“Vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare. Non vogliamo essere subito già così sicuri. Non vogliamo essere subito già così senza sogni”

Pier Paolo Pasolini, citato da Alessandro Leogrande

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Lunedì, 19 Giugno 2017 00:00

Madame La Molière, "Chi è costei?"

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Se il nome di Jean-Baptiste de Molière è universalmente conosciuto anche da chi non ha mai messo piede in un teatro, non gode, invece, della medesima notorietà quello di madame La Molière la cui esistenza, sin dal principio, è avvolta nell'oscuro mantello del mistero. Possiamo affermare che le luci della notorietà si sono affacciate sulla fanciulla in questione quando il suo nome, e la sua persona, si sono congiunti con quello del signor de Molière, ma possiamo altresì sostenere con una certa sicurezza che nel medesimo istante in cui lei, grazie a questa unione ha iniziato a risplendere di luce riflessa, lui,  l'immortale commediante del re, il re dei drammaturghi francesi, da questo matrimonio acquisì a titolo di dote muliebre non poche delle ombre sinistre che l'hanno accompagnato fino alla morte ed oltre quest'ultima.

Venerdì, 16 Giugno 2017 00:00

Primavera dei Teatri, politica e poetica

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In Calabria
In Calabria abita il 3,25% della popolazione italiana ma sono avvenuti 917 spettacoli di prosa durante l'ultimo anno e cioè l'1% dell'offerta nazionale mentre la parte di FUS che interessa la regione è pari allo 0,56%.

Il centro della scena è occupato da un alto parallelepipedo che si mostrerà, in seguito, essere una struttura girevole, su cui un lato è occupato da un bassorilievo a tutto campo del volto del protagonista Harry, su un altro vi è sia lo studio di pittrice che abitazione modesta di Ada, l’artista ribelle che legherà la sua vita ad Harry. I due personaggi sono i protagonisti dell’ultimo romanzo scritto da Irène Némirovsky I cani e i lupi pubblicato due anni prima della sua morte nel 1940, cui si aggiungono Ben, marito di Ada e Laurence, francese moglie di Harry, l’unica non ebrea della vicenda.

Martedì, 13 Giugno 2017 00:00

L’amore sulla terra rossa

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Nel Cortile delle carrozze del Palazzo Reale di Napoli è allestito uno dei palchi del Napoli Teatro Festival Italia, una scatola dalle pareti nere profonde come la notte che sfuma i contorni spaziali e temporali della pièce Love/Hate – Open 2017 incentrata sulla narrazione di un rapporto di coppia, forse del rapporto di coppia.

Lunedì, 05 Giugno 2017 00:00

Trasumanar di passi e di poesia

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Dai libri di scuola alle strade della città, si risveglia la Commedia. Scartandosi un poco dalla lettura cui siamo abituati, con annessa parafrasi e lettura allegorica, i versi trovano sapore nuovo nei cori di settecento voci di cittadini – cittadini davvero, perché si ridiventa polis cantando Dante per le vie di Ravenna. Le Albe mettono in vita l’Inferno dantesco come evento intrinsecamente teatrale. È forse la sfida più grande dell’arte contemporanea: cantare un capolavoro della lingua, rivestire di immagini sceniche un capolavoro della letteratura, comporre un teatron, ossia una visione, la “mirabile visione” dantesca. Inferno 2017Purgatorio 2019Paradiso 2021. Facendosi carico di questa opera-mondo, selezionando e montando luoghi e figure, le Albe si propongono, con un progetto che si sviluppa nell’arco di oltre cinque anni, di riportare in vita una grandezza del passato facendola risuonare in un’esperienza presente, con la convinzione che il senso sia sempre futuro, a venire. Magari fra sette secoli ancora. Perché “c’è una verità più grande del vero” e non si può far altro che svuotarsi per raccoglierla, come profezia che è già da sempre nell’opera.

Giovedì, 01 Giugno 2017 00:00

Un corsivo sul Teatro Eliseo

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Per tre giorni – dalla pubblicazione dei primi dispacci d'agenzia al momento in cui scrivo questo corsivo – ci siamo indignati e divertiti: abbiamo ostentato immagini sui social accompagnandole con citazioni dotte o commenti ironici, inventato hashtag, scritto post colmi di risentimento, formulato ragionamenti e domande sulla questione, condiviso le lettere collettive che le associazioni di categoria hanno scritto e inviato ai cartacei, divulgato gli indirizzi mail dei politici che sono stati autori dell'emendamento inducendo così a scrivergli: che, a questo punto, agiscano di conseguenza salvando non un teatro romano ma il teatro italiano; che ricevano testimonianza diretta di un malessere economico di settore che traversa per intero il Paese; che paghino la loro disponibilità ad essere complici con l'intasamento della mail istituzionale.

Sabato, 27 Maggio 2017 00:00

L'esperimento italiano di "Almost, Maine"

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Almost Maine è una cittadina fantasma, così piccola e tanto “di passaggio” che non si trova, a volerla cercare, su nessuna mappa. “Quasi” Maine nella traduzione italiana curata dalla compagnia Teatrocasa per la regia di Ramón Garrido, che mette in scena il testo del drammaturgo nordamericano John Cariani per la prima volta nel nostro Paese.

Troilo e Cressida sveglia incubi e ambiguità. Considerata opera “post-moderna", questo pezzo shakespeariano, infatti, non sceglie una linea comune: il tono, che oscilla tra la commedia e la tragedia, carico di erotica esuberanza e incitata moralità insieme, nel tempo ha messo in crisi il lettore sulla reazione da avere di fronte alle vicende dei personaggi, Greci e Troiani in balia delle effimere emozioni dell’amore e del potere.

Sabato, 20 Maggio 2017 00:00

Sull’identità dell’uno

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Con Sull’idendità −primo appuntamento della rassegna dedicata alla danza contemporanea Passaggio a Sud curata da Roberto Giambrone per la sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo − Giuseppe Muscarello si confronta con il relativismo pirandelliano reinterpretando Uno, nessuno, centomila. Il performer palermitano, fondatore della compagnia Muxarte, ha il grande pregio di un linguaggio fisico molto mimico che gli rende l’accostarsi a Pirandello naturale.

Venerdì, 19 Maggio 2017 00:00

L'erba è verde. Martinelli e la non-scuola

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Marco Martinelli ha una voce piana, come internamente addolcita e – quando ti parla – sembra prenderti sotto braccio, in passeggio. Racconta, Martinelli, come si dice del pane o dell'acqua, usando parole chiare. Quando è a un appuntamento pubblico – come capitato all'Asilo Filangieri di Napoli, dove l'ho ascoltato un paio di mesi fa – tende a inclinare busto e volto verso la platea, come volesse anche fisicamente ridurre la distanza che la frontalità di una lezione o di una presentazione ufficiale prevede. Non solo: guarda Ermanna, di continuo. Poche frasi, poi uno sguardo ad Ermanna, ancora poche frasi, poi di nuovo uno sguardo ad Ermanna. Dev'essere questa sensazione rara e perdurante che chiamiamo “amore”.

Mercoledì, 17 Maggio 2017 00:00

"Aspettando Antigone": la poetica dell'antieroe

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Aspettando Antigone: con questo titolo beckettiano Claudio Zappalà, giovane drammaturgo vincitore del Premio Cendic – Segesta 2015, chiude la stagione della sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo. Allestito per la prima volta al Festival Dionisiache, Aspettando Antigone torna nella sua città “natale”.

Martedì, 30 Maggio 2017 00:00

Arte o fuffa?

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Assistere a Not Here, Not Now di Andrea Cosentino vuol dire confrontarsi con due livelli di fruizione: uno epidermico, in cui la logorrea affabulatoria, le gag e le trovate inducono al riso mediante una comicità intelligente; l’altro, sottilmente – e a tratti anche non sottilmente, ma proprio dichiaratamente – argomentativo, facendosi portatore, innervandolo sulle note del comico, di un ragionamento acuminato su una questione cogente.

Martedì, 16 Maggio 2017 00:00

L'incompiuta democrazia in America

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Non ho mai assistito ad uno spettacolo di Romeo Castellucci e della “mitica” Raffaello Sanzio; sono quindi curiosa e piena di aspettative rispetto a La democrazia in America, tratto dall’omonima opera politico-filosofica di Alexis de Tocqueville.
L’incipit è senz’altro impressionante, con diciotto donne vestite da suore militari, tutte in bianco, con dei campanellini appesi agli abiti che si muovono in sincrono e compongono figure. La confusione. La visione non è nitida, perché vi è uno schermo opaco che copre tutto lo spazio scenico separando gli attori (le attrici, anzi: sono tutte donne) dal pubblico.

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