“In coscienza, Kàtja, non lo so”.

Anton Pavlovič Čechov

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Martedì, 06 Novembre 2018 00:00

Yorick, i matti e la sfida all'oblio

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Resta / Bisogna che vada
La scena seconda dell'atto primo è cominciata da una cinquantina di versi quando Amleto è chiamato al cospetto della Regina e del Re. I due hanno appena concesso a Laerte, figlio di Polonio e fratello di Ofelia, il permesso per tornarsene in Francia, lì da dove è rientrato per assistere all'incoronazione del nuovo sovrano: “Devo confessare” – ha detto il giovane – “che i miei pensieri volgono alla Francia e si inchinano al vostro consenso”; posso ritornarvi dunque? “Cogli la tua bella ora, Laerte” gli ha risposto Claudio; “il tempo sia tuo e le tue migliori doti splendano a tuo piacere” ha poi aggiunto e, fatto retrocedere con un gesto della mano il ragazzo, ha quindi chiamato a sé il principe, facendogli notare che adesso risulta contemporaneamente “mio nipote e mio figlio”; “un po' più parente e meno che figlio” risponde invece Amleto, come a dire: mettiamo le cose a posto, diciamoci la verità, chiariamo subito e davanti a tutti i rapporti che ci sono tra noi: io non sono tuo figlio ma tuo nipote e tu non sei mio padre ma solo l'uomo che si è unito in matrimonio con mia madre.

Lunedì, 05 Novembre 2018 00:00

Coro di voci per “Cuore di cane”

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“La lotta contro la censura, qualunque essa sia e sotto qualunque potere, è mio dovere, così come gli appelli alla libertà di stampa. Nella vasta arena della letteratura russa, in URSS io ero l’unico lupo. Mi hanno consigliato di tingermi il pelo. Consiglio assurdo. Sia tinto sia tosato, un lupo non assomiglierà mai a un barboncino”.

Venerdì, 02 Novembre 2018 00:00

Una voce, un coro, un dramma

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Sette paia di scarpe nere sul limitare dello spazio che separa l’assito dalle gradinate del Teatro La Giostra, ad un passo in altezza da Piazza Augusteo, nei Quartieri Spagnoli. Quasi al centro di questa linea, sagomato a terra da un nastro bianco, un gioco da bambini con le caselle numerate in cui si salta senza toccare le linee di demarcazione. Poco più indietro nove piccoli sgabelli di cartone su cui si siederanno gli attori-ballerini, cinque donne e due uomini con abiti neri come le scarpe che li attendono, e una ballerina.

Sabato, 03 Novembre 2018 00:00

La sensualità musicale del “Don Giovanni”

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Kierkegaard definì il Don Giovanni di Mozart un “animale musicale” in cui il centro magnetico e la forza vitale risiedono non nella carne ma nella sensualità musicale. Egli non è persona bensì un carisma della musica, e non si può nemmeno intendere come processo di incarnazione in un corpo singolo in quanto l’intera opera è un corpo mistico musicale ottenuto attraverso la congiunzione ‘misteriosa’ di tutti i cantanti con lui, il Don Giovanni, che rappresenta la testa.

Mercoledì, 31 Ottobre 2018 00:00

Il viaggio dell'unicorno

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Nella sala destinata un tempo all'operazione di spellamento dei suini, la pelanda, all'interno del grande complesso del Mattatoio, situato nel quartiere romano Testaccio, non lontano dalla famosa piramide, oggi, si fa e si vede teatro, musica ed arte.
Il complesso è molto grande, composto di vari edifici, con un altrettanto grande spazio esterno, in cui di tanto in tanto  si incappa in residui di aggeggi che furono utilizzati per le operazioni di preparazione degli animali a diventare carne commestibile (ganci, gabbie, macchinari vari).

Martedì, 30 Ottobre 2018 00:00

Di Licia, di Bulgakov e dell’essere artista

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Cuore di cane di Bulgakov portato in scena da Licia Lanera è il primo capitolo di una trilogia ispirata ad autori russi – a questo primo capitolo dovranno far seguito Il gabbiano di Čechov e le poesie di Majakovskij – dal titolo complessivo Guarda come nevica. Ed è la neve il primo elemento che apre la scena, accogliendo, in identità testuale fra romanzo e azione scenica, l’ingresso sulle tavole del Teatro Abeliano della Lanera che guaisce il dolore del cane Pallino.

Lunedì, 29 Ottobre 2018 00:00

Una risata vi seppellirà

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Siamo abituati a pensare allo straniero come a colui che sta al di là confini, che tenta di superarli o che ci guarda ostile dalla torre nemica. Non si parla d’altro, oramai, che di quest’entità fittizia, lo straniero, come colui che viene da fuori e contro, come un’alterità pericolosa per la vita. Non si capisce che in fondo è di questo che si tratta, sempre, della vita, del tentativo di tenersi in vita, in un modo o nell’altro. Non si capisce che in fondo si tratta di sfidare la morte, che è l’unica vera alterità, estraneità da capogiro che ci aspetta, tutti, al confine.

Venerdì, 26 Ottobre 2018 00:00

“Gyneceo”, il tempo della consapevolezza

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La semplicità di una vita, e del dolore nella vita. La facilità e la velocità con cui si arriva a soffrire, con cui si incorre nell’errore e si incespica nelle situazioni che compongono il percorso, facendo torto a se stessi, scoprendo a poco a poco, con il passare del tempo, che in fondo di chi può essere la colpa, se non nostra?

Martedì, 23 Ottobre 2018 00:00

Dell'orrore e dei suoi derivati: NO

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Germania 1938: in un clima di orrore e indecenza sociale, Bertolt Brecht conclude la scrittura di Terrore e miseria del Terzo Reich, un lavoro di ventiquattro scene ovvero ventiquattro manifesti pubblici di quotidiana disfatta.
Il cerchio è chiuso, la svastica è in bella mostra, l’orrore compatto prende spazio nell’angolo giro e luminoso che definisce la scena: siamo al Teatro Elicantropo di Napoli, è un venerdì di ottobre dell’anno 2018 in cui l’autunno tarda ad arrivare, e il pubblico napoletano − ventaglio alla mano − gode dell’ennesimo regalo teatrale che porta l’inconfondibile firma di Carlo Cerciello.

Sabato, 20 Ottobre 2018 00:00

Restare vivi, in quest'ennesima replica

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Un regista scrive ai suoi attori
Nel 1963, alla fine di una tornata di repliche di Vita di Galileo, Giorgio Strehler spedisce ai suoi attori un saluto che in realtà aveva scritto da alcuni mesi: “mi decido a farvelo leggere solo adesso”, al termine “della prima parte di repliche di uno spettacolo che ha inciso sulla vostra vita più ancora di quello che voi credete”.

Martedì, 16 Ottobre 2018 00:00

Ripellino: un ricordo, un frammento di chiacchiera

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Ad Angelo Maria Ripellino negli ultimi anni di vita (a causa di una malattia) la vista calò, le palpebre gli si fecero deboli, la vista friabile e incerta, sbiancò come sbianca una tenda tenue rischiarata dal sole − il mondo, all'improvviso, gli si fece di carta velina − poi tutto diventò buio: come se − senza muoversi, senza fare alcun passo − egli fosse caduto in un crepaccio, si fosse ritrovato in una grotta, qualcuno lo avesse chiuso in una antica segreta.

Domenica, 14 Ottobre 2018 00:00

Quattro pensieri su una mostra teatrale

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Me lo ricordo il Teatro Studio di Caserta...”
 (Mario Martone)

 
Poi guardavo i miei coetanei: dalla provincia
osservavo il lavoro di Neiwiller, di Carpentieri,
Martone con Falso Movimento”
 (Toni Servillo)

 
Eravamo proprio rivali...”
(Angelo Curti)

 
Ora penso che tutto questo debba trovare un contatto”
(Antonio Neiwiller)

 

Riconoscersi
L'aspetto che mi colpisce di più, nel ripercorrere la storia di Teatri Uniti (una storia che da spettatore, anagraficamente, non mi appartiene se non per l'ultimo scorcio: sto dunque provando a perlustrare una memoria che non è la mia consultando anche libri, pagine di giornale, vecchie locandine) è che questa stessa storia comincia prima della sua effettiva data d'inizio. Tant'è.

Giovedì, 11 Ottobre 2018 00:00

Oggi come allora

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Mario Martone è presente fisicamente al primo appuntamento della nuova stagione del Nest − Napoli Est Teatro che porta in scena Tango glaciale Reloaded (1982-2018), dopo essere stato proposto al Piccolo Bellini nella stagione precedente. Dall’assito ruba pochi minuti iniziali per timidi ringraziamenti: in fondo non c’è bisogno di altre parole per raccontare questo riallestimento perché lui stesso ha chiarito che quest'opera, che ha fatto la storia del Nuovo Teatro trentasei anni fa, deve ”mettere il lavoro alla prova di una generazione che nel 1982 era lontana dall’essere concepita”.

Una lettera (e la sua introduzione generale)
Il 25 gennaio del 2017 l'A.R.T.I – l'Associazione Reti Teatrali Italiane, presieduta da Carmelo Grassi – condivide pubblicamente la lettera che ha indirizzato “al legislatore” per offrirgli “il punto di vista degli operatori impegnati nella distribuzione”.

Giovedì, 04 Ottobre 2018 00:00

Una Malacrescita senza via di uscita

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Al Parco archeologico di Cuma, a inaugurare la quarta edizione dell'Efestoval, Festival dei vulcani, è andato in scena Mimmo Borrelli – anche direttore artistico della rassegna – con il monologo Malacrescita, tratto dalla tragedia: La madre: ’i figlie so’ piezze ’i sfaccimme, testo già noto e premiato nel 2013 con il Premio Testori.

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