“Il desiderio del tuo fragile corpo d'attore è il desiderio di una canzone nuova, di un canto nuovo, spremuto dalle macerie”

Leo de Berardinis, in una lettera indirizzata a Enzo Moscato

Extra

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Autore di libri di culto come Suicidi esemplari (Nottetempo, traduzione di Lucrezia Panunzio Cipriani) o Bartleby e compagnia (Feltrinelli, traduzione di Danilo Manera), Enrique Vila-Matas è muy barcelonés (lo dirà pure in questa nostra chiacchierata), ma è anche il tipico intellettuale apolide, praticante una letteratura che si alimenta di altra letteratura, surreale, citazionistica e leggera. Da quando la politica catalana ha conquistato le prime pagine della stampa internazionale lui esita a farsi intervistare, forse perché non ha tanta voglia di rispondere a certe domande né di avvolgersi in questa o quella bandiera.

Domenica, 20 Maggio 2018 00:00

Cercando il fascino dell'ignoto

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C’è  più di un modo per parlarne
 

L’orientamento resta quello che abbiamo deciso sin dall’inizio della nostra ricerca. Il club si attiva mosso talvolta dal caso, in altre occasioni realizzando un piano prestabilito. Ma sempre stando attenti a non spingerci oltre il naturale campo di un’osservazione che non vuole essere una sorta di studio meramente astratto dell’essere umano.

Domenica, 13 Maggio 2018 00:00

Percoto Introspettiva Pt. 15

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Percoto Introspettiva

Ministorie adolescenziali e non solo: introspettive, noir e surrealiste.
Ambientate nel cortile della Percoto e non solo e con i soliti protagonisti: Dario, Ale, Seo, Qualli ed altri...

 



Colloquio di lavoro. Parte Ottava

Sabato, 12 Maggio 2018 00:00

L'esecuzione

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I

Da lontano stava ad osservare
loro che innalzavano capestri:
abili nel condannare,
e delle esecuzioni sommarie
maestri.
Si grattò la testa, pensò
che era meglio andare.

Domenica, 06 Maggio 2018 00:00

Cercando il fascino dell'ignoto

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Quale versione

Da parte sua, non usa incoraggiare né l’una né l’altra interpretazione. Sto parlando di Luca, il più giovane del nostro gruppo, che a fine anno conta di ottenere con il massimo dei voti la laurea in Informatica Umanistica presso l’Università di Pisa. 
Il nostro club non si dà una struttura, né rigidi programmi di incontri. Elasticità di intenti trattati con il dovuto approfondimento.
È un sabato mattina, siamo al bar in Piazza Fontana a farci un aperitivo io, Lorenzo e Luca. Gli altri due, Marco e Daniele, staranno probabilmente cazzeggiando da qualche parte della città.

Domenica, 06 Maggio 2018 00:00

Same Old Trap

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Bah bah balbetta
Astioso poppante
Sonnacchioso 

Vomita merda
A più caro prezzo
Monta disprezzo

Giovedì, 03 Maggio 2018 00:00

Le sponde del Brenta raccontano

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Ho visto una cosa eccellente in tivvù, e il fatto che non fosse scontato è così banale che vorrei non scriverlo. Però lo scrivo. Per dirvi l’impasse.
L’impasse di pensare di assistere a una puntata di un programma documentaristico, Lungo il fiume e sull’acqua, in onda la domenica mattina su Rai 3 dalle 10:15, e invece godere di un capolavoro. Letterario, musicale, architettonico. E soprattutto cinematografico.

Domenica, 29 Aprile 2018 00:00

Numero civico (quinta parte)

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Alla fine dovetti cedere alle circostanze, quando le iridi sbarrate, grigie ed immobili fecero luce sulla tragedia che si era appena compiuta nello studio situato al civico duecentonovantanove. Stavolta non si trattava di una situazione in cui ci si poteva ritrovare per puro caso, assistendo all’altrui delitto per mano di una fredda, irruenta, spietata essenza maligna fattasi persona. Stavolta io ero al centro. IO ERO quella malignità personificata, non più la creatura che ora si era dissolta per restituire la vera forma a quel corpo umano giacente sul pavimento.

Martedì, 24 Aprile 2018 00:00

Intervista a Dario Borso

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Nato a Cartigliano l’8/12/1949, si è laureato in storia della filosofia alla Statale di Milano con una tesi su Hegel, uscita poi da Feltrinelli. Dopo anni di precariato (correttore di bozze e giornalista a L’Unità, insegnante 150 ore, bibliotecario a Crema, coordinatore delle attività seminariali per Fondazione Feltrinelli), nel 1981 diviene ricercatore confermato e si conferma tale sino a fine carriera (senza partecipare più a un concorso ma tenendo per anni una cattedra di estetica a contratto al Politecnico). Appassionato di traduzione, si prova inizialmente con Hegel, Bloch e Diderot, finché l’interesse per Kierkegaard lo assorbe negli anni 90 come curatore di numerose sue opere.

Domenica, 22 Aprile 2018 00:00

Cercando il fascino dell'ignoto

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Ossessioni in forma di romanzo 



È un tentativo forse spinto da una visione deformata e a tratti persino patetico, questo mio voler cercare di cogliere se non l’essenza assoluta ma almeno quanto appare in superficie dell’essere umano. Qualcosa che fa pensare al Fiction’s about what is to be fucking human being di David Foster Wallace.
− Dai, Simone, facci capire una volta per tutte dove vuoi arrivare − mi dice Lorenzo. − Quanti di noi, come te poco più che ventenni, vorrebbero essere nei tuoi panni: sei già manager di due radio locali che stanno riscuotendo successo. E il tuo approdo in televisione appare a tutti noi a portata di mano, sebbene tu cerchi − ed è palese − di non darlo a vedere. Non ti basta?

Domenica, 15 Aprile 2018 00:00

L'onda amara

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Il sole mi inonda, ma per puro caso, perché non può evitarlo. La mano di mia moglie penzola nell’incoscienza del riposo, ed io contemplo da sveglio, perché questo caldo non mi fa dormire. Nella storia passata la vita è un attimo; ricordo quando studiai la guerra dei trent’anni. Ci sono stati conflitti che hanno rubato decenni alle persone, tutta una vita, se ci rifletti. Battiato cantava “se penso a come ho speso male il mio tempo, che non tonerà, non ritornerà, mai...” e qui invece la musica impazza come se tutte le persone, non solo gli anziani, fossero sordi. Nulla è suggerito, basilare è diventato altro nelle canzoni: sbatterti tutto in faccia, dirti le cose nel modo più semplice tanto da farlo capire anche ad un cane e nel frattempo vedersi bene dal darti un’emozione, una qualsiasi emozione.

Domenica, 08 Aprile 2018 00:00

Quello sguardo dietro le nuvole – 4

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Capitolo 4

 

In una Parigi ancora scossa dal feroce attacco islamico fondamentalista a Charlie Hebdo, Rolando Fraschini e sua figlia Giovanna, ormai rientrata nell’organico come direttrice dell’ufficio del personale, si stanno dirigendo in taxi al distretto La Défense dove in uno dei grattacieli che svettano da quelle parti ha sede la rappresentanza francese dell’azienda.

Sabato, 31 Marzo 2018 00:00

Sopravvivere alla solitudine

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“Chi è senza speranza non solo non scrive romanzi ma, quel che più conta, non ne legge. Non ferma a lungo lo sguardo su nulla, perché gliene manca il coraggio. La via per la disperazione è rifiutare ogni tipo di esperienza, e il romanzo è sen’altro un modo di fare esperienza”.

                                                                                      (Flannery O'Connor)

 

 

Non poteva che essere Jonathan Franzen con la vivezza della sua raccolta di saggi Come stare soli a farci apprezzare l’intensità delle parole con le quali la scrittrice statunitense ci parla di letteratura.
Avevo poco più di dodici anni e già l’idea di leggere e poi scrivere mi affascinava. Dopo tanti libri letti, per lo più adatti alla mia giovane età, mi sono imbattuto in Martin Eden di Jack London. Una folgorazione: sarei diventato uno scrittore, come l’autore... e il protagonista del romanzo.
Ma la vita ha un suo percorso, tracciato dal caso.

Domenica, 25 Marzo 2018 00:00

Numero civico (quarta parte)

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Quando la segretaria si era finalmente affacciata in sala d’aspetto, accanto a lei, dal corridoio, erano sbucati fuori un uomo ed una donna vestiti di scuro, entrambi sulla quarantina, mi era parso che mi avessero guardato un po’ di sottecchi, non con un’aria cattiva, ma come colti da un’irresistibile curiosità, come per spiare chi fossi. Avevano già le loro giacche indosso e si dileguarono in pochi secondi, sgusciando via dalla porta con molta fretta ed in perfetto silenzio, quasi scomparendo magicamente in un soffio di vento. Gli altri pazienti non si curarono minimamente di loro e viceversa. Trovai anche quest’altro episodio piuttosto strano, pure questa volta senza sapere precisamente il perché.

In un'epoca in cui dalla letteratura e dall'arte in genere ci si aspetta noiosamente di tutto, soprattutto l'infrazione di ogni codice (tele squarciate in pittura, scene spoglie e quarte pareti abbattute a teatro, flussi di coscienza e punteggiatura sghemba nei romanzi...), per trovare un po' di agguerrito dibattito precettistico su come scrivere bisogna entrare nella trattatistica sulla creative writing, dove la creatività è sottoposta a batterie di esercizi creativi, oppure gettarsi nella mischia grammar nazi, dove si dissezionano i congiuntivi dei giovani autori e il lessico di Nicola Lagioia mette in subbuglio le reti sociali. Ma per ritrovare un po' più di (in)sana passione moraleggiante, un buon punto d'osservazione è quel genere di scrittura che ha grande diffusione, però poche velleità artistiche, e l'autore non è... Autore, quindi lo si può fustigare liberamente. Parliamo di quel genere di non-fiction tale che risponde al nome di cronaca nera e dei polveroni che suscita.

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