“Sai che significa esser bruciati / e senza un filo, un'ombra di sorriso? / Sai che significa implorare la gioia, / perché ritorni come un tempo sul tuo viso? / Un mare di fiori gettato su un guitto / non può colmare il suo vuoto orrendo. / Un attore senza voce è un lazzaro / e rotea come una girella nel vento. / Ma egli si ostina a non voler morire / e con desiderio aspetta l'alba / sterminata, gelida, ventosa, / perché è bella la vita, e misteriosa, / e così labile”

Angelo Maria Ripellino

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».


… forse il domani somiglierà all’oggi. Si direbbe che noi seminiamo una semente contaminata.
(Ignazio Silone, Vino e pane)


Quando giunge il momento di agire, il tuo pensiero deve essere già completo. Non ci sarà spazio per pensare quando l’azione comincerà.
(Richard Morgan, Il ritorno delle furie)


“Sopporti che la bandiera imperiale domini sulla galassia?”. “Non è un problema se non guardi in alto”.
(Rogue One)

 


Premessa necessaria
Crisi è la parola probabilmente più usata nel corso dei primi vent’anni di questo secolo. Si passa da una all’altra, dal terrorismo alle catastrofi naturali che naturali spesso non sono, dall’economia alla sanità. Oggi più che mai nemmeno la cultura riesce a sottrarsi a questo termine dopo mesi di serrate forzate, ristori a singhiozzo (quando arrivano), provvedimenti mal digeriti.

Un fenomeno che ancora lascia sconcertati, a volte increduli, nonostante l’abbondanza di documenti e testimonianze, è la presenza di teatro e musica, non solo nei ghetti, ma nei campi di transito, di concentramento e di sterminio nazisti. Sembra impossibile e incompatibile il fare teatro, o danza, o musica in luoghi dove tutto era preda della morte e del male e sembrava essere in assoluto contrasto con i prodotti dello spirito. Eppure le arti sceniche furono presenti a Buchenwald, Auschwitz, Sachsenhausen, Ravensbruck, Dachau, Vittel, Malines, ma soprattutto Westerbork e Theresienstadt, solo per citare gli esempi più conosciuti e clamorosi.

Martedì, 19 Gennaio 2021 00:00

Lo Stato dell’Arte: la tappa di Castrovillari

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È un festival Primavera dei Teatri insolito quello che ha ospitato a ottobre del 2020 questa tappa de Lo Stato dell’Arte. All’interno del Castello Aragonese di Castrovillari questa primavera insolitamente scivolata nel primo scorcio d’autunno, complice la pandemia che ha scombussolato le tempistiche a cui eravamo avvezzi e la scansione usuale dei nostri calendari, ci ha visto assistere a una due giorni in cui fare il punto con artisti e Compagnie sullo Stato dell’Arte, progetto nato e sviluppato sotto l’egida di C.Re.S.Co., giunto alla decima tappa, la seconda del 2020 dopo quella di luglio a Campsirago al Giardino delle Esperidi; uno Stato dell’Arte necessariamente condizionato da quanto stavamo (e stiamo tuttora) vivendo e che non può evitare d’entrare nelle parole che per due giorni risuoneranno all’interno di una delle sale del fortilizio castrovillarese.

Lunedì, 21 Dicembre 2020 00:00

L’insostenibile mutevolezza dell’essere

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In cinese i caratteri per Yin 阴 e Yang 阳 indicano una montagna con a fianco la luna o il sole a determinare il versante assolato o ombroso del monte. Nella rappresentazione ideografica dei due principi motori del Tao vi è implicita la transizione degli astri, un movimento dinamico non il permanere statico. Lao Tze, patriarca del taoismo, recita nel Tao Te Ching (Il libro della via e della virtù): la Via veramente Via non è una Via costante.

Venerdì, 18 Dicembre 2020 00:00

Chi ha paura del digitale?

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In un periodo di straordinaria eccezionalità, in cui alla maggior parte dei luoghi deputati alla cultura è stata prescritta una chiusura forzata e senza appello, sempre più artisti e operatori dello spettacolo stanno tentando di convertire la propria offerta in modo da renderla fruibile attraverso i canali digitali: tentativi a volte riusciti, a volte meno, che molto spesso pagano il prezzo di un ritardo sull’agenda digitale che nel Paese affligge quasi tutti i settori, e non solamente il mondo della cultura e dello spettacolo dal vivo.

“Renato svegliati! Serve un qualche cazzo di futuro!”
(Boris 3)

 

Futuro è oggi una tra le parole più utilizzate da chi si occupa di arti dal vivo. Il presente è assente, una sorta di bolla temporale in cui tutto sembra sospeso; il passato sembra archiviato e incapace di fornire risposte alle ansie di chi oggi è impedito all’azione. Resta il futuro anche se nessuno sa bene cosa possa portare né di che sostanza sia fatto.

Giovedì, 03 Dicembre 2020 00:00

La rivoluzione di Chiara e Francesco

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Non andare dove il sentiero ti può portare;
vai invece dove il sentiero non c'è ancora
e lascia una traccia dietro di te.
Ralph Waldo Emerson

 


Tra il 1206 e il 1208 − nel Medioevo il tempo si misura all’incirca, pressappoco − Francesco, figlio di Pietro di Bernardone, nella piazza di Assisi in quella che potremmo, forse con qualche forzatura, definire una performance, si spoglia pubblicamente delle vesti e degli averi e sposa Madonna Povertà. Quale gesto potrebbe sembrare più irrilevante in pieno Medioevo del divenire poveri? Eppure Francesco, figlio di un ricco mercante e fino a quel momento gaudente scialacquatore di beni, nello scegliere di essere povero, indigente, di essere “minore”, compie una delle più grandi rivoluzioni del suo tempo costringendo il potere ecclesiastico a ripensarsi.

Una delle più avvincenti saghe della fantascienza degli ultimi anni è Il ciclo di Hyperion di Dan Simmons. Nel mondo immaginato dallo scrittore statunitense la terra è collassata e l’umanità si è divisa: da una parte l’Egemonia sparsa in centinaia di pianeti in alleanza con le IA del Tecnonucleo e che vive, bene o male, come prima della diaspora spaziale adattata a contesti differenti; dall'altra ci sono gli Ouster, umani mutati dall’adattamento della vita nello spazio profondo, unici ad aver accettato la sfida dell'evoluzione senza l’aiuto invadente delle IA: essi sono liberi, irriconoscibili, odiati, sconosciuti eppure saranno loro a vincere la guerra.

Giovedì, 05 Novembre 2020 00:00

“La casa di Bernarda Alba” di Leonardo Lidi

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In questi giorni per me non c’è niente di più inutile che lo scrivere una recensione teatrale. Un esame critico di uno spettacolo si rivolge tendenzialmente a un certo tipo di persone: pubblico presente in sala, pubblico potenziale, appassionati, studiosi e artisti. Oggi i teatri sono chiusi e molti rischiano la sopravvivenza nei prossimi mesi. Gli artisti stessi vivono l’incertezza del momento con affanno e preoccupazione. Il pubblico poi non è e non si sa nemmeno quando potrà di nuovo essere e in che condizioni lo sarà. Quindi perché parlare de La casa di Bernarda Alba di Leonardo Lidi?

Mercoledì, 28 Ottobre 2020 00:00

Dopo di noi, il teatro

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Non a tutti è stato dato di osservare da vicino il Diluvio.
   Si immagina l’umore di quelli che, avendolo presentito,
non vissero abbastanza per potervi assistere.
(Squartamento
, E.M. Cioran)


Il ritorno a teatro può insegnare molte cose. Può impartire lezioni diverse rispetto, per esempio, al ritorno al cinema. C’è un’aria mesta, la sera del 21 ottobre, al Mercadante. Anche se più che sera è un tardo pomeriggio. Aria di veglia, di commemorazione. Si parla poco nel vestibolo. E sottovoce. Anche al buio riconosci le vecchie signore, sempre tante, da come si rischiarano voci logorate da sigarette incatramate, dai loro profumi dolciastri o dalle permanenti appena fatte. I giovani, non a caso, sono pochi. Le maschere sui tacchi camminano ininterrottamente, in un andirivieni simile alle vasche di un nuotatore.

Lunedì, 26 Ottobre 2020 00:00

Lettera aperta al Ministro Dario Franceschini

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Gentile On. Ministro Dario Franceschini,

mi permetto di scriverle queste poche righe in seguito alla decisione, inserita nell'ultimo DPCM, di chiudere i teatri e i cinema considerandoli attività non essenziali. Mi rivolgo a lei cercando, nel mio piccolo di storico del teatro, di farle comprendere come in realtà proprio il teatro sia stato, nei momenti più drammatici della storia recente, l'attività umana tra le più necessarie.

Martedì, 20 Ottobre 2020 00:00

La rivolta dello schiavo contemporaneo

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Il teatro, a differenza del cinema, ha una sua ontologica urgenza mai mediata, una adesione più stretta con la realtà che lo circonda per la sua natura irrimediabilmente in divenire, come un costante interscambio di informazioni che cambia e lo cambia.

Venerdì, 16 Ottobre 2020 00:00

Esplorando il senso della parola

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La parola, il senso, il testo, il significato e il significante.
La parola.
Quante volte ci si ferma, come in un’epifania al contrario, a chiedersi perché una parola ha questo suono, che potere ha il suono stesso, che senso ha la parola, e quindi che rapporto ha con il suo significato?

Ogni disciplina umana si interroga sul senso del suo operare, anzi spesso ne fa persino l’oggetto della sua attività di ricerca. Lo scienziato si chiede che cosa siano la scienza e il metodo scientifico, il filosofo si domanda in cosa consista la filosofia, l’architetto indaga sulle leggi dell’architettura, il poeta si interroga sull’essenza della poesia. Si tratta di un autentico paradosso, poiché in teoria nessuno di tali agenti avrebbe il diritto di chiamarsi “scienziato”, “filosofo”, “architetto” o “poeta”, senza sapere che cosa sia la disciplina che pretendono di coltivare.

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