“La vita come deve si perpetua, dirama in mille rivoli. La madre spezza il pane tra i piccoli, alimenta il fuoco; la giornata scorre piena o uggiosa, arriva un forestiero, parte, cade neve, rischiara o un’acquerugiola di fine inverno soffoca le tinte, impregna scarpe e abiti, fa notte. È poco, d’altro non vi sono segni”

Mario Luzi

Lunedì, 05 Novembre 2018 00:00

Coro di voci per “Cuore di cane”

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Venerdì, 27 Ottobre 2017 00:00

Grazia Deledda, tra pagina e scena

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Sabato, 22 Aprile 2017 00:00

Una cena pronta per un digiuno

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Sabato, 25 Marzo 2017 00:00

Appunti su "Il giocatore"

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Giovedì, 16 Febbraio 2017 00:00

Di quel cielo, di questo fondale

Pubblicato in Teatro
Martedì, 22 Novembre 2016 00:00

"Ma", la sillaba primitiva

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