"Pupi siamo, caro signor Fifì! Lo spirito divino entra in noi e si fa pupo. Pupo io, pupo lei, pupi tutti".

Luigi Pirandello

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Domenica, 19 Giugno 2016 00:00

L’equilibrio precario di un’altalena

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Il Napoli Teatro Festival Italia edizione 2016 ha in sé uno spettacolo che è parte integrante di un progetto che prevede la collaborazione tra teatri, istituti penali per minori e scuole grazie a percorsi che mirano a ricostruire la coscienza etica del giovane che delinque e renderlo un adulto consapevole in grado di reinserirsi nella società.

L'edizione 2016 del Napoli Teatro Festival inizia la sua programmazione; va in scena al Teatro Politeama Kiss & Cry, lo spettacolo-esperienza di Jaco Van Dormael.
Caratterizzato da una magnificenza immaginifica difficile da descrivere, questa visione ha i tratti e le tinte della Bellezza colta da due punti di vista: macro e micro. La visione è una carezza di mani impalpabili, che si interrogano sul senso della morte (e, quindi, della vita), sulle quali si è depositata la fragilità delle ali di una farfalla; basterebbe un nulla per sperderne i colori e sporcarsi le dita, ma l'essenza di questa bellezza resisterà ben oltre la durata della rappresentazione, e chi ha avuto la fortuna di assistervi, ne conserverà il tocco indelebile.

Lunedì, 20 Giugno 2016 00:00

Sindaco e teatro. Dove eravamo rimasti?

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Dal 3 al 5 aprile 2013 si svolgono, presso il convento di San Domenico Maggiore, le Giornate per la Cultura, volute dall’assessore Antonella Di Nocera: “Occorre fare rete” – cito il report dell’evento – “generando un momento di elaborazione sulle prassi” utili al contesto napoletano. Parole d’ordine: “umiltà”, ovvero capacità d’ascolto anche nei confronti delle “personalità critiche con l’amministrazione comunale”; “sinergia”, perché è necessario “trovare un terreno comune di proposta e di azione per tentare di uscire da un momento difficile reagendo come farebbe una vera comunità”; “piccoli passi”, perché l’azione sia progressiva e concreta, in opposizione alla logica dei Grandi Eventi e capace di “individuare il possibile – quello che si può fare – nell’ambito dell’impossibile: quello che si pensa di voler fare”. Premessa: l’esistenza di “una situazione finanziaria senza precedenti in cui si è venuto a trovare il Comune di Napoli con l’adesione al cosiddetto pre-dissesto, laddove dal bilancio non vi sono fondi di spesa possibili per la Cultura”. Il Comune vuole dunque fare un carico di idee per poi attuarle (possibilmente a costo zero), secondo un progetto di politica dal basso che coniughi uno degli slogan più cari a de Magistris: “La Cultura è un bene comune”.

Giovedì, 07 Luglio 2016 00:00

Cartoline da Castrovillari – 2

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Primavera di Teatri, parte seconda, ovvero le giornate di giugno del Festival, ovvero conferma delle linee di tendenza evidenziate nei giorni precedenti: drammaturgie “difficili” (nel senso di faticose), che spesso arrancano alla ricerca di un senso compiuto, non supportate da apparati registici in grado di staccarle dalla pagina scritta del copione per conferir loro una forma scenica compiuta; e pagina scritta che in vari casi dimostra un surplus di verbalità, una ricerca che s’incentra sulla parola testuale, troppo spesso eludendo il necessario nesso consequenziale con la sua realizzazione teatrale.
Luci ed ombre, dunque, anche nella seconda parte del Festival, della quale nel dettaglio si va qui a comporre resoconto.

Venerdì, 17 Giugno 2016 00:00

Cartoline da Castrovillari – 1

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Castrovillari, pendici del Pollino, verso un Sud in procinto di farsi profondo, giornate calde che di sera cedono ad una frescura a tratti pungente, spaghetti "al fuoco di Bacco" e lambrette d’epoca che conducono da un teatro all’altro, musica al Castello Aragonese e chiacchierate “critiche” ad ogni ora del giorno e della notte: Primavera dei Teatri, ovvero tanto teatro concentrato in sette giorni, teatro che “respira” la città, la anima dal mattino fino a sera, frutto del lavoro di Saverio La Ruina, Dario De Luca, Settimio Pisano e di tutti coloro che si raggruppano intorno a Scena Verticale, la compagnia stabile che da ormai diciassette anni porta avanti il Festival.

Al Teatro Libero di Palermo nell’ambito della rassegna Presente/Futuro giunta all’undicesima edizione va in scena il 9 e il 10 giugno Le giocatrici, uno spettacolo di e con Federica Aloisio, Roberto Galbo, Emilia Guarino, Federica Marullo, Alexandre Vella, Sabrina Vicari. Appuntamento di tarda primavera ormai stabile nell’ambito palermitano, Presente/Futuro è dedicato alla scena contemporanea delle arti performative con particolare attenzione alle giovani realtà. In questo canale largamente rientra Le giocatrici, creato da un ensemble di giovani artisti forte di un consolidato rapporto con la città di Palermo.

Sabato, 11 Giugno 2016 00:00

Mamme, tragedie minimali e napoletanità

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Il suggestivo scenario del Teatro Pausilypon, tra bellezze storico-archeologiche e rifacimenti catartici per gli occhi e per l’anima – come il mare di Posillipo e il suono terapeutico del verso dei gabbiani mentre quasi cala il sole – sta ospitando anche quest’anno la rassegna Suggestioni all’imbrunire, organizzata dal C.S.I. Gaiola Onlus, che si occupa della rivalutazione del luogo attraverso l'esercizio e la diffusione dell’arte, organizzando attività a sostegno e per la fruizione delle Grotte di Seiano e del Parco della Gaiola.

Giovedì, 09 Giugno 2016 00:00

Le riserve della memoria

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Il cinema come un grande specchio dipinto, rubando la definizione ad Ettore Scola è la prima immagine con cui cerchiamo vagamente di definire quel concentrato di visioni in un unico ininterrotto pianosequenza che compone – insieme all’azione teatrale – MM&M di Renato Cuocolo e Roberta Bosetti.

Sabato, 04 Giugno 2016 00:00

FACCIAMOLACONTA: lettera aperta

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Lettera aperta degli attori a

Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella

Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Dario Franceschini

Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Giuliano Poletti



Siamo un gruppo di attori professionisti italiani che lavorano in teatro e nell’audiovisivo (al momento 600) riunitosi, spontaneamente e senza alcuna bandiera politica, sotto il nome di FACCIAMOLACONTA. Siamo l’espressione della volontà di comprendere e di far comprendere le ragioni di questa pericolosa crisi occupazionale del settore, dal punto di vista di chi ne è componente fondamentale, gli attori e le attrici, tra i più penalizzati e meno tutelati del settore dello Spettacolo.

Poprischin è un semplice impiegato della Pietroburgo del primo Ottocento, un “consigliere titolare”: forse, come lui afferma, di nobili origini.  Ciò non toglie che in quella Russia zarista, fatalmente lenta, rigida socialmente e conservatrice culturalmente e antropologicamente, egli patisca molto il peso grigio dell’apparato burocratico del suo lavoro. La sua diversità – un’innocenza naïve mista ad una sorta di sindrome di Peter Pan − fa sì che venga deriso e ritenuto strambo dai colleghi, e, di conseguenza − come diremmo con linguaggio odierno − marginalizzato.

Lunedì, 30 Maggio 2016 00:00

NTFI: chiedere è un dovere, rispondere anche

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Sopporto, da giorni, una sorta di sentimento d’offesa, un senso di risentimento che non passa. Si tratta di orgoglio ferito in quanto cittadino? O è forse soltanto una mia fissazione, una preoccupazione stupidamente personale, un pensiero pensato troppo spesso?

Alle spalle degli edifici delle facoltà di Agraria e Lettere del campus universitario di Palermo, la Fossa della Garofala è un lungo percorso che collega l’esotico Parco d’Orleans – giardino ornitologico ubicato poco sotto il prospetto del Palazzo Reale – al Boschetto dei Lecci, una conca verde incontaminata dove lecci maestosi convivono con piante di fico d’india. Qui, su un pezzo di terra sconosciuto agli stessi palermitani, Sista Bramini inscena il mito Atteone e la verità dis-velata tratto dalle Metamorfosi di Ovidio, accompagnata da Camilla Dell’Agnola al violino. La performance è un frammento dello spettacolo Miti d’acqua della compagnia O Thiasos Teatro Natura.

Domenica, 29 Maggio 2016 00:00

"Dio grande!"

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TAV sta per Teatro Animazione Visioni, è un piccolo spazio che t’accoglie garbato in un cortile che si apre in una traversa del corso di Frattamaggiore, assieme agli altri locali dell’associazione Il Cantiere; il TAV è uno dei tanti piccoli spazi teatrali geograficamente ‘eccentrici’ rispetto al Capoluogo che perseverano nella coltivazione ostinata di una passione che talvolta assomiglia ad un’utopia, talaltra assume i contorni di una speranza a cui si riesce a dar forma concreta.

Venerdì, 27 Maggio 2016 00:00

Cunto mediterraneo

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Cosa può mai legare Don Chisciotte, Colapesce e Peppino Impastato? Apparentemente – e con una certa qual evidenza – siamo dinanzi a tre entità di natura diversa: un personaggio letterario, una creatura mitologica, un uomo realmente vissuto; tre entità per tre epoche diverse, l’una confinata in quel limbo atemporale chiamato mito, l’altra resa eterna nel Siglo de Oro dalla penna di Cervantes, l’altra ancora cittadina del Novecento.

Martedì, 24 Maggio 2016 00:00

Else, un'attrice e il suo pubblico

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Una premessa. Dando un’occhiata alle note di regia presenti in brochure leggo che in Signorina Else – opera di “straordinaria attualità” – “si respira l’angoscia insanabile della nostra epoca, condannata all’immobilità dalla troppa coscienza del passato e travolta dalla paura che la rende incapace di prendere qualsiasi decisione”. Come la società europea tra le due guerre (Schnitzler scrive il romanzo nel 1924) saremmo al cospetto di un “recente e fantasmagorico boom economico che ha consentito a tutti di rivedere al rialzo le proprie aspettative e che adesso chiede ai giovani un conto salato” mentre la nostra Europa “sprofonda ogni anno di più”, divorata dalla “speculazione finanziaria” e dalla “crisi dei valori”. Ma è davvero questa l’opera che racconta lo stato di sospensione della generazione di mezzo (i nati tra la seconda metà degli anni Settanta e la prima metà degli anni Ottanta)?

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