“Scegliere modi di non agire è sempre stata l'attenzione e lo scrupolo della mia vita”.

Fernando Pessoa

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Mercoledì, 08 Marzo 2017 00:00

La Vocazione di Manfredini

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“Caro Patron,
vi scrivo una lettera dopo una prova in cui ho detto delle vostre parole. Le ho dette a me stesso, le ho dette a Giulia che era Claudia, le ho dette ai ragazzi, le ho dette a un pubblico ancora immaginario: domani non lo sarà più. Sarà il pubblico vero, l'unico, eterno, uguale pubblico di sempre. Il vostro, il mio e quello di coloro che verranno dopo di me come è stato quello di coloro che sono venuti prima di noi. Ci siamo nutriti con grande commozione dei vostri pensieri ed io non so dirvi molto”.

Martedì, 07 Marzo 2017 00:00

Tempus fugit

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“E gli uomini se ne vanno a contemplare le vette delle montagne, i flutti vasti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l’immensità dell’oceano, il corso degli astri, e non pensano a sé stessi”.
(Sant'Agostino da Ippona)



Etereo ed effimero l’affannarsi di una vita all’inseguimento di qualcosa d’inafferrabile come i sogni cullati nel passato; un inseguimento che comporta spesso che ci si lasci alle spalle quarti di vita non vissuta, morsi di gioia non assaporata, emozionalità sospesa e lasciata ad aspettare; colpa di uno sguardo discosto o distratto, perso dietro “le nuvole e la fantasia” e che poi magari ritorna presente a se stesso e alla consapevolezza del proprio perduto vissuto quand’è ormai troppo tardi per riafferrarlo.

A sipario chiuso il buio della sala è percorso da clangori metallici, come di cardini che stridono, porte che si aprono o si chiudono. All’apertura della tela una livida luce illumina fredda una complessa struttura metallica semicircolare: è una cancellata con delle sbarre che contiene al suo interno una struttura più piccola, cilindrica, nella quale si vede sospeso un tavolaccio, a mezz’aria, sul quale dondola adagiato un corpo, apparentemente esanime. Sulla destra si vede un carretto che funge da altare devozionale, coperto di lampade e candele e ospitante una statuetta della Madonna dell’Annunziata.

Mercoledì, 01 Marzo 2017 00:00

Un mostro 'mesmerizzante'

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Frankenstein 'o mostro è una gustosa parodia horror incentrata sul personaggio creato dalla scrittrice ottocentesca Mary Shelley ed è − allo stesso tempo − un denso elettuario i cui ingredienti, ben dosati, assumono la consistenza di una satira multiforme, sempre elegante e garbata, e le tonalità di un musical che attraversa trasversalmente la storia dello spettacolo teatro-canoro, passando senza increspature da un genere all'altro.

Sabato, 25 Febbraio 2017 00:00

La commedia di Nora (e quella di Filippo Timi)

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Una bugiarda matricolata
In Una casa di bambola Nora mente di continuo: sottrae la visione dell'albero di Natale ai bambini, giura il falso al marito (due volte) in merito ai pasticcini e ai cioccolatini che ha mangiato in città e, quando si tratta di assaggiare gli amaretti che nasconde in casa, afferma che non li ha comprati lei ma l'amica che è venuta a trovarla.

Venerdì, 24 Febbraio 2017 00:00

"Macbeth" di Emma Dante, un sabba verdiano

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Il Macbeth è una storia di violenza dietro cui è malcelata la storia di un intero popolo assoggettato alla magia. Nella regia di Emma Dante, che con il suo Macbeth apre la stagione operistica del Teatro Massimo di Palermo il 21 gennaio, sono infatti le streghe il punto focale dell’opera: da loro spira la magia che riempie di sé ogni cosa. Queste, gravide di premonizioni, animali straziati da doglie demoniache, si cercano, proprio come le bestie, un posto in cui partorire. Portate dalla testa, che lotta contro il ventre rigonfio per stabilire l’andatura guidando gli arti, sono sgraziate e bestiali, e nella loro natura compromessa sta la ricchezza di questa regia. In ogni nascita c’è una nuova morte e in quel “Rimescete” il futuro è, senza imbarazzo, associato alla nascita.

Giovedì, 23 Febbraio 2017 00:00

Puri e cresciuti

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Facile dire teatro per bambini. Come se i bambini fossero delle creature facilmente accontentabili, per i quali è sufficiente imbastire una storiella, mettere qualche costume scenografico, due musichette accattivanti e il gioco è fatto. No. Fare teatro per i bambini è una operazione estremamente complessa, impegnativa, molto più impegnativa, per certi versi, del teatro destinato al pubblico adulto, soprattutto se colto. Gli adulti, generalmente, vedono con le orecchie e apprezzano ciò che ritengono socialmente utile apprezzare, motivo della fortuna di tanta sedicente sperimentazione fine a se stessa.

Giovedì, 23 Febbraio 2017 00:00

Una partita di tennis teatrale

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Basta poco per creare un’atmosfera che sa di antico e di moderno, per far rivivere storie e personaggi che fanno parte di un vissuto comune, di una cultura condivisa, dove canzone e parola si mescolano e si alternano.

Martedì, 21 Febbraio 2017 00:00

Amatevi, fino al silenzio

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L'amore è Amore ci dice Spiro Scimone: senza aggettivi che lo qualifichino; senza indizi che lo precisino (luogo di provenienza, titolo di studio, condizione economica); senza differenze di sesso (riguarda gli esseri umani prima ancora che un uomo e una donna, una donna e una donna, un uomo e un uomo). È Amore quello che spinge due adolescenti a baciarsi nel pieno della folla, senza quasi mai prendere fiato, o che li porta a cercarsi l'angolo immerso nel buio di un portone, nel quale toccarsi con la stessa foga che un assetato ha di bere; è Amore quello di due anziani che si baciano meno ma che, forse, si guardano di più, attenti come sono a proteggere l'uno la fragilità dell'altro. È Amore l'amore di due madri che accompagnano, ogni mattina, una terza donna – una bambina – a scuola; è Amore l'amore fatto da due uomini per festeggiare, stasera, questa casa che siamo riusciti finalmente a comprare, che adesso è la nostra e che la nostra sarà per i giorni a venire.

Lunedì, 20 Febbraio 2017 00:00

Del vestire

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Non so se al lettore è mai passato per la mente in teatro, durante l'attesa della magica apertura del sipario, di correre in platea completamente nudo, strillando come una bambina capricciosa. Che c'è di strano? Probabilmente sarà una sensazione di libertà estrema. Se potessi tradurre questa sensazione in un sapore, penso che sceglierei un cono gelato al cioccolato e limone, farcito di chiodi e cavi elettrici, che sta per gocciolare su un paio di pantaloni e scarpe bianchi, simili a quelli indossati dai marinai insomma, seduto in posizione del loto sopra un lussuoso tappeto persiano.

Venerdì, 17 Febbraio 2017 00:00

Per la stessa ragione del grido

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C’è un teatro che nasce da un’urgenza. Germoglia perché è necessario, è stato seminato dal mondo ed è il mondo a chiamarlo in vita (non in scena). Da quarant’anni le Albe cavalcano l’onda di una necessità, onda lunga che li ha portati oggi alla soglia di Maryam.
In questi tempi consumati dalla paura del diverso, le Albe danno voce a tre madri musulmane devote a Maria. Le tre preghiere, che sono lamenti e maledizioni e urla sommesse, rappresentano un punto d’incontro paradossale fra due culture, cristiana e islamica, perse a farsi la guerra e dimentiche delle loro radici comuni.

Giovedì, 16 Febbraio 2017 00:00

Di quel cielo, di questo fondale

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Antonio ha sognato Daria stesa per terra, in strada, intenta a chiedere l'elemosina nei pressi del Teatro Argentina di Roma: piove – ci racconta – gli schizzi rimbalzano sull'ombrello ed io mi affretto finché non vedo Daria, lacera accattona: rallento, l'osservo, la riconosco ma non si fermo, proseguendo diritto. “Io, nel sogno, non mi sono fermato. Perché?”.

Mercoledì, 15 Febbraio 2017 00:00

Le Albe, dal buio alla luce

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Le Albe, la loro poetica il loro teatro: in due giorni consecutivi, fra Salerno e Napoli, assistiamo a due tappe di un unico percorso, due segni contigui e significativi di una cifra espressiva che dopo trenta anni e più di vita artistica conserva ancora freschezza e spessore, in virtù di un atto d’amore per il teatro che si rinnova ad ogni scrittura, perché l’atto d’amore – per le Albe – parte dalla parola: “Per noi Albe, della parola si fa esperienza fisica”, scriveva Ermanna Montanari ne La camera da ricevere; e ancora, quella parola, plasma fluido, risuona in quella cassa armonica che è il corpo d’attore: “Gli attori sono musicisti e al tempo stesso strumenti musicali. Sono corpo e strumento del loro corpo”, scriveva sempre la Montanari.

Martedì, 14 Febbraio 2017 00:00

Tutti eroi, nessun eroe

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Sulla scena un alto parallelepipedo che fronteggia la platea con un lato composto da cinque pannelli bianchi e due microfoni a piantana posizionati alla destra e alla sinistra del palco. La scenografia di Giulio Cesare di Shakespeare è tutta qui. Ha il suo significato dall’inizio dello spettacolo perché su tali pannelli sono proiettate le immagini degli uomini e delle donne di potere del passato e del presente per fermarsi sulla celebre foto che ritrae l’ex Presidente degli Stati Uniti Obama con lo staff delle Forze Armate e Hillary Clinton, suo Segretario di Stato, che assistono con pàthos su dei monitor all’azione conclusiva che porterà alla cattura di Bin Laden.

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