"Pupi siamo, caro signor Fifì! Lo spirito divino entra in noi e si fa pupo. Pupo io, pupo lei, pupi tutti".

Luigi Pirandello

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Venerdì, 29 Luglio 2016 00:00

Elegia di terra senza mare

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Il mare come un destino lontano, simbolo di qualcosa che manca e s’agogna, che manca ad un popolo di cui una famiglia è porzione esemplare. Mar, della Compagnia de los Andes è storia che giostra i due registri del particolare e dell’universale compenetrando l’uno nell’altro, elevando simbolicamente una famiglia ad essenza della perdita, della mancanza, su ciò che non si ha e si desidererebbe avere e su ciò che non si è mai avuto e non si potrà lasciare in eredità a chi rimane.

Giovedì, 28 Luglio 2016 00:00

La mano vicino al fuoco

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Assistere alle prove di uno spettacolo è come vedere le suore che si mettono il velo al mattino. Vi è una sorta di sacra intimità violata da parte dello spettatore ingordo, che non si accontenta del prodotto finito, ma vuole intrufolarsi nelle pieghe del processo creativo. Gli artisti dicono che fa piacere, che è importante avere dei testimoni – ma somiglia pur sempre a un lusso, a un dispetto, a un’invasione di campo. Tanto più se si tratta di uno spettacolo studiato in terra straniera, che cerca di articolare precisamente il tema dell’estraneità.

Domenica, 24 Luglio 2016 00:00

Macbeth e il sangue del Congo

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Solitamente, prima di andare a teatro, sono poche le informazioni che prendo sullo spetacolo che andrò a vedere: il titolo, chi firma la regia e, solo se ne ho qualche curiosità particolare, spulcio le note di regia o la sinossi. Questo perché preferisco non intaccare la possibilità di essere stupito, sorpreso e – magari, ma è raro – rapito da qualcosa di totalmente spiazzante.

In queste condizioni né gli attori né i drammaturghi
né i critici si sentono controllati dagli spettatori, ossia
responsabili di fronte a loro. E allora di fronte a chi?
Questo è il problema. L'un verso l'altro? Ben poco.
(Nicola Chiaromonte)

Dobbiamo riflettere sulle priorità: non si organizzano
feste da ballo in case che crollano.
(Tommaso Montanari)


Quest’articolo non può che contenere una riflessione parziale essendosi svolto solo in parte il Napoli Teatro Festival Italia: pensato da Franco Dragone come “un laboratorio creativo culturale permanente” il Festival prevede infatti – stando alle parole del suo direttore – nell’ordine:

Giovedì, 21 Luglio 2016 00:00

Facciamolaconta: non ti pago!

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NON TI PAGO!
Enrico Rosmini 1872

"Tutti i cittadini godono
egualmente i diritti civili e politici [...]
gli stranieri godono dei diritti civili [...]
Adunque, anche gli attori devono godere
di tutti i diritti che risultano dalla legge”.

Non poche sono state le lotte sindacali che hanno contribuito a rendere la figura dell’attore a tutti gli effetti “un lavoratore”. Pare ancora difficile però, far passare l’idea che, per il suo lavoro, debba essere RETRIBUITO.

“Non ti pago, ma così fai vedere il tuo lavoro, la tua faccia”.

Ne soffrono professionisti affermati e, ancor più spesso, giovani che vogliono emergere.
Ora, per carità, qualche volta si puo’ donare la propria opera gratis, specialmente in manifestazioni autonomamente organizzate, o in piccoli festival.
Ma quando questo “ricatto” viene effettuato da Teatri sovvenzionati per produrre spettacoli, o da Comuni che organizzano svariate “Estati”, si comprende che questa modalità sta diventando un sistema, un modo per svalutare il lavoro.

La gratuità venduta come grande opportunità.
D’altro canto, tutti ricordiamo il bando del Ministro Franceschini (ancora tu!) che spacciava come “grande opportunità per gli artisti, la possibilità di esibirsi gratis nei Musei”.

Gli oneri, naturalmente a carico degli artisti medesimi... Il putiferio che ne seguì, fece cancellare immediatamente il Bando del Ministero, ma non ha evidentemente cambiato le cattive abitudini.
Questa estate infatti, come sempre, è un fiorire di iniziative che gratificano gli artisti. GRATUITAMENTE.
Questi sono solo due esempi, ma ne potremmo fare a decine.

1 – Teatro Biondo di Palermo:
Il Teatro Biondo si offre di ospitare una rassegna di under 30 che vogliano provare a "mettersi in gioco" in cambio di spazio, servizi, supporto e comunicazione.
Dice testualmente il Direttore: “Aiutati che Dio ti aiuta”.
Questi gli Accordi economici
Il Teatro Biondo offre a titolo gratuito la sala e i servizi. (!)
Il Teatro non erogherà alcun compenso a favore delle Compagnie e degli artisti ospitati, ai quali sarà rimesso l’importo degli incassi da sbigliettamento, detratte la SIAE e le imposte di legge. L'agibilità sarà a carico delle Compagnie, cui è delegata la responsabilità per tutti gli oneri contributivi e assicurativi, nonché la redazione di un piano DUVRI relativo allo spettacolo.
I nostri eroi però potranno portarsi a casa l'incasso delle DUE recite.
Bene! Voi penserete che nella sala Grande del Teatro la compagnia potrà fare un incasso adeguato... Peccato che invece la grande visibilità offerta dal Teatro sia lavorare nella Sala Streheler, sala che conta neanche 100 posti!

2 – Estate Marsalese. Evento organizzato dal Comune.:
Dice il Sindaco: “Gli artisti devono abituarsi all'idea di lavorare gratis. Anche loro devono fare degli sforzi per trovare sponsor che diano sostegno ai propri spettacoli, tenuto conto che gli Enti Pubblici non possono più sovvenzionare i progetti artistici“.

Ma che ci sta a fare allora nella sua Giunta la Commissione alle Politiche Culturali? Non spetterebbe a detta Commissione il compito di reperire Sponsor per una "LORO" manifestazione?
Certo, gli Enti Pubblici devono sovvenzionare solo loro stessi.

Come FACCIAMOLACONTA denunciamo questi episodi, ormai consueti e chiediamo che nessun Teatro sovvenzionato pubblicamente chieda più ai suoi artisti di lavorare gratis.


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Su FACCIAMOLACONTA si veda anche: FACCIAMOLACONTA: lettera aperta (Il Pickwick, 4 giugno 2016)

Mercoledì, 20 Luglio 2016 00:00

Quello che non è

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Alcune case non hanno nulla di rassicurante. Vi sono focolari domestici che non promettono protezione e riposo dopo lunghe giornate nel mondo. In alcune case nemmeno si può entrare o uscire, soltanto ci si aggira. Sempre si è dentro e fuori di casa, con un’inquietudine stanca ma allarmata.

Martedì, 19 Luglio 2016 00:00

Agonia di disperazioni fuggiasche

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A Torre Annunziata, diffusioneteatro, ovvero un luogo dove il teatro ha una casa sicura, in cui viene trattato con cura, coltivato, insegnato, talvolta inscenato; questa è una di quelle volte, una di quelle in cui chi qui è stato qui ritorna, chi qui è passato o s’è fermato per un tempo più o meno lungo, qui riporta quel che nel tempo ha acquisito e aggiunto. È il caso di Luisa Guarro, che porta a diffusioneteatro il suo Sette minuti.

Lunedì, 18 Luglio 2016 00:00

Emma Dante: Medea in rivolta

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Sarebbe ingenuo classificare Verso Medea di Emma Dante come una semplice ripresa della tragedia di Euripide, tanto più che lo stesso titolo spiega bene l’intento diverso del lavoro.

Venerdì, 15 Luglio 2016 00:00

E tu, Viskovitz, quale bestia sei?

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Soiree da brividi, a dispetto della calura disarmante di un luglio incipiente. Artefice, l’imperdibile performance di Paolo Cresta e di Carlo Lomanto: performativa l’istrionica interpretazione di  viaggio in un mondo così vicino a quello umano, per caratteri e sonorità emotive. Un viaggio inter/extra la natura di viventi… anche come noi.

Mercoledì, 13 Luglio 2016 00:00

Questo non è il teatro dei vostri padri

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Il “fenomeno Buffa” è quell’accattivante narrazione dei nostri tempi che coniuga epos sportivo e racconto televisivo, amalgamandoli in un concentrato affabulatorio che ti prende per mano e ti fa vivere dal di dentro le storie che ti ammannisce; e non importa se, quando Federico Buffa racconta, potresti essere razionalmente portato a dubitare che se non tutto almeno una parte di quel racconto sia frutto di romanzata invenzione: nel momento in cui lo ascolti e ti lasci trasportare in quella dimensione favolistica, nella quale – come direbbe lui – “quando il mito incontra la storia non c’è partita, vince il mito due a zero”, pensi che sì, forse le cose potrebbero non essere andate precisamente come lui ti racconta, ma poi ti piace pensare che le cose possano essere andate esattamente come te le racconta lui.

Martedì, 12 Luglio 2016 00:00

Una marionetta muore, una marionetta nasce

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Nel primo teatro di Samuel Beckett – quello con il quale siamo più abituati a confrontarci – l'esistenza di una coppia è il punto di partenza immancabile. Vladimiro ed Estragone e Pozzo e Lucky in Aspettando Godot; Hamm e Clov (e Nagg e Nell) in Finale di partita; Winnie e Willie in Giorni felici; Krapp e il se stesso di ieri ne L'ultimo nastro.

Sabato, 09 Luglio 2016 00:00

Il teatro crudele di Roberto Arlt

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Non cantiamo vittoria troppo presto,
il grembo da cui il mostro nacque è ancor fecondo
Bertolt Brecht, La resistibile ascesa di Arturo Ui

 

 

Recentemente le edizioni Arcoiris hanno pubblicato due pièce teatrali di Roberto Arlt, presentate per la prima volta al pubblico italiano, Saverio il crudele e L’isola deserta, nella bella traduzione di Raul Schenardi e Violetta Colonnelli: il primo è definito dallo stesso autore una “commedia burlesca in tre atti”, il secondo un  “atto burlesco”.

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