“Dico sul serio. Riconosco il talento quando lo vedo, anche se a me manca. Quando recitavamo a Praga nel 1911 e nessuno aveva mai sentito parlare di Kafka, lui venne dietro le quinte e appena lo vidi capii che mi trovavo in presenza di un genio. Ne sentivo l’odore, proprio come un gatto sente l’odore del topo. Così è cominciata la nostra grande amicizia”.

Isaac Bashevis Singer (su Franz Kafka)

Sara Scamardella

Il teatro in una cassa

Mi hanno detto che il Teatro de Poche è un luogo suggestivo. Mi accorgo subito che è così. Non c’è un sipario che si apre per dare inizio allo spettacolo. Si aprono solo due tende e lo fanno per farci salire sul palco. Per un momento siamo noi lo spettacolo ma soltanto per il tempo che ci serve per cercarci un posto in sala, una sedia per diventare spettatori. Poi le tende si chiudono e allora cominciano gli attori.

Quale spettacolo?

Assistendo a Brother & Sister Art mi sono più volte domandata : “Ma cosa sto guardando?”. Pian piano ho cercato di darmi delle risposte. Brother & Sister Art ripropone alcuni monologhi del repertorio di Benni, però no, non solo monologhi. Nel finale c’è Sherlock Barman a due personaggi. Brother & Sister Art è un adattamento di alcuni divertenti testi teatrali di Benni. No, c’è anche Volano, che tanto divertente non è e il proprietario dell’impresa di fiori è il protagonista di un racconto.

La forza di volontà della commedia

Potrebbe valere per il teatro quello che si dice sulle facoltà del nostro cervello e cioè che non utilizziamo che una piccolissima parte di tutte le sue capacità. Per il teatro però non si tratta di spostare oggetti col pensiero, praticare autoguarigione o prevedere il futuro, cosa che a qualche personaggio potrebbe anche riuscire. Dalla sua nascita e per tutti gli anni che ha ancora da vivere c’è sempre qualcuno che con il teatro sa giocarci, sperimentare, spingere su un elemento piuttosto che sull’altro. C’è chi il teatro sa usarlo a suo piacimento e sceglie quali delle sue capacità vuole utilizzare.

L'evidenza del carcere

Sul programma, Giorni scontati è presentato come una commedia capace di trascinare il pubblico che si divertirà alle battute delle protagoniste le quali vivono situazioni divertenti (ancora una volta), disperate e grottesche. Tra quelli usati, l'unico aggettivo che si addice alla piéce è “disperate”.
Lo spettacolo, preceduto da un dibattito sulla situazione delle carceri in Italia, abbatte la parete della cella di un carcere femminile.

Ridere di gusto, come ai vecchi tempi

Al teatro Area Nord lo spettacolo comincia prima dell’uscita dell’artista sul palco. Dalle prime file una signora ancora col cappotto avverte preoccupata il resto della sala che manca ancora Vittoria. “Forse ieri saranno venuti in pochi perché c’era la partita del Napoli” osserva uno spettatore della quinta fila. “Per me è la prima volta che guardo lo spettacolo da così in alto” commenta un ritardatario.

Vince chi resiste, "A Fronte Alta"

Le vecchie foto in bianco e nero, quelle che ritraggono ragazzi giovani e sorridenti che si abbracciano, hanno sempre un po’ di poesia spalmata sopra. Anche quando non si conosce nessuno di quei volti ritratti, si insinua in chi guarda un po’ di nostalgia. Deve essere l’improvvisa coscienza del tempo. Quanto ne è passato? Che ne è stato di quei giovani? Dove vivevano? Cosa sognavano? Cos’hanno visto e fatto? Dietro ogni foto c’è una storia. Non è quella con la “S” maiuscola, quella che si studia a scuola con la successione dei re e dei presidenti, con le alleanze tra nazioni, i trattati e le invasioni. È una storia diversa, più piccola ma che molto spesso, senza che nessuno lo riconosca ufficialmente, può essere una storia di eroi.

La cantatrice è calva. L'anti-anticommedia di Ciro Pellegrino

Qualche volta, quando mi trovo a parlare con qualcuno della mia infanzia, mi piace dire che ero una campionessa a Barbie. Ci giocavo per delle ore e molto spesso le mie Barbie interpretavano i personaggi dei libri che leggevo per la scuola. Al teatro Piccolo Bellini, la scena che vedo all’aprirsi del sipario è quella di una casetta per le bambole, con tendine colorate e pannelli dai disegni infantili.

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