“La memoria è una forma di coraggio”

Jean Vilar

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Martedì, 07 Dicembre 2021 00:00

In seno a una tragedia: sull'Amleto di Corsetti

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Amleto nello spettacolo di Giorgio Barberio Corsetti è un personaggio che interpreta la contraddizione dell’essere considerato pazzo e lo spirito vendicativo a scopo giustiziere. Impulsivo e ironico, provocatore, si ribella all’ingiusta manifestazione di potere di suo zio Claudio, colpevole di essersi macchiato dell’omicidio di suo fratello, dando così origine alla sequela di colpe “oggettive” tipiche dei soggetti tragici.

Davanti alla porta della Legge è una parabola enigmatica contenuta ne Il processo. Viene raccontata dal predicatore del tribunale a Joseph K., nell’ombra incombente del duomo. Kafka era un maestro di scrittura per enigmi, è stato il creatore di un universo mitico, disciplinato da regole alquanto astruse e inquietanti, ma tali da fotografare lampi e frammenti di verità della realtà presente e viva.

Domenica, 05 Dicembre 2021 00:00

“David”: come le onde del mare

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David ci culla, come farebbe il mare. Il suono dell’acqua lo sentiamo davvero. L’acqua dalla quale ha avuto origine la vita sulla Terra. L’acqua di un mare che porta le cose e se le riprende, che è fonte di sostentamento per i popoli e regala la morte a chi vuole cambiare il proprio destino, solcandolo. Il mare che circonda la Sicilia e che bagna Napoli.

Venerdì, 03 Dicembre 2021 00:00

"Solaris". Le nostre colpe, il nostro passato

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Confrontarsi con un testo importante della letteratura, da cui sono stati tratti due film, e rimaneggiarlo per il teatro non è cosa semplice. Stiamo parlando di Solaris, romanzo di Stanislaw Lem pubblicato nel 1961, conosciuto soprattutto per il film di Tarkovsky del 1972 e riproposto in un remake da Soderbergh nel 2002. Rifacimenti, reinterpretazioni, teorie hanno permesso all’opera di vivere oltre se stessa e creare materiale per continuare a riflettere. Non è necessaria una disamina sul genere fantascientifico cui appartiene il testo (serie A, serie B) perché è lui stesso a parlare e mostrare cosa c’è oltre l’elemento che lo rende di genere e fa storcere il naso a chi non ne è attratto. Però tenetelo a mente. La domanda che invece spesso ci si pone è: perché riproporre un testo di tanti anni fa?

Lunedì, 29 Novembre 2021 00:00

Crepuscolo d’Occidente

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Dal lat. occĭdens -entis, p. pres. di occidĕre ‘cadere’ (riferito al sole che tramonta).
Cadere, tramontare. Occidente come luogo in cui il sole scompare. Il sole come luce che acceca, “ferisce”. Ma quando al tramonto non risponde più l’alba?

Venerdì, 26 Novembre 2021 00:00

Un mare di lacrime firmato Roth/Marthaler

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C’è una farmacia che non cura, ci sono cinque farmaciste che pronunciano un giuramento che non dà speranza di guarigione e, invece che assicurare la riuscita dei farmaci, a centinaia esposti sugli scaffali che riempiono la scena, elencano gli effetti collaterali riportati sui bugiardini come minacce.

Teatro Bellini. Sala piccola. Una scena vuota attende l’inizio di La tragedia è finita, Platonov di Liv Ferracchiati. Solo un vogatore in legno all’angolo sinistro del proscenio, fuori dal quadrato dell’azione, sul quale se ne sta lui, ugualmente in attesa, a vogare. Entra Platonov (Riccardo Goretti) sulla sua voce fuori campo, evidentemente ubriaco, barcollando: “Ho ventisette anni e a trenta sarò identico, non prevedo cambiamenti”.

L’adattamento di Andrej Longo del The Red Lion di Patrick Marber, per la regia di Marcello Cotugno, in scena al Teatro Bellini fino al 21 Novembre, prende avvio da una storia ambientata nel mondo del calcio dilettantistico per effettuare un’analisi più profonda sulle mille sfumature della passione e dei suoi compromessi, sull’inevitabilità di sacrificarne la purezza originaria alla mercé di un mondo violento e calcolatore.

Giovedì, 18 Novembre 2021 00:00

La “tenerezza” domestica

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Per la quinta stagione il regista Luciano Melchionna riporta in scena a Napoli al Teatro Sannazaro Parenti serpenti di Carmine Amoroso, pièce scritta nel 1992, e più conosciuta al grande pubblico nella versione cinematografica di Mario Monicelli che ne fece un film strepitoso, amaramente divertente, realisticamente crudo, svelante l’ipocrisia ormai palese della “sacra” famiglia italiana.

Martedì, 16 Novembre 2021 00:00

Jan Lauwers: le lacrime e tutto il bene del mondo

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All the Good di Jan Lauwers con Needcompany è uno spettacolo-mondo. Si svolge dentro e fuori la rappresentazione, nel presente e nel passato, partorisce doppi concreti o evanescenti alla bisogna. All the Good è un tutto-pieno.

Venerdì, 12 Novembre 2021 00:00

L’afflato della misericordia

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Quattro sedie di legno messe in fila sul palco. Alcuni giocattoli, anch’essi di di legno, colorati. Forme e colori sembrano antichi, di un altro tempo, un tempo semplice, lontano, povero.
Calano le luci, si riaccendono... ed ecco le sedie occupate da tre donne e un uomo-bambino.

Giovedì, 11 Novembre 2021 00:00

Parla (ancora) Bellavista

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’A libertà, ‘a libertà: pur’ ’o pappagall’ l’ha dda pruvà: un “pensiero poetico” che parte da una constatazione ovvia, si traduce in una proposizione inutilmente rimata, e appassiona per la sana grossolaneria con cui viene pronunciata, come se fosse un trionfo del pensiero.

Mercoledì, 10 Novembre 2021 00:00

Laminarie Teatro: “Invettiva inopportuna”

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“A un certo punto viene il giorno”. In questa semplice frase, da una poesia di Matteo Marchesini, continuamente ricorrente in Invettiva inopportuna di Laminarie Teatro, risiede il nocciolo incandescente, la massa che piega lo spazio e il tempo creando quel pozzo gravitazionale attraente e terribile entro cui tutti noi spettatori veniamo a cadere.

Martedì, 09 Novembre 2021 00:00

La ribellione delle donne di Roth

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Un solo palco per tre storie. Scenografie essenziali che occupano tutta la lunghezza del palcoscenico, divise solo da uno spazio vuoto. Attori che si avvicendano e luci che illuminano ora l’una ora l’altra scena. La scelta di Laura Angiulli permette allo spettatore di non confondere personaggi e trame, avendo ben chiara la divisione anche a livello visivo, e crea, allo stesso tempo, un legame più o meno esplicito tra le storie.

Lunedì, 08 Novembre 2021 00:00

La verità non esiste, ne convenite?

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Elio Germano torna sul luogo del delitto e si ripropone sulla scena napoletana. Stavolta con un testo pirandelliano. Ma sempre rigorosamente in VR. Basiti e un po’ delusi, lo si segue in quest’altra avventura, slittando nuovamente il momento di goderselo dal vivo, e assecondandolo in questo suo sperimentalismo tutto fuorché luddista.

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