“Sì, dimenticheranno. È il nostro destino, non ci si può fare nulla. Ciò che a noi sembra serio, significativo, molto importante, col passare del tempo sarà dimenticato o sembrerà irrilevante. Ed è curioso che noi oggi non possiamo assolutamente sapere che cosa domani sarà ritenuto sublime, importante e cosa meschino, ridicolo. E la nostra vita, che oggi viviamo con tanta naturalezza, apparirà col tempo strana e scomoda, priva di intelligenza, forse addirittura immorale”.

Anton Pavlovič Čechov

Extra

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Domenica, 19 Novembre 2017 00:00

Sicilia, perdonami

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C'è una sorta di isomorfismo tra i sentimenti e la natura.
Sandro, quando eravamo adolescenti, aveva paura di diventare come quei siciliani cretini che affermano di vivere nell'isola più bella del mondo. A loro basta il sole caldo, un tuffo al mare a novembre, svendersi per qualche voto e poi non gli importa altro. Soprattutto non gli importa nulla di te. Anche perché non sanno nemmeno che esisti. Sì, certo: ti vedono. Ma vederti, in Sicilia non implica che tu esista.

Domenica, 12 Novembre 2017 00:00

Ogni mattina

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Non lasciarmi, Drusilla.
Ora apro gli occhi, solo cinque minuti e apro gli occhi. Che ora è? Non ricordo cosa ho sognato stanotte. Devo smetterla di fumare erba, ho perso i miei sogni, tutti quei bei film nei quali non mi sentivo mai così pesante, ho smesso di sognare? No, ci sono ancora, ma non ricordo niente la mattina, ormai il sonno è diventato un coma profondissimo, non c’è più mio figlio, quel bambino bellissimo e bianco come il latte che sogno da quando ero io stessa una bambina. No, basta, da stasera non fumo più, speriamo solo non ci sia nulla di terrificante oggi la fuori. Speriamo.

“La civiltà è un movimento, non una condizione; un viaggio e non un porto”.
(Arnold J. Toynbee)
 

Palermo è storicamente un crocevia di culture, mediterranea per posizione, multiculturale per vocazione. Palermo (e più in generale la Sicilia) è snodo fluido per osmosi culturali possibili, luogo aperto e porto franco per identità in movimento che si mettono in relazione. Il Progetto Amunì nasce all’insegna di questo spirito, fattivo, progettuale e col dichiarato intento di sottrarre l’idea di migrazione alla stereotipia che l’etichetta come mera emergenza sociale; è un tentativo di conferire al concetto di migrazione un senso più profondo, che ha a che fare con l’essenza dinamica e creativa del viaggio, inteso come percorso stratificato e complesso, capace di generare valore sociale e culturale.
Abbiamo chiesto a Giuseppe Provinzano, che con l’associazione Babel Crew ha strutturato il Progetto Amunì, partito a maggio scorso, di raccontarci cos’è stato finora e cosa potrà ancora essere.

Domenica, 22 Ottobre 2017 00:00

C'è qualcuno per le scale

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Ma non può essere lui, pensa Flora. Lo conosce troppo bene. Hanno convissuto per cinque anni. Un susseguirsi di caldi momenti intimi che si alternavano a tormentosi distacchi da far temere il peggio. Ora sono sui trenta, vivono i loro giovani anni in uno stato di cose senza regole, con improvvisi quanto brevi ripensamenti. Una storia con larghe falle.
A Il Gazzettino, dove dirige le pagine culturali, lui, Roby, gode di una tale stima da parte della proprietà che in non poche occasioni crea momenti di potenziali conflitti con i colleghi. La sua lucida maestria giornalistica fa sì che ne esca sempre vincitore. Da tempo coltiva l’idea di creare un giornale tutto suo di portata nazionale, al di fuori degli angusti limiti regionali dove lavora. Deve solo trovare i finanziatori.

Domenica, 15 Ottobre 2017 00:00

Frammenti di buio

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In incognito

Dormo in incognito
per non farmi riconoscere dagli incubi.

Scavano per l’aria come talpe;
hanno un paio d’occhi
larghi e fotofobici.

Domenica, 08 Ottobre 2017 00:00

Gioiosa inquietudine

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Io sono sempre stato aperto agli altri. Mai distaccato, mai pregiudizialmente diffidente. Pronto ad affrontare con il dovuto equilibrio il divenire. Ed è stato così anche con la più sorprendente esperienza della mia vita. Fin qui.
Era l’estate del 2015 quando l’ho conosciuto. Luca Aldovrandi, ottant’anni appena compiuti. Non c’eravamo mai incontrati prima. Quella sera, assieme a un buon gruppo di uomini attempati e di un certo prestigio, quasi tutti, tranne noi, accompagnati dalle mogli sciccose, eravamo stati invitati a cena da un comune amico dell’alta imprenditoria. Al termine della cena ci siamo disseminati sui vari divani del living lussuosamente arredato, e ciascuno di noi intratteneva un amorevole rapporto con una varietà di bicchieri incessantemente tenuti in vita, si fa per dire, da diversi tipi di liquori.

Domenica, 01 Ottobre 2017 00:00

Una storia di donne

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Colpo di teatro. Si trovano, come da tre anni a questa parte ogni primo lunedì del mese, sul balcone-giardino al 22° piano del grattacielo Bosco Verticale ideato e realizzato da Stefano Boeri nel Centro Direzionale di Milano. L’appartamento è di Mirella Baldini, la fondatrice del gruppo. Le tre ragazze, tra venti ai trent’anni, sono comodamente abbandonate su poltrone da favola. Il bicchiere di Campari in mano, sorseggiano. Eccola che appare da dietro un albero. Di scatto tutte in piedi, ed è Loretta che parla: − Mirella, la nostra avventura si conclude qui. D’ora in poi ciascuna di noi andrà per la sua strada. Grazie per tutto quello che ci hai insegnato.

Mercoledì, 27 Settembre 2017 00:00

A una figlia del futuro

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Bambina mia.
Per te avrei dato tutti i giardini
del mio regno, se fossi stata regina,
fino all’ultima rosa, fino all’ultima piuma.
Tutto il regno per te.

Ti lascio invece baracche e spine,
polveri pesanti su tutto lo scenario
battiti molto forti
palpebre cucite tutto intorno. Ira
nelle periferie della specie e al centro. Ira.

Domenica, 17 Settembre 2017 00:00

Percoto Introspettiva Pt. 12

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Percoto Introspettiva

Ministorie adolescenziali e non solo: introspettive, noir e surrealiste.
Ambientate nel cortile della Percoto e non solo e con i soliti protagonisti: Dario, Ale, Seo, Qualli ed altri...



Colloquio di lavoro. Parte Quinta

Domenica, 24 Settembre 2017 00:00

La notte e la recensione

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Prologo. Il recensore è un essere notturno, solitario, che vaga addormentato per gallerie e teatri, annuendo meraviglia, annotando su carta la commozione della sua anima. Spesso è guidato, raramente è spinto dalla sua volontà. Perché sa, sa in quale zozzo cesso andrà a ingoiare la propria rassegnazione. E che non siano molte le belle occasioni, non aiuta. Ma riempiono bene il vuoto. Poi, davanti lo spazzoleranno, dietro gli sputeranno. Di cosa vive colui che vive di recensioni di vite altrui?

Lunedì, 11 Settembre 2017 00:00

Fino alla fine, discutendo di R.OSA

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Una donna avanza dal fondo al proscenio, poi torna a mezzopalco, poi di nuovo in proscenio, utilizzando progressivamente l'intero assito. Parla in inglese, frontale, stabilendo subito l'assenza di quarta parete. Compie una decina di "esercizi", così li chiama: ora in solitudine − bestia che si lascia guardare, carne offerta al macello del pubblico, artista venuta alla luce, oggetto di giudizio altrui, lei di fronte a noi − ora invece coinvolgendo in maniera evidente o più celata la platea, che viene invitata a danzare all'unisono, a battere ritmicamente le mani, a prendere coscienza del progressivo vincolo di dipendenza dello spettatore dal teatrante che agisce. Alla fine sono applausi. E poi dubbi, il giorno dopo

Domenica, 10 Settembre 2017 00:00

˜-

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La tensione alla creazione
Si allenta nella ricreazione

Sabato, 09 Settembre 2017 00:00

Domande e considerazioni di noi giganti pirandelliani

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“Oggi il pubblico non crede più a niente” è la frase dalla quale partiamo, estratta dallo spettacolo Opera Nazionale Combattenti presenta I giganti della montagna − Atto III: perché Pirandello s'interroga sulla relazione palco-platea e perché lo spettacolo prevede i "giganti" come presenza rumorosa oltre il velo di fondo; di più: perché questa frase ci chiama direttamente in causa come spettatori, dicendoci quanto ora sia più difficile stupirsi, quanto sia più difficile credere in teatro che un cono segnaletico sia un'autobotte soltanto perché viene usata la parola “autobotte”, quanto sia più difficile stringere il patto comune della menzogna su cui ogni spettacolo messo in scena fonda la propria esistenza.

Venerdì, 08 Settembre 2017 00:00

Il West dei Forman: cosa resta dello stupore?

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Lo spettacolo dei Fratelli Forman Deadtown prometteva di essere il più difficile di cui parlare tra quelli a cui abbiamo assistito finora: non per la complessità dell'operazione in sé ma, paradossalmente, per la sua composizione immaginifica, a tratti esteticamente esaltante, in grado di indurre all'acriticità, a una mancata messa in discussione dello spettacolo. Ho talmente pieni gli occhi di ciò che ho visto che sospendo ogni altro giudizio, evito ogni altra riflessione, non aggiungo una parola. Ma non ci accade questo.

Giovedì, 07 Settembre 2017 00:00

Il gioco dei quattro moschettieri a teatro

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I 4 moschettieri in America della compagnia I Sacchi di Sabbia ci ha messi in relazione con la dimensione del gioco del teatro che si mescola alla realtà, un gioco fatto di elementi semplici, poveri, fanciulleschi (la carta, il legno, i disegni), propri del tempo dell'infanzia quanto dell'artigianato artistico; lo ha fatto con una chiave d'accesso immediata e divertente, ma inscenata con un livello di perizia tecnica altissimo, mostrato su vari livelli: l'illustrazione dal tratto preciso e veloce, le musiche, i giochi d'ombre, l'uso delle maschere, l'entra-ed-esci dalla parte, le trasformazioni a vista, le animazioni mediante i disegni pop-up, i meccanismi del fumetto, il canto degli stornelli ad accompagnare l'azione in scena.

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