un cielo senza stanze, una stanza senza cielo

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Mi interrogo spesso sulla (possibile) funzione del teatro, oggi  in particolare. Su una sua funzione di senso, su un ruolo civile che riesca a costruire un’impalcatura etica, in un vuoto generale e politico che pare assoluto. Il cielo in una stanza dà risposta ad alcune delle domande sulle origini del “disastro amorale italiano” contemporaneo, così come iniziò nel secondo dopoguerra; dà un indirizzo possibile alla ricerca incessante di verità e giustizia che sempre meno permea la vita pubblica, così come le speculazioni intellettuali, e anche, purtroppo, gli studi e le creazioni culturali.

Lunedì, 16 Aprile 2018 00:00

L'agonia del sopravvivere secondo Anagoor

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Come le foglie. È la similitudine alla quale Andrea Marescalchi, protagonista del romanzo di Antonio Scurati − Il sopravvissuto − àncora la sua vita, ritrovando nella funzione dell’insegnamento un’essenza fisiologica, scevro di ogni retoriche definizioni. Siamo alla fine del romanzo; nel settembre 2001, la mattina del primo giorno del nuovo anno scolastico, il professore di storia e filosofia apre gli occhi e accetta nuovamente di far parte di questo naturale processo di nascita, morte e rinascita. Vitaliano Caccia, il suo allievo prediletto, ha sterminato nel giugno precedente la commissione degli esami di stato, lasciando lui solo in vita. Sopravvivere è paradossalmente, nel libro di Scurati, una morte lenta, atroce agonia; forse come quella del 399 a.c. quando Socrate bevve la sua cicuta dinanzi ai suoi più cari amici.

Martedì, 17 Aprile 2018 00:00

Una storia di sorellanza

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La scenografia di Ranavuottoli al Piccolo Bellini parla da sola: è la favola di Cenerentola al contrario. Ciò che dovrebbe essere orizzontale è verticale e viceversa, come capita con il letto della sorellastra di Cenerentola, Genoveffa, che è posto in verticale, come le statuine sull’angusto piano superiore della misera casetta, una in posizione normale e l’altra che sfida la forza di gravità e persino la porta di ingresso è posizionata in alto perché si scende giù in un sottoscala che porta all’unico ambiente dove si cucina, si dorme, si fa i propri bisogni.

Venerdì, 13 Aprile 2018 00:00

Ragionando sul “Misantropo” di Factory

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La messinscena di un classico suggerisce la messa in discussione del rapporto fra tradizione e attualità, porta a interrogarsi su quanto tale classico possa parlare al presente e su come il suo adattamento sia capace di calarlo nel tempo in cui va in scena, conservandone ma anche rinnovandone le capacità d’espressione. E, se questo discorso può valere in primis (e in senso assoluto più che per ogni altro drammaturgo) per la mirabile pertinenza scespiriana nel raccontare l’uomo più che il tempo in cui vive, è pur vero che il confronto col classico può servire ad instaurare un rapporto virtuoso tra mondi cronologicamente distanti, talvolta rilevando e mettendo in evidenza analogie e simmetrie.

Venerdì, 30 Marzo 2018 00:00

In Giostra, sui treni di Hrabal

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Primo giro di giostra, prima visita ad uno spazio teatrale che schiude le sue porte a Napoli, in una delle strette strade dei Quartieri Spagnoli, uno spazio che colpisce prima di tutto per come è strutturato, per l’ampiezza dell’assito, con i suoi spalti che l’abbracciano su tre lati e per la capacità funzionale della struttura, atta, come ci si accorgerà in corso d’opera della rappresentazione, a sfruttare al meglio anche le proprie pertinenze in funzione dello sviluppo drammaturgico di quel che vi va in scena.

Venerdì, 23 Marzo 2018 00:00

CReSCo Puglia e Lazio: ascoltateci!

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LA PUGLIA CHE POTREBBE ESSERE

 cosa sta succedendo e cosa non sta accadendo in Puglia:

un racconto del sistema dello spettacolo dal vivo ai tempi del PiiiL

 

La Puglia è una delle Regioni riconosciute tra le più virtuose degli ultimi anni nel campo delle Politiche Culturali.
Il dato appare riconfermato dalle ultime notizie che arrivano dall’Assessorato all’industria turistica e culturale della Regione Puglia, che dichiara un “investimento complessivo nel triennio 2017-2019 che supera i 75 milioni di euro, pari a oltre 25 milioni di euro all’anno”

Sabato, 24 Marzo 2018 00:00

La veglia rabbiosa di Palazzolo e Luna

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La veglia è l’ultimo monologo di Rosario Palazzolo, andato in scena al Teatro Biondo di Palermo in marzo. Terza parte della trilogia Santa Samanta VS − sciagura in tre mosse, è affidato a Filippo Luna nei panni di Carmela, madre della “santa” in terra Samanta: guaritrice, dispensatrice di miracoli (ciò che tutti vogliono), vittima di un compito troppo grande per una giovane donna.

Venerdì, 23 Marzo 2018 00:00

“Esilio”, il limpido lirismo della deriva

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Quando si riflette sulle problematiche legate al lavoro, o meglio, alla perdita dell’occupazione che fino a quel momento ha dato sostentamento ad un essere umano, assorbendo così tanto della sua energia e dei suoi scopi da fare in modo che questo essere si immedesimasse in quel determinato ruolo a tal punto da collimare con esso, si arriva a considerare, inesorabilmente, quanto tale esperienza possa incidere nella propria vita, e quanto profondo sia il segno che essa possa tracciare dentro uno spirito. Potrebbe sembrare un pensiero ormai sviscerato e banalizzato, un argomento sin troppo discusso e perciò ridotto ad un preimpostato schema, all’interno del quale si sa da subito che la vittima di quella ingiustizia è, e si sentirà d’un tratto, svilita, fiaccata, perduta. Già. Ma in quale maniera, esattamente, ella si smarrisce? Qual è l’aspetto del percorso disorientante fatto di oscuri meandri? Esilio si popone di far visualizzare attraverso la fantasia e la bizzarria cha affondano nella realtà quotidiana lo spettro dell’angoscia e del distacco dal sé, da ciò che prima si era stati.

Giovedì, 22 Marzo 2018 00:00

Elogio al tempo rubato

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Un suono metallico dagli echi computerizzati si propaga per la platea dove gli spettatori del Nuovo Teatro Sanità si stanno posizionando, accolti da un uomo delle pulizie che si aggira tra le file sorridente, affaccendato, cordiale. Sul palco nella semioscurità vi sono due sedie a destra e a sinistra, gemelle, su cui poggiano degli abiti. Tra loro, al centro scena, un telaio rettangolare che evoca una grande porta trasparente tagliata orizzontalmente da un’asse che divide il sopra e il sotto.

Martedì, 20 Marzo 2018 00:00

“Scannasurice”: Napoli, i topi e la malinconia

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Una lunga tournée nazionale, svariati riconoscimenti tra cui il cui il Premio a Imma Villa “Le Maschere del Teatro Italiano 2017” per la migliore interprete di monologo e il Premio della Critica 2015, come migliore spettacolo, immensi e commossi applausi al termine di ogni replica. Si potesse sintetizzare così Scannasurice che torna in scena al Teatro Nuovo di Napoli con la regia di Carlo Cerciello dopo oltre trent’anni dal debutto di Enzo Moscato nel 1982, sarebbe bello perché toglierebbe l’arduo compito di aggiungere parole e commenti ad uno spettacolo di difficile descrizione.

Domenica, 18 Marzo 2018 00:00

Cosa stiamo diventando?

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Il progressivo svelamento della verità
Orphans, il testo che Dennis Kelly scrive nel 2009, è diviso in quattro atti e comincia con questa didascalia: “L'appartamento di Helen e Danny. Cena a lume di candela, interrotta. Helen vestita elegante. Danny vestito elegante. Liam sta lì, essendo appena entrato. Davanti è tutto sporco di sangue. Pausa. Lo fissano. A lungo”.
L'inizio è dunque un'irruzione, il fuori che penetra dentro fisicamente, l'inaspettato che diventa improvviso: tuo fratello, tuo cognato, approfittando del fatto che ha le chiavi di casa (“per le emergenze”) apre la porta, entra, passa il corridoio, giunge in salotto e ti si para davanti mentre stai cominciando a mangiare (riso basmati, un po' di limone, pepe macinato, un filo d'olio buono e salmone): addosso ha una maglietta intrisa di sangue. Qualcosa è avvenuto, dunque, ma che cosa?

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