“Che diamine, se sapessi chi è Godot non credete che l'avrei detto nell'opera?”

Samuel Beckett (ai critici)

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

Sabato, 23 Ottobre 2021 00:00

Leopardi, con teiera e sabbia

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Il palco del Teatro TRAM a Port’Alba è occupato da un cantiere completo: trabattello, telai in tubature, un tavolo da lavoro sul proscenio, luci polverose e teli di plastica poggiati qua e là in attesa che un qualche lavoro edile riprenda. Accanto al tavolo, unico scoperto, si intravede sulla sinistra dello spettatore una grande poltrona in stile barocco. Completano il cantiere qualche casco di sicurezza e una serie di valigie.

Mercoledì, 20 Ottobre 2021 00:00

Il dolore sospeso e corporeo di Marguerite

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Una piccola sala, pochi posti su panchine di gomma. Buio, nero, tre punti luce che rischiarano la scena. È un interno, una stanza con sedie, una poltrona, un tavolino da tè con delle tazzine e un telefono, valigie e fogli sulle diverse superfici. Dietro il tavolino una colonna con dei fogli impolverati e un divisorio.

Venerdì, 15 Ottobre 2021 00:00

La città dei malati

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Vedo Hospes come una città o un piccolo villaggio circondato da mura di plexiglass trasparente. È un materiale al quale ci stiamo abituando. Se, in qualunque posto andiamo, scorgiamo la presenza di pannelli in plexiglass sappiamo che sono lì per proteggerci. Ci tengono separati dagli altri, servono a distanziarci, ad evitarci contagi.

Giovedì, 14 Ottobre 2021 00:00

Marthaler o l'inizio di questa mia malattia

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Nome?
Auguste.
Cognome?
Auguste.
Come si chiama suo marito?
Auguste, credo.
(dialogo tra Alois Alzheimer, medico,
e Auguste D., paziente)

 

 Cosa mi stava succedendo?
(Virginia Woolf)

 

Domenica, 10 Ottobre 2021 00:00

Fondamenti del Teatro: una lettera di Leo a Enzo

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L’ultimo fine settimana di settembre mi ha portato a contatto con due opere in sé molto diverse per approccio drammaturgico, estetico e politico, ma in qualche modo correlate proprio nel loro essere opposte. Come le piante del mito indiano una ascendente verso l’alto, l’altra discendente verso il basso intrecciano i loro rami e diventano la casa, non più degli dèi, ma delle immagini.

Il pubblico del Teatro Argentina, in occasione del Romaeuropa Festival 2021, ha danzato sulle note dei Tears for Fears insieme ai meravigliosi corpi dei danzatori della Compagnia del coreografo israeliano Emanuel Gat nella creazione dal titolo LoveTrain2020.

Lunedì, 06 Settembre 2021 00:00

Del teatrar mangiando: di fili, filoni, sfilacci

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Anghiari è borgo che s’inerpica arroccato nel cuore della Valtiberina. È uno di quei luoghi in cui il passato e la storia traspirano nel presente, trasmettendo a chi ci arriva e ne percorre le viuzze tutta l’atmosfera dei tempi che l’hanno attraversato e che ce l’hanno lasciato conservato con fattezze che sono in buona parte quelle di un tempo, senza il vituperio invasivo di un presente oltraggioso e dimentico.

Iniziamo con una domanda: c’è un fattore, un elemento che plasma le strutture e gli ordinamenti e nello stesso tempo ostacola lo sviluppo e le riforme in ambito artistico e culturale? Non è facile rispondere. Innumerevoli sono le cause e le circostanze di cui bisognerebbe tener conto. Per rispondere alla domanda occorrerebbe innanzitutto compiere un paziente lavoro di scavo per liberare il campo dalla retorica e dai pregiudizi, ossia da quelle concrezioni che impediscono una visione chiara del problema.

Lo scorso 27 luglio ha debuttato Odissea del Teatro dei Venti, un evento teatrale diretto da Stefano Tè che ha attraversato le carceri di Castelfranco Emilia e Modena, all'interno di Trasparenze Festival, giunto alla sua IX edizione, che ha per titolo Abitare Utopie. Prima di parlare della difficile genesi di questo dramma itinerante è giusto fare una piccola premessa.

I ponti uniscono. Fisicamente e simbolicamente. Sponde diverse, popoli separati, culture differenti: un ponte è un legame tra un lato e un altro, nello spazio collegando territori e genti, nel tempo rendendo contigue generazioni che si succedono. E i ponti raccontano, di uomini, di storie, di leggende e eventi simbolici. Racconta delle traversie che all’ombra delle campate di quel ponte si andarono consumando nel corso dei secoli Il ponte sulla Drina di Ivo Andrić, romanzo che spiega alla luce della storia come quel crocevia di culture che passava attraverso i Balcani fosse una giuntura tra Occidente cristiano, mondo slavo e cultura musulmana.

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