“Duro? No. Sono fragile invece, mi creda. Ed è la certezza della mia fragilità che mi porta a sottrarmi ai legami. Se mi abbandono, se mi lascio catturare, sono perduto”

José Saramago

Extra

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Mercoledì, 08 Gennaio 2020 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Matteo Negrin

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Per la settima intervista per Lo stato delle cose torniamo a Torino per incontrare Matteo Negrin, direttore della Fondazione Piemonte dal Vivo. Con questo ciclo di interviste vogliamo sondare i pensieri e le proposte della giovane generazione teatrale e coreutica su alcuni temi che riteniamo fondamentali: creazione scenica, produzione, distribuzione, funzioni della scena e il suo rapporto con il reale.

Domenica, 05 Gennaio 2020 00:00

Meglio dire le cose come stanno

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Che suo marito Loris soffra d’insonnia non la preoccupa più di tanto. Lei, Silvia, confida che tra un dosaggio e l’altro di Xanax prima o poi Loris possa tornare alla normalità. Nel frattempo lui ha preso l’abitudine di alzarsi in piena notte, rifugiarsi in salotto, accendere il computer fumando una sigaretta via l’altra con accanto il bicchiere del suo whisky preferito. Il computer come interlocutore informatico per tentare di far venire alla luce un sia pur esile indizio relativo alle ragioni esistenziali del suo stato d’animo.

Lunedì, 30 Dicembre 2019 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Marco Chenevier

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Per la sesta intervista per Lo stato delle cose risaliamo la penisola fino alle pendici del Monte Bianco dove incontriamo Marco Chenevier. Abbiamo posto anche a lui le cinque domande su temi importanti quali creazione, produzione, distribuzione, funzioni della scena e rapporto con il reale. Lo scopo di questi incontri è di raccogliere le idee e i pensieri di chi oggi è protagonista della giovane ricerca scenica e cogliere dalle risposte alcune linee guida sugli strumenti necessari per un vero rinnovamento nonché le possibili coordinate verso la scoperta di nuovi paradigmi e funzioni per il teatro inteso nel suo senso più ampio del termine.

Domenica, 29 Dicembre 2019 00:00

Se qualche volta sono morto

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RENDEZ-VOUS

Là dove il giorno incontra il latrato dei cani
che si spartiscono un osso,
là dove il mare più grosso diventa bonaccia
dove ogni traccia
di invidia e superbia scompare
e si apre la noce del cuore

Lunedì, 23 Dicembre 2019 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Mind the Step

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La quinta intervista per Lo stato delle cose andiamo in Campania per dialogare con il Collettivo Mind the Step di San Felice a Cancello (CE). Abbiamo posto le cinque domande su temi importanti quali creazione, produzione, distribuzione, funzioni della scena e rapporto con il reale. Lo scopo di questi incontri è raccogliere le idee e i pensieri di chi oggi è protagonista della giovane ricerca scenica e cogliere dalle risposte alcune linee guida sugli strumenti necessari per un vero rinnovamento nonché le possibili coordinate verso la scoperta di nuovi paradigmi e funzioni per il teatro inteso nel suo senso più ampio del termine.

Domenica, 22 Dicembre 2019 00:00

Venezia: prove generali per una sparizione

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Questo posto odora di fritto spinto e di muffa, di profumi francesi e di fogna. È un posto che c’è, ma non si trova. Ci arriviamo, a Venezia, senza possibilità di sbagliarci, ma poi non la troviamo.
Strenati (con la n) a Santa Lucia, ci abbagliano il sole – perché a Venezia fa sempre caldo, anche la notte di Natale – e i trasportatori di bagagli “autorizzati”, anche se si sa chi li ha autorizzati, visto che la scritta l’hanno tutti, ma è sempre diversa e c’è chi l’ha attaccata col nastro adesivo, chi con lo spago e uno l’ha inchiodata sul legno.

Mercoledì, 18 Dicembre 2019 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Giovanni Ortoleva

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Quarta intervista ai protagonisti della giovane scena italiana. Questa settimana chiacchieriamo con Giovanni Ortoleva, a cui abbiamo posto le cinque domande su temi importanti quali creazione, produzione, distribuzione, funzioni della scena e rapporto con il reale. Ricordiamo che lo scopo di questi incontri è di raccogliere le idee e i pensieri di chi oggi è protagonista della  ricerca scenica e cogliere dalle risposte alcune linee guida sugli strumenti necessari per un vero rinnovamento nonché le possibili coordinate verso la scoperta di nuovi paradigmi e funzioni per il teatro inteso nel suo senso più ampio del termine.

MILF: Mamma Insegnami La Felicità inizia con un inciampo: la protagonista, Sabbri, entra in scena e subito sembra cadere, si smarrisce. Poi riacquista il controllo, ride nervosa, va avanti. Natalia Magni restituisce l’ennesimo trattato sulla solitudine, il ritratto perfetto e centrato di donna, declinandolo attraverso la visione e l’osservazione delle ossessioni più attuali: è in questo modo che Sabbri mette a nudo le maschere che indossiamo tutti, le smonta pezzo per pezzo e ce le sbatte in faccia per permetterci di specchiarci nella nostra (dis)umanità, cadendo nel baratro di un’angoscia tutta contemporanea.

Domenica, 15 Dicembre 2019 00:00

Varuna

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Claudia è due persone diverse, ha i capelli castano chiaro, con qualche venatura di biondo tra una ciocca e l’altra, gli occhi verdi che s’iscuriscono poco a poco verso la pupilla, dove hanno il colore del miele, le labbra sottili fuori e dure ma dentro piene e piene di curve, la pelle bruciata, ma liscia come il vetro levigato dall’acqua. Se la guardi di giorno è calda e sicura, un fusto di legno ancora fresco, con la corteccia chiara, che se la tiri via si stacca in filamenti lunghi e pieni d’odore e lascia aperte ferite che si saneranno presto. Ma se la guardi di notte è buia e profonda, come il carbone che rimane quando le fiamme si sono spente, e devi grattare via un bel po’ di corteccia bruciata per trovarci sotto il profumo della linfa. Ora è notte e la luna calante le schiarisce il volto solo un poco, quel poco che basta comunque per farla stare esattamente nel mezzo tra la legna e il carbone, tra l’immagine di lei che mi rassicura e quella che mi spaventa.

Mercoledì, 11 Dicembre 2019 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Clara Sancricca

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Prosegue il nostro ciclo di interviste ai protagonisti della giovane scena italiana. Questa settimana è la vota di Clara Sancricca. Anche a lei abbiamo posto cinque domande su temi importanti quali creazione, produzione, distribuzione, funzioni della scena e rapporto con il reale. Lo scopo di questi incontri è di raccogliere le idee e i pensieri di chi oggi è protagonista della giovane ricerca scenica e cogliere dalle risposte alcune linee guida sugli strumenti necessari per un vero rinnovamento nonché le possibili coordinate verso la scoperta di nuovi paradigmi e funzioni per il teatro inteso nel suo senso più ampio del termine.

Domenica, 08 Dicembre 2019 00:00

Marco Bechis, desaparecido del cinema italiano

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Il 21 novembre 2019 il mio giornale mi propone un’intervista a Marco Bechis. Se il nome non mi diceva granché, quando ho scoperto essere l’autore di Garage Olimpo, ho subito accettato. Per amore di un film. Quel che segue è il resoconto delle due intense ore che mi ha donato, nella hall di un albergo, a Napoli, in occasione della proiezione del suo La terra degli uomini rossi – Birdwatchers, alla XI edizione del Festival dei Diritti Umani di Napoli presso lo Spazio Comunale Piazza Forcella, in compagnia della professoressa Valentina Ripa. A onor del vero, ho scoperto che la mia ignoranza è dovuta al fatto che Bechis è un regista alieno, in qualche modo desaparecido da entrambi i continenti, scomodo per la sua caparbietà e per l’integralismo intellettuale che trasfonde nel suo cinema, in ragione del quale esige che i temi politici dei suoi film siano rispecchiati nel modo in cui vengono girati.

Mercoledì, 04 Dicembre 2019 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Carmelo Rifici

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Lo stato delle cose è un ciclo di interviste volte a indagare la condizione della ricerca teatrale italiana in questo ultimo torno di tempo. Cinque domande, oggi rivolte a Carmelo Rifici, su temi importanti quali creazione, produzione, distribuzione, funzioni della scena e rapporto con il reale poste a registi, coreografi, operatori, direttori di festival tra i venticinque e i quarantacinque anni.  Lo scopo è di raccogliere le idee e i pensieri di chi oggi è protagonista della giovane ricerca scenica e cogliere dalle risposte alcune linee guida sugli strumenti necessari per un vero rinnovamento e le possibili coordinate verso la scoperta di nuovi paradigmi e funzioni per il teatro inteso nel suo senso più ampio del termine.

Mercoledì, 27 Novembre 2019 00:00

Lo stato delle cose: intervista a Leonardo Lidi

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Con questa a Leonardo Lidi iniziamo un ciclo di interviste volte a indagare lo stato della ricerca teatrale italiana in questo ultimo torno di tempo. Cinque domande su temi importanti quali creazione, produzione, distribuzione, funzioni della scena e rapporto con il reale poste a registi, coreografi, operatori, direttori di festival tra i venticinque e i quarantacinque anni.  Lo scopo è di raccogliere le idee e i pensieri di chi oggi è protagonista della giovane ricerca scenica e cogliere dalle risposte alcune linee guida sugli strumenti necessari per un vero rinnovamento e le possibili coordinate verso la scoperta di nuovi paradigmi e funzioni per il teatro inteso nel suo senso più ampio del termine.

Domenica, 17 Novembre 2019 00:00

Litania periferica

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È ancora buio quando mi alzo
e spalanco le imposte sul sagrato,

butto ai gatti del cibo, poi scalzo
mi inginocchio a pregare, grato,

“mio Signore e mio Dio”, come Tommaso
per un giorno da inventare tutto mio

(sacro per fede o dannato per caso;
rischio e peccato): purché sia io

a decidere, prego, se salvarmi
o bruciare nella colpa; io.

Domenica, 03 Novembre 2019 00:00

Quali volatili solcano il cielo

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Di là dalle dolci colline del suo podere nell’Oltrepò Pavese Renato osserva il continuo svolazzare lassù, in movimenti talvolta come affettati, aggressivi in altri momenti. Repentini scatti si alternano a timide volute. Non li riconosce, non gli sembrano tutti della stessa specie, fa solo delle supposizioni sulla loro natura. Sotto, il fiume scorre lento. L’orizzonte tremola.

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