“Ero concentrato più nel compiacere gli altri che nell'affermare me stesso e questa mia rinuncia sotterranea, silente, andava scavando dentro di me gallerie di frustrazione”

Fabrizio Coscia

Extra

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Martedì, 18 Luglio 2017 00:00

Perché hai deciso di studiare Filosofia?

Scritto da

Non c’è nessun traguardo da raggiungere per chi studia filosofia, la laurea è una formalità, la cerimonia un’occasione di festa, ma se credete di festeggiare la fine di un percorso allora vi sbagliate, perché chi studia filosofia sa che il percorso è infinito e il lavoro (quella cosa che nobilita l’uomo, essenziale e vilipeso nei suoi diritti fondamentali) non è lo scopo ultimo di chi studia filosofia.

Domenica, 16 Luglio 2017 00:00

Percoto Introspettiva Pt. 10

Scritto da

Percoto Introspettiva

Ministorie adolescenziali e non solo: introspettive, noir e surrealiste.
Ambientate nel cortile della Percoto e non solo e con i soliti protagonisti: Dario, Ale, Seo, Qualli ed altri...



Colloquio di lavoro. Parte Terza

Soggetto & Sceneggiatura: Sergio Mastroianni e Alessandro Monaco
Matita, Penna Biro & China: Sergio Mastroianni


https://www.facebook.com/PercotoIntrospettiva


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una volta giunto nell’atrio di quel palazzo semiabbandonato, forse... e quasi fatiscente sapeva che suo compito era raggiungere l’attico all’ultimo piano. In prima istanza era indeciso se farsi sette piani di scale dopo la sudata iniziale o avventurarsi con quell’ascensore che a prima vista non riceveva la visita di un manutentore da diversi anni ma non sembrava tuttavia così claustrofobico.

Domenica, 09 Luglio 2017 00:00

Silenzi e mancanze, fra ombre e luci

Scritto da

La fuga mancata

La voce trasuda parole d’accento piagato
ma è tiepido il grido del tuo respiro,
le piaghe troppo soffocanti
perché tu abbia il fiato d’urlare.

Morire da te

Sappiamo che la Commissione Cultura ha licenziato la nuova Legge sullo Spettacolo dal Vivo e sappiamo che, il testo, è appena approdato alla Camera dei Deputati. Sappiamo che la Legge comincia ad essere discussa in questi giorni.

Domenica, 02 Luglio 2017 00:00

Olga e il turbinio dell'est

Scritto da

Sprigionava intensi feromoni, vorticosi da fare invidia a un contatore Geiger, percepibili da un sia pur fugace contatto fisico o stimolo olfattivo. Olga Balan, moldava ventiquattrenne, venuta a Milano per cercare lavoro. Capelli biondi tagliati corti gradualmente di traverso, la parte più lunga sulla sinistra. Gli occhi di un blu profondo percorsi da lampi improvvisi. Ragazza slanciata dal fisico perfettamente modellato, morbido allo sguardo.
– Olga, direi che potremmo considerarla una crisi di mezza età. Ora sembra esserne venuta fuori. Sono ormai tre mesi che lei è in analisi da me. Ha collaborato come si deve. Mi faccia sapere più avanti se tutto va bene. Comunque, tenga sempre gli occhi aperti e cerchi di avere più fiducia nella sua forza – chi parla è il dottor Sebastiano Tarenghi, psichiatra.

Giovedì, 29 Giugno 2017 00:00

Il maestro

Scritto da

Non ricordo più il suo nome, sono passati tanti anni da quei giorni lì. A volte ci ripenso, come è successo oggi, e mi sale al viso una smorfia benigna, un ricordo confuso di quegli anni spesi dentro una scuola orribile e meravigliosa.

Domenica, 25 Giugno 2017 00:00

Tre poesie

Scritto da

Filosofia

Parole e frasi sono gli intercalari del silenzio
che smette, ogni tanto,
di pronunciare il vuoto.

Allora qualche indizio di materia
deforma l’aria,

Giancarlo Marino è docente di scrittura insieme ad Aldo Putignano per La bottega delle parole della casa editrice Homo Scrivens e autore dei romanzi Ragazzi straordinari ed E pensare che c'entravamo tutti.

Qual è il tuo rapporto con il presente, con l'epoca che stiamo vivendo?
Il mio rapporto col presente, e con il tempo in generale, non è granché. Il più delle volte ho l’impressione di essere avvolto in un’unica bolla atemporale.

Domenica, 18 Giugno 2017 00:00

Percoto Introspettiva Pt. 09

Scritto da

Percoto Introspettiva

Ministorie adolescenziali e non solo: introspettive, noir e surrealiste.
Ambientate nel cortile della Percoto e non solo e con i soliti protagonisti: Dario, Ale, Seo, Qualli ed altri...



Colloquio di lavoro. Parte Seconda

Sabato, 17 Giugno 2017 00:00

Raccolta di sentimenti privati

Scritto da

Il tempo si conta da un'olimpiade a un'altra: lo hanno insegnato i nostri antenati ellenici. E un'olimpiade fa, all'incirca in periodo primaverile, al termine degli studi universitari effettuati a Palermo, e in preparazione del ritorno ad Agrigento, prima in solitudine, poi in compagnia di amici artisti, proposi la fondazione di una scuola artistica agrigentina.

Domenica, 11 Giugno 2017 00:00

Sul fluire di un anno sabbatico

Scritto da

Quella decisione l’abbiamo presa quasi d’istinto la sera in cui noi quattro, della stessa classe, festeggiavamo il diploma appena conseguito con voti sì e no decenti al Liceo Classico Parini della nostra città, Milano.
Avevamo scelto il miglior ristorante in Piazza della Repubblica. Il nostro legame negli anni di studio si era sempre più rafforzato grazie a un insieme di interessi – se così si può dire – che ci accomunava. Voglia di studiare, poca. Consapevolezza (ostentata) della nostra presunta prontezza mentale, intensa attrazione verso le nostre compagne di classe più disposte a divertirsi, con tanto di feste in casa di questo o di quello dove, dopo qualche ballo, si finiva regolarmente a coppie nelle varie stanze, talvolta persino in bagno con la ragazza dal tanga aperto come si deve, poco chiare le idee sugli studi universitari da seguire, ma la simpatica spocchia di chi non ha dubbi che nella futura vita lavorativa lo aspettano successi alla portata di pochi.

Venerdì, 09 Giugno 2017 00:00

Delle radici, la fragilità dei sentimenti

Scritto da

Gaston. Forse si è sempre proceduto per una determinazione degli enigmi. Ciò ha portato a una confezione di cose, sì, le quali sono lontane: come il pittore che, per bellezza, rappresenta; e non come la notte che, per svelare, copre. Chissà se questo è il momento adatto per discutere di natura. Siamo nel 2017, al quinto piano di un palazzo di periferia.

Domenica, 04 Giugno 2017 00:00

Più conosco gli uomini, più amo gli animali

Scritto da

Il Signore Dio “scacciò
 l’uomo e pose ad oriente
 del giardino di Eden
 i cherubini e la fiamma
 della spada folgorante,
 per custodire la via
 all’albero della vita”
(Genesi 3,24)

 

I


I cherubini lavoravano intorno alla spada incandescente: vi gettavano dentro legna e carbone perché non si smorzasse il suo splendore; con le molle sistemavano i pezzi di legno per far attecchire meglio il fuoco.
Si trattava comunque di un lavoro che, molto presto, avrebbe perso ogni utilità: ormai da secoli il mondo era in pace e vi regnava il bene, tanto che gli uomini avevan riconquistato il diritto all’Eden. Quindi, non c’era più bisogno di sbarramenti o di ostacoli divini. Pure, quella spada fiammeggiante non smetteva di ardere.
Sulla Terra tutti i mali erano scomparsi: niente guerre, nessuna prepotenza, droga esaurita, estinte per sempre le grida di dolore (ormai restavano soltanto quelle “commerciali” e insistenti dei fruttaroli al mercato). Dunque, perché il sacro Dio non ordinava ancora di rimuovere la spada e di spegnerla in eterno?
Questo si domandavano i cherubini indaffarati con la legna, mentre una perplessità mista di noia e desolazione angustiava i loro pensieri.

 

II

Miagolava il superno gattino, coccolato a perdigiorno dalle buone mani del Salvatore.
Il sacro Dio non era mai stanco di vezzeggiare: nemmeno i malori gli impedivano di gingillare il suo gattino. E quel giorno le sue eran moine gravate dal mal di testa: perché il suo cervello aveva mandato di traverso nocivi rimasugli di sonno insufficiente e sofferto.
Il sacro Dio continuava sì, anche quel giorno (un umido lunedì celeste) a molcire il bel gattino (“Picci picci, pucci pucci”, gli sussurrava) però si sentiva triste e frastornato.
Intanto guardava la Terra con gli occhi cisposi. E una vertigine di nausea gli percorreva lo stomaco.
Da epoche lontane e persino indistinte nel passato, gli uomini eran diventati saggi e virtuosi. Ma il sacro Dio non riusciva ad essere felice.
Abbandonando i peccati e riavvicinandosi alla fede, gli uomini si erano gagliardamente redenti e trasformati: generosi col prossimo, eran rispettosi del padre e della madre. Inoltre non rubavano mai, s’impegnavano febbrilmente a non dire falsa testimonianza, non erano affatto invidiosi della roba altrui, non desideravano assolutamente la donna d’altri e facevano del tempo un pretesto di vita e preghiera.
Il sacro Dio vedeva e sapeva tutto ciò. E pur approvando fiero i progressi degli uomini, non gioiva, non celebrava; anzi un pensiero lo tormentava acidamente. Un pensiero ossessivo e maniacale che, millennio dopo millennio, aveva riempito d’incubi le sue notti e la sua anima, scatenandogli nel cuore un crescendo ininterrotto d’esasperazione. Già, il suo dolore aumentava, s’irrobustiva!
... E arrivò al culmine proprio quel lunedì.
“Uomo!”, sbottò infatti il sacro Dio, tenendo in braccio il superno gattino. “Uomo!” – ripeté, con un tono di voce allucinato, oscillante fra il magico e l’assorto – “Tu sei migliorato. Sei adesso la mia creatura più grande: la mia opera perfetta. Uomo, tu sei pio nobile puro... solo una cosa ti manca. Oh, perché... perché...” – il sacro Dio cambiò espressione, mutando la voce in un pianto furibondo – “Perché non miagoli? Perché???”.
Gridando di rabbia e delusione, il sacro Dio scagliò contro la sua opera non il martello di Michelangelo, ma il secondo diluvio universale.
Orrende piogge tropicali caddero ovunque: anche a San Gemini in provincia di Terni.



III

I conti tornavano, ora: due guerre mondiali, due diluvi universali.
Un cherubino se n’accorse, smise di buttare legna nella spada fiammeggiante e contemplando gli uomini che affogavano sulla Terra, disse: “Beh, quelli che sopravvivono li possiamo finire nella vasca da bagno, no?”.

Consumami il cuore; malato di desiderio 
       E avvinto a un animale morente 
       Che non sa che cos’è.
 
(da Byzantium di William Butler Yeats)

 

 

Ci sono autori che leggi e ti scivolano addosso. Qua e là ne resta qualche traccia, un momento, una frase, un’espressione. Manca alla fine quella curiosità vitale che ti spinge a dire: vorrei conoscerlo davvero. Strano rapporto quello con i libri, empatico seppure nella distanza oggettiva che c’è fra chi scrive e chi legge, ma sintomatico nello stesso tempo del bisogno che accomuna lo scrittore e il lettore: quello di non essere più soli. Se, come diceva Franz Kafka – non a caso o per caso un altro FK – un libro deve essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi, Franz Krauspenhaar riesce perfettamente a condurre il suo lettore là dove lui vuole, con uno stile secco, duro, nudo, esattamente come deve essere la vita al di fuori di quella stessa pagina.

Mercoledì, 31 Maggio 2017 00:00

Luca Morelli, le confessioni di un clown

Scritto da

Luca Morelli, autore, attore e clown ha scritto e rappresenta in giro per l’Italia gli spettacoli Bravo pour le clownLe bureau des objets perdus.

Il tuo rapporto con il presente, con l’epoca che stiamo vivendo.
Sono convinto che non si possa prescindere dall'epoca in cui ci si trova a vivere. Ci si ritrova dentro in qualche modo e prima o poi tocca farci i conti. Il mio rapporto con il presente credo che sia vigile, attento. Probabilmente con il mio lavoro negli anni ho sviluppato una curiosità verso il mondo che ci capita di vivere. Ultimamente si sente dire spesso che sono anni difficili, complicati, ed è vero ma io vedo anche molta bellezza.

Pagina 1 di 29

Sostieni


Facebook