“La mia non è indipendenza: è solitudine”

Pier Paolo Pasolini

Extra

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Lunedì, 01 Gennaio 2018 00:00

È tempo di mettersi in ascolto

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È tempo di mettersi in ascolto.
È tempo di fare silenzio dentro di sé.
È tempo di essere mobili e leggeri,
di alleggerirsi per mettersi in cammino.
È tempo di convivere con le macerie e
l'orrore, per trovare un senso.
Tra non molto anche i mediocri lo diranno.
Ma io parlo di strade più impervie,
di impegi più rischiosi,
di atti meditati in solitudine.
L'unica morale possibile
è quella che puoi trovare,
giorno per giorno,
nel tuo luogo aperto-appartato.
Che senso ha se solo tu ti salvi.
Bisogna poter contemplare,
ma essere anche in viaggio.
Bisogna essere attenti,
mobili,
spregiudicati e ispirati.
Un nomadismo,
una condizione,
un'avventura,
un processo di liberazione,
una fatica,
un dolore,
per comunicare tra le macerie.
Bisogna usare tutti i mezzi disponibili,
per trovare la morale profonda
della propria arte.
Luoghi visibili,
e luoghi invisibili,
luoghi reali
e luoghi immaginari
popoleranno il nostro cammino.
Ma la merce è merce
e la sua legge sarà
sempre pronta a cancellare
il lavoro di
chi ha trovato radici e
guarda lontano.
Il passato e il futuro
non esistono nell'eterno presente
del consumo.
Questo è uno degli orrori,
con il quale da tempo conviviamo
e al quale non abbiamo ancora
dato una risposta adeguata.
Bisogna liberarsi dall'oppressione
e riconciliarsi con il mistero.
Due sono le strade da percorrere,
due sono le forze da far coesistere.
La politica da sola è cieca.
Il mistero, che è muto,
da solo diventa sordo.
Un'arte clandestina
per mantenersi aperti,
essere in viaggio ma
lasciare tracce,
edificare luoghi,
unirsi a viaggiatori inquieti.
E se a qualcuno verrà in mente,
un giorno, di fare la mappa
di questo itinerario;
di ripercorrere i luoghi,
di esaminare le tracce,
mi auguro che sarà solo
per trovare un nuovo inizio.
È tempo che l'arte
trovi altre forme
per comunicare in un universo
in cui tutto è comunicazione.
È tempo che esca dal tempo astratto
del mercato,
per ricostruire
il tempo umano dell'espressione necessaria.
Bisogna inventare.
Una stalla può diventare
un tempio e
restare magnificamente una stalla.
Né un Dio,
né un'idea,
potranno salvarci
ma solo una relazione vitale.
Ci vuole un altro sguardo
per dare senso a ciò
che barbaramente muore goni giorno
omologandosi.
E come dice un maestro:
"tutto ricordare e tutto dimenticare".

(Antonio Neiwiller, L'altro sguardo: per un teatro clandestino. Dedicato a T. Kantor; 1993)






L'immagine di copertina è di ©CesareAccetta (part.)


Antonio Grieco
L'altro sguardo di Neiwiller
Napoli, L'Ancora del Mediterraneo, 2002
pp 224; pp. 172-175;



Sabato, 30 Dicembre 2017 00:00

Numero civico (prima parte)

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Nel luogo in cui la salita raggiungeva la sua massima ripidità il traffico si era disperso e la folla di gente che si muoveva, forsennata, in tutte le direzioni, scendendo verso la piazza, o salendo alla volta del quartiere residenziale, si diradava fino a ridursi a pochissimi esemplari di persone, tutte assai diverse fra loro. Sulla mia destra una strada curvava sino a scomparire, su di un lato, dietro una possente ed alta parete di arginamento, costruita in pietra vulcanica. Duecentonovantanove, quella era ancora la mia destinazione e non avevo nessuna intenzione di farmene distogliere. È successo qualche anno fa, quando i cellulari non erano ancora abbastanza “intelligenti” da invadere il campo dei navigatori satellitari. Ero solo con i miei dubbi e cominciai a pensare di essermi perso nei meandri contorti di quelle strade e stradine, in una zona della città che non mi era affatto familiare. Mi ero riavvicinato a quel punto per la terza volta. Fu quello il momento in cui cominciai a spazientirmi. Ripetei i gesti che si erano già avvicendati in quel pomeriggio che era di certo freddo, ma comunque non tanto da risparmiarmi di sudare leggermente, mentre avvertivo sulla superficie della pelle, specie nei punti in cui il cappotto stringeva di più, una fastidiosa sensazione di calore.

Martedì, 26 Dicembre 2017 00:00

Se una mattina d'inverno una bambina

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Ines si sveglia, il soffitto che sta guardando con occhi impastati di sonno è cosparso di stelle fosforescenti. Una volta, quando era molto più piccola, credeva davvero che quella potesse eguagliare la volta celeste, un piccolo sistema solare tutto suo, con tutte le leggi dell’universo e le sue bellezze, le ristrettezze dell’infinito, le promesse che le stelle potrebbero nascondere. Era tutto vero, le pareti della sua stanza nella sua fantasia somigliavano a cascate attraverso le quali il mondo veniva filtrato e nessun tempo o spazio potevano svilire e sminuire il suo mondo pulito, incorporeo, coraggioso in modo sconveniente per un adulto che conosce le insidie della realtà.

Sabato, 23 Dicembre 2017 00:00

Ecologia dei sentimenti

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per C. M., nato a Favara,
deceduto ad Agrigento, presso i portici di piazzale Rosselli
nel dicembre del 2017, a 71 anni

 

 

 

Un duplice studio, effettuato da alcuni scienziati, evidenziò un curioso paradosso. Nella prima analisi sottoposero lo stesso test di intelligenza a due individui di pari capacità intellettive, i quali vivevano in ambienti differenti, e i risultati furono altrettanto differenti.

Domenica, 17 Dicembre 2017 00:00

Ogni volta sento quel treno

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Un percorso precluso alla conoscenza altrui nell’impenetrabile mistero della felicità. Un viaggio nel tempo. Tutto mio. Da quando ho varcato la soglia della maggiore età. Ciò che fino a oggi, trentenne di successo, mi ha permesso di non cadere nella palude di un’esistenza in qualche modo assimilabile − per dirla con la più spoglia semplicità − a un luogo comune.

Mercoledì, 06 Dicembre 2017 00:00

Fenomenologia del divismo dal cinema ai social media

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Il culto della personalità è vecchio come il mondo ma questo non coincide con il divismo: i divi fanno parte delle società capitalistiche e democratiche e, non potendo imporre il culto, sono costretti a stabilire una sintonia con la cultura sociale del tempo di cui fanno parte. Vanni Codeluppi nel suo libro Il divismo. Cinema, televisione, web (Carocci, 2017) ricostruisce l'evoluzione storica del divismo a partire dall'era del cinema, per poi passare a quella della televisione fino a giungere all'età del web contraddistinta dall'arrivo di molti outsiders capaci di conquistare visibilità attraverso la rete.

Domenica, 03 Dicembre 2017 00:00

Percoto Introspettiva Pt. 13

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Percoto Introspettiva

Ministorie adolescenziali e non solo: introspettive, noir e surrealiste.
Ambientate nel cortile della Percoto e non solo e con i soliti protagonisti: Dario, Ale, Seo, Qualli ed altri...

Domenica, 26 Novembre 2017 00:00

Quando volare è un'illusione

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A tutti quanti può capitare. Se cresci in una famiglia numerosa, intendo. Ho tre fratelli e una sorella, Norina, la più giovane di tutti con i suoi fantasiosi vent’anni. Noi maschi, oltre a me, Roberto, Adelio e Giovanni dai trenta ai quaranta.
− Così, Enrico, hai deciso di metterti a scrivere − mi dice Adelio, mentre siamo tutti a tavola. Una cena che nostra madre ha voluto organizzare in gran fretta pregandoci di lasciare a casa le rispettive mogli. Norina convive con un fotogiornalista che sta realizzando un servizio in America.
A capotavola papà, il capo chino sul piatto quasi a sfiorarlo. I nostri occhi vagolano un po’ qui un po’ là di sguincio con aria che diresti distratta, ma non è così. La tensione è palpabile.
− Non sta bene − mi soffia in un orecchio Roberto, seduto al mio fianco.

Domenica, 19 Novembre 2017 00:00

Sicilia, perdonami

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C'è una sorta di isomorfismo tra i sentimenti e la natura.
Sandro, quando eravamo adolescenti, aveva paura di diventare come quei siciliani cretini che affermano di vivere nell'isola più bella del mondo. A loro basta il sole caldo, un tuffo al mare a novembre, svendersi per qualche voto e poi non gli importa altro. Soprattutto non gli importa nulla di te. Anche perché non sanno nemmeno che esisti. Sì, certo: ti vedono. Ma vederti, in Sicilia non implica che tu esista.

Domenica, 12 Novembre 2017 00:00

Ogni mattina

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Non lasciarmi, Drusilla.
Ora apro gli occhi, solo cinque minuti e apro gli occhi. Che ora è? Non ricordo cosa ho sognato stanotte. Devo smetterla di fumare erba, ho perso i miei sogni, tutti quei bei film nei quali non mi sentivo mai così pesante, ho smesso di sognare? No, ci sono ancora, ma non ricordo niente la mattina, ormai il sonno è diventato un coma profondissimo, non c’è più mio figlio, quel bambino bellissimo e bianco come il latte che sogno da quando ero io stessa una bambina. No, basta, da stasera non fumo più, speriamo solo non ci sia nulla di terrificante oggi la fuori. Speriamo.

“La civiltà è un movimento, non una condizione; un viaggio e non un porto”.
(Arnold J. Toynbee)
 

Palermo è storicamente un crocevia di culture, mediterranea per posizione, multiculturale per vocazione. Palermo (e più in generale la Sicilia) è snodo fluido per osmosi culturali possibili, luogo aperto e porto franco per identità in movimento che si mettono in relazione. Il Progetto Amunì nasce all’insegna di questo spirito, fattivo, progettuale e col dichiarato intento di sottrarre l’idea di migrazione alla stereotipia che l’etichetta come mera emergenza sociale; è un tentativo di conferire al concetto di migrazione un senso più profondo, che ha a che fare con l’essenza dinamica e creativa del viaggio, inteso come percorso stratificato e complesso, capace di generare valore sociale e culturale.
Abbiamo chiesto a Giuseppe Provinzano, che con l’associazione Babel Crew ha strutturato il Progetto Amunì, partito a maggio scorso, di raccontarci cos’è stato finora e cosa potrà ancora essere.

Domenica, 22 Ottobre 2017 00:00

C'è qualcuno per le scale

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Ma non può essere lui, pensa Flora. Lo conosce troppo bene. Hanno convissuto per cinque anni. Un susseguirsi di caldi momenti intimi che si alternavano a tormentosi distacchi da far temere il peggio. Ora sono sui trenta, vivono i loro giovani anni in uno stato di cose senza regole, con improvvisi quanto brevi ripensamenti. Una storia con larghe falle.
A Il Gazzettino, dove dirige le pagine culturali, lui, Roby, gode di una tale stima da parte della proprietà che in non poche occasioni crea momenti di potenziali conflitti con i colleghi. La sua lucida maestria giornalistica fa sì che ne esca sempre vincitore. Da tempo coltiva l’idea di creare un giornale tutto suo di portata nazionale, al di fuori degli angusti limiti regionali dove lavora. Deve solo trovare i finanziatori.

Domenica, 15 Ottobre 2017 00:00

Frammenti di buio

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In incognito

Dormo in incognito
per non farmi riconoscere dagli incubi.

Scavano per l’aria come talpe;
hanno un paio d’occhi
larghi e fotofobici.

Domenica, 08 Ottobre 2017 00:00

Gioiosa inquietudine

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Io sono sempre stato aperto agli altri. Mai distaccato, mai pregiudizialmente diffidente. Pronto ad affrontare con il dovuto equilibrio il divenire. Ed è stato così anche con la più sorprendente esperienza della mia vita. Fin qui.
Era l’estate del 2015 quando l’ho conosciuto. Luca Aldovrandi, ottant’anni appena compiuti. Non c’eravamo mai incontrati prima. Quella sera, assieme a un buon gruppo di uomini attempati e di un certo prestigio, quasi tutti, tranne noi, accompagnati dalle mogli sciccose, eravamo stati invitati a cena da un comune amico dell’alta imprenditoria. Al termine della cena ci siamo disseminati sui vari divani del living lussuosamente arredato, e ciascuno di noi intratteneva un amorevole rapporto con una varietà di bicchieri incessantemente tenuti in vita, si fa per dire, da diversi tipi di liquori.

Domenica, 01 Ottobre 2017 00:00

Una storia di donne

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Colpo di teatro. Si trovano, come da tre anni a questa parte ogni primo lunedì del mese, sul balcone-giardino al 22° piano del grattacielo Bosco Verticale ideato e realizzato da Stefano Boeri nel Centro Direzionale di Milano. L’appartamento è di Mirella Baldini, la fondatrice del gruppo. Le tre ragazze, tra venti ai trent’anni, sono comodamente abbandonate su poltrone da favola. Il bicchiere di Campari in mano, sorseggiano. Eccola che appare da dietro un albero. Di scatto tutte in piedi, ed è Loretta che parla: − Mirella, la nostra avventura si conclude qui. D’ora in poi ciascuna di noi andrà per la sua strada. Grazie per tutto quello che ci hai insegnato.

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