“L'attore è un catalizzatore di presenze invisibili e inattuali”.

Attilio Scarpellini

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Giovedì, 02 Febbraio 2017 00:00

Amore, matrimonio, morte

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“Finalmente qualcosa di nuovo”, viene da dire andando a vedere Il lavoro di vivere al Teatro Nuovo: essenzialmente perché il testo è stato scritto da un autore israeliano, Hanoch Levin, considerato il maggior drammaturgo del suo Paese e conosciuto in Francia e negli Stati Uniti ma che, in Italia, circolava solo nelle rappresentazioni della comunità ebraica romana, in qualche sala minore, mentre giaceva ignorato dal teatro ufficiale, dedito alla replicabilità del proprio repertorio classico. La direttrice del teatro Franco Parenti di Milano, Andrée Ruth Shammah, ha tradotto il testo insieme a Claudia Della Seta e sotto la sua regia Carlo Cecchi lo ha proposto in un questa prima uscita nazionale. Carlo Cecchi ricostruisce questi passaggi nell’intervista rilasciata al Il Mattino a Luciano Giannini, ricordando anche che il titolo originario − Il mestiere di vivere − ricordava troppo Cesare Pavese; quindi la scelta di utilizzare un sinonimo per evidenziare l’assoluta novità di questo autore. 

Martedì, 31 Gennaio 2017 00:00

"The Pride", orgoglio senza pregiudizio

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Zingaretti si concede la prima regia di una pièce teatrale, The Pride, particolare per la trattazione “bi-temporale”, rilevante per il tema. Il plot si articola su due piani, uno contemporaneo, l’altro sito a metà del secolo scorso; entrambe le storie si svolgono a Londra e in entrambe i protagonisti sono tre: due uomini, una donna, ed hanno in entrambe gli stessi nomi.
La distanza cronologica e il differente periodo storico e culturale non sono gli unici elementi che sembrano porre agli antipodi le due storie: i rapporti dati, di partenza, e le modalità di vita scelte, professate e praticate sono molto diversi. Eppure, qualcosa unisce profondamente le due storie: l’omosessualità dei due protagonisti maschili.

Venerdì, 03 Febbraio 2017 00:00

Spettralità eteree

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L’ultima volta che eravamo stati in cospetto del sovrano di Scozia e della sua sanguinosa storia la sua corte, i suoi spettri e le sue streghe erano apparsi in una messinscena d’impianto tradizionale e sostanzialmente filologico. Questa volta invece ci troviamo davanti ad un Macbeth che non solo cambia scena ed anche nome, ma ad una riduzione che provando ad esplorarne alcune pieghe di senso, si stacca dall’opera di partenza per provare ad intraprendere un percorso autonomo.

Domenica, 29 Gennaio 2017 00:00

Se ne va. Tutto come sempre

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Delicate e malinconiche note di pianoforte echeggiano nella sala ancora buia, mentre la luce filtra sotto l’orlo del sipario che si apre su un interno elegante, col pavimento di legno. Le pareti sono celeste polvere, con modanature di legno e delicate decorazioni geometriche bianche. Quel quadrato di parquet individua lo spazio scenico, lo delimita, rappresenta la traccia delle pareti invisibili che racchiudono la scatola, il microcosmo del dramma.

Sabato, 28 Gennaio 2017 00:00

Di spiriti antichi e disastri moderni

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Per la rassegna Il Teatro cerca Casa, formula vincente che da alcuni anni vede gli appassionati del teatro recarsi nei salotti privati ad assistere a interessanti performance, nell’abitazione del drammaturgo Manlio Santanelli è andato in scena per la prima volta in questo ambiente Enzo Moscato con la lettura drammatizzata di un suo scritto Spiritilli e altri incontri, seguito da un dibattito sul teatro che ha regalato a tutti i presenti, tra cui alcuni alunni delle scuole di recitazione napoletane, dei momenti di autentico e vibrante coinvolgimento.

Venerdì, 27 Gennaio 2017 00:00

Dell'attore di Jouvet; dell'Elvira di Servillo

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Per un elogio del disordine
Ogni pensiero, ogni frase, ogni parola, ogni lacerto teorico – ogni lezione – con Jouvet assume la dimensione concreta, artigianale ed umana, del teatro allestito in teatro. Qui, sul palco, tra quinte scure, con qualche piazzato o qualche faro verticale a fare luce, nell'aria l'eco del rumore di un passo – un tacco ha appena battuto sul legno – mentre sulle poltrone della platea giacciono le borse, i cappelli, le sciarpe e i cappotti degli attori.

Giovedì, 26 Gennaio 2017 00:00

La geometria della sterilità sentimentale

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Due grosse scatole di cartone da imballaggio per i traslochi messe al centro della scena e una luce aranciata che proviene da una lampada tonda che pende dall’alto. Questa è tutta la scenografia dello spettacolo Il catalogo, scritto e diretto da Angela Di Maso, già rappresentato in precedenza e ora in scena a Sala Ichòs.

Martedì, 24 Gennaio 2017 00:00

Appunti su "Calcedonio"

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Una coppia (Egisto e Cesarina) e un amico (Vitaliano) a distanza di alcuni anni dall'ultimo incontro si ritrovano a cena. Ospitalità, convivialità, genericità d'argomenti finché non viene pronunciato il nome di Calcedonio, che fu compagno di liceo, figura al tempo comico-mitica, tema (allora e, dunque, di nuovo adesso) di supposizioni, analisi, di pettegolezzi e di risate. Il ricordo porta alla ricostruzione memoriale, al rimando a ciò che fu e quindi a ciò che fummo e alla progressiva presa di coscienza degli inganni della giovinezza, alla comprensione che la vita è una pratica che disillude, che certe dichiarazioni di principio erano solo una menzogna, che le utopie (partitiche) e le speranze (personali) si sono seccate come le foglie di un albero in autunno. Una volta; vi ricordate; noi credevamo; quel giorno che; io avrei tanto voluto e non sono stato mai in grado di.

Martedì, 24 Gennaio 2017 00:00

L'uomo dei dolori

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“Un Samuel Beckett della generazione di John Stewart”. Questa la lapidaria definizione che il critico del New York Times, Charles Isherwood, ha usato per Will Eno, autore americano alla ribalta, tra i più quotati nel suo Paese, le cui opere hanno avuto un ottimo riscontro anche nel vecchio continente, con produzioni di teatri inglesi, irlandesi, francesi, tedesche, norvegesi (e riprese in vari altri Paesi del mondo, dal Brasile, ad Israele, al Messico).

Lunedì, 23 Gennaio 2017 00:00

Per un pugno

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Quando finisce l’età dell’innocenza? Cosa accade alle migliori amicizie che si interrompono improvvisamente? Quanto non detto c’è tra l’offeso e chi offende? Tra chi parte e chi rimane? Il nucleo della pièce Visite che Niko Mucci mette in scena al Teatro Elicantropo è nel non detto che i due protagonisti tengono dentro per trentacinque anni, per poi esplodere con tutta la violenza dei sentimenti nascosti, mai rivelati nemmeno a se stessi, che rendono alcune esistenze sterili, apparentemente di successo, ma composte essenzialmente di solitudine.

Venerdì, 20 Gennaio 2017 00:00

Metamorfosi. Di Perla, Roberto, Fortebraccio

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Perla
“Cominciamo da dove si finisce”, per citare le note di regia di Latini a Buio Re.
“Il teatro, che era la vita vera, di fronte alla vita reale si disillude e così mi sono svegliata dal coma in cui mi aveva rinchiusa il teatro i cui meccanismi, ora, erano diventati automatici, non più sublimi. Negli ultimi spettacoli non riuscivo più ad abbandonarmi e così – durante Annabel Lee – ho detto: non è giusto che finga. E il cerchio si è chiuso”.

Domenica, 22 Gennaio 2017 00:00

Suite memoriale

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Enzo Moscato al Teatro Nuovo è un rito che si ripete, un appuntamento fisso – e a volte anche plurimo – che contraddistingue le stagioni che vi vanno in scena. In realtà, da programma, il “Moscato di stagione” (di questa stagione) sarebbe dovuto essere lo spettacolo Modo Minore che però è stato poi rimpiazzato da Toledo Suite.

Giovedì, 19 Gennaio 2017 00:00

Da C.Re.S.Co. al Ministro Franceschini

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L'Italia attende (ancora) la sua Legge sullo Spettacolo, l'Italia attende (ancora) una vera Legge di settore. Risuonano, come nel vuoto, gli appelli orgogliosi e intransigenti di Strehler; sembra di risentirli di nuovo i concetti che Eduardo muta in drammaturgia ne L'Arte della commedia; prendono vigore le frasi − e le carte − di decine di vecchi dibattiti in cui, al cospetto di qualche Ministro, coloro che il teatro lo vivono facendolo hanno espresso a voce e per iscritto necessità, urgenze, bisogni. Fanno forza, quelle parole, alle nuove parole di questo nostro presente perché ciò che non è rinviabile non sia rinviato ancora. Esempio recente fu l'incontro del Metastasio di Prato, a novembre (qui un articolo di Simoe Nebbia che ne fa analisi su Teatro e Critica); testimonianza ne sono gli sforzi di elaborazione e scrittura che i soggetti, a vario titolo, stanno producendo in questi mesi.
Come già accaduto in passato Il Pickwick ritiene suo dovere condividere e diffondere, quando possibile, i documenti che ne derivano, gli spunti di pensiero. Perché si tratta di contributi a una discussione più ampia, che parte dal soggetto che dice e che investe e riguarda il Teatro tutto, tutti i teatranti.
Riceviamo e quindi pubblichiamo perciò il comunicato di C.Re.Sco.

Mercoledì, 18 Gennaio 2017 00:00

La notte del 10 (meno)

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Un tempo, quando al San Carlo si andava ad ascoltare l’opera, c’erano i melomani. Appassionati di lirica, pronti ad osannare i pezzi di bravura e stroncare ferocemente le stecche. Cattivissimi con gli spettacoli sbagliati, erano autorizzati a fischiare e contestare platealmente gli errori di regia e interpreti.

Martedì, 17 Gennaio 2017 00:00

L'Attore

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“Io non sono Amleto”. Prime parole, asserto per contrasto di una destrutturazione: Amleto e non più Amleto. Partendo da Shakespeare, passando per Heiner Müller, arrivando al proprio non-Amleto, all’Amleto di Fortebraccio, la “macchina-Amleto” di Müller si trasforma nella “macchina-Amleto” di Roberto Latini, che ne plasma magmaticamente la materia, flettendola alla propria voce, ad una partitura sonora in penombra.

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