“Vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare. Non vogliamo essere subito già così sicuri. Non vogliamo essere subito già così senza sogni”

Pier Paolo Pasolini, citato da Alessandro Leogrande

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Giovedì, 20 Luglio 2017 00:00

Il passato che precipita nel presente

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È un viaggio della memoria interessante quello che intraprende Maurizio Igor Meta, è un viaggio a ritroso che prova a ripercorrere i passi di chi, partito alla volta dell’America in cerca di una prospettiva di vita migliore, ha lasciato dietro di sé la labile traccia, sbiadita dal tempo, di una storia che merita di essere raccontata, perché contiene parte di un’essenza interiore, perché dà corpo a quell’istanza mai sopita di cercare capire chi siamo guardando da dove veniamo.

Giovedì, 13 Luglio 2017 00:00

Se il teatro diventa un ghetto

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È una domenica di maggio, le stagioni teatrali volgono al termine e si prova ad intercettare gli ultimi spettacoli significativi a cui offrire lo sguardo e tradurlo in testimonianza. Bambolina, produzione di Cerbero Teatro in scena al Nest, è uno degli ultimi fuochi di stagione, prima che le programmazioni di sala lascino il passo a festival e rassegne estive.
Per parlare di Bambolina parto da due momenti che mi colpiscono in modo significativo: l’inizio e la fine. O meglio: prima dell’inizio e dopo la fine. Prima dell’ingresso in sala noto un pubblico mediamente giovane, anche molto giovane (qualcuno ha ancora addosso il completino da calcio e le scarpette, dopo aver trascorso la domenica pomeriggio a giocare a pallone per le strade); alla fine, quello stesso pubblico lo trovo in piedi ad applaudire entusiasta uno spettacolo teatrale.

Lo spettacolo di Angélica Liddell, Genesis 6, 6-7, si annunciava come uno tra i più sperimentali e scandalosi di tutta la rassegna del NTFI. La regista spagnola, riconosciuta a livello internazionale anche attraverso premi volti a sottolineare soprattutto l’originalità e lo sperimentalismo del suo lavoro, completa la sua trilogia dedicata all’Infinito con quest’opera che debutta in assoluto proprio al festival napoletano, dopo Esta breve tragedia de la Carne, del 2015 e Que haré yo con esta espada, dello scorso anno.

Martedì, 11 Luglio 2017 00:00

Frammenti di vita, da Hopper al teatro

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Quando facciamo riferimento a Hopper andiamo subito all'insieme di dipinti con cui – per dirla con una frase di Goodrich, frase che Hopper detestò – egli ci mostra “il volto fisico dell'America” e dunque gli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta delle grandi città, dei villaggi di provincia, delle vaste distese rurali, degli scorci urbani e degli appartamenti arredati con gusto minimalista, squadrato e moderno.

Lunedì, 10 Luglio 2017 00:00

La "grande età" della donna

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Il teatro Sannazzaro è pieno fino ai palchi, sebbene il pubblico sia tutt’altro che giovane, per assistere allo spettacolo di Licia Maglietta, che porta in scena per il NTFI un testo poco noto di Clotilde Marghieri. Si tratta di un monologo del 1974, vincitore del Premio Viareggio, forse la più importante tra le scritture della Marghieri, napoletana cresciuta a Firenze e vissuta per lo più a Roma, amica della Serao e di Croce, e che fu soprattutto giornalista, arrivando tardi alla narrativa, ebbe una vita ricca di incontri e frequentazioni, e che in questo testo riflette la sua condizione, con uno sguardo all’indietro e la presenza ferma, insieme nostalgica e ironica, ma vera, nel presente del suo stato di donna matura, se non vogliamo dire vecchiaia, o della “grande età”, per riprendere Simone de Beauvoir, cui la stessa Marghieri si ispira.

Sabato, 08 Luglio 2017 00:00

Tre modi diversi di deludere

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Il mio Napoli Teatro Festival, edizione 2017, comincia con un filotto di spettacoli nei cortili di Palazzo Reale, due al Cortile d’onore ed uno al Cortile delle carrozze, per la precisione. Sin dal primo appropinquarmi percepisco, rispetto alle più recenti edizioni della rassegna festivaliera partenopea che, almeno nell’approccio, qualcosa è cambiato: la città sembra “accorgersi” che c’è un Festival di teatro, lo percepisci e non è soltanto un discorso di cartellonistica, in una Napoli che peraltro, coi suoi cantieri di lavori in corso sembra uno scavo a cielo aperto; qua e là qualche drappo disteso sulle impalcature campeggia a dichiarar presenza del Napoli Teatro Festival.

Martedì, 04 Luglio 2017 00:00

Siena, le finali di In-box

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Siena: uno di quei gioielli sopravissuti pressoché intonsi al Medioevo, con le sue fattezze e le sue atmosfere, con le sue mura che traspirano secoli di storia, i suoi edifici del centro che ti trasportano in un’aura atemporale... l’attraversi e ti sembra di farlo coi fratelli Gambi narrati da Federigo Tozzi... non ne condividi le preoccupate frustrazioni d’un tempo ormai remoto, ma immagini i loro stati d’animo e ti par di vederli lì dove una narrazione primo novecentesca li ha collocati... è Siena, ed è bella e avvolgente come una spirale, chiusa e arroccata come un’arnia.

Mercoledì, 28 Giugno 2017 00:00

Dal Globe al Bellini. Note sul progetto

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Premessa
Nei primi tre giorni del Napoli Teatro Festival il Bellini è diventato uno spazio elisabettiano: il palco sviluppato in profondità per quattordici metri e dunque disteso fino alla metà della platea, sul fondo la facciata a più porte, in proscenio quattro botole che portano al sottopalco; trenta panche di legno sono state invece sistemate in circolo, al posto delle poltrone di velluto, mentre le fila dei palchetti sono state illuminate soprattutto in verticale, con luci vagamente più fioche.

Cari amici teatranti,

per quanto mi sia abituato alla nostra assenza dal dibattito pubblico se non nei termini di rivendicazioni postume che stentano a trovare un senso o di polemiche spicciole e autoreferenziali, voglio ricordarvi che in settembre, l'assemblea del Teatro Pubblico Pugliese dovrà rinnovare il suo Consiglio di Amministrazione e la Presidenza. E sembra che questa volta Carmelo Grassi sia intenzionato, per sua scelta o per ragioni diverse, a non ricandidarsi.

Cogliamo volentieri l’invito di Michelangelo Campanale e Carlo Bruni a sviluppare un confronto fra gli operatori teatrali pugliesi su quello che giustamente Il Pickwick chiama il tempo dell’attesa in Puglia. Un tempo infinito, diremmo. A distanza di pochi anni la Puglia, cenerentola italiana per le buone pratiche fino a qualche anno fa, ha decisamente cambiato rotta nelle sue politiche culturali e lo ha fatto attraverso una lenta ma inesorabile metamorfosi.

Cari amici teatranti e caro pubblico,

oggi sento personalmente il bisogno di condividere con voi quel che per troppo tempo non siamo riusciti a raccontarci, così abituati a rincorrere un presente segnato da grandi cambiamenti relativi alle politiche culturali regionali.
Dal 2008 sono il Direttore Artistico della residenza teatrale di Ruvo di Puglia, che gestisco insieme alla mia compagnia, l’Ass. Cult. 'Tra il dire e il fare/La luna nel letto' all’interno del progetto Teatri Abitati, continuando a collaborare in qualità di regista e curatore di luci e scene con diverse compagnie pugliesi come la Coop. CREST, il Teatro Kismet, i Cantieri Teatrali Koreja, la Bottega degli Apocrifi, il Teatro Garibaldi, così come con importanti compagnie nazionali.

Lunedì, 19 Giugno 2017 00:00

Madame La Molière, "Chi è costei?"

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Se il nome di Jean-Baptiste de Molière è universalmente conosciuto anche da chi non ha mai messo piede in un teatro, non gode, invece, della medesima notorietà quello di madame La Molière la cui esistenza, sin dal principio, è avvolta nell'oscuro mantello del mistero. Possiamo affermare che le luci della notorietà si sono affacciate sulla fanciulla in questione quando il suo nome, e la sua persona, si sono congiunti con quello del signor de Molière, ma possiamo altresì sostenere con una certa sicurezza che nel medesimo istante in cui lei, grazie a questa unione ha iniziato a risplendere di luce riflessa, lui,  l'immortale commediante del re, il re dei drammaturghi francesi, da questo matrimonio acquisì a titolo di dote muliebre non poche delle ombre sinistre che l'hanno accompagnato fino alla morte ed oltre quest'ultima.

Venerdì, 16 Giugno 2017 00:00

Primavera dei Teatri, politica e poetica

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In Calabria
In Calabria abita il 3,25% della popolazione italiana ma sono avvenuti 917 spettacoli di prosa durante l'ultimo anno e cioè l'1% dell'offerta nazionale mentre la parte di FUS che interessa la regione è pari allo 0,56%.

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