"Pupi siamo, caro signor Fifì! Lo spirito divino entra in noi e si fa pupo. Pupo io, pupo lei, pupi tutti".

Luigi Pirandello

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Giovedì, 20 Ottobre 2016 00:00

Peccati di questi tempi

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Il suono di un antico vibrafono scandisce il tempo come i rintocchi di un orologio. Antico come le parole antiche di John Ford, il vibrafono riempie l’aria quando le parole tacciono. Laura Angiulli porta in scena, a Galleria Toledo, il peccato. Ma cos’è il peccato, l’abominio, in questi tempi che sono antichi e moderni nello stesso momento?

Martedì, 18 Ottobre 2016 00:00

"Un virusse corrosivo". Efestoval, Campi Flegrei

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È Mimma Gallina a darmi lo spunto con cui iniziare questo articolo. Scrive infatti, in Organizzare teatro, che “i Comuni capoluogo con il 30% degli abitanti circa assorbono quasi il 60% dell'offerta di spettacoli”, aggiunge che “le sei città italiane con oltre 500.000 abitanti, dove risiede il 12% della popolazione, assorbono oltre il 30% dell'offerta” e chiude ricordando che “i Comuni fino a 50.000 abitanti, con il 64% dei residenti, si aggiudicano il 38% degli spettatori”.

Domenica, 16 Ottobre 2016 00:00

Fabrizio il clochard

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"L'ultimo ballo, l'ultimo delirio, l'ultimo urlo di un giovane uomo che ha perso tutto".
Questa la premessa allo spettacolo Fabrizio, secondo appuntamento della rassegna 70/30 Il teatro che verrà andato in scena al Teatro Biondo di Palermo per la regia di Manuel Capraro. Una scelta questa coerente con il tema della rassegna: il disagio, soprattutto quello delle nuove generazioni.

Mercoledì, 12 Ottobre 2016 00:00

NTFI: le parole, i fatti e il silenzio

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Le parole (dal libro dei sogni)
L'edizione 2016 de “il Napoli Teatro Festival Italia” – scrive Luigi Grispello, Presidente della Fondazione Campania dei Festival – “si pone l'obiettivo di estendere il proprio ruolo da rassegna teatrale estiva a istituzione culturale permanente che svolge attività di grande valore durante tutto il corso dell'anno”. Il Festival, infatti – insiste Grispello – solo in questo modo può davvero raggiungere i suoi obiettivi che sono: “incentivare la valorizzazione delle realtà artistiche radicate sul territorio”, “promuovere e sostenere lo scambio culturale tra Napoli e il mondo”, “far conoscere e diffondere all'estero la creatività degli artisti napoletani” ed “offrire occasioni di lavoro qualificato nel campo dell'arte teatrale e delle performing arts”.

Martedì, 11 Ottobre 2016 00:00

Psicopatafisica

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Corpo di donna a farsi clown in una messinscena dal vago sentore patafisico. Vago sentore, perché l’evocazione di Ubu Roi appare come qualcosa a metà fra un significativo pretesto e un orpello ipnotico. Giduglia, ovvero la spirale patafisica, che vorticosamente gira e rigira, è un motivo che correda la scena in una dicromia bianca e nera; bianco e nero che si ripropongono in ogni dettaglio, indossato o recato in scena da Patrizia Aroldi, dal cappello alle scarpe; dalla valigia a fasce oblique, bianche e nere, da cui cava fuori una valigetta più piccola a fasce bianche e nere anch’essa; cerone sul viso, un vestito – bianco e nero – che culmina in uno sbuffo di gonna.

Domenica, 09 Ottobre 2016 00:00

Quanne ghiucaveme 'u pallone

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Nel primo capitolo de Le memorie del teatro Georges Banu s'interroga su che rapporto vi sia tra il ricordo e la pratica scenica, tra ciò che era e ciò che appare. “A teatro” – scrive Banu – “la memoria è paradossale” poiché da un lato è ciò che è sempre stata, ovvero una rimanenza parziale e soggettiva che si fa “cosa rammentata” e, dall'altro invece, “cerca di mostrarsi nell'attualità di un corpo, di uno spettacolo”.
“Il teatro” – continua Banu – “da sempre s'immerge in ciò che risale dal passato” ed è per questo che, osservando l'attore – ovvero il suo fenomeno più esposto – abbiamo la sensazione ch'egli compia “in se stesso gli sponsali del tempo antico con quello di adesso”: fa “da supporto e da mediatore, da ponte e da trappola per topi” l'attore, è “all'incrocio delle durate” ed è per suo mezzo che “il teatro si fa carne” appartenendo così al presente.

Venerdì, 07 Ottobre 2016 00:00

La nenia dell'occupazione

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Nel buio della sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo il pubblico respira un’aria intrisa di aspettative per la stagione teatrale che sta iniziando; seduti insieme a una “prima della prima”, vediamo entrare in silenzio sei attori, uno dopo l’altro e ognuno scandito dal proprio passo. Il ritmo disparato di questo ingresso cala nell’immobilità quando si accendono i riflettori e ce li troviamo davanti, quegli attori giovani, insabbiati in una parte muta. Sul palco questo gruppo – Federico Cianciaruso, Fabio De Stefano, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero – sta schierato di fronte al pubblico: sei figure immobili su sei sedute diverse, unico elemento scenografico.

Mercoledì, 05 Ottobre 2016 00:00

Drammaturgia argomentativa

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Per raccontare, descrivere e considerare Scusate se non siamo morti in mare bisogna necessariamente partire dal testo drammaturgico. Bisogna farlo perché, per questo come per altre drammaturgie firmate da Emanuele Aldrovandi, il testo è ben più di un semplice punto di partenza; è drammaturgia in cui si dipana un filo narrativo che è strumento funzionale all’articolazione di un ragionamento complesso, strutturato, che si compone e si costruisce attraverso studiati meccanismi (uno su tutti: il ribaltamento, che sia di senso o di prospettiva).

Giovedì, 29 Settembre 2016 00:00

Fondamenti del teatro: Banu e il ricordo dell'effimero

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A teatro la memoria è paradossale. Da un lato, in quanto arte, almeno in Occidente, non ha che una memoria parziale, a buchi, frammentaria, e dall'altro conserva un carattere di cosa rammentata che, oggi ancor più del solito, cerca di mostrarsi nell'attualità di un corpo, di uno spettacolo.

Mercoledì, 28 Settembre 2016 00:00

C.Re.S.Co., lettera aperta alla Regione Puglia

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Il Coordinamento delle realtà della Scena Contemporanea (C.Re.S.Co.) della Puglia ripropone alla Regione e a tutti i soggetti dello spettacolo dal vivo questioni fino ad ora rimaste inevase. La Regione Puglia, che si era proposta come un modello di sistema teatrale virtuoso, con esperienze felici come quella delle residenze dei Teatri Abitati o come il Festival StartUp di Taranto, si trova a vivere oggi una situazione di incertezza culturale e programmatica.

Sabato, 24 Settembre 2016 00:00

Non "Ho.me" stessa

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Dolce ma non docile, muove i suoi passi lo straniero sul palco di Ho.me. Sul palco di una casa dove "ho-me", possiedo me stessa, tutto è sotto controllo. La compagnia Vernicefresca, con l’attenta regia di Massimiliano Foà, mette in scena una casa distopica, fatta di grigi glaciali, dove chi viene da fuori non è il benvenuto. Una casa scandita da un tempo decisivo, sempre sul punto di cominciare.
Ho assistito ai primi passi di Ho.me a luglio durante calde giornate di prove milanesi. È una grande emozione stare seduta fra il pubblico, nel buio della sala, e vedere i colori freddi delle scene, le luci affilate, i costumi, le musiche, tutto ciò che compone il prodotto finito, costruito intorno ai corpi delle quattro ragazze e al lavoro di regia che già vedevo all’opera un paio di mesi fa.

Mercoledì, 21 Settembre 2016 00:00

Roberto Latini: un arsenale di apparizioni

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Quaquèo: Toh, guarda! L'hanno preso per teatro! Noi facciamo i fantasmi...
Milordino: Ci si son divertiti!
Diamante: I fantasmi? Che fantasmi?
Quaquèo: Ma sì, le apparizioni, per spaventare la gente e tenerla lontana!

                                                                                                    (I giganti della montagna, Luigi Pirandello)


 
Qualche sera fa, il pubblico di Efestoval, “Festival dei vulcani” di teatro itinerante nei Campi Flegrei diretto dal drammaturgo e attore Mimmo Borrelli, ha avuto modo di assistere a una serata speciale, per una serie di motivi. In primis, per la location: la caratteristica più notevole di questa rassegna – quest’anno alla sua seconda edizione – sta nel fatto che gli spettacoli vanno in scena in luoghi non canonicamente teatrali, spesso sconosciuti, della zona flegrea di cui Borrelli è originario.

Giovedì, 15 Settembre 2016 00:00

I versi del mare

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La recensione di uno spettacolo è sempre un’impresa ardua, un continuo cozzare contro i limiti di ciò che non si può esprimere e che, per questo, non si può mostrare appieno attraverso le sabbie sfuggenti del linguaggio. Per alcune rappresentazioni i limiti nel ‘mostrare’, ‘catturare’, ‘mappare’ e ‘rappresentare’, si frappongono tra il lettore e chi cerca di restituire l’esperienza dello spettacolo come vere e proprie mura inespugnabili, e l’unico espediente per affrontare l’impresa è quello di riconoscere umilmente l’incolmabilità del divario tra l’esperienza artistica vissuta e le parole utilizzate per raccontarla, appellandosi alla clemenza del lettore che, da subito, è bene che sappia di trovarsi di fronte ad una ‘recensione morta’.

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