“Pecché, vedite, 'e puttane, soprattutto chelle napulitane, so' fatte proprio accussì: a loro, in fondo, non ce ne fotte niente d' 'e denare, d' 'e solde, no... Lloro so' 'nnammurate sulo d' 'e pparole, 'e chilli sciusce d'aria senza cunsistenza ca so' 'e pparole, meglio ancora si so' forestiere”.

Enzo Moscato

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Lunedì, 18 Settembre 2017 00:00

L’identità aliena di CrashTest Festival 2017

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Il teatro contemporaneo è la casa degli alieni: il diverso, l’estraneo, lo straniero. Queste le premesse di CrashTest Festival 2017 che quest’anno, giunto alla sesta edizione, con il tema ALIENI richiama a gran voce sul suo palcoscenico incontri ravvicinati con l’altro. E nell’incontro sta sempre una ricerca: pare impossibile nell’arte che un uomo si avvicini a un altro senza innescare un intreccio comune d’intenti o, semplicemente, una qualche indagine, spesso interiore, spesso ciclica, viva da sempre; un cortocircuito scatta quando ci incontriamo. Quale ricerca più battuta di quella identitaria?

Mercoledì, 13 Settembre 2017 00:00

Fondamenti del Teatro: cosa ci resta di Eduardo

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Non potremo più pensare, dunque, che Eduardo è là, esiste; che in un angolo di Roma o di Napoli − le due città della sua vita − si staglia quel volto fragile e scavato, ormai diventato da miniatura e da medaglia, prosciugato e reso essenziale dal tempo; quel volto che, comparso infinite volte sotto i riflettori delle ribalte, sul rettangolo del video, nelle foto dei giornali, era diventato un emblema e un valore inalterabili, qualcosa di fisso e significante per tutti. Questa è la constatazione più dolorosa di quest'ora. È scomparso quel sopracciglio che sul suo arco nobile e crucciato alzava il peso del dolore più antico d'Italia, quello del Sud; e della sua più antica allegria, dalla quale si leva sempre, come dal mosto da cui balzavano con la faccia tinta gli antichi mimi contadini, una zaffata di zolfigno, un fumo amaro.

Martedì, 05 Settembre 2017 00:00

Fondamenti del Teatro: Leo e l'attore

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È attore chiunque entri in un contatto psicosomatico col fuori di sé. 

[...] La dimensione collettiva è importante per l'attore. È come se, nel raccogliersi in un luogo comune – lo spazio comune dell'appuntamento –, questa collettività, accomunata dall'interesse per quell'appuntamento, delegasse qualcuno. Un “delegato” in cui specchiarsi. Questo qualcuno è l'attore, che a sua volta deve specchiarsi col pubblico non per la ricerca di un consenso ma per addivenire alla specchiatura classica, al conoscersi.

Venerdì, 25 Agosto 2017 00:00

Teatro e consenso in Campania

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Un uomo è seduto in un carrello per la spesa, vestito in total white, con colletto alla coreana. Accovacciato all'interno – dunque egli stesso oggetto già selezionato e incarrellato da qualcun altro (l'amministrazione cittadina) – si fa spingere da una quindicina tra ragazze e ragazzi che gli fanno da coro e da serventi. È in questo modo che traversa il reparto di un supermercato (un non-luogo, per usare la definizione di Marc Augè) che probabilmente fa parte di un centro commerciale (altro non-luogo): sulla sinistra s'intravedono gli scaffali dedicati all'alimentazione bio (la naturalezza presunta mutata in offerta industrializzata) mentre a destra si distendono i banconi che contengono i surgelati: cibo la cui freschezza è stata sospesa perché riviva alla bisogna.

Mercoledì, 09 Agosto 2017 00:00

Kilowatt, attraversamento di un'atmosfera

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Sansepolcro, borgo d’arte in cui l’arte si respira: in un’atmosfera rilassata, confortata da un clima benevolo che mitiga alquanto la calura estiva d’un luglio altrove ben più canicolare, Kilowatt Festival, sotto la direzione artistica di Luca Ricci, incornicia la sua quindicesima edizione. La attraverso nel suo mezzo, per tre giorni in cui si susseguono, raccolti nel perimetro circoscritto del centro biturgense, spettacoli, convegni, mostre, presentazioni di libri, oltre a tutto quel che già normalmente la cittadina toscana offre e che va da Piero della Francesca alla Deposizione di Rosso Fiorentino conservata in San Lorenzo, fino ad ogni angolo di questo borgo che trasuda arte e storia.

Sabato, 29 Luglio 2017 00:00

"Prometeo", o della lotta contro il Potere

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A prescindere dallo spettacolo, costituisce già un’occasione di bellezza lo scenario serale del Teatro Grande degli Scavi di Pompei che ospita la rappresentazione della tragedia di Eschilo, Prometeo. Si tratta di un testo che assume un valore eminentemente lirico, mentre drammaturgicamente è molto statico e rappresenta dunque una sfida non facile per la messa in scena, che in questo caso tuttavia si inseriva nella meravigliosa cornice degli scavi romani. Invece il rifiuto dell’ambientazione classica appare già nella scenografia, che  presenta un quadro spoglio e semplice, per quanto pesante, che rinuncia allo sfondo delle mura antiche, coprendole con un macchinario teatrale.

Giovedì, 27 Luglio 2017 00:00

Lontano da voi. "Fedra", una tragedia politica

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Premessa
Possiamo intendere Fedra come un patimento che appartiene all'anima e al cuore: una donna – ripetutamente tradita e abbandonata dal marito, tanto da considerarsene “vedova” – s'innamora del figliastro, lotta col desiderio (“Non voglio ciò che voglio”) ma ne esce sconfitta, dunque confessa questo sentimento e, non corrisposta, si vendica accusando di violenza carnale l'uomo che le ha detto “no”: ne viene la morte del giovane e quella della donna, incapace di sopportare la fine dell'amato.

Giovedì, 13 Luglio 2017 00:00

Se il teatro diventa un ghetto

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È una domenica di maggio, le stagioni teatrali volgono al termine e si prova ad intercettare gli ultimi spettacoli significativi a cui offrire lo sguardo e tradurlo in testimonianza. Bambolina, produzione di Cerbero Teatro in scena al Nest, è uno degli ultimi fuochi di stagione, prima che le programmazioni di sala lascino il passo a festival e rassegne estive.
Per parlare di Bambolina parto da due momenti che mi colpiscono in modo significativo: l’inizio e la fine. O meglio: prima dell’inizio e dopo la fine. Prima dell’ingresso in sala noto un pubblico mediamente giovane, anche molto giovane (qualcuno ha ancora addosso il completino da calcio e le scarpette, dopo aver trascorso la domenica pomeriggio a giocare a pallone per le strade); alla fine, quello stesso pubblico lo trovo in piedi ad applaudire entusiasta uno spettacolo teatrale.

Martedì, 04 Luglio 2017 00:00

Siena, le finali di In-box

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Siena: uno di quei gioielli sopravissuti pressoché intonsi al Medioevo, con le sue fattezze e le sue atmosfere, con le sue mura che traspirano secoli di storia, i suoi edifici del centro che ti trasportano in un’aura atemporale... l’attraversi e ti sembra di farlo coi fratelli Gambi narrati da Federigo Tozzi... non ne condividi le preoccupate frustrazioni d’un tempo ormai remoto, ma immagini i loro stati d’animo e ti par di vederli lì dove una narrazione primo novecentesca li ha collocati... è Siena, ed è bella e avvolgente come una spirale, chiusa e arroccata come un’arnia.

Cari amici teatranti,

per quanto mi sia abituato alla nostra assenza dal dibattito pubblico se non nei termini di rivendicazioni postume che stentano a trovare un senso o di polemiche spicciole e autoreferenziali, voglio ricordarvi che in settembre, l'assemblea del Teatro Pubblico Pugliese dovrà rinnovare il suo Consiglio di Amministrazione e la Presidenza. E sembra che questa volta Carmelo Grassi sia intenzionato, per sua scelta o per ragioni diverse, a non ricandidarsi.

Cogliamo volentieri l’invito di Michelangelo Campanale e Carlo Bruni a sviluppare un confronto fra gli operatori teatrali pugliesi su quello che giustamente Il Pickwick chiama il tempo dell’attesa in Puglia. Un tempo infinito, diremmo. A distanza di pochi anni la Puglia, cenerentola italiana per le buone pratiche fino a qualche anno fa, ha decisamente cambiato rotta nelle sue politiche culturali e lo ha fatto attraverso una lenta ma inesorabile metamorfosi.

Cari amici teatranti e caro pubblico,

oggi sento personalmente il bisogno di condividere con voi quel che per troppo tempo non siamo riusciti a raccontarci, così abituati a rincorrere un presente segnato da grandi cambiamenti relativi alle politiche culturali regionali.
Dal 2008 sono il Direttore Artistico della residenza teatrale di Ruvo di Puglia, che gestisco insieme alla mia compagnia, l’Ass. Cult. 'Tra il dire e il fare/La luna nel letto' all’interno del progetto Teatri Abitati, continuando a collaborare in qualità di regista e curatore di luci e scene con diverse compagnie pugliesi come la Coop. CREST, il Teatro Kismet, i Cantieri Teatrali Koreja, la Bottega degli Apocrifi, il Teatro Garibaldi, così come con importanti compagnie nazionali.

Venerdì, 16 Giugno 2017 00:00

Primavera dei Teatri, politica e poetica

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In Calabria
In Calabria abita il 3,25% della popolazione italiana ma sono avvenuti 917 spettacoli di prosa durante l'ultimo anno e cioè l'1% dell'offerta nazionale mentre la parte di FUS che interessa la regione è pari allo 0,56%.

Lunedì, 05 Giugno 2017 00:00

Trasumanar di passi e di poesia

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Dai libri di scuola alle strade della città, si risveglia la Commedia. Scartandosi un poco dalla lettura cui siamo abituati, con annessa parafrasi e lettura allegorica, i versi trovano sapore nuovo nei cori di settecento voci di cittadini – cittadini davvero, perché si ridiventa polis cantando Dante per le vie di Ravenna. Le Albe mettono in vita l’Inferno dantesco come evento intrinsecamente teatrale. È forse la sfida più grande dell’arte contemporanea: cantare un capolavoro della lingua, rivestire di immagini sceniche un capolavoro della letteratura, comporre un teatron, ossia una visione, la “mirabile visione” dantesca. Inferno 2017Purgatorio 2019Paradiso 2021. Facendosi carico di questa opera-mondo, selezionando e montando luoghi e figure, le Albe si propongono, con un progetto che si sviluppa nell’arco di oltre cinque anni, di riportare in vita una grandezza del passato facendola risuonare in un’esperienza presente, con la convinzione che il senso sia sempre futuro, a venire. Magari fra sette secoli ancora. Perché “c’è una verità più grande del vero” e non si può far altro che svuotarsi per raccoglierla, come profezia che è già da sempre nell’opera.

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