“In realtà vi è un istante in cui il corpo sulla scena e l'arte coincidono e quell'istante si chiama teatro. Tutto il resto è spettacolo”

Claudio Morganti

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Martedì, 20 Ottobre 2020 00:00

La rivolta dello schiavo contemporaneo

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Il teatro, a differenza del cinema, ha una sua ontologica urgenza mai mediata, una adesione più stretta con la realtà che lo circonda per la sua natura irrimediabilmente in divenire, come un costante interscambio di informazioni che cambia e lo cambia.

Venerdì, 16 Ottobre 2020 00:00

Esplorando il senso della parola

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La parola, il senso, il testo, il significato e il significante.
La parola.
Quante volte ci si ferma, come in un’epifania al contrario, a chiedersi perché una parola ha questo suono, che potere ha il suono stesso, che senso ha la parola, e quindi che rapporto ha con il suo significato?

Ogni disciplina umana si interroga sul senso del suo operare, anzi spesso ne fa persino l’oggetto della sua attività di ricerca. Lo scienziato si chiede che cosa siano la scienza e il metodo scientifico, il filosofo si domanda in cosa consista la filosofia, l’architetto indaga sulle leggi dell’architettura, il poeta si interroga sull’essenza della poesia. Si tratta di un autentico paradosso, poiché in teoria nessuno di tali agenti avrebbe il diritto di chiamarsi “scienziato”, “filosofo”, “architetto” o “poeta”, senza sapere che cosa sia la disciplina che pretendono di coltivare.

Lunedì, 12 Ottobre 2020 00:00

Le mamme di Ruccello secondo Danilo Giuva

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La scena è nuda.
Una sedia, una tenda nera che scopre un panno bianco con un enorme cuore anatomico.
Il cuore inizia a battere, così come la vita prende forma all’interno dell’utero della donna.
E il narratore arriva in scena, viene alla luce.
Inizia a raccontare.

Lunedì, 28 Settembre 2020 00:00

Biennale Teatro 2020: chiaroscuri veneziani

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Si è concluso in questi giorni il quarto atto della Biennale Teatro sotto la direzione di Antonio Latella. Dopo aver posto l’accento sulla regia femminile (primo atto), sulla questione: attore o performer? (secondo atto), infine sulla drammaturgia (atto terzo), Latella quest’anno ha voluto dedicare tutta la sua attenzione al teatro italiano, costruendo, e usiamo le sue parole, una sorta di “Padiglione Italia”.

Venerdì, 18 Settembre 2020 00:00

Venire da ieri, parlare di oggi, guardare a domani

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Ci siamo interrogati su festival e teatri, sullo straniamento dell’essere di nuovo in platea alla conclusione di un periodo come non ne avevamo mai vissuti prima, fatto di sospensione della attività abituali, flusso di vita interrotto e distante dal canone usuale.

Mercoledì, 16 Settembre 2020 00:00

Cloughie

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“Se Dio avesse voluto che giocassimo a calcio tra le nuvole, avrebbe dovuto mettere l’erba lì su”.
  (Brian Clough)

    

Il 17 luglio 2020 il Leeds United, grazie alla sconfitta del West Bromwich Albion sul campo dell’Huddersfield, conquista l’aritmetica promozione in Premier League, la massima divisione inglese, dalla quale la squadra mancava dalla stagione 2003/2004. Sulla panchina del Leeds siede “El Loco” Marcelo Bielsa. Siede, El Loco, sulla panca che fu di Don Revie e di Brian Clough. Bielsa, Revie, Clough: trova l’intruso.

Giovedì, 10 Settembre 2020 00:00

Cortoindanza 2020: far crescere i germogli

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Siamo malati di iperproduzione. Lo possiamo chiaramente constatare in questo settembre dove gli eventi si accalcano e sovrappongono come folla al black friday. Chi li ha contati è giunto alla incredibile cifra di centonovantacinque festival in questo solo mese. Una volta di più si constata quanto siamo tutti costretti a produrre, a dimostrare di fare per meritare fondi e sostegni. Diventa dunque sempre più pressante la domanda di Milo Rau: come possiamo parlare di libertà artistica?

Giovedì, 06 Agosto 2020 00:00

Pergine Festival: il coraggio di rischiare

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Pergine Festival è una di quelle realtà solide e laboriose, capaci di vantare una lunga e robusta tradizione, rinnovata notevolmente nell’ultimo decennio sotto la direzione intelligente di Carla Esperanza Tommasini, e che, chissà come mai, resta ai margini dei grand tour festivalieri estivi. Eppure vi si respira una atmosfera sincera, profonda, in cui è possibile il dialogo e il confronto, quello che si prende il suo tempo, senza la fretta di correre al prossimo appuntamento.

Kollaps di Phillip Löhle in prima nazionale al Teatro Carignano di Torino per la regia di Marco Lorenzi e Il Mulino di Amleto è un atto di immersione. Si trattiene il fiato e si entra in un ambiente in cui verremo bombardati da pressanti domande a cui prima o poi, ciascuno nel proprio privato, dovremo provare a dare delle risposte.

Domenica, 02 Agosto 2020 00:00

Kilowatt 2020. Esserci o non esserci, oggi, ora?

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“Céline ci dice che la notte va attraversata tutta, vissuta nella sua pienezza, perché stando a contatto con la paura che porta con sé tocchiamo le corde più profonde di noi stessi... afferma che la notte c’è, e che conviene farci i conti. Non è proprio un pensiero allegro da diffondere in un festival estivo, però l’arte deve avere il coraggio di portarci le notizie meno buone, sennò a che serve?”.

Giovedì, 30 Luglio 2020 00:00

Cross Festival, ovvero lavorare con lentezza

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Siamo tornati a vedere spettacoli e a frequentare i festival. A teatro, in una piazza o su un sentiero di montagna abbiamo riconquistato la possibilità di vedere uno spettacolo. È cambiato qualcosa da prima? Guardiamo le cose con gli stessi occhi? C’è chi ha iniziato subito alla mezzanotte del 15 giugno e chi ci ha messo del tempo per trovare le circostanze giuste, quelle che rendessero necessaria e significante la visione. Dopo qualche riflessione ho deciso di tornare a teatro a partire dalla mia terra d'origine, il Lago Maggiore, per unire l’osservazione a una geografia di emozioni e sentimenti. Sono partito da Verbania, la città della mia giovinezza, con Cross Festival, una realtà recente nata nel 2013 dal lavoro e dalle idee di Antonella Cirigliano.

Martedì, 28 Luglio 2020 00:00

Tornando a teatro: sensazioni, impressioni

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Tornare a teatro – sebbene al teatro possibile in questo momento, all’aperto, mascherati e distanziati – è un’azione che compio non senza certa qual riluttanza, ancora spaesato da tutti quegli interrogativi irrisolti che questa stramba prima metà di 2020 si porta ancora dietro: se fosse giusto ripartire, in che modo fosse opportuno farlo, quale risposta sarebbe stato capace di elaborare il teatro (come comparto, come àmbito poetico in cui si riflette – e riflette – il tempo presente).

Venerdì, 10 Luglio 2020 00:00

Chi vende e chi compra

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Il cortile interno di Palazzo Reale di Napoli contiene il palcoscenico allestito per lo spettacolo Nella solitudine dei campi di cotone di Bernard-Marie Koltès, in scena per il Napoli Teatro Festival Italia 2020, scabro nella scenografia per effetto dei decreti governativi conseguenti al Covid-19, ma volutamente essenziale perché sulla scena possa parlare solo il testo, pièce ambientata in un posto non precisato di un tempo imprecisato, anche se il luogo è chiaro e l’ora è il crepuscolo.

Non fecero mai dichiarazioni di fede artistica comune, però
si leggevano tra loro, si riconoscevano gli uni nelle ricerche
degli altri, si incontravano. Si andava formando un intreccio
di relazioni, in gran parte virtuali, cioè non legate a collaborazioni
concrete. Fino ad allora non c’era mai stato niente del genere.
(Mirela Schino)

 

Le domande essenziali hanno questo di positivo: restano senza
risposta. Possiamo sempre tornarci su perché ci è consentito di
avanzare ipotesi, senza per questo temere errori definitivi, e di
accettare implicitamente le correzioni. Così la domanda essenziale
ci insegna a formulare una soluzione e nello stesso tempo a restare
sufficientemente liberi da ammettere il suo contrario come possibile.
(George Banu)

  

Ho vissuto a Roma, una decina di anni dopo la morte di Pasolini. In
un luogo ben preciso sulla collina del Pincio – un luogo chiamato
“il bosco dei bambù” – c’era una vera e propria comunità di lucciole
che, con i loro bagliori e i loro movimenti sensuali, con quella lentezza
che insiste a manifestare il suo desiderio, affascinavano tutti quelli che
passavano di là. No, le lucciole non erano dunque scomparse. Neppure
a Roma, neppure nel cuore urbano del Potere centralizzato.
(Georges Didi-Hubermann)

 

 

Qui dunque finisce. Una premessa.

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