"Pupi siamo, caro signor Fifì! Lo spirito divino entra in noi e si fa pupo. Pupo io, pupo lei, pupi tutti".

Luigi Pirandello

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

La scena è punteggiata di bassi tegami di rame che contengono polveri colorate. Al centro c’è un grande calderone, di alluminio ramato, una sorta di tinozza. Altri recipienti da cucina sono sparsi qua e là, alcuni contengono delle candele, apparentemente l’unica fonte di illuminazione. Mentre si prende posto, una donna è già in scena sulla sinistra, seduta di spalle su un calderone di rame rovesciato e armeggia silenziosa con delle fascine. Quando si fa buio in sala si copre la testa con uno scialle nero e prega, mormora parole incomprensibili con gesti e sguardo ieratici, con la fissità immobile ed eterna della tradizione.

Venerdì, 25 Novembre 2016 00:00

Un "Macbeth" tra luci ed ombre

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Per scrivere di questo Macbeth, produzione del Teatro Nazionale la cui regia è firmata dallo stesso Direttore Luca De Fusco, parto da quanto si può leggere nel foglio di sala di carta smaltata che accompagna lo spettatore e dalla dichiarata continuità con cui questo spettacolo si pone in relazione al precedente lavoro shakespeariano dello stesso De Fusco – Antonio e Cleopatra, del quale ricordiamo qui la non proprio riuscitissima messa in scena – il quale definisce (sempre nel patinato libretto in dote agli spettatori) i due spettacoli “fortemente connotati nel senso della sperimentazione e della contaminazione dei linguaggi”.

Giovedì, 24 Novembre 2016 00:00

Cosa sta accadendo in Puglia?

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Premessa.
Per anni abbiamo parlato e scritto della Puglia: vi abbiamo viaggiato verso e dentro; l'abbiamo traversata, non soltanto d'estate; l'abbiamo presa a modello, citandola nei nostri articoli o tirandola nelle nostre discussioni pubbliche e private; l'abbiamo assunta ad esempio, non di rado per sbatterla sul grugno dei nostri amministratori locali, come per dirgli: guarda, allora è possibile! Non che tutto fosse perfetto, è evidente; tuttavia la Puglia è stata anche la dimostrazione − ancora di più per chi abita, vive, respira qui a Sud − dell'inesistenza di una questione meridionale del teatro: quando ci sono competenze, idee chiare, una visione di sistema ed il coraggio di fare, di questa visione, una pratica, senza piegarla ad interessi clientelari, senza votarla ai rapporti d'amicizia.
La Puglia. La nostra Puglia ovvero la Puglia di chi non vive in Puglia, la scena della Puglia di chi la Puglia l'ha vista in scena.
Per questo ne scrivo, partendo da tre festival.


“Io non volevo neanche più farlo” mi ribadisce Francesco dopo averlo già dichiarato in conferenza stampa: stanchezza fisica e di pensiero, la ripetizione di un'esperienza negli anni troppo somigliante a se stessa, un impegno percepito dagli altri come un automatismo e dunque un lavoro – complesso e difficile – ridotto a un appuntamento scontato: tanto il festival si fa anche quest'anno.

Mercoledì, 23 Novembre 2016 00:00

Casa Italia

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Nuovo spettacolo scritto da Irene Lamponi (dopo Labbra e Il grande salto, ideato a quattro mani con Beppe Casales), Tropicana è fresco di produzione e di allestimento, avendo debuttato ad ottobre del 2016.
Sul palcoscenico si muovono quattro attori per quattro personaggi: una madre, Lucia, abbandonata dal marito e futuro padre di un bambino (che avrà dall’attuale compagna); sua figlia Nina, ragazza che si affaccia all’età adulta; Meda, un’amica di casa single con madre anziana e Leonardo, fidanzato di Nina.

Nella Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia va in scena al Teatro dei Piccoli di Napoli Il piccolo principe, il più moderno dei classici della letteratura per l’infanzia, che si rivolge ai bambini, strizzando l’occhio ai loro genitori, con il racconto magico di una favola atemporale, pur se collocata nello spazio e nel tempo.

Sabato, 19 Novembre 2016 00:00

Fanny & Alexander: il teatro è politica

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“Il teatro forse dovrebbe insegnare a disconoscersi”.
                                                                                                         (To Be Or Not To Be Roger Bernat)

 

Il pubblico: questo sconosciuto. Nessuno lo forma, nessuno se ne cura, come se quel limen tra palco e platea segnasse una sorta di oblio destinato a scomparire solo quando le luci si accendono per gli applausi finali. Produci e consuma. Produci, promuovi e consuma. Eppure, senza pubblico non c’è spettacolo.

Venerdì, 18 Novembre 2016 00:00

“Un Principe”: recitare l’Abisso

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Buio.
Luce, ma solo vivamente “recitata” con una penombra accesa: il buio è uno stato interiore definitivo, così come lo è il vuoto dello spazio scenico. Appena Amleto si muove e parla, in sala ridacchiano tutti, più o meno divertiti, più o meno sorpresi. O inquietati, come chi scrive. Si ride perché forse, Amleto è “un principe” come nell’immaginario sono tutti i principi, virile, autorevole nelle movenze e nella voce, con-fuso con la forza, la consapevolezza, la tenacia e la spada, un personaggio che all’inizio della tragedia di Shakespeare è rabbuiato, scosso dalla morte del padre e disgustato dal tradimento della madre, un uomo luminoso e distante, sensibile e sensibilmente astuto, che per vendicare l’ingiusta morte del padre, studia e recita la parte del folle, una pazzia scaltra e turbolenta dunque, come lo è il suo “dire”, così capace di spalancare la realtà, così potente da distruggere un regno.

Lunedì, 14 Novembre 2016 00:00

Shakespeare Forever

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Il palco è diviso in due aree sceniche: a destra un ampio paravento con tendaggio bianco (che nasconde un trono) e, accanto, un tavolino con della frutta e una sedia savonarola, mentre a sinistra campeggia una scrivania messa di sbieco, coperta da un telo rosso su cui sono affastellati dei libri, delle carte, un piccolo specchio.

Dal 3 al 26 novembre il Festival di Morgana apre le porte di Palermo alla scena contemporanea riservando la sezione Morgana VS Europa a quella europea. Il palcoscenico del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, che da quarant’anni ospita l’evento, è il contenitore palermitano di una tradizione folcloristica e a tratti mitologica importante che diventa in questa occasione la casa dell’artista contemporaneo, sede preziosa dello scenario performativo indipendente a livello internazionale.

Domenica, 13 Novembre 2016 00:00

Futuro presente

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In principio esisteva sulla pagina scritta, il papiro di Luciano di Samosata, poi i romanzi del XVIII e XIX secolo, presto passati sugli schermi del cinematografo, accompagnando e sviluppando l’evoluzione degli effetti scenici. Con Marco Paolini la fantascienza approda alle tavole del teatro. Dopo aver tanto interrogato il passato, offrendo sempre fecondi spunti di riflessione per il presente, si rivolge al futuro, un futuro più o meno vicino, per indagare temi etici ed esistenziali che riguarderanno il domani, ma hanno i loro semi già nel presente e informano la nostra umanità.

Martedì, 08 Novembre 2016 00:00

Nelle Fibre di Pasolini

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Tappeto purpureo la scena nuda, la riempiono solo una poltrona di pelle e due microfoni inastati. Di Pier Paolo Pasolini le parole, di Licia Lanera la voce e il corpo che a partitura preesistente danno consistenza scenica in una rivisitazione in cui la regia della stessa Lanera si dedica al testo pasoliniano (Orgia) esplorandone le sfaccettature, ma soprattutto instaurando con esso una relazione dinamica e dialettica, che dialoga sì col testo, calandolo nella contemporaneità, ma che sembra prima di tutto metterlo in relazione con il Manifesto per un nuovo teatro di Pier Paolo Pasolini, traducendosi in particolar modo in una regia “funzionale”, in cui corpo, voce e visione registica si fanno tutt’uno per fondersi in una cassa armonica in cui risuoni il verbo pasoliniano che vede l’attore “non essere dunque interprete in quanto portatore di un messaggio […] che trascende il testo: ma essere veicolo vivente del testo stesso”.

Domenica, 06 Novembre 2016 00:00

Lo spessore delle donne di Bernarda Alba

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Un velo impalpabile si frappone tra la scena e gli sguardi del pubblico, è così che, senza varcare una porta d'ingresso, entriamo nella casa di Bernarda Alba, siamo dentro la sua vita e in quella di tutte le sue donne. Nella casa non c'è nulla di sporco ma in quel nitore ostentato non c'è alcunché di caldo. La Poncia e la Serva, intente a pulire sul pulito, approfittano dell'insolita solitudine per tessere l'ordito ricamato della quotidianità della casa, mostrando un primo assaggio degli odori e degli umori che lì si respirano.

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