"Pupi siamo, caro signor Fifì! Lo spirito divino entra in noi e si fa pupo. Pupo io, pupo lei, pupi tutti".

Luigi Pirandello

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Venerdì, 09 Settembre 2016 00:00

Fondamenti del teatro: Strehler e l'attore

Scritto da

L'attore sa che il teatro è un fatto definitivo, senza spiegazioni, né premesse né postille.

Martedì, 06 Settembre 2016 00:00

Mimmo Borrelli: deflagrazione flegrea

Scritto da

Al Castello di Calitri, in Alta Irpinia, in una sera di quasi fine estate che tange la notte, all’interno del miracoloso evento dalla durata oramai settimanale ideato e prodotto da Vinicio Capossela, lo Sponz Fest, fa il suo ingresso in scena, da un sottoscala di un anfratto che potrei associare idealmente ad una grotta, Mimmo Borrelli, conferma della promessa che fu. Non mi era ancora successo di vederlo all’opera.

Mercoledì, 07 Settembre 2016 00:00

Un kolossal teatrale (solo in video)

Scritto da

L’arena di Senise, in Basilicata, è affascinante. Duemilacinquecento posti sugli spalti abbracciano lo spazio scenico di pietra bianca e acqua scura. Due grandi statue di guerrieri con un ginocchio poggiato sul terreno una di fronte all’altra segnano le estremità destra e sinistra di quello che sarà il palco. In alto la volta celeste piena di stelle, in lontananza gli alberi, la valle e le montagne. Dell’arena la sensazione di stare per assistere ad un evento in cui il corpo ha bisogno di uno spazio esteso per potersi mostrare nelle sue imprese, per compiere prodigi. Un evento sportivo, dei giochi oppure il teatro. Il teatro sa essere esibizione grandiosa di corpi. Siamo qui per farci catturare, per seguire e conoscere le vicende di Alexios l’Ecista, uno dei fondatori della Magna Grecia.

Domenica, 04 Settembre 2016 00:00

Teatro Pubblico Campano, ovvero: il sistema-Balsamo

Scritto da

una citazione
“La Regione punta alla permanenza degli eventi e alle manifestazioni che producono lavoro. Alcuni eventi” invece “scivolano sul piano dell’abitudine al finanziamento”. Dunque “pretenderemo di capire come vengono utilizzati i soldi pubblici fino all’ultimo centesimo” perché “non esistono” né possono esistere “bilanci non trasparenti”. “Premieremo” insomma “la qualità e la trasparenza dei progetti: chi porta un progetto di qualità sarà premiato”.
Infine, affinché sia chiaro: “Eviteremo che certi responsabili di sezioni artistiche guardino più al loro sistema di relazioni che alla qualità”. Quindi: “lavorate e non cercate un padrino politico, perché non ce ne sono più”; “basta portare registi e produttori amici”, “non ci saranno zone franche per nessuno”.
Firmato: Vincenzo De Luca (Corriere del Mezzogiorno, 3 agosto 2016) 

Giovedì, 22 Settembre 2016 00:00

Balletto Civile e la visione del Bardo

Scritto da

“Credesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la più dilettevole parte d’Italia; nella quale assai presso a Salerno è una costa sopra ‘l mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la Costa d’Amalfi, piena di picciole città, […]. Tra le quali cittadette n’è una chiamata Ravello”.

(Giovanni Boccaccio, Decamerone, Seconda giornata, Novella quarta)

 

Il belvedere di Villa Rufolo s’affaccia su una suggestione lontana quanto l’orizzonte, ideale per accogliere, nel suo raggio tendente a infinito, evocazioni di storie lontane, che rivivono nell’abbraccio suadente della notte ravellese, carpite dalla penna del Bardo e cullate fra cielo mare e stelle per essere rielaborate in una sintesi tra dramma e movimento. Balletto Civile rivisita Shakespeare.

Domenica, 28 Agosto 2016 00:00

Cercando teatro, scoprendo l'umano

Scritto da

Il teatro è poesia che esce da un libro per farsi umana
(Federico García Lorca)

La vita è l'origine non rappresentabile della rappresentazione
(
Jacques Derrida)

Così inventammo, tentammo, esplorammo, discutemmo
(Peter Brook)

 

In un giorno di marzo del 2015 – subito dopo un esercizio di training, per un motivo che ignoro – Fortuna cerca la mano di Tonia. Le dita dell'una scivolano nel palmo della mano dell'altra. Stanno in piedi, le braccia lungo i fianchi, in linea con le altre: il gesto è naturale, avviene furtivo e dura un paio di minuti. Accanto hanno una ventina di attrici, d'avanti due registe: sono a Piazzetta Forcella, in questo luogo non teatrale in cui si comincia a pensare a uno spettacolo che è la ragione di una tre giorni di laboratorio ed è un'idea, una prospettiva, una meta per la quale non c'è ancora né tragitto né direzione. Fortuna e Tonia compiono questo gesto segreto poi rafforzandolo: le due mani si tengono, si stringono, diventano una cosa sola, prima di sciogliersi perché c'è da riprendere a lavorare.

Sabato, 06 Agosto 2016 00:00

Cordiali meschinità borghesi

Scritto da

Tra gli ultimi spettacoli del Napoli Teatro Festival Italia è andata in scena una pièce di un interessante autore spagnolo, Juan Mayorga, drammaturgo la cui opera è stata tradotta e pubblicata per Ubulibrie che ha già riscosso un buon successo sulle scene, in particolare con lo spettacolo Himmelweg. La regia di Carlo Cerciello sceglie di cimentarsi con Animali notturni, un testo che, a partire dal tema dello straniero e dell’immigrazione, mette in scena la natura delle relazioni umane, sviscerando le perversioni su cui queste si costruiscono e di cui si alimentano, portando alla luce uno spaccato tagliente e disilluso della società moderna.

Venerdì, 05 Agosto 2016 00:00

Funamboli del dolore nel teatro di Lepage

Scritto da

File di luci si accendono una alla volta delineando una sagoma, come meridiani di un corpo umano che si staglia sempre più netto sull’oscurità del palco, fino al volto dell’attore che si illumina. Indicano i punti vitali dell’agopuntura, trovati a partire dalle pratiche di tortura – comincia a raccontare la voce in scena – ma che hanno il fine di curare. Sembra che tutto possa essere curato con l’agopuntura, persino i peggiori mali: “Tutto tranne l’angoscia, la mancanza di autostima e il cuore infranto”. D’un tratto su di un riquadro al centro della scena si apre un cielo notturno pieno di stelle e l’uomo comincia a volteggiare e librarsi in aria, sospeso, come senza gravità.

Giovedì, 04 Agosto 2016 00:00

Coralità corsara

Scritto da

Questo spettacolo ha un padre nobile, questo padre nobile si chiama Francesco Rosi, e segnatamente l’imprimatur di una paternità lontana riporta a Le mani sulla città. Ma questo spettacolo – Il cielo in una stanza – a quel nobile riferimento è tributario, ma non pedissequo referente e da quel nobile riferimento s’affranca, pur non disconoscendolo, ricalibrandolo sulla base della propria poetica.

Giovedì, 04 Agosto 2016 00:00

La nuova Apocalisse di Enzo Cosimi

Scritto da

La tempesta scoppia presto, molto prima del nostro ingresso nel Baglio Di Stefano dove Enzo Cosimi porta sul palcoscenico delle Orestiadi XXXV Sopra di me il diluvio, produzione creata per la Biennale di Venezia nel 2014 di cui firma regia e coreografia in collaborazione con l’interprete Paola Lattanzi. Introdotti alla visione dal laboratorio formativo Incontrarsi e Rivedersi a cura di Miriam Larocca e Giuseppe Antelmo è già durante la nostra fitta conversazione su questo Diluvio nella biblioteca del Museo delle Trame Mediterranee che rimbomba dentro le nostre pance un forte rumore di tempesta.

Venerdì, 29 Luglio 2016 00:00

Elegia di terra senza mare

Scritto da

Il mare come un destino lontano, simbolo di qualcosa che manca e s’agogna, che manca ad un popolo di cui una famiglia è porzione esemplare. Mar, della Compagnia de los Andes è storia che giostra i due registri del particolare e dell’universale compenetrando l’uno nell’altro, elevando simbolicamente una famiglia ad essenza della perdita, della mancanza, su ciò che non si ha e si desidererebbe avere e su ciò che non si è mai avuto e non si potrà lasciare in eredità a chi rimane.

Giovedì, 28 Luglio 2016 00:00

La mano vicino al fuoco

Scritto da

Assistere alle prove di uno spettacolo è come vedere le suore che si mettono il velo al mattino. Vi è una sorta di sacra intimità violata da parte dello spettatore ingordo, che non si accontenta del prodotto finito, ma vuole intrufolarsi nelle pieghe del processo creativo. Gli artisti dicono che fa piacere, che è importante avere dei testimoni – ma somiglia pur sempre a un lusso, a un dispetto, a un’invasione di campo. Tanto più se si tratta di uno spettacolo studiato in terra straniera, che cerca di articolare precisamente il tema dell’estraneità.

Domenica, 24 Luglio 2016 00:00

Macbeth e il sangue del Congo

Scritto da

Solitamente, prima di andare a teatro, sono poche le informazioni che prendo sullo spetacolo che andrò a vedere: il titolo, chi firma la regia e, solo se ne ho qualche curiosità particolare, spulcio le note di regia o la sinossi. Questo perché preferisco non intaccare la possibilità di essere stupito, sorpreso e – magari, ma è raro – rapito da qualcosa di totalmente spiazzante.

In queste condizioni né gli attori né i drammaturghi
né i critici si sentono controllati dagli spettatori, ossia
responsabili di fronte a loro. E allora di fronte a chi?
Questo è il problema. L'un verso l'altro? Ben poco.
(Nicola Chiaromonte)

Dobbiamo riflettere sulle priorità: non si organizzano
feste da ballo in case che crollano.
(Tommaso Montanari)


Quest’articolo non può che contenere una riflessione parziale essendosi svolto solo in parte il Napoli Teatro Festival Italia: pensato da Franco Dragone come “un laboratorio creativo culturale permanente” il Festival prevede infatti – stando alle parole del suo direttore – nell’ordine:

Giovedì, 21 Luglio 2016 00:00

Facciamolaconta: non ti pago!

Scritto da

NON TI PAGO!
Enrico Rosmini 1872

"Tutti i cittadini godono
egualmente i diritti civili e politici [...]
gli stranieri godono dei diritti civili [...]
Adunque, anche gli attori devono godere
di tutti i diritti che risultano dalla legge”.

Non poche sono state le lotte sindacali che hanno contribuito a rendere la figura dell’attore a tutti gli effetti “un lavoratore”. Pare ancora difficile però, far passare l’idea che, per il suo lavoro, debba essere RETRIBUITO.

“Non ti pago, ma così fai vedere il tuo lavoro, la tua faccia”.

Ne soffrono professionisti affermati e, ancor più spesso, giovani che vogliono emergere.
Ora, per carità, qualche volta si puo’ donare la propria opera gratis, specialmente in manifestazioni autonomamente organizzate, o in piccoli festival.
Ma quando questo “ricatto” viene effettuato da Teatri sovvenzionati per produrre spettacoli, o da Comuni che organizzano svariate “Estati”, si comprende che questa modalità sta diventando un sistema, un modo per svalutare il lavoro.

La gratuità venduta come grande opportunità.
D’altro canto, tutti ricordiamo il bando del Ministro Franceschini (ancora tu!) che spacciava come “grande opportunità per gli artisti, la possibilità di esibirsi gratis nei Musei”.

Gli oneri, naturalmente a carico degli artisti medesimi... Il putiferio che ne seguì, fece cancellare immediatamente il Bando del Ministero, ma non ha evidentemente cambiato le cattive abitudini.
Questa estate infatti, come sempre, è un fiorire di iniziative che gratificano gli artisti. GRATUITAMENTE.
Questi sono solo due esempi, ma ne potremmo fare a decine.

1 – Teatro Biondo di Palermo:
Il Teatro Biondo si offre di ospitare una rassegna di under 30 che vogliano provare a "mettersi in gioco" in cambio di spazio, servizi, supporto e comunicazione.
Dice testualmente il Direttore: “Aiutati che Dio ti aiuta”.
Questi gli Accordi economici
Il Teatro Biondo offre a titolo gratuito la sala e i servizi. (!)
Il Teatro non erogherà alcun compenso a favore delle Compagnie e degli artisti ospitati, ai quali sarà rimesso l’importo degli incassi da sbigliettamento, detratte la SIAE e le imposte di legge. L'agibilità sarà a carico delle Compagnie, cui è delegata la responsabilità per tutti gli oneri contributivi e assicurativi, nonché la redazione di un piano DUVRI relativo allo spettacolo.
I nostri eroi però potranno portarsi a casa l'incasso delle DUE recite.
Bene! Voi penserete che nella sala Grande del Teatro la compagnia potrà fare un incasso adeguato... Peccato che invece la grande visibilità offerta dal Teatro sia lavorare nella Sala Streheler, sala che conta neanche 100 posti!

2 – Estate Marsalese. Evento organizzato dal Comune.:
Dice il Sindaco: “Gli artisti devono abituarsi all'idea di lavorare gratis. Anche loro devono fare degli sforzi per trovare sponsor che diano sostegno ai propri spettacoli, tenuto conto che gli Enti Pubblici non possono più sovvenzionare i progetti artistici“.

Ma che ci sta a fare allora nella sua Giunta la Commissione alle Politiche Culturali? Non spetterebbe a detta Commissione il compito di reperire Sponsor per una "LORO" manifestazione?
Certo, gli Enti Pubblici devono sovvenzionare solo loro stessi.

Come FACCIAMOLACONTA denunciamo questi episodi, ormai consueti e chiediamo che nessun Teatro sovvenzionato pubblicamente chieda più ai suoi artisti di lavorare gratis.


Pagina Facebook FACCIAMOLACONTA
Pagina Meetup FACCIAMOLACONTA

 

Su FACCIAMOLACONTA si veda anche: FACCIAMOLACONTA: lettera aperta (Il Pickwick, 4 giugno 2016)

Pagina 7 di 70

Sostieni


Facebook