“Scegliere modi di non agire è sempre stata l'attenzione e lo scrupolo della mia vita”.

Fernando Pessoa

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Domenica, 09 Ottobre 2016 00:00

Quanne ghiucaveme 'u pallone

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Nel primo capitolo de Le memorie del teatro Georges Banu s'interroga su che rapporto vi sia tra il ricordo e la pratica scenica, tra ciò che era e ciò che appare. “A teatro” – scrive Banu – “la memoria è paradossale” poiché da un lato è ciò che è sempre stata, ovvero una rimanenza parziale e soggettiva che si fa “cosa rammentata” e, dall'altro invece, “cerca di mostrarsi nell'attualità di un corpo, di uno spettacolo”.
“Il teatro” – continua Banu – “da sempre s'immerge in ciò che risale dal passato” ed è per questo che, osservando l'attore – ovvero il suo fenomeno più esposto – abbiamo la sensazione ch'egli compia “in se stesso gli sponsali del tempo antico con quello di adesso”: fa “da supporto e da mediatore, da ponte e da trappola per topi” l'attore, è “all'incrocio delle durate” ed è per suo mezzo che “il teatro si fa carne” appartenendo così al presente.

Venerdì, 07 Ottobre 2016 00:00

La nenia dell'occupazione

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Nel buio della sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo il pubblico respira un’aria intrisa di aspettative per la stagione teatrale che sta iniziando; seduti insieme a una “prima della prima”, vediamo entrare in silenzio sei attori, uno dopo l’altro e ognuno scandito dal proprio passo. Il ritmo disparato di questo ingresso cala nell’immobilità quando si accendono i riflettori e ce li troviamo davanti, quegli attori giovani, insabbiati in una parte muta. Sul palco questo gruppo – Federico Cianciaruso, Fabio De Stefano, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero – sta schierato di fronte al pubblico: sei figure immobili su sei sedute diverse, unico elemento scenografico.

Mercoledì, 05 Ottobre 2016 00:00

Drammaturgia argomentativa

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Per raccontare, descrivere e considerare Scusate se non siamo morti in mare bisogna necessariamente partire dal testo drammaturgico. Bisogna farlo perché, per questo come per altre drammaturgie firmate da Emanuele Aldrovandi, il testo è ben più di un semplice punto di partenza; è drammaturgia in cui si dipana un filo narrativo che è strumento funzionale all’articolazione di un ragionamento complesso, strutturato, che si compone e si costruisce attraverso studiati meccanismi (uno su tutti: il ribaltamento, che sia di senso o di prospettiva).

Giovedì, 29 Settembre 2016 00:00

Fondamenti del teatro: Banu e il ricordo dell'effimero

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A teatro la memoria è paradossale. Da un lato, in quanto arte, almeno in Occidente, non ha che una memoria parziale, a buchi, frammentaria, e dall'altro conserva un carattere di cosa rammentata che, oggi ancor più del solito, cerca di mostrarsi nell'attualità di un corpo, di uno spettacolo.

Mercoledì, 28 Settembre 2016 00:00

C.Re.S.Co., lettera aperta alla Regione Puglia

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Il Coordinamento delle realtà della Scena Contemporanea (C.Re.S.Co.) della Puglia ripropone alla Regione e a tutti i soggetti dello spettacolo dal vivo questioni fino ad ora rimaste inevase. La Regione Puglia, che si era proposta come un modello di sistema teatrale virtuoso, con esperienze felici come quella delle residenze dei Teatri Abitati o come il Festival StartUp di Taranto, si trova a vivere oggi una situazione di incertezza culturale e programmatica.

Sabato, 24 Settembre 2016 00:00

Non "Ho.me" stessa

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Dolce ma non docile, muove i suoi passi lo straniero sul palco di Ho.me. Sul palco di una casa dove "ho-me", possiedo me stessa, tutto è sotto controllo. La compagnia Vernicefresca, con l’attenta regia di Massimiliano Foà, mette in scena una casa distopica, fatta di grigi glaciali, dove chi viene da fuori non è il benvenuto. Una casa scandita da un tempo decisivo, sempre sul punto di cominciare.
Ho assistito ai primi passi di Ho.me a luglio durante calde giornate di prove milanesi. È una grande emozione stare seduta fra il pubblico, nel buio della sala, e vedere i colori freddi delle scene, le luci affilate, i costumi, le musiche, tutto ciò che compone il prodotto finito, costruito intorno ai corpi delle quattro ragazze e al lavoro di regia che già vedevo all’opera un paio di mesi fa.

Mercoledì, 21 Settembre 2016 00:00

Roberto Latini: un arsenale di apparizioni

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Quaquèo: Toh, guarda! L'hanno preso per teatro! Noi facciamo i fantasmi...
Milordino: Ci si son divertiti!
Diamante: I fantasmi? Che fantasmi?
Quaquèo: Ma sì, le apparizioni, per spaventare la gente e tenerla lontana!

                                                                                                    (I giganti della montagna, Luigi Pirandello)


 
Qualche sera fa, il pubblico di Efestoval, “Festival dei vulcani” di teatro itinerante nei Campi Flegrei diretto dal drammaturgo e attore Mimmo Borrelli, ha avuto modo di assistere a una serata speciale, per una serie di motivi. In primis, per la location: la caratteristica più notevole di questa rassegna – quest’anno alla sua seconda edizione – sta nel fatto che gli spettacoli vanno in scena in luoghi non canonicamente teatrali, spesso sconosciuti, della zona flegrea di cui Borrelli è originario.

Giovedì, 15 Settembre 2016 00:00

I versi del mare

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La recensione di uno spettacolo è sempre un’impresa ardua, un continuo cozzare contro i limiti di ciò che non si può esprimere e che, per questo, non si può mostrare appieno attraverso le sabbie sfuggenti del linguaggio. Per alcune rappresentazioni i limiti nel ‘mostrare’, ‘catturare’, ‘mappare’ e ‘rappresentare’, si frappongono tra il lettore e chi cerca di restituire l’esperienza dello spettacolo come vere e proprie mura inespugnabili, e l’unico espediente per affrontare l’impresa è quello di riconoscere umilmente l’incolmabilità del divario tra l’esperienza artistica vissuta e le parole utilizzate per raccontarla, appellandosi alla clemenza del lettore che, da subito, è bene che sappia di trovarsi di fronte ad una ‘recensione morta’.

Lunedì, 12 Settembre 2016 00:00

Perché, ad esempio, noi non siamo stati pagati?

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Uno spettacolo
Nel 2010 – nell'ambito del Napoli Teatro Festival Italia – va in scena Delitto e castigo (Dostoevskij ai Quartieri Spagnoli), per la drammaturgia e regia di Gaetano Ventriglia e Silvia Garbuggino. Sette attori – compresa “la piccola Arianna Boccamiello” –, due musicisti per una colonna sonora eseguita dal vivo, con la traduzione di Giorgio Kraiski. “Produzione Napoli Teatro Festival Italia” recita la brochure aggiungendo, subito dopo: “Produzione esecutiva Nuovo Teatro Nuovo Stabile di Innovazione”.

Venerdì, 09 Settembre 2016 00:00

Fondamenti del teatro: Strehler e l'attore

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L'attore sa che il teatro è un fatto definitivo, senza spiegazioni, né premesse né postille.

Martedì, 06 Settembre 2016 00:00

Mimmo Borrelli: deflagrazione flegrea

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Al Castello di Calitri, in Alta Irpinia, in una sera di quasi fine estate che tange la notte, all’interno del miracoloso evento dalla durata oramai settimanale ideato e prodotto da Vinicio Capossela, lo Sponz Fest, fa il suo ingresso in scena, da un sottoscala di un anfratto che potrei associare idealmente ad una grotta, Mimmo Borrelli, conferma della promessa che fu. Non mi era ancora successo di vederlo all’opera.

Mercoledì, 07 Settembre 2016 00:00

Un kolossal teatrale (solo in video)

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L’arena di Senise, in Basilicata, è affascinante. Duemilacinquecento posti sugli spalti abbracciano lo spazio scenico di pietra bianca e acqua scura. Due grandi statue di guerrieri con un ginocchio poggiato sul terreno una di fronte all’altra segnano le estremità destra e sinistra di quello che sarà il palco. In alto la volta celeste piena di stelle, in lontananza gli alberi, la valle e le montagne. Dell’arena la sensazione di stare per assistere ad un evento in cui il corpo ha bisogno di uno spazio esteso per potersi mostrare nelle sue imprese, per compiere prodigi. Un evento sportivo, dei giochi oppure il teatro. Il teatro sa essere esibizione grandiosa di corpi. Siamo qui per farci catturare, per seguire e conoscere le vicende di Alexios l’Ecista, uno dei fondatori della Magna Grecia.

Domenica, 04 Settembre 2016 00:00

Teatro Pubblico Campano, ovvero: il sistema-Balsamo

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una citazione
“La Regione punta alla permanenza degli eventi e alle manifestazioni che producono lavoro. Alcuni eventi” invece “scivolano sul piano dell’abitudine al finanziamento”. Dunque “pretenderemo di capire come vengono utilizzati i soldi pubblici fino all’ultimo centesimo” perché “non esistono” né possono esistere “bilanci non trasparenti”. “Premieremo” insomma “la qualità e la trasparenza dei progetti: chi porta un progetto di qualità sarà premiato”.
Infine, affinché sia chiaro: “Eviteremo che certi responsabili di sezioni artistiche guardino più al loro sistema di relazioni che alla qualità”. Quindi: “lavorate e non cercate un padrino politico, perché non ce ne sono più”; “basta portare registi e produttori amici”, “non ci saranno zone franche per nessuno”.
Firmato: Vincenzo De Luca (Corriere del Mezzogiorno, 3 agosto 2016) 

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