"Che m'importa della gloria quando io scrivo per il pane?"

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Venerdì, 15 Luglio 2016 00:00

E tu, Viskovitz, quale bestia sei?

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Soiree da brividi, a dispetto della calura disarmante di un luglio incipiente. Artefice, l’imperdibile performance di Paolo Cresta e di Carlo Lomanto: performativa l’istrionica interpretazione di  viaggio in un mondo così vicino a quello umano, per caratteri e sonorità emotive. Un viaggio inter/extra la natura di viventi… anche come noi.

Mercoledì, 13 Luglio 2016 00:00

Questo non è il teatro dei vostri padri

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Il “fenomeno Buffa” è quell’accattivante narrazione dei nostri tempi che coniuga epos sportivo e racconto televisivo, amalgamandoli in un concentrato affabulatorio che ti prende per mano e ti fa vivere dal di dentro le storie che ti ammannisce; e non importa se, quando Federico Buffa racconta, potresti essere razionalmente portato a dubitare che se non tutto almeno una parte di quel racconto sia frutto di romanzata invenzione: nel momento in cui lo ascolti e ti lasci trasportare in quella dimensione favolistica, nella quale – come direbbe lui – “quando il mito incontra la storia non c’è partita, vince il mito due a zero”, pensi che sì, forse le cose potrebbero non essere andate precisamente come lui ti racconta, ma poi ti piace pensare che le cose possano essere andate esattamente come te le racconta lui.

Martedì, 12 Luglio 2016 00:00

Una marionetta muore, una marionetta nasce

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Nel primo teatro di Samuel Beckett – quello con il quale siamo più abituati a confrontarci – l'esistenza di una coppia è il punto di partenza immancabile. Vladimiro ed Estragone e Pozzo e Lucky in Aspettando Godot; Hamm e Clov (e Nagg e Nell) in Finale di partita; Winnie e Willie in Giorni felici; Krapp e il se stesso di ieri ne L'ultimo nastro.

Sabato, 09 Luglio 2016 00:00

Il teatro crudele di Roberto Arlt

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Non cantiamo vittoria troppo presto,
il grembo da cui il mostro nacque è ancor fecondo
Bertolt Brecht, La resistibile ascesa di Arturo Ui

 

 

Recentemente le edizioni Arcoiris hanno pubblicato due pièce teatrali di Roberto Arlt, presentate per la prima volta al pubblico italiano, Saverio il crudele e L’isola deserta, nella bella traduzione di Raul Schenardi e Violetta Colonnelli: il primo è definito dallo stesso autore una “commedia burlesca in tre atti”, il secondo un  “atto burlesco”.

Venerdì, 08 Luglio 2016 09:02

Se l'esperimento fallisce

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Sulla scena del Teatro Piccolo Bellini si trovano una batteria sulla sinistra e una gabbia all’estrema destra, dove un uomo vestito di pellicce suona un contrabbasso. Al centro una scenografia mobile, che ricorda i libri dei bambini tridimensionali, suggerisce gli interni dove si svolge la storia. 

Venerdì, 08 Luglio 2016 00:00

Pensieri, all'ombra del 58° Parallelo Nord

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Per quanto il Napoli Teatro Festival Italia presenti i due giorni con altrettanti titoli – Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa e Corcovado – va scritto subito che si tratta di un progetto unico – 58° Parallelo Nord – basato, leggo dalla brochure, sulla “pratica dell'incontro e dello scambio” intesa come “motore principale della creazione”. In pratica: un performer – Lorenzo Glejeses –; una sequenza-base di alcuni minuti elaborata mesi prima con Michele Di Stefano di MK (“ricordo questa partitura, ripetuta sempre uguale anche nel ritmo, che immediatamente mi annoiò” afferma sorridendo Eugenio Barba sul palco di Galleria Toledo); il tentativo di modificarla live mostrando così metodi di (ri)composizione creativa e tutto ciò che la quotidianità del lavoro di sala generalmente comporta: fatica, sudore, incertezze ed equivoci, tentativi momentanei e improvvisi, suggestioni che nascono, vengono provate e scartate e poi variazioni, sottrazione o aggiunta di materiali, un nuovo modo di dire la stessa frase, una maniera diversa di compiere la stessa azione. Insomma: a Galleria Toledo dovrebbe apparire ciò che, generalmente, agli spettatori è negato e nascosto: il prima di uno spettacolo, l'informe di cui il personaggio che avanza in palcoscenico non è che l'ultima forma acquisita.

Mercoledì, 06 Luglio 2016 00:00

La purezza di Macbeth

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Bisognerebbe anticipare in calce che qui si tratta di un saggio. Ma nel nostro caso ritengo riduttivo introdurre così, vista la qualità della regia; lo dico per rettitudine di pensiero.

Martedì, 05 Luglio 2016 00:00

L'Almanacco di Pirrotta allo Steri

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Almanacco siciliano delle morti presunte è il romanzo Roberto Alajmo da cui Vincenzo Pirrotta ha tratto l’ultimo spettacolo da regista e interprete, Almanacco Siciliano, produzione estiva del Teatro Biondo di Palermo. Il testo racconta in soggettiva gli ultimi istanti di vita di uomini e donne uccisi nel corso di cinquant’anni della guerra di mafia in Sicilia, dalle vittime volute – giudici, magistrati – a quelle casuali cui l’autore concede particolare attenzione. Queste sono Biagio e Giuditta, travolti nel ’85 da un inseguimento a sirene spiegate davanti al loro liceo palermitano; sono i gemelli di Pizzolungo saltati in aria insieme alla madre nell’attentato al magistrato Carlo Palermo; sono Gaetano Bottone e Claudio Domino figli di padri sbagliati sacrificati al dio onore.

Martedì, 05 Luglio 2016 00:00

La poesia del circo, rimasta senza parole

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La Morte − la Morte di cui ti parlo − non è
quella che seguirà la tua caduta, ma quella
che precede la tua apparizione sul filo. È
prima di scalarlo che tu muori. Colui che
danzerà sarà morto − deciso a tutte le
bellezze, capace di tutte.
(Jean Genet)
 
 
 

Il pubblico è tutto sui palchetti. La platea è sgombra, non ci sono poltrone. Al loro posto il tondo di un circo a strisce rosse e blu. Due passerelle curve fanno da cornice a metà della circonferenza. Sul palcoscenico il proiettore ci offre le immagini in bianco e nero del circo: acrobati, animali, persone fuori dal comune.
Lunedì, 04 Luglio 2016 00:00

Limiti e risorse profondamente umane

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Pinocchio, la celebre fiaba italiana di Collodi è stata presentata all’edizione del Napoli Teatro Festival al Mercadante con la firma di Joël Pommerat, una delle voci più interessanti del teatro internazionale. Il tocco del regista dona una forma particolare alla storia che nella messa in scena è stata riadattata pur mantenendo le componenti essenziali della fiaba originale: egli la anima del suo senso personale. Si avverte la sensazione infatti di essere catapultati all’interno di un universo sorprendente e nuovo pur mantenendo i tratti della fiaba primitiva.

Domenica, 03 Luglio 2016 00:00

"Questa è la sua casa"

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Racconterò, senza svelare troppo, quello che mi è accaduto partecipando a Il vecchio fango, spettacolo del Teatro dei Sensi Rosa Pristina che trae ispirazione da Pasolini e Chagall. Parlerò per me soltanto perché Il vecchio fango è un labirinto sensoriale per un viaggiatore alla volta e quello che ho vissuto in quei quarantacinque minuti è accaduto unicamente a me. C’entra il mio modo di essere e la mia immaginazione, il mio stato d’animo. Ed è proprio ciò che mi hanno chiesto all’ingresso prima di partire: “Come ti senti?” e io ho risposto: “Emozionata”.

Sabato, 02 Luglio 2016 00:00

Mare Redentore

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Una nota di pregio di questa edizione del Napoli Teatro Festival Italia è la scelta dei luoghi della città estremamente suggestivi per raccontare come una storia si possa trasformare in teatro. Dopo Villa Pignatelli, un’altra scenografia naturale è il Molo San Vincenzo occupato dalla Marina Militare e per questo motivo interdetto ai comuni mortali. Per il Festival, la Marina ha offerto ospitalità per la rappresentazione di Mare Mater di Fabio Cocifoglia e di Alfonso Postiglione, storia di mare e redenzione che ha come sfondo il colle su cui domina Castel Sant’Elmo, il Maschio Angioino sulla sinistra e il Porto sulla destra del pubblico.

Opera maggiore di John Ford, Peccato che fosse puttana, fa parte dei grandi capolavori di epoca elisabettiana. Con questo dramma, fosco come "tutto ciò che di sporco, di infame e di abietto è nel fatto di vivere" (Artaud), Ford, ha condotto il teatro oltre la soglia di quel territorio di 'nera libertà' in cui abitano e trionfano le forze oscure; come una pestilenza, che rivela e illumina di luce tetra le crudeltà latenti dello spirito umano, così questo testo, modello di 'crudeltà', libera gli istinti più primordiali e abominevoli, con effetti venefici contagiosi, che dai corpi dei personaggi si trasmettono agli attori, e, quindi, al pubblico. Al di là dei giudizi morali e moralisti che si aggirano in platea alla fine di una rappresentazione come questa, quello che si avverte, è un reale e palpabile sconvolgimento interno, una crisi epatica dovuta ad un eccesso di tossine mandate in circolo da una vita interiore nascosta, non sempre troppo rassicurante: "L'umana natura non è cosa bellissima sotto tutti gli aspetti".

Venerdì, 01 Luglio 2016 00:00

Siria al confine

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Esiste tra l’essere e il non essere uno stadio intermedio in cui il corpo riposa ma lo spirito è forse agitato e irrequieto, attento a quello che accade e presente: il coma. Se il coma si intende come estrema battaglia, resistenza alla morte, allora esso non può essere riferito soltanto all’essere umano. Omar Abusaada parla di coma per raccontare della sua Siria. Il palco del Teatro Bellini, che ospita lo spettacolo Mentre aspettavo trattiene lo spirito inquieto di una nazione che non vuole morire e resiste ai bombardamenti e ai massacri di una guerra civile definita dai personaggi stessi “assurda”.

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