“Il desiderio del tuo fragile corpo d'attore è il desiderio di una canzone nuova, di un canto nuovo, spremuto dalle macerie”

Leo de Berardinis, in una lettera indirizzata a Enzo Moscato

Extra

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Domenica, 21 Maggio 2017 00:00

Percoto Introspettiva Pt. 08

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Percoto Introspettiva

Ministorie adolescenziali e non solo: introspettive, noir e surrealiste.
Ambientate nel cortile della Percoto e non solo e con i soliti protagonisti: Dario, Ale, Seo, Qualli ed altri...

Domenica, 21 Maggio 2017 00:00

Apnea

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Eran fissi come al solito, gli uomini: guardavano solleciti lo schermo casalingo, che in cambio (a mo’ di ricompensa) mostrava in diretta plenaria, e a reti congiunte, la ripresa ravvicinata d’un robusto pietrone, intento da sé – ovviamente per miracolo o volontà divina (senza cioè che nessuno lo spingesse) – a rotolare pian piano di lato e dischiudere lentamente l’imbocco d’una caverna angusta, rannicchiata nella roccia. Intanto la voce fuori campo di uno speaker, postillava il prolungato, flemmatico scivolamento, pronunciando un discorsetto: “E figuriamoci: c’è pure Quello che non riesce a trattenere la vita per più di tre giorni. Magari si sforza, si impegna allo spasimo. Ma niente da fare... In Lui, che è di costituzione eterna e imperitura, il soffio della vita ricomincia ben presto a fluire (rinnovandogli il corpo, rinfocolandogli la carne), proprio come il respiro torna subito o quasi ad irrorare l’organismo e i polmoni di chi – fra noi mortali – prova, prova e riprova... ma poi si deve arrendere all’evidenza di non saper trattenere il fiato per più di venti o trenta secondi”.


 II


I corsi e ricorsi della storia (o, se preferiamo, della sconfitta): forse immusonito dalla vergogna dell’insuccesso, l’Unto del Signore – lì all’aperto, sulla soglia del sepolcro rupestre (una minuscola grotta naturale) in cui l’ennesimo esperimento fallito aveva preso luogo – cercò di giustificarsi davanti ai microfoni e alle telecamere del mondo intero, farfugliando le solite scuse (poche) su quanto fosse comunque rilevante aver vinto di nuovo la morte, spalancando ai fedeli – anche stavolta – vasti orizzonti di redenzione. Dopodiché, per stemperare in qualche modo la delusione che sentiva in cuore, aggiunse in un tono colloquiale, che si fingeva frivolo e leggero: “Che dire... certo che questi, chiamiamoli così, 'tentativi d’apnea' son davvero la mia spina nel fianco! O magari... nel capo”. E si toccò l’ormai risaputa corona pungente, esibendo all’ingiro sorrisetti deboli e striminziti, che domandavano perdono e complicità ai giornalisti che lo attorniavano. Subito, però, uno di essi colse la palla al balzo e − per tutta risposta – commentò sghignazzando, con una battuta: “Beh, più che la sua spina nel fianco o nel capo, sarebbe il caso di definirli la sua lancia nel costato, non crede?”.
All’ilarità insolente e canzonatoria che dilagò generale fra cronisti, reporter ed inviati vari di emittenti o quotidiani, il Messia reagì pieno di confusione, dapprima grattandosi perplesso, attraverso il sudario, una vecchia cicatrice che aveva sul petto e, quindi, assurgendo nervosamente ai cieli, determinato a piantare in asso i media impuniti e i loro rappresentanti, per rifugiarsi nel profondo del Paradiso a smaltire in privato malinconia e imbarazzo.

Angelo gestisce di un bar a Cairano, borgo di trecento anime nell'alta Irpinia. Abbiamo parlato con lui dello spopolamento dopo il terremoto, di com'era la vita prima, di quale sarà il futuro dei paesi.

Il rapporto con la nostra epoca, il presente. Con quello che stiamo vivendo, i cambiamenti politici.
Eh, purtroppo è una cosa che, secondo i miei tempi di gioventù, coi tempi attuali c’è come uno sbalordimento. Perché purtroppo se avviene un cambiamento, io, che faccio parte della vecchia squadra, la media squadra, non è che mi trovo un granché. Però purtroppo mi sto adeguando man mano che vanno avanti i tempi. Con i miei tempi giovanili era tutta un’altra vita. C’era più familiarità, più... solidarietà. Più comprensione.

Domenica, 14 Maggio 2017 00:00

D-Alpha-Nag

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Si trasformava il dolore di molti nel ricordo di uno solo. Si trasformava il dolore, che è lungo e naturale e vince sempre, nel ricordo personale, che è umano e breve e sfugge sempre.

(Roberto Bolaño, 2666)

 

Per poco una mareggiata non mi investì in pieno. Camminavo sul mare e guardavo lontano, all’orizzonte, dove le ondate parevano animalesche schiene irsute che danzavano contro la luce squillante, tenebrosa, elettrica, che spaccava le nuvole ad ovest e si insinuava verso i golfi cittadini, striati di luci. Le ultime da Cape Canaveral non lasciavano dubbi: era una questione di mesi, ormai – e quindi di giorni – e il meteorite ‘D-Alpha-Nag’ avrebbe impattato contro la Terra. Tennyson era stato perentorio: “Succederà un gran caos”. “Cavolo, Tennyson” – avevo ribattuto – “altro che caos... vi sarà ben più di un caos!”. Ed era un gran caos già in quel pomeriggio sul lungomare, lucidato dal vento e dalle mareggiate, infilato in quella luce giallastra da tropici intristiti, come se qualcosa di freddo e di crudele dovesse accadere da un momento all’altro.

Venerdì, 12 Maggio 2017 00:00

Chi ha paura dell'italiano

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Il 21 aprile di quest’anno il linguista svizzero Max Pfister ha compiuto ottantacinque anni: un bel traguardo, per l'uomo premiato per i suoi studi di italianistica e romanistica con dottorati honoris causa dalle università di Bari, Lecce, Torino, Roma e Palermo, ed stato insignito dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi del Diploma di Prima Classe con Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte, nel 2006.
A lui ed ad una sua fortunata idea datata 1968, si deve il celeberrimo Lessico etimologico italiano (LEI), il più completo dizionario etimologico di base della lingua italiana scritta e dei dialetti italiani.

Gianluca Calvino è uno scrittore e docente di scrittura creativa presso il laboratorio di Homo Scrivens a Pompei, nonché insegnante. Collabora col suo Gruppo 9, di cui sono usciti vari titoli fra cui il Premio Carver Party per non tornare, Non sono stato io e il più recente Gli affamati.

Qual è il tuo rapporto con il presente, con l'epoca che stiamo vivendo?
Mah, tutto sommato positivo. Nel senso che l’epoca che viviamo non è molto peggiore di quelle che l’hanno preceduta. Guerre, sterminii, genocidi, purtroppo fanno parte della natura barbara dell’individuo. Forse a livello culturale c’è stato un certo declino, ma anche questo credo che lo si dica da sempre. In tutte le epoche avremmo trovato quello che diceva “ai miei tempi era diverso”. La verità è che l’uomo è questo qui, poco da fare. L’importante è vivere con ironia, è l’unica cosa che ti può salvare dalla follia della vita.

Domenica, 07 Maggio 2017 00:00

Le storie dell'orto – La carota

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L’estate era appena iniziata e nell’orto gli odori stavano cambiando. Le piante da fiore e le verdure assecondavano la stagione e le colture si susseguivano secondo le leggi della natura. Mino il contadino si trovava sulla porta di casa, assorto in questi pensieri e nella contemplazione del suo piccolo appezzamento, quando un rumore piuttosto sgradevole lo costrinse a tornare con i piedi per terra. “Zio Mino! Zio Mino! Dove sei? Siamo arrivate!”. Le sue orribili nipoti, le gemelle figlie di sua sorella Amilda erano venute a trascorrere qualche giorno in campagna. E sua figlia Claretta aveva deciso di non farsi trovare, dal momento che non sopportava le cugine. Era andata nella piccola casa al mare con i figli.

Melito è un piccolo centro della Bassa Irpinia. Poche anime, la parte storica abbandonata a se stessa. Alcuni ragazzi, guidati da Carmine Santoro, attivista politico da una vita, hanno deciso di attivarsi per riportare alla luce la bellezza del posto. A loro va un grande in bocca al lupo, abbiamo trascorso insieme uno splendido venticinque aprile.

Domenica, 30 Aprile 2017 00:00

Via dalla strada maestra

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No, la vena esausta della tradizione non fa per me. Della tradizionale narratologia e relativi contenuti, intendevo dire. Quel tanto di caotico anarchismo (mi si perdoni la ridondanza, ma talvolta ci vuole) − facendo salva l’essenza mimetica delle storie – mi sarebbe bastato per non farmi catturare da un percorso di piatto realismo tipo facciamoci un aperitivo al bar e intanto vediamo come sta venendo il lavoro.
Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, l’allora corrente letteraria americana stava lasciando il passo alla ricerca di diversi piani di lettura. E io seguivo con interesse il graduale avvento del nuovo.
C’era poi la mia l’età. Vent’anni. Dovevo cercarmi prima di tutto la strada da percorrere, un lavoro. Perché l’idea di mettermi a scrivere, che mi era venuta quand’ero ancora più giovane, di fatto la coltivavo come un sogno, volutamente ignorando le difficoltà da superare. Sono fatto così. Sebbene non integralista nelle mie convinzioni. In generale.

Giovedì, 27 Aprile 2017 00:00

Comunicato di C.Re.S.Co sulla questione Eliseo

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Il Pickwick dedicherà alla questione-Eliseo un articolo giacché pare chiara la condizione di favore di cui ha usufruito questo teatro sin dal decreto di riforma del FUS (giova ricordare che l'Eliseo è diventato un Teatro di Rilevante Interesse Culturale da chiuso; senza aver potuto presentare in sede ministeriale la propria storicità recente ma solo una progettualità autocertificata). Oggi invece Il Pickwick riceve e pubblica il comunicato redatto da C.Re.S.Co (Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea) che avanza primi dubbi di metodo e di merito sul "salvataggio straordinario" dell'Eliseo, finalizzato a "garantire la continuità delle attività in occasione del centenario" del teatro.
Segue dunque il documento:

Martedì, 25 Aprile 2017 00:00

"Stasera c'è spettacolo?" Lettera aperta

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Il Pickwick riceve e − come altri organi di stampa (vedi repubblica.it) − pubblica la lettera aperta, firmata da Donatella Furino ed Emma Campili. In tempi nei quali le istituzioni pubbliche teatrali sono gestite con modi privatistici, in cui le politiche culturali sono spesso ridotte alla nomina rappresentativa e in cui è il silenzio la strategia adottata per (non) rispondere a negligenze, mancanze, eventuali responsabilità personali Il Pickwick ritiene invece necessario alimentare il dibattito, la discussione e il confronto tra le parti in causa giacché il mutismo è, sovente in Campania, strategia perdente, deresponsabilizzante quando non collusiva.
Per questo Il Pickwick rimane a disposizione di tutti gli interessati, per la pubblicazione di eventuali ulteriori testimonianze, chiarimenti e/o documenti di merito.
Di seguito la lettera aperta di Stasera c'è spettacolo?

Lunedì, 24 Aprile 2017 00:00

L'aria pulita dell'Ex OPG

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L'ex Opg sa di aria pulita, sa di musica, ritmo istintivo, vino. Ci sono le parole degli ex carcerati, toccanti testimonianze, residui del set di Gomorra, l'antico e il nuovo. Il futuro negli occhi dei ragazzi che gestiscono lo spazio. E noi spaesati, quasi commossi, dissetati dall'ossigeno.

Qual è la vostra visione del presente, dell'epoca che stiamo vivendo?
Crediamo che stiamo vivendo una fase molto particolare, in cui nulla può essere dato per scontato e in cui l’iniziativa popolare, dal basso e bene organizzata, può trovare lo spazio di esistenza che merita.

Domenica, 23 Aprile 2017 00:00

La domenica sportiva

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Buon Gesù, autore dell’umanità squinternata che abita il mondo, ascolta il mio inchiostro e la mia voce: San Bifolco Primigenio era il tuo antico tempio, nonché luogo di culto, in cui noi contadini di Sant’Arello ci riunivamo per celebrare il mistero della morte e resurrezione.
Seduti sulle panche, prestavamo orecchio e attenzione alle omelie del parroco, Don Giovanni Naiolo. Il quale “Diletti figlioli” – soleva annunciare ogni domenica dall’altare – “è il momento dell’Eucaristia: rendiamo grazie perciò a Dio... e un bell’applauso all’ostia consacrata”. E mentre noi fedeli battevamo le mani a scroscio, il prete sollevava con gesto intenso la pisside rilucente.

Mercoledì, 26 Aprile 2017 00:00

La Storia siamo noi

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Since then, at an uncertain hour,
that agony returns:
and till my ghastly tale is told
this heart within me burns
(Samuel Taylor Coleridge, The Rime of the Ancient Mariner)



“Meditate che questo è stato: / vi comando queste parole”, scriveva Primo Levi nella poesia simbolo della Shoah Se questo è un uomo. Sarebbe bello poter dire, all’alba degli eventi degli ultimi giorni, che le nuove generazioni abbiano dimenticato, ma così non è. In Cecenia, una delle ottanta entità federali da cui la Federazione Russa è composta, la storia si sta ripetendo. “Uomini dall'orientamento sessuale non tradizionale o sospetto" vengono picchiati e torturati, anche con scosse elettriche sui genitali, affinché denuncino altri omosessuali. Se escono dalla struttura, la cui ubicazione è segretata e nella quale sembrano siano già morti individui, è solo per essere rinviati alle famiglie che si impegnano ad ucciderli.

Giovedì, 20 Aprile 2017 00:00

Lettere d’amore ridicole

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Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d’amore
ridicole.
La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli.

(Fernando Pessoa – Tutte le lettere d’amore)

 

Tanti anni fa in un’aula universitaria gremita di studenti, a ridosso di mura greche presenti nell’edificio storico in cui è ubicata la mia università, un professore di filosofia di fronte a gente stipata negli angoli più remoti dell’aula immensa, c’ha tenuto a fare una precisazione rispetto al verbo greco phileîn, amare. Asseriva, con fonti alla mano, che questo verbo aveva due possibili interpretazioni: in una il verbo indicava un’attività più inerente alla vicinanza, quasi fisica, in un rapporto relazionale, nell’altra indicava più propriamente il trasporto e la cura che si impiega nell’atto stesso d’amare.

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