“Come tutti gli uruguagi, avrei voluto essere un calciatore. Giocavo benissimo, ero un fenomeno, ma soltanto di notte mentre dormivo; durante il giorno ero il peggior scarpone che fosse comparso nei campetti del mio paese”

Eduardo Galeano

Sara Scamardella

Un sogno di Natale: Lucarié… scètate

Questo Natale, le cui luci hanno illuminato le strade buie del mio paese come ogni anno, si è presentato non come comanda Iddio ma in modo del tutto diverso: con persone in fila davanti alle farmacie, coi parenti lontani e le famiglie divise, con le tombolate quasi vietate e gli amici da salutare da lontano, con la folla da evitare a ogni costo e la preoccupazione per la morte: forse più forte della gioia della miracolosa nascita.

Io sono la novella e tu la musica

Come due amanti che si fossero da poco riconosciuti e che cercassero di diminuire lo spazio che li separa, dialogano tra loro la novella e la musica nel progetto portato in scena da Fabio Cocifoglia e Manuela Mandracchia con gli Agricantus, alla Sala Assoli.

“David”: come le onde del mare

David ci culla, come farebbe il mare. Il suono dell’acqua lo sentiamo davvero. L’acqua dalla quale ha avuto origine la vita sulla Terra. L’acqua di un mare che porta le cose e se le riprende, che è fonte di sostentamento per i popoli e regala la morte a chi vuole cambiare il proprio destino, solcandolo. Il mare che circonda la Sicilia e che bagna Napoli.

Magia di una sera di ottobre

Ci sono magie che riescono agli uomini quando sono riuniti insieme, in luoghi con una particolare energia.

La nostra meta è la fine

Desiderare la fine come unico rimedio ad una vita che non gli è congeniale, anticipando il suo arrivo con il gesto estremo di lanciarsi dalla finestra è ciò che il professor Shuster fa in Piazza degli Eroi, testo di Thomas Bernhard messo in scena al Teatro Mercadante da Roberto Andò.

La città dei malati

Vedo Hospes come una città o un piccolo villaggio circondato da mura di plexiglass trasparente. È un materiale al quale ci stiamo abituando. Se, in qualunque posto andiamo, scorgiamo la presenza di pannelli in plexiglass sappiamo che sono lì per proteggerci. Ci tengono separati dagli altri, servono a distanziarci, ad evitarci contagi.

Prova di calcio e patriarcato

“Prova” è una parola dai tanti significati e ritrovarla come titolo di uno spettacolo teatrale, suscita già curiosità. Che tipo di prova sarà? Quella che gli attori fanno prima di una messa in scena? Una difficoltà che il protagonista deve superare? Il racconto del tentativo di far funzionare qualcosa di posseduto o immaginato? La dimostrazione di un fatto accaduto, magari un delitto?

Un teatro non è mai vuoto: le anime di "Risate di gioia"

Fruiamo il teatro in posti che non sono teatri. Chiusi da tanti mesi, gli edifici che per anni, a volte secoli, hanno dato vita ai nostri personaggi preferiti sono davvero vuoti? In questa serata di fine giugno, un palco montato al centro del cortile della Reggia nel Bosco di Capodimonte interpreta un vecchio palco teatrale abbandonato.

Corpi immobili, anime in tormento

Il pubblico, all’ingresso di Porta Miano, è smistato lungo i viali del Real Bosco di Capodimonte verso i luoghi degli spettacoli. Ce ne sono tre in scena in questa serata del Campania Teatro Festival.

Positano racconta... ancora...

Il forte vento nella piazza della Chiesa Nuova sembra sparpagliarci e mescolarci tutti. Il terzo giorno del Positano Racconta comincia in questo modo. Il mare c'è sempre, solo è più distante. La piccola piazza è allestita in modo essenziale. Tra i presenti c’è chi cerca un riparo appena le folate di vento si fanno più intense. Chi ha i capelli lunghi deve tenerli fermi con una mano, molti iniziano ad indossare giacche sui loro abiti leggeri, qualcuno si rifugia di tanto in tanto in chiesa per riscaldarsi.

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