"È vero che non bisogna confondere la critica con la maldicenza o il gioco al massacro; ma altrettanto vero e forse ancor più dannoso è confonderla con la complicità e la propaganda"

Giovanni Raboni

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Giovedì, 19 Settembre 2019 00:00

In mezzo alla vita, circondati dalla morte

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Il Tanztheater di Wuppertal di Pina Bausch, dopo la scomparsa della fondatrice, ha continuato a portare il giro per il mondo lo stile inconfondibile dell’artista unendo in maniera inestricabile danza e teatro: Since She è però il primo lavoro che il regista greco Dimitris Papaioannou ha realizzato al di fuori della compagnia, una sorta di (sentito, emozionante, profondo) omaggio a quello stile e a quell’universo artistico.

Adesso che stiamo ancora conquistando
il senso del nostro lavoro.
(Antonio Neiwiller)

Posizione disperata dell'attore rispetto
al proprio mestiere, non possiede nulla
per illuminarlo. Tutto quindi ritorna al
punto di partenza: perché faccio teatro?
(Louis Jouvet)

Di questo non so parlare.
(Jacques Copeau)

 

Quel che so è che occorre vedersi quanto prima
Stanislavskij, nell’ultimo appunto che lascia sul tavolo, scrive che “l’attore è al primo posto”, che “tutto il resto è sfondo” ma che sempre più spesso capita il contrario: “l’attore” quasi “non c’è più” mentre davanti “hanno messo lo sfondo”. “Tutto è stato ribaltato” commenta: i teatri, anche i teatri finanziati, “servono fini opposti” a quelli che loro stessi dichiarano e allestiscono messinscene cosparse “di ogni salsa che le renda gustose”; il pubblico è disponibile a pagare non per vedere l’arte ma “i surrogati” dell’arte mentre gli interpreti, costretti dalla “precarietà economica”, si riducono a lavorare “dove pagano meglio”. “Cialtroneria”, incide perciò a mezza pagina. Poi con scrittura sempre più stanca – il tratto della penna è slabrato, tant’è che certe frasi ancora oggi risultano incomprensibili agli studiosi – indica un rimedio o, se preferite, un’azione di contrasto all’andazzo generale: occorre “riunire gli attori e i registi” – metterli dunque assieme, farli stare nella stessa stanza e seduti attorno allo stesso tavolo – e con loro discutere di metodo e degli esercizi e delle pratiche attraverso cui l’attore lavora su se stesso e sul personaggio, genera una vera ispirazione scenica e usa quest’ispirazione nei momenti in cui gli occorre. Non conosco “altro mezzo utile contro questa pericolosa condizione del teatro”, insomma, se non parlarne con chi davvero il teatro lo pensa, lo scrive, lo immagina e lo infine lo realizza stando sul palco, mostrandosi al pubblico.

Sabato, 07 Settembre 2019 00:00

Fondamenti del Teatro: Che attore è Carlo Cecchi?

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"Quando vidi recitare per la prima volta Carlo Cecchi in una parte da protagonista (nel Borghese gentiluomo) provai una serie di sensazioni diverse.

Martedì, 03 Settembre 2019 00:00

“Trasparenze” e la sua utopia in movimento

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Arrivo, come spesso m’accade, buon ultimo a scrivere di Trasparenze, festival organizzato dal Teatro dei Venti di Modena e giunto alla sua settima edizione. Partiamo dalla fine, da quel che doveva essere e non è stato: prevedeva, quest’edizione del festival, di concludersi spostandosi sull’Appennino modenese, precisamente a Gombola, frazione di Polinago, dove avrebbero dovuto aver luogo gli ultimi spettacoli di domenica 5 maggio; così non è stato: meteo inclemente, un sussulto tardivo d’inverno con tanto di neve a interrompere la viabilità e così, l’ultimo giorno di festival che doveva sancire un “passaggio” metaforico, ha finito per cozzare contro l’imponderabile che si travestiva da irrealizzabile.

Giovedì, 29 Agosto 2019 00:00

Su questa triplice danza di donne

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Nell’ambito del programma Estate a Napoli 2019, organizzato col sostegno del Comune di Napoli, il bellissimo chiostro del Convento della chiesa di San Domenico Maggiore è diventato lo scenario di tre coreografie presentate dal Consorzio Coreografi Danza D’Autore, realtà toscana che − grazie all’impegno di Flavia Bucciero (MovimentoinActor) e Francesca Selva (Compagnia Francesca Selva) − propone spettacoli di danza e teatro fisico rivolti a tutte le età e dedicati a tematiche socio-antropologiche, nella fede del potere catartico e (in)formativo dell’arte della coreografia.

“I madrigali di Gesualdo, principe di Venosa / Musicista assassino della sposa / Cosa importa? Scocca la sua nota / Dolce come Rosa”: così cantava Franco Battiato, evocando il musicista ‘maledetto’, rincorso più e più volte anche negli ultimi anni da svariati artisti, soprattutto audiovisivi, persino del calibro di Werner Herzog (Gesualdo: morte per cinque voci, del 1995), attratti dalla leggenda – insieme pulp e pruriginosa − dell’uomo che uccide la donna trovata in flagrante adulterio insieme con l’amante (per molti aspetti inventata), piuttosto che per il valore delle sue composizioni musicali, per cui gli è riconosciuto un valore importante nella storia della musica.

Avvistamenti Teatrali è una rassegna “di nuova drammaturgia” che, da quattro anni, sta rivitalizzando e valorizzando uno degli scorci più affascinanti e poco conosciuti della Calabria, l’anfiteatro di Torre Marrana, dove una semplicissima gradinata con al centro un piccolo palco in pietra acquista valore perché incastonato tra una torre antica e un panorama mozzafiato sul tramonto.

Lunedì, 26 Agosto 2019 00:00

Danze: passato e moderno al NTFI

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L’edizione 2019 del NTFI ha dedicato un’ampia e variegata sezione alla danza con spettacoli e laboratori di artisti e compagnie di fama internazionale. A partire dall’omaggio all’arte di Pina Bausch, infatti, sui palcoscenici napoletani è stato possibile vedere un ventaglio interessante e di qualità del mondo della danza contemporanea e quindi performance, spettacoli in formato classico, momenti propriamente didattici fino alle proposte più sperimentali: da Cristina Morganti alla compagnia nipponica Tao Dance Theatre, fino alla Vertigo Dance Company, per citarne velocemente solo alcune.

Mercoledì, 24 Luglio 2019 00:00

Edipo, mendicante in cerca di umanità

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Per la prima volta a Pompei, a Rimas Tuminas, regista lituano direttore del teatro Vakhtangov di Mosca, va l’onore e l’onere di accogliere e proseguire l’eredità ‘napoletana’ del compianto Nekrosius, cui questo Edipo a Colono è dedicato. Appare già significativa in tal senso la scelta del dramma, che mette in scena il commiato di Edipo dal mondo. Ma più ampiamente, il viaggio finale di Edipo offre echi e suggestioni contemporanee molto forti, che sia la regia che la sceneggiatura/riscrittura di Cappuccio (che fa ampio uso del dialetto: siciliano, soprattutto, ma anche napoletano) raccolgono ed evidenziano.

Ritorno più che gradito a Napoli di Martin Zimmermann, clown, coreografo e regista che con la Compagnia Zimmermann-De Perrot aveva già calcato in passato le scene del Napoli Teatro Festival Italia. Quest’anno, in veste di regista di tre formidabili attori (Tarek Halaby, Romeu Runa e Dimitri Jourde, quest’ultimo davvero straordinario) e del consolidato musicista Colin Vallon, l’artista svizzero ha portato in scena uno spettacolo accolto da un teatro pieno, che ha riso per tutta la durata della rappresentazione, fino ad una entusiastica standing ovation finale.

Martedì, 09 Luglio 2019 00:00

Queste fantasme

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Ovvero: del teatro Pop-olare non populistico, civile, attraverso il romanzo delle popolane e non del popolino.
Esistono cose che sono inenarrabili. Lo sono per i più svariati motivi. Perché estremamente complesse. Perché troppo dense per essere compiutamente scandagliate. Perché ci coinvolgono troppo. Perché la materia di cui trattano è talmente stratificata che è impossibile qualsivoglia riduzione.

Sabato, 06 Luglio 2019 00:00

Omelia dell'andare

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Quest’anno tante prime nazionali per la danza estera nel cartellone del Napoli Teatro Festival Italia ma c’è spazio anche per la danza italiana. Due giovani coreografi e danzatori con base tra la Sardegna e Londra, Igor Urzelai e Moreno Solinas, molto apprezzati nel panorama della coreografia d’autore europea, hanno presentato al Teatro Nuovo un lavoro chiamato Andante, col titolo preso in prestito da una nomenclatura tecnica del linguaggio della musica e che si riferisce all’esecuzione di un tempo dalla durata lenta, fluida e continuata.

Martedì, 02 Luglio 2019 00:00

La scomposizione dei corpi. E i corpi che parlano

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Data unica per Un poyo rojo, spettacolo della compagnia argentina di Alfonso Baròn e Luciano Rosso, acclamato sia in Sud America che in Europa, dove ha registrato il tutto esaurito.

Sabato, 29 Giugno 2019 00:00

Storie di navi, teatri, migranti e scatole

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Il sipario del Teatro Trianon è aperto, il palcoscenico è vuoto di attori e di scenografie. È un normale palco riempito solo da comuni attrezzi di scena. Questa scarnificazione non solo oggettivizza l’attesa, ma suggerisce una sicura azione metateatrale: il testo che si rappresenterà per l’edizione 2019 del Napoli Teatro Festival Italia è infatti L’arsenale delle apparizioni − Il teatrino dei fantocci, secondo movimento di Via Santa Maria della Speranza (il cui primo movimento debuttò al NTFI del 2017) ovvero una trilogia ispirata a I giganti della montagna di Luigi Pirandello a cura di Maria Angela Robustelli, ideatrice del progetto, drammaturga e regista.

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