“D'un tratto, per qualche motivo imponderabile, mi sentii profondamente addolorato per lui e bramai di poter dire qualcosa di reale, qualcosa con ali e cuore, ma gli uccelli che desideravo si posarono sul mio capo soltanto più tardi quando fui solo e non avevo più bisogno di parole”.

Vladimir Nabokov

Extra

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Mercoledì, 05 Febbraio 2020 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Daniele Ninarello

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Prosegue la nostra indagine su Lo stato delle cose. Questa settimana incontriamo Daniele Ninarello e come è ormai consuetudine abbiamo posto anche a lui le fatidiche cinque domande: creazione, produzione, distribuzione, funzioni della scena e rapporto con il reale. Lo scopo di questi incontri, lo ribadiamo, è raccogliere le idee e i pensieri di chi oggi è protagonista della giovane ricerca scenica e cogliere dalle risposte alcune linee guida sugli strumenti necessari per un vero rinnovamento nonché le possibili coordinate verso la scoperta di nuovi paradigmi e funzioni per il teatro inteso nel suo senso più ampio del termine.

Mercoledì, 29 Gennaio 2020 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Kepler-452

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Decima intervista per Lo stato delle cose. Questa settimana siamo a Bologna per incontrare i Kepler-452. Anche a loro abbiamo posto le consuete cinque domande su temi importanti quali creazione, produzione, distribuzione, funzioni della scena e rapporto con il reale. Lo scopo di questi incontri è di raccogliere le idee e i pensieri di chi oggi è protagonista della giovane ricerca scenica e cogliere dalle risposte alcune linee guida sugli strumenti necessari per un vero rinnovamento nonché le possibili coordinate verso la scoperta di nuovi paradigmi e funzioni per il teatro inteso nel suo senso più ampio del termine.

Mercoledì, 22 Gennaio 2020 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Giselda Ranieri

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Con la nona intervista per Lo stato delle cose questa settimana incontriamo Giselda Ranieri, danzatrice e coreografa ligure di nascita, giramondo per scelta. Abbiamo posto anche a lei le cinque domande su temi importanti quali creazione, produzione, distribuzione, funzioni della scena e rapporto con il reale. Lo scopo di questi incontri è di raccogliere le idee e i pensieri di chi oggi è protagonista della giovane ricerca scenica e cogliere dalle risposte alcune linee guida sugli strumenti necessari per un vero rinnovamento nonché le possibili coordinate verso la scoperta di nuovi paradigmi e funzioni per il teatro inteso nel suo senso più ampio del termine.

Lunedì, 03 Febbraio 2020 00:00

Sei domande a Claudio Lagomarsini

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Claudio Lagomarsini (Carrara, 1984) si è laureato in Letterature e Filologie Europee all’Università degli Studi di Pisa (2008) e ha ottenuto il Dottorato di ricerca europeo in Filologia romanza all’Università di Siena (2012). Attualmente è ricercatore di Filologia romanza all’Università di Siena. Oltre a diverse pubblicazioni accademiche, suoi articoli di approfondimento sono usciti per Il Post, minima&moralia, Le parole e le cose. Come narratore, ha pubblicato diversi racconti per Nuovi Argomenti, Colla e retabloid, vincendo un contest organizzato dal Premio Calvino nel 2019. Da Fazi ha appena pubblicato il suo primo romanzo Ai sopravvissuti spareremo ancora.

Mercoledì, 15 Gennaio 2020 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Collettivo Dynamis

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La nostra indagine su Lo stato delle cose prosegue incontrando il collettivo romano Dynamis. Lo stato delle cose è ciclo di interviste attraverso cui sondare i pensieri e le proposte della giovane generazione teatrale e coreutica su alcuni temi che riteniamo fondamentali: creazione scenica, produzione, distribuzione, funzioni della scena e il suo rapporto con il reale.

Mercoledì, 08 Gennaio 2020 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Matteo Negrin

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Per la settima intervista per Lo stato delle cose torniamo a Torino per incontrare Matteo Negrin, direttore della Fondazione Piemonte dal Vivo. Con questo ciclo di interviste vogliamo sondare i pensieri e le proposte della giovane generazione teatrale e coreutica su alcuni temi che riteniamo fondamentali: creazione scenica, produzione, distribuzione, funzioni della scena e il suo rapporto con il reale.

Domenica, 05 Gennaio 2020 00:00

Meglio dire le cose come stanno

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Che suo marito Loris soffra d’insonnia non la preoccupa più di tanto. Lei, Silvia, confida che tra un dosaggio e l’altro di Xanax prima o poi Loris possa tornare alla normalità. Nel frattempo lui ha preso l’abitudine di alzarsi in piena notte, rifugiarsi in salotto, accendere il computer fumando una sigaretta via l’altra con accanto il bicchiere del suo whisky preferito. Il computer come interlocutore informatico per tentare di far venire alla luce un sia pur esile indizio relativo alle ragioni esistenziali del suo stato d’animo.

Lunedì, 30 Dicembre 2019 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Marco Chenevier

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Per la sesta intervista per Lo stato delle cose risaliamo la penisola fino alle pendici del Monte Bianco dove incontriamo Marco Chenevier. Abbiamo posto anche a lui le cinque domande su temi importanti quali creazione, produzione, distribuzione, funzioni della scena e rapporto con il reale. Lo scopo di questi incontri è di raccogliere le idee e i pensieri di chi oggi è protagonista della giovane ricerca scenica e cogliere dalle risposte alcune linee guida sugli strumenti necessari per un vero rinnovamento nonché le possibili coordinate verso la scoperta di nuovi paradigmi e funzioni per il teatro inteso nel suo senso più ampio del termine.

Domenica, 29 Dicembre 2019 00:00

Se qualche volta sono morto

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RENDEZ-VOUS

Là dove il giorno incontra il latrato dei cani
che si spartiscono un osso,
là dove il mare più grosso diventa bonaccia
dove ogni traccia
di invidia e superbia scompare
e si apre la noce del cuore

Lunedì, 23 Dicembre 2019 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Mind the Step

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La quinta intervista per Lo stato delle cose andiamo in Campania per dialogare con il Collettivo Mind the Step di San Felice a Cancello (CE). Abbiamo posto le cinque domande su temi importanti quali creazione, produzione, distribuzione, funzioni della scena e rapporto con il reale. Lo scopo di questi incontri è raccogliere le idee e i pensieri di chi oggi è protagonista della giovane ricerca scenica e cogliere dalle risposte alcune linee guida sugli strumenti necessari per un vero rinnovamento nonché le possibili coordinate verso la scoperta di nuovi paradigmi e funzioni per il teatro inteso nel suo senso più ampio del termine.

Domenica, 22 Dicembre 2019 00:00

Venezia: prove generali per una sparizione

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Questo posto odora di fritto spinto e di muffa, di profumi francesi e di fogna. È un posto che c’è, ma non si trova. Ci arriviamo, a Venezia, senza possibilità di sbagliarci, ma poi non la troviamo.
Strenati (con la n) a Santa Lucia, ci abbagliano il sole – perché a Venezia fa sempre caldo, anche la notte di Natale – e i trasportatori di bagagli “autorizzati”, anche se si sa chi li ha autorizzati, visto che la scritta l’hanno tutti, ma è sempre diversa e c’è chi l’ha attaccata col nastro adesivo, chi con lo spago e uno l’ha inchiodata sul legno.

Mercoledì, 18 Dicembre 2019 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Giovanni Ortoleva

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Quarta intervista ai protagonisti della giovane scena italiana. Questa settimana chiacchieriamo con Giovanni Ortoleva, a cui abbiamo posto le cinque domande su temi importanti quali creazione, produzione, distribuzione, funzioni della scena e rapporto con il reale. Ricordiamo che lo scopo di questi incontri è di raccogliere le idee e i pensieri di chi oggi è protagonista della  ricerca scenica e cogliere dalle risposte alcune linee guida sugli strumenti necessari per un vero rinnovamento nonché le possibili coordinate verso la scoperta di nuovi paradigmi e funzioni per il teatro inteso nel suo senso più ampio del termine.

MILF: Mamma Insegnami La Felicità inizia con un inciampo: la protagonista, Sabbri, entra in scena e subito sembra cadere, si smarrisce. Poi riacquista il controllo, ride nervosa, va avanti. Natalia Magni restituisce l’ennesimo trattato sulla solitudine, il ritratto perfetto e centrato di donna, declinandolo attraverso la visione e l’osservazione delle ossessioni più attuali: è in questo modo che Sabbri mette a nudo le maschere che indossiamo tutti, le smonta pezzo per pezzo e ce le sbatte in faccia per permetterci di specchiarci nella nostra (dis)umanità, cadendo nel baratro di un’angoscia tutta contemporanea.

Domenica, 15 Dicembre 2019 00:00

Varuna

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Claudia è due persone diverse, ha i capelli castano chiaro, con qualche venatura di biondo tra una ciocca e l’altra, gli occhi verdi che s’iscuriscono poco a poco verso la pupilla, dove hanno il colore del miele, le labbra sottili fuori e dure ma dentro piene e piene di curve, la pelle bruciata, ma liscia come il vetro levigato dall’acqua. Se la guardi di giorno è calda e sicura, un fusto di legno ancora fresco, con la corteccia chiara, che se la tiri via si stacca in filamenti lunghi e pieni d’odore e lascia aperte ferite che si saneranno presto. Ma se la guardi di notte è buia e profonda, come il carbone che rimane quando le fiamme si sono spente, e devi grattare via un bel po’ di corteccia bruciata per trovarci sotto il profumo della linfa. Ora è notte e la luna calante le schiarisce il volto solo un poco, quel poco che basta comunque per farla stare esattamente nel mezzo tra la legna e il carbone, tra l’immagine di lei che mi rassicura e quella che mi spaventa.

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