“Il grande tormento dei timidi è che, esteriormente, essi passano per degl'inattivi, degl'indifferenti, dei rassegnati, dei privi di bisogni; mentre invece l'interno del timido vibra di una segreta e struggente attività. Ma per accorgersi di questa segreta attività bisognerebbe chinarsi sul timido e ascoltarlo come si ascolta il tic tac di un orologio”

Alberto Savinio

Extra

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Mercoledì, 25 Novembre 2020 00:00

Dal cratere: intervista a Gabriele Ivo Moscaritolo

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In questi giorni cade il quarantesimo anniversario del terremoto in Irpinia e Basilicata, avvenuto il 23 novembre 1980. Per ricordarlo ho intervistato Gabriele Ivo Moscaritolo, ricercatore e autore del libro Memorie dal cratere, uscito di recente per Editpress.

Avellino. Domenica 23 Novembre 1980, ore 19:34. 
Quarant'anni dopo. Quarant'anni e il ricordo è intatto, presenza costante.
Mio papà stava guardando la partita di calcio serale (quel giorno c’era Juventus – Inter), un rito irrinunciabile, a quei tempi, in Italia, della (altrimenti solo) santa domenica.

Achille Pignatelli, giovane autore napoletano, ha pubblicato per Homo Scrivens la raccolta I ritorni. Orientarsi tra il suono della spazio e la forma del tempo. Recentemente è stato tra gli ideatori del flashmob “Io sono un poeta”, che ha avuto luogo a Napoli lo scorso 30 ottobre.

Domenica, 08 Novembre 2020 00:00

Non si può

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Che giornata infernale! Un caldo bestiale, pressoché nessuno in giro. Dovunque andasse gli dicevano: è in ferie, ripassi dopo Ferragosto. In ferie sarebbe andato volentieri anche lui se la solitudine non lo avesse attanagliato talmente forte da impedirgli anche solo di immaginare un singolo giorno senza quel lavoro assurdo e sterile che si era tenuto stretto con la cocciutaggine di una piovra.

Venerdì, 06 Novembre 2020 00:00

InFLOencer: non ci resta che vivere

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Mi ero ripromessa di parlare “leggero”. Divagare un po’ non può farci che bene di questi tempi.
Poi conto che sono passati circa nove mesi dal primo lockdown ed è una coincidenza troppo ghiotta per non fantasticarci sopra.

La Casa della poesia è un progetto culturale che dal 1996 raccoglie voci di poeti da tutto il mondo, traducendoli, pubblicandoli e organizzando reading. Fra gli autori più legati all’iniziativa c’è il greco Sotirios Pastakas, molto stimato dalla critica e conosciuto a livello internazionale. Sotirios è nato a Larissa nel 1954, ha studiato Medicina a Roma e per trent’anni ha lavorato come psichiatra ad Atene, per poi decidere di dedicarsi esclusivamente alla scrittura.

Domenica, 01 Novembre 2020 00:00

La terra parla una lingua diversa

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Un fulmine 

Grigio teso ed elettrico silenzio,
fragore interno di un urlo in sospeso.
L’attimo prima o dopo si fa caso,
un occhio è sgranato, l’altro chiuso.

Giovedì, 29 Ottobre 2020 00:00

“Urgente appello a tutti gli Italiani”

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La cattiva informazione alimenta quell’ignoranza già troppo largamente diffusa, la stessa da cui è a sua volta alimentata. La malafede, insieme all’incompetenza e all’incapacità di chi avrebbe il compito di informare gli altri, è la sporca anima della generale marcescenza della società.

Cascais dista circa una trentina di chilometri da Lisbona ed è situata sulla costa atlantica, fino a prima dell’inizio della pandemia, era uno dei luoghi più cosmopoliti e turistici del Portogallo, tuttavia ha sempre avuto una storia importante fin da quando il re D. Luís I scelse la baia come residenza estiva, alla fine del XIX secolo. In uno splendido e solare pomeriggio, qui il clima è mite e senza precipitazioni per buona parte dell’anno, abbiamo incontrato e intervistato la scrittrice portoghese Dulce Maria Cardoso, proprio a Cascais, città dove vive attualmente.

Domenica, 25 Ottobre 2020 00:00

Gap culturale

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Oggi è il giorno più bello della vita di mia sorella.
Sono stato io a presentarle Mark, quando era appena arrivato dalla Scozia. Gli scambi Erasmus sono una benedizione sia per chi partecipa sia per chi conosce qualcuno che partecipa. A noi è capitato così, per lo meno. L’avevo conosciuto una sera in pieno centro storico, durante un evento organizzato da un’associazione studentesca che si impegna ogni anno a favorire l’integrazione di chi arriva con la comunità locale degli studenti. Era un aperitandem, cioè un contesto in cui nessuno poteva parlare nella propria lingua con gli altri clienti del locale e beveva un drink dopo l’altro.

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