“Io amo troppo il teatro per diventare un critico teatrale...”

Gilbert Keith Chesterton

Teatro

Teatro La ribalta di legno

«Le quinte di stoffa con le porte in rilievo, le finestre di vetro dipinto, i vasi coi fiori di carta. In alto una lampada faceva da giorno mentre la notte veniva con la parola “notte”. In terra, una botola, dalla ribalta portava sul retro, dov’erano pronti gli attori».

 

“Tutto il mondo è teatro e tutti gli uomini e le donne nient’altro che attori”

(W. Shakespeare, As you like it)

 

 

Mentre la curiosità di un intero pubblico teatrale viene completamente assorbita dalla “Rassegna Teatrale Italiana. Partenope” e frotte di spettatori si affannano per accaparrarsi le ultime salatissime poltrone di costose e roboanti produzioni, chi da sempre è solito mettere l’arte in scena fuori dalle programmazioni di cartellone − e ad avventurarsi per inediti sentieri pur all’interno di materiali tradizionali − continua a farlo, e a farlo anche bene.

Mercoledì, 03 Luglio 2013 00:00

To be or not to be, this is Hamlet!

Scritto da

Shakespeare è l’autore più saccheggiato dalle compagnie teatrali, solamente il suo Amleto è stato portato sulle scene in tutte le varianti possibili grazie alla fantasia e all’estro di registi di ogni tempo. Chi scrive ha perso il conto di quanti Amleto ha visto negli anni, dalla versione classica alla parodia passando per la tragedia noir-gotica.

Martedì, 25 Giugno 2013 02:00

Pene maschili

Scritto da

Un uomo è due persone: se stesso e
il suo cazzo
.

                            Baryl Bainbridge

 

 

Cabaret, happening, drammaturgia recitata con mascheramento consapevole e con intersezioni musicali, interazione diretta col pubblico, fintate sbadataggini di dialetto o d’azione, relazione dichiarata e volutamente grottesca con il tecnico dei suoni o con quello delle luci (“curioso: chiamo il musico per le musiche e mi risponde il luciaio per le luci”): Monologhi del caxxo di Compagnia baby gang è un serioso tentativo vivace che – fondendo pantomima di trama a pantomima in apparenza improvvisa e spontanea – mira a fare eco o richiamo dei Monologhi della vagina di Eve Ensler. Vi riesce davvero?

Martedì, 25 Giugno 2013 02:00

Umano Non umano Ultraumano

Scritto da

“Corre un filo invisibile che allaccia un essere vivente a un altro per un attimo e si disfa, poi torna a tendersi tra punti in movimento disegnando nuove rapide figure”. Italo Calvino, Le città invisibili. È Raissa, la città infelice che contiene, inconsapevolmente, la città felice.
FragileFrana si presenta come la messa in scena dei racconti residui di un romanzo non scritto. Narrazione per immagini in cui il gesto prescinde dalla parola. La parola è puro suono, si confonde con lo scrosciare di acqua o col crepitio di fuoco. È il regno del gesto. Il gesto consapevole, il gesto misurato e controllato. Il gesto puro. Il gesto in sé, che assurge ad apoteosi di se stesso, fosse pure uno starnuto.
La premessa è “Provare a non rimettere subito in ordine. Provare a non ricostruire ciò che c’era. Lasciarsi franare, chiudere gli occhi in mezzo al frastuono e alla calca, per fermarsi a considerare quello che stiamo vedendo e vivendo”. Bene. Seguiamo il flusso, seguiamo il respiro, inseguiamo le immagini.

Martedì, 25 Giugno 2013 02:00

Sul concetto d'arte

Scritto da

Il monologo della brava Cristiana Minasi propone molti spunti sul tema dell’arte. La riduzione ad unum degli attori non è una volta tanto solo l’espressione di una parodia o dello spettacolo di un comico che di battuta in battuta diverte il pubblico. Il contenuto si unisce perfettamente alla forma con la quale l’attrice l’ha esposto, una conferenza.

Lunedì, 24 Giugno 2013 02:00

In viaggio su una voce

Scritto da

Basta il ritmo della musica, la voce di Leyla e non siamo più dove credevamo di essere. Lo sfondo è un arazzo blu notte con mille pietre d’oro e d’argento. Partono da un lato con una decorazione sottile poi crescono, aumentano di numero e il disegno diventa più spesso, come il disegno che potrebbe fare il suono di una voce che parte da una piccola bocca e si sparge nello spazio. Davanti una struttura alta, sembra lo scheletro di una piramide con in cima il sole e sotto una montagna di sale. Il nord Africa è evocato da un uomo che suona un tamburo e canta e da un’anziana signora che apre la sua piccola bocca e ci regala la sua voce piena di vita trascorsa.

Lunedì, 24 Giugno 2013 02:00

Napoli Loves Vertigo

Scritto da

Il corpo sulla scena: veicolo di trasmissione, strumento di costruzione, oggetto di sperimentazione a favore della contemporaneità, è capace di disegnare astrazioni o di suggerire rimandi alla realtà.
Vorticoso ed “impalpabile” lo spettacolo della Vertigo Dance Company proposto in questa sesta edizione del Napoli Teatro Festival Italia, per festeggiare i vent’anni d’attività della compagnia israeliana.
Vertigo 20 conferma il grande successo partenopeo delle scelte coreografiche di Noa Wertheim, che il pubblico ha avuto modo di apprezzare nel 2012, con lavori sincroni e di forte impatto visivo come Null e Birth of the Phoenix.

Lunedì, 24 Giugno 2013 02:00

In processione lungo il Tunnel

Scritto da

La suggestione illustre di una messinscena favolistica che già nel titolo evoca una gatta, facilmente fa ripensare a La Gatta Cenerentola, la favola in musica di Roberto De Simone, che riaffiora assistendo a La Iatta Mammona del Collettivo Internoenki.

Lunedì, 01 Luglio 2013 00:00

Il gioco dell'essere

Scritto da

Gli attori del terzo quadro del Trittico dello spaesamento. L’infanzia di un capo, di Roberta Nicolai sono già sul fondo del palco quando il pubblico entra in platea. Sono tre uomini ed una donna, manca l’altra attrice presente in cartellone. L’inizio dell’opera è segnato da un secondo sipario che si trova sul palco che calerà a coprire gli attori, invece che a svelarli.

Sabato, 22 Giugno 2013 02:00

The Dark Side of The White

Scritto da

Si spengono le luci in sala, si accendono le lampadine sul palco. Qualche schermo di telefonino continua a brillare azzurrognolo, continuerà così per tutto lo spettacolo, siamo così assuefatti alla tecnologia e alla schiavitù della connessione totale e continua, che pare non sia possibile separarsi da quello schermo, nemmeno per le due ore di una (pur lunga) rappresentazione.

Sabato, 22 Giugno 2013 02:00

La bugia del Pinocchio "aumentato"

Scritto da

Augmented Pinocchio motiva il suo valore teatrale con la novità della coesistenza, sul palco, di un attore in carne e ossa tra immagini dalla definizione fittizia. Cominciamo, dunque, cercando di comprendere se tale scelta richiami, o meno, il Pinocchio di Collodi.

Venerdì, 21 Giugno 2013 02:00

Per un Amleto

Scritto da

Macelleria Ettore mette in scena Amleto?
Si nota subito: la parte d’inchiostro più importante della frase scritta qui sopra è il punto interrogativo. Appartiene al titolo ma sembra curvare l’intera preposizione, tramutando, l’affermativa, in un’interrogativa. Scrivere “Macelleria Ettore mette in scena Amleto” avrebbe significato qualcosa mentre scrivere – come abbiamo fatto – “Macelleria Ettore mette in scena Amleto?” significa tutt’altro: il punto interrogativo è la differenza.
È questo punto interrogativo (primo indizio) a suggerirci che, Amleto?, non è Amleto.
Quando sediamo, scegliendo il nostro angolo di percezione, riceviamo un dono dalla sorte: abbiamo di fronte il piedistallo con le luci che serviranno allo spettacolo. Le luci sono il secondo indizio. Il terzo è dato dalla foggia degli interpreti: maglia nera, pantalone nero, scarpe nere: non vi è alcun costume e, dunque, non vi è alcun inganno apparente.
Il punto interrogativo, le luci, la mancanza d’inganno apparente: i tre indizi che ci permettono di ripensare ad Amleto? di Macelleria Ettore, scrivendone.

Giovedì, 20 Giugno 2013 03:17

Le solitarie conversazioni di un comico

Scritto da

L’ironico monologo di Andrea Cosentino non lascia molto all’immaginazione. L’attore sale al centro della pedana (la scena) e, in dialetto romanesco, inizia a inveire sul pubblico e sulla stupidità della gente, che è intervenuta per assistere al suo "teatrino". Al di là dei giochi di parole Cosentino schernisce il teatro tradizionale, quello fatto in calzamaglia, per darci un nuova idea dell’arte, dell’artista, e dell’espressione artistica.
L’hic et nunc che professa senza mai citare la radice latina che è alla base (concettualmente e storicamente) del coevo e anglosassone Not here. Not now, dà la cifra esatta del capovolgimento impresso dall’arte contemporanea alla scena teatrale e all’arte tout-court.

Giovedì, 20 Giugno 2013 02:00

Tra due fuochi

Scritto da

Si prende posto in Sala Assoli e la scena, illuminata fiocamente, è già apparecchiata. La stessa, per tutta la rappresentazione, l’uso sapiente delle luci farà apparire ai nostri occhi l’una o l’altra cosa, facendola esistere al nostro sguardo, dandole consistenza di realtà, una parte da giocare nella rappresentazione. Ogni dettaglio è curato, ogni dettaglio evoca un’atmosfera, un personaggio, una situazione. Al centro un altare, solo più tardi ci renderemo conto che la mensa poggia su dei grossi bidoni blu, a giudicare dal simbolo si tratta di rifiuti speciali. Sull’altare, in piedi, una statua vivente della Madonna, scopriremo più tardi che è la Madonna di Lourdes (anzi della piccola Lourdes, a Pianura). Ai lati due labari, con Cristo e Padre Pio. Un banco con le candele e l’offertorio.

Giovedì, 20 Giugno 2013 02:00

Il "gioco" itinerante di EgriBianco Danza

Scritto da

Il 2013 è per l’E45 Napoli Fringe Festival un anno di cambiamenti.
Diventato appuntamento biennale, presenta un programma più ricco di creazioni site-specific delle compagnie giovani ed emergenti. Si aprono all’utenza i luoghi culturali della città, ambienti perfetti dove poter respirare drammaturgie in un melange di arte e storia. Ampio spazio per Tersicore nel cartellone (mai abbastanza, considerando che a Napoli nel corso dell’intera stagione coreutica scarseggiano spettacoli di buon livello culturale e performativo) ove mi ha colpito la presenza di un gruppo che non è poi tanto emergente se si conosce la storia della danza contemporanea italiana.
Mi riferisco alla Compagnia EgriBianco Danza, ex Balletti di Susanna Egri, fondata nel 1999 da una delle coreografe di spicco della danza teatrale e televisiva degli anni ’60 e ‘90, la quale porta in scena Itinerario − Per una possibile salvezza.

Sostieni


Facebook