“Ho forse dormito mentre gli altri stavano soffrendo? Sto forse dormendo in questo momento?”

Samuel Beckett; Aspettando Godot

Il Pickwick

C.Re.S.Co. - Lettera aperta sul caso Eliseo

LETTERA APERTA
sul caso del Teatro Eliseo

 

 

 Egr. On.le
Dario Franceschini
Ministro per i Beni e le Attività
Culturali e per il Turismo
Via del Collegio Romano, 27
ROMA

 

 Egregi On.li Capigruppo
5^ Commissione Bilancio Camera dei Deputati

 

 Egr. On.le
Claudio Borghi
Presidente 5^ Commissione Bilancio Camera dei Deputati

 


Egregio Ministro, Egregi On.li Capigruppo 5^ Commissione Bilancio Camera dei Deputati, Egr. On.le Presidente 5^ Commissione Bilancio Camera dei Deputati,
il Coordinamento C.Re.S.Co si unisce al dissenso espresso in questi giorni dal comparto e dalle sigle che rappresentano i lavoratori dello spettacolo dal vivo rispetto agli emendamenti alla legge di conversione del DL Milleproroghe finalizzati a favorire in termini economici la società privata che gestisce il Teatro Eliseo di Roma, con una dotazione di 12 milioni di euro per il triennio 2020-2022.
Riteniamo grave che ancora una volta si operi al di fuori delle regole che determinano il FUS e a cui tutti i soggetti finanziati dal MiBACT rispondono. Già nel 2017 il comparto si era fortemente indignato per gli otto milioni di euro assegnati direttamente all’Eliseo, senza riuscire a contrastare una così evidente violazione delle regole nonostante l’unanimità delle posizioni espresse dai lavoratori dello spettacolo.
Oggi, tre anni dopo e nonostante sia in corso un procedimento giudiziario per valutare il caso, sembra che il tempo non sia trascorso.
Ci rivolgiamo a Voi per chiederVi di garantire quelle misure di trasparenza, lealtà, equità che dovrebbero essere il minimo comune denominatore di qualsiasi azione politica.

 

Vi Chiediamo quindi di non approvare gli emendamenti in favore della società privata che gestisce il Teatro Eliseo perché agire al di fuori delle regole mina le basi stesse della democrazia.
Nel ringraziarVi per l’attenzione e la disponibilità, porgiamo distinti saluti.

 

Direttivo C.Re.S.Co
Coordinamento delle realtà della scena contemporanea

 

Francesca D’Ippolito (Presidente)
Stefania Marrone (Vicepresidente)
Chiara Baudino
Davide D’Antonio
Hilenia De Falco
Antonella Iallorenzi
Elena Lamberti
Elina Pellegrini
Laura Valli
Napoleone Zavatto
Salvatore Zinna

Samuel Beckett; Aspettando Godot

“Ho forse dormito mentre gli altri stavano soffrendo? Sto forse dormendo in questo momento?”

Giorgio Caproni

“Tutti riceviamo un dono. Poi, non ricordiamo più da chi né che sia. Soltanto, ne conserviamo − pungente e senza condono − la spina della nostalgia”.

Cristina Campo

“Sprezzatura è un ritmo morale, è la musica di una grazia interiore; è il tempo, vorrei dire, nel quale si manifesta la compiuta libertà di un destino”

Anna Achmatova

“Al posto di una pacifica gioia volevamo un dolore che mordesse”

Vladimir Nabokov

“Erano uomini che potevano sognare, non governare, che rovinavano la propria vita e quella degli altri, erano isterici, dissennati, deboli, futili, isterici, buttavano via occasioni, evitavano di agire, che passavano notti insonni che a progettare mondi che non avrebbero mai costruito; ma, dice Čechov, felice il paese che può produrre questo tipo di uomo”

Paolo Nori

“E ti viene in mente un altro scrittore russo che si chiamava Venedikt Erofeev, e che si domandava se ci sarà, di là, una bilancia, o non ci sarà. Eche secondo lui su quella bilancia, se ci sarà, i sospiri e le lacrime peseranno più del calcolo e della premeditazione. E diceva che là, quelli come lui, poco seri, peseranno di più e vinceranno”

Antonio Delfini

“Uno scrittore è sempre qualcuno, per me, che ha fallito a qualche altra cosa nella vita”

Haruki Murakami

“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”

Pier Paolo Pasolini

“La mia non è indipendenza: è solitudine”

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