“Uno scrittore dovrebbe vivere in provincia: non solo perché qui è più facile lavorare, perché c'è più calma e più tempo, ma anche perché la provincia è un campo di osservazione di prim'ordine. I fenomeni, sociali, umani e di costume, che altrove sono dispersi, lontani, spesso alterati, indecifrabili, qui li hai sottomano, compatti, vicini, esatti, reali”.

Luciano Bianciardi

Espressioni

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Venerdì, 27 Giugno 2014 00:00

Elogio della pornografia

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Se dovessimo tracciare il profilo del finto intellettuale medio-borghese contemporaneo potremmo dire questo: non prova vergogna nel blaterare sull’importanza del teatro greco e prova invece molto pudore nel parlare della pornografia che consuma. Con l’atteggiamento ironico tipico di chi disprezza la massa, egli non ha intenzione di ricredersi in niente, e conquista oscenamente le proprie scopate nei milieu con cento pensieri altrui (capiti male) e mai uno proprio: un misto fra necrofilia e Gangbang.
Se tuttavia esiste ancora oggi un luogo sacro di catarsi, uno spettacolo di massa capace di educare e di portare alla riflessione sui valori profondi della società, questo sta proprio nella pornografia.
Direi di più: essa è l’unica speranza, l’ultima, per chi (e non è certamente il soggetto sopracitato) ancora crede nella rivoluzione.

Domenica, 08 Giugno 2014 00:00

Pt. 05: Umani + Sigarette = ?

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Soggetto & Sceneggiatura: Domenico Di Francia / Keneru
Matita & China: Domenico Di Francia / Keneru
Colorazione digitale: Simone Pretelli

Lunedì, 26 Maggio 2014 00:00

I gioielli di Lucca

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Riuscire a dare forma alla bellezza della materia, riplasmando ogni volta i canoni dell’eleganza. Levigare con lo sguardo, prima che con il gesto, per offrire evidenza concreta a un’idea, a una suggestione, a un’immagine artistica. Giocare con l’armonia e la disarmonia delle linee o dei colori, intarsiando dettagli improvvisi all’interno di scomposte progettualità d’invenzione. Fare di un metallo, di una stoffa o di una pietra, la tela tattile dalla quale eliminare il superfluo perché l’essenziale diventi opera d’arte offrendo – dell’opera d’arte – tutto il piacere.

Venerdì, 23 Maggio 2014 00:00

Napoli, Fisciano: ore 18.00

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“Se si usa la vita che continua, la tradizione, nel modo
giusto, essa ci può dare le ali. Certo, se ci si ferma al
passato diventa un fatto negativo, ma se ce ne serviamo
come di un trampolino, salteremo molto più in alto che
se partissimo da terra".
                                                (Eduardo De Filippo)

Sabato, 17 Maggio 2014 00:00

Le genti offese

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Perché tutto ciò

Lo sproloquio che vi accingete a leggere potrebbe essere considerato infantile e cattivo, ed è scritto per un motivo preciso: ho preso a partecipare al poco remunerativo circo dei call for papers indetti da università e associazioni culturali varie; avendo passato la gran parte dell’ultimo anno sepolto a leggere testi critici e tecnici, spesso nemmeno in lingua italiana, credo di essermi un po’ arrugginito, oltre che parecchio intristito. Quale migliore occasione, dunque, per “sgranchirmi”, se non quella di riprendere in mano il vecchio discorso – costituente, grossomodo, lo zoccolo concettuale del mio vecchio blog – della liceità, ossia: se un soggetto x compie un gesto e lo rende pubblico di sua spontanea volontà, il soggetto y può essere a sua volta legittimato a evidenziare il suddetto gesto, eventualmente decontestualizzandolo e/o facendoci su dell’ironia? Altro motivo per cui propongo qui la presente riflessione è la consapevolezza che almeno uno o due frequentatori del sito si dilettano con la scorrettezza e le meschinità di sorta e a suo tempo hanno trovato divertenti le mie disavventure sociovirtuali.

Mercoledì, 07 Maggio 2014 00:00

Pickwick goes to Comicon! Parte #2 – Fin

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Giorno 03

Nel terzo giorno del Salone Internazionale del Fumetto, che si è tenuto a Napoli dal 1° al 4 maggio, già dal mattino un cielo plumbeo e nuvoloso ha accompagnato la nostra traversata, seguito a ruota da una pioggia piuttosto fastidiosa, che non ha, però fermato tutti. Nonostante parte delle persone abbia abbandonato la mostra, i padiglioni interni si sono comunque riempiti di tutti quelli che, tra una spallata e uno "scusi, permesso", si affollavano davanti agli stand di fumetti per cercare i loro supereroi preferiti. E proprio di questi ragazzoni con i superpoteri hanno parlato Giuseppe Camuncoli, uno dei disegnatori più apprezzati in Italia e che ha collaborato con le più importanti case editrici, Marco Marcello Lupoi, il direttore publishing della Panini Italia, Diego Malara, giornalista e curatore di 9L, Alessio Danesi, Direttore editoriale di RW-Lion (cioè quelli che pubblicano i fumetti DC Comics in Italia) e Stefano Perullo, esperto e appassionato di fumetti, di cui scrive da molti anni, e titolare della fumetteria Comix Factory.

Domenica, 04 Maggio 2014 00:00

Pt. 04: Abduction

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Soggetto & Sceneggiatura: Domenico Di Francia / Keneru
Matita & China: Domenico Di Francia / Keneru
Colorazione digitale: Simone Pretelli

Venerdì, 02 Maggio 2014 23:18

Sulle tracce dei Templari

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In Campania, in provincia di Benevento, esiste un borgo antichissimo che nel corso del VI secolo fu intitolato a Sant'Agata, santa catanese, in seguito nel 1300 divenne feudo della famiglia De Goth grazie a Papa Clemente V, ovviamente un De Goth.

Domenica, 04 Maggio 2014 00:00

Pickwick goes to Comicon! Parte #1

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Giorno 01
Parola d’ordine: 20.000.
Questo il numero minimo di persone che il 1° maggio hanno varcato i cancelli della sedicesima edizione del Napoli Comicon, il salone internazionale diretto da Claudio Curicio, che quest’anno ha come tema principale il contatto tra fumetto e cinema. Già nella prima parte della mattina ogni fascia di età immaginabile ha iniziato a invadere tutti gli ingressi messi a disposizione dall’organizzazione dell’evento.

Non c'è stato tempo per il dibattito dopo il bel film Round Midnight previsto per la penultima serata della rassegna dello Zia Lidia Social Club. "Ma non tutto ha bisogno delle parole" dice Dale Turner, protagonista del film e sax tenore di un talento eccezionale. Michela alla fine del film riprende questa frase per riservare al maestro Spiniello, artista avellinese, di profonda umanità, le uniche parole sulla serata.

Martedì, 29 Aprile 2014 00:00

Festival delle Idee Politiche

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Il 31 ottobre 1972, su Il Gazzettino, Goffredo Parise spiegava la genesi del Sillabario n. 1 (Einaudi, 1972), il primo dei due volumi di racconti dei Sillabari (l’altro sarebbe stato pubblicato dieci anni dopo): “Il libro nasce così: negli anni tra il ’68 e il ’70, in piena contestazione ideologica, in tempi così politicizzati, udivo una gran quantità di parole che si definiscono comunemente difficili. Difficili anche a pronunciare. Per esempio: Rivoluzionarizzare. Ecco, non esprime nulla. Sentivo una grande necessità di parole semplici. Un giorno, nella piazza sotto casa, su una panchina, vedo un bambino con un sillabario. Sbircio e leggo: l’erba è verde. Mi parve una frase molto bella e poetica nella sua semplicità ma anche nella sua logica. C’era la vita in quell’erba è verde, l’essenzialità della vita e anche della poesia. Pensai a Tolstoj che aveva scritto un libro di lettura non soltanto per bambini e poiché vedevo intorno a me molti adulti ridotti a bambini, pensai che essi avevano scordato che l’erba è verde, che i sentimenti dell’uomo sono eterni e che le ideologie passano. Gli uomini d’oggi secondo me hanno più bisogno di sentimenti che di ideologie. Ecco la ragione intima del sillabario”.

Il genere documentario nasce dalla volontà di raccontare attraverso l'audiovisivo un aspetto della realtà rappresentato soggettivamente. In Italia il genere documentario è nato in ritardo rispetto ad altri Paesi d'Europa a causa dei vincoli fascisti imposti. Il genere documentario si basa sulla realtà e implica una notevole responsabilità morale dell'autore che talvolta sacrifica la creatività all'impegno di verosimiglianza. Il mese di marzo dello ZiaLidiaSocialClub, dedicato al tema della legalità e della giustizia sociale, si è concluso con la visione del documentario L'udienza è aperta di Vincenzo Marra.

Mercoledì, 23 Aprile 2014 00:00

Passeggiando con Barbara Santoro

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Dopo la bella mostra che FiorGen ha voluto dedicare alla città di Lucca sul tema Lucca, le storie, le mura, nella quale ben quaranta artisti toscani contemporanei hanno arredato – con la propria arte, con il proprio stile – le sale del Palazzo Guinigi, incontrando il favore del numeroso pubblico accorso, nuovamente la gran torre lucchese ospita la bellezza, la creatività, l’inventiva con l’esposizione FiorGen Arte Lucca − II Edizione, offerta pubblica degli autori che, da anni, dedicano la loro attenzione e parte delle proprie creazioni alla ricerca biomedica FiorGen.
Per l’occasione tentiamo un esperimento: farci guidare dalla curatrice della mostra, la dottoressa Barbara Santoro, perché i lettori de Il Pickwick possano traversare, sala per sala, l’intera mostra, guidati dai suoi passi, dalla sua voce d'inchiostro.

“Una forza che nasce su un punto di rottura genera l’impensabile e l’inimmaginabile, e fa dell’uomo un soggetto capace di verità”.
(Alain Badiou, L'Être et l'événément, 1988, trad. it. 1995)

Il minimo comun denominatore del secolo Novecento è stato forse il tentativo di estrarre dalla miniera della Realtà un dato puro come il reale. Un reale che si presentasse da sé, che permettesse il funzionamento del paradigma apocalittico, connotato fondamentale della civiltà occidentale, della storia del mondo, del dramma dell’uomo, di tutta la letteratura. Non sarà questo uno spazio molto utile e si ha premura di non annoiar nessuno. È una bella giornata fuori, il sole è certamente reale. Pertanto si pretende di restringere il destinatario ad un particolare tipo di lettore, ideologicamente determinato come perditempo che si sente profondo, e si consiglia, solo ad esso, di proseguire la lettura.  

“Quel che è peggio, e neanch'io me ne curo, certe volte. E che se io diventassi come gli altri, e non me ne importasse più... che cosa succederebbe?”

William Golding,  Il Signore delle Mosche (1954), traduzione a cura di Filippo Donini, Oscar Mondadori, Milano, 2001.

matita e china  Domenico Di Francia / Keneru
colore  Simone Pretelli

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