“Il desiderio del tuo fragile corpo d'attore è il desiderio di una canzone nuova, di un canto nuovo, spremuto dalle macerie”

Leo de Berardinis, in una lettera indirizzata a Enzo Moscato

Espressioni

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Mercoledì, 16 Ottobre 2013 02:00

Sulla scrittura o diario filosofico 3

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Cosa faccio quando scrivo? Non so, eppure continuo. In effetti, tutto ciò è forse un insieme disperso di azioni separate: battere sulla tastiera, guardare lo schermo, sillabare parole a mezza voce. Sì, ma io dico scrivere, con una sola parola, con un suono fluido e un’immagine che si delinea. Il concetto si organizza e si incarna attorno a un centro, mi sembra: il senso di libertà che provo scrivendo. Scrivere è un atto perché io posso scegliere di farlo, trovando il principio di quest’impresa in me stesso. Atto perché non muove da un fatto a me “esterno”, ma lo pro-duce, “davanti” a me e in un mondo.

Ecco, subito una prima precisazione. Sam Weller è una persona come tante che, come fanno tante persone, può anche decidere una sera di andarsene a zonzo (a divertirsi, no!, sarebbe troppo) per le vie della città, soprattutto quando qualche evento riempie le strade di spettacoli e persone. Il suo è il gusto tipico dell’osservatore che dal suo cantuccio riservato e noioso osserva e prende appunti. Ma la precisazione non è propriamente questa.

Mercoledì, 09 Ottobre 2013 02:00

Un compleanno non è mai qualsiasi

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Mi sono divertito a scovare nei ripostigli della storia, quell’avvenimento, quella nascita, quella morte che cadono quando me ne sto a spengere candeline e scartare regali. Provateci. Può essere stimolante.
Il 9 ottobre 1892, nasce Ivo Andrić, diplomatico e soprattutto premio Nobel per la letteratura. Il ponte sulla Drina e La cronaca di Travnik i suoi libri più conosciuti. Li avete letti? No? Vi consiglio il secondo ma è un giudizio assolutamente personale.

Sabato, 28 Settembre 2013 02:00

Figli di un dio maggiore

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È arrivato in Italia il 26 settembre Bling Ring, il nuovo film di Sofia Coppola, sorella di Roman Coppola, entrambi figli di Francis Ford Coppola, di cui è nipote anche il famoso Nicolas Cage. Per non parlare del nonno di Sofia Coppola, tale Carmine Coppola, compositore, direttore d’orchestra, primo flauto nell’orchestra di Arturo Toscanini, nonché padre di Talia Shire, il cui nome di primo acchito non dice nulla, ma di secondo vi accorgete che si tratta di Adriana, la moglie di Rocky Balboa, nonché di Connie Corleone nella saga Il Padrino.

Mercoledì, 25 Settembre 2013 02:00

I luoghi non convenzionali dove abitano i libri perduti

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Nessuno metterà mai in dubbio questa mia affermazione: ogni lettore ha una personale preferenza in fatto di librerie. Ci sono i buongustai che amano quelle piccole e romantiche di un tempo, dotate di un libraio che ti sappia dare mille consigli (e che sembra quasi aver conosciuto personalmente tutti gli scrittori e i poeti di cui parla), chi preferisce gli affollati megastore dove può trovare di tutto di più (un ampio ventaglio di proposte selezionate con cura dai migliori uffici marketing), poi c'è addirittura chi preferisce non sprecare il proprio prezioso tempo e si limita alle fantastiche offerte dei supermercati, sono quelli che il libro lo mettono nel carrello tra un pollo e una confezione di carta igienica (pollo in offerta al 25%, libro al 15%, carta igienica a prezzo intero, perché la vogliono morbida e profumata).

Sabato, 31 Agosto 2013 16:22

Gioventù perduta

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“Ho ammazzato i miei genitori perché usavano un bagnoschiuma assurdo, Pure & Vegetal.
Mia madre diceva che quel bagnoschiuma idrata la pelle ma io uso Vidal e voglio che in casa tutti usino Vidal.
[…]
Poi un giorno mio padre disse che all’Esselunga c’era il tre per due e avremmo dovuto approfittarne. Non credevo che includesse anche il bagnoschiuma.
La mia famiglia non mi ha mai capito.”
(Aldo Nove, Woobinda, 1996)

- C’è nei giovani d’oggi uno strano miscuglio di pessimismo e di cinismo che mi spaventa, non so se ai miei tempi sarei stato capace di fare discorsi simili a mio padre.
- Ah, i tuoi tempi. Oggi le sigarette costano venti lire l’una, non lo sai? E solo i furbi riescono a fumarle.
(Pietro Germi, Gioventù perduta, 1947)

Venerdì, 30 Agosto 2013 02:00

A zonzo, cercando Mr. Samuel

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Complice il caldo e l’imminente chiusura dei battenti virtuali del Pickwick, mi godo le spiagge assolate, la frescura dell’acqua, ritmi meno preordinati e urbani. Il 10 agosto (S. Lorenzo io lo so... etc., la citazione pascoliana è d’obbligo...) però mi giunge un biglietto di Mr. Samuel, non so come, non so recapitato da chi, so solo che c’era. Il nostro gentile anfitrione, che ha accolto tante penne sotto la benevola ala del suo sorriso, mi invitava a recarmi a Cetraro (CS), al mercato, per un abboccamento e per degustare insieme uno chou allo zabaione. Quale ghiotta occasione (e non solo per lo chou), sicché ho preso senza indugio il mio storico mezzo di locomozione e mi sono recata sul posto.

Se un tempo la parola “nerd” aveva un significato assai negativo, sono in tantissimi oggi a dichiararsi orgogliosamente nerd. Ma la questione principale è: lo sono davvero? Cosa distingue un vero nerd da uno sfaccendato benestante sempre munito di portatile e smartphone di nuova generazione che si dedica a videogames, fumetti e fantasy solo per noia?
Innanzitutto bisogna precisare che il contesto storico e sociale nel quale la parola “nerd” è nata è completamente diverso da quello attuale. Noi oggi viviamo nella società dell’elettronica e dell’informatica, e sono in pochissimi a non sapere usare il computer. Risalendo indietro nel futuro insieme a Marty Mcfly e Doc, nel 1985 quando uscì il primo film della saga Ritorno al futuro, era esattamente il contrario. Lo era anche nel 1977, quando uscì il primo Star Wars e il 3d Rendering era probabilmente il sogno erotico di George Lucas mentre lavorava alle scene filmando modellini e vecchie batterie di flash appiccicate a dei bastoni.

Venerdì, 02 Agosto 2013 08:24

Marchionne libero

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Caro Marchionne ti scrivo
Ti scrivo per mostrarti tutta la mia solidarietà. Quello che l’Italia ti sta facendo è inaccettabile. Questo paese è per te ormai claustrofobico.
Ribellati, io sono con te.
Ti appoggio pienamente quando sottolinei l’impossibilità per le multinazionali, come quella che hai creato tu, di produrre e continuare ad espandersi in quest’italietta in cui, antistoricamente, esiste un contratto nazionale dei lavoratori, seppur fortemente evirato, che tanti ostacoli pone allo sfruttamento totale degli operai da te giustamente agognato.

“Ieri andando a fare due passi

in un percorso di fede

mi chiedevo: posso

smaltire i peccati con il jogging?1

Se lo chiedono Elio e Le Storie Tese in Dannati Forever (http://www.youtube.com/watch?v=_mOs3DZw2Og), traducendo in musica l’eterno mistero della fede: come si fa, oggi, a non sentirsi soli e abbandonati su queste lande desolate, come si fa a percepire ancora il calore della promessa divina e del suo immenso amore quando tutto, intorno a noi, è avvolto in una nebbia di peccato, perdizione ed empietà?

A Miriam

 

 

Chiamo filosofia il discorso dell’universale. Il nome, in effetti, non importa. Non importa nemmeno il modo: l’essenza è lo scopo.
Ecco qui. Ecco che comincio a imporre, a tracciare linee e confini. De-finisco: con quattro icastiche sentenze ho già imbottigliato l’imprevedibile, il contraddittorio, l’opaco vortice della vita nel quale tutti noi ci agitiamo in cerca di un buon appiglio.

Sabato, 27 Luglio 2013 02:00

SELFNESS

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“ovvero della disavventura occorsa al noto (?) cantautore sentimentale Massimo Di Cataldo, emblematica di una questione pregnante quale la collocazione dell’Io nella società odierna”

 

La lettura dell’antologia di saggi a tema romanzo The Novel Today. Contemporary Writers on Modern Fiction (1977), a cura di Malcolm Bradbury, mi ha dato modo di soffermarmi sul concetto di Self e su quello che si presuppone essere il ‘posizionamento’ dell’Io nella società attuale. Secondo lo scrittore Saul Bellow, l’Io contemporaneo è continuamente consapevole dell’avvenuta perdita del potere che aveva in epoche passate (e.g. l’Illuminismo) di plasmare la realtà a sua immagine e/o secondo il suo canone di giustizia/moralità/eticità/etc. La nauseante pressione della società dei mass media e i continui stimoli alla passività e all’assorbimento coatto di una nozionistica pedestre, l’importanza assunta dalla finanza e dall’ ‘organizzazione’ in senso lato, le brutalità di uno stato di conflitto iterato, hanno annichilito ciò che di buono poteva risiedere nell’egotismo-funzionale-alla-realtà illuministico, trasformando la maggior parte di noi nell’uomo del sottosuolo di Dostoevskij, più o meno un larviforme triste dalla evidentissima inadeguatezza morale. Il che a mio avviso, pur non essendo frutto di una visione troppo lontana dal vero, equivale a dire che «c’è la crisi per colpa di Berlusconi».

Venerdì, 12 Luglio 2013 02:00

Adversus relativismum o diario filosofico 1

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Cominciamo questo discorso con un'immagine. Cominciamo, dico, quasi mi volgessi a voi riuniti in assemblea, su gradini di marmo o sotto il fresco di un platano, poco lontano dalle mura d'Atene. Imperdonabile furberia. Artificio retorico tanto più grave, se mi propongo di rubare il mestiere ai poeti. L'immagine è la loro casa, certo. Aristotele diede loro le chiavi, nella Poetica. Porre davanti agli occhi è, mi sembra, il modo più schietto di scavalcare il problema dell'inizio. L'incipit è il passare dal silenzio al rumore, dall'assenza alla presenza. Ogni incipit è zoppo, è un salto che non poggia da nessuna parte. Questa snervante premessa avrebbe a sua volta bisogno di un'altra premessa, di dieci, cento e mille premesse fino alla parola che spiegasse l'inizio dei tempi e il sistema di tutte le cose. Ma non temete, non abbandonate i gradini, rimanete su questo prato: questo discorso comincia – è già cominciato – con un'immagine. Il discorso, dunque.

Sabato, 29 Giugno 2013 02:00

Deck Our Kings

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Desidero anzitutto 1) esprimere la mia gratitudine a siti per gentiluomini quali sexusblog.com, freepornblogger.com, pornblogspace.com nonché il mio cordoglio per la dipartita improvvisa del primo e la totale inaffidabilità degli altri e 2) comunicare che, salvo il palesarsi di una pagina web molto stabile e fuori dalle strette maglie della censura, attualmente a me non nota, la mia carriera di blogger misantropo e a rischio denuncia è volta tristemente al termine. Essendomi precluse piattaforme per ragazzine quali wordpress e simili, a causa dei contenuti negli anni ampiamente apprezzati da quel pervertito di Antonio Russo De Vivo (che più di tutti, per la costante lettura, mi sento di ringraziare), non vedo più l’utilità di continuare un discorso ridottosi ormai a stanco soliloquio, visti i continui e necessari cambi di baracca. Cade a pennello, in questa triste occasione, una frase del mio amico Gionsi, cui pure vanno la mia stima e il mio affetto, come me "condannato a morte nel silenzio" e tartassato dall’ingiustizia della pubblica morale e dalla poca stabilità delle piattaforme porno estere, il quale mi scriveva tempo fa: "Triste destino il nostro, un’altra incrinatura nello specchio che nasconde l’effimero che ci attende al traguardo finale".

 

 

Giovedì, 20 Giugno 2013 02:00

È stato il maggiordomo

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“Perché non ci uccidete e basta?”

“Sottovaluta l'importanza dello spettacolo”

(Funny games, 1997)

 

Ho da poco appurato l'esistenza di una rivista intitolata Giallo: mi fissava dall'alto di uno scaffale, in un'edicola. Leggendone il titolo ho sentito una fitta alla bocca dello stomaco, segnale inequivocabile che avverto al cospetto, ad esempio, di video musicali trash o soap-operas recitate malissimo: in certi prodotti del sistema mediatico particolarmente malriusciti vi si può rintracciare tutto l'opposto della “sprezzatura” di Castiglione, e cioè uno sforzo enorme, ben visibile, che non porta a nulla se non all'agghiacciante squallore. Si tratta di uno squallore nudo, che tentando artificialmente di dissimulare non fa altro che rivelare tutti i meccanismi del suo stesso artificio. Sono un voler essere eternamente sconfitto, involontariamente parodico.
Una volta adocchiata la rivista non ho potuto fare a meno di comprarla.

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