"È vero che non bisogna confondere la critica con la maldicenza o il gioco al massacro; ma altrettanto vero e forse ancor più dannoso è confonderla con la complicità e la propaganda"

Giovanni Raboni

Extra

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

In un'epoca in cui dalla letteratura e dall'arte in genere ci si aspetta noiosamente di tutto, soprattutto l'infrazione di ogni codice (tele squarciate in pittura, scene spoglie e quarte pareti abbattute a teatro, flussi di coscienza e punteggiatura sghemba nei romanzi...), per trovare un po' di agguerrito dibattito precettistico su come scrivere bisogna entrare nella trattatistica sulla creative writing, dove la creatività è sottoposta a batterie di esercizi creativi, oppure gettarsi nella mischia grammar nazi, dove si dissezionano i congiuntivi dei giovani autori e il lessico di Nicola Lagioia mette in subbuglio le reti sociali. Ma per ritrovare un po' più di (in)sana passione moraleggiante, un buon punto d'osservazione è quel genere di scrittura che ha grande diffusione, però poche velleità artistiche, e l'autore non è... Autore, quindi lo si può fustigare liberamente. Parliamo di quel genere di non-fiction tale che risponde al nome di cronaca nera e dei polveroni che suscita.

Domenica, 18 Marzo 2018 00:00

Estratti da "Persona"

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Ti dedico la grandezza
che non ho. Quando il pensiero non vola, le parole
non sono una danza e tutto
sta in un riposo da nulla
nella notte che non è riposo dal giorno
né attesa ti penso, amore mio
e ti dedico il nulla. Il pensiero legge seduto
e mi inforca
come un paio di occhiali, vorrei
dirti l'amore che sento in questa paralisi
senza bocca seduto al balcone a questo paralitico cenozoico
di albe ripetute a notti e notti.

Domenica, 11 Marzo 2018 00:00

Quello sguardo dietro le nuvole – 3

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Capitolo 3


Pressoché inutile domandarsi perché a quattordici anni Milena si iscrivesse al St. James College di Manchester. Lei avrebbe voluto continuare gli studi al Liceo Parini di Milano, dove erano passate le sue migliori amiche delle medie inferiori. Ma i genitori non ne hanno voluto sapere, il loro obiettivo era di indirizzarla verso la carriera manageriale ai vertici di una multinazionale, preferibilmente con sede negli Stati Uniti.

Domenica, 04 Marzo 2018 00:00

Del perché gioire della neve

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Arriva all’improvviso
Tra la paura di chi la teme
E la gioia di chi l’attende

A schiacciare il superfluo
Per cui tanto e da tanto
Ci affanniamo

Domenica, 25 Febbraio 2018 00:00

Numero civico (terza parte)

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Si congedò gentilmente affermando che doveva tornare alla sua scrivania e scomparve dietro le grandi ante di una doppia porta a vetri opachi, oltre la quale intravidi, solo per un istante, l’inizio di quello che poi scoprii essere un largo e lungo corridoio, corredato da diverse applique uguali a quelle della stanza dov’eravamo noi e, a differenza di quest’ultima, letteralmente illuminato a giorno. Fu in quell’istante che la mia attenzione si spostò completamente sulle altre persone presenti in sala. Nessuno di loro sembrava spazientito, nessuno sembrava aver fretta. Se ne stavano lì in perfetto silenzio ed era come se quella stasi aleggiasse nell’aria.

Domenica, 25 Febbraio 2018 00:00

Caino (del Reato)

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(Liberamente ispirato allo spettacolo Caino del Teatro ValdocaArena del Sole, Bologna, marzo 2012)

 

 

  

Nello spazio l’eco lontana

Di un’offerta rifiutata.

Resta una fronda spezzata

Una vita innocente violata

Nel vento da mano intenta

A smuovere membra

Agitare battaglie

Bagnare il tempo

Del suo stesso sangue.

Domenica, 18 Febbraio 2018 00:00

Mesi

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“Se marzeggia, aprileggia,
  son cose che svaniranno”
 
Carlo Betocchi, Realtà vince il sogno

  

I

La magia di un mattino
a gennaio, quando il gelo
immobilizza il fiato
e ghiacciano i vetri delle auto
in sosta. Dal cielo scolorito
di acciaio scende acqua
e nevischio; impigrito un uccello
o affamato
si apposta nell'erba
di un finto giardino,
imbiancato da un velo di brina.

Domenica, 11 Febbraio 2018 00:00

Quello sguardo dietro le nuvole – 2

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Capitolo 2


A Bruno erano sempre piaciute quelle riunioni. Ne era diventato l’animatore. E tutti gli riconoscevano la capacità di tenere unite in perfetta armonia personalità così diverse tra loro.
A tavola si discuteva di tutto, senza alcuna regola prestabilita. Dalla prima volta a Amica Pizza eravamo passati altrove per le nostre vivaci serate attorno a una tavola. Ristoranti, pizzerie, resort, in varie parti della città, possibilmente in una saletta o un séparé per garantirci una tranquilla riservatezza rispetto agli altri avventori.

Domenica, 04 Febbraio 2018 00:00

Vecchi amici

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a F. G.

  
Avevamo gli occhi neri
Pance in fuori e visi tondi
 
Nelle strade corte di paese
E inciampavamo nei sogni
 
Dove non c’era connessione
Ma un singhiozzo di visione

Domenica, 28 Gennaio 2018 00:00

Numero civico (seconda parte)

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Nei miei lunghi passi mi voltavo lentamente, di tanto in tanto, per ammirare quello scorcio di città per me così strano, dal momento che nella mia lunga vita non avevo mai goduto dello scenario che si svelava da quel particolare punto di vista rialzato. Ne rimasi affascinato. In lontananza alcune cupole familiari ed il monte su cui si estendeva il bosco. In realtà però, ciò che più d’ogni altra cosa mi incuriosiva, era osservare il formicolio della vita di un angolo di città così gremito ed affaccendato, anche o forse ancor di più, nelle fresche, umide ma terse sere d’inverno. Pur non offrendo la stessa vertiginosa visuale di un’alta vetta, le assicuro che è un punto di osservazione molto intrigante, quello. Anche se mi sembra di capire che lei sappia bene ciò di cui sto parlando.

Giovedì, 25 Gennaio 2018 00:00

Margherita

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Margherita, o donna Margherita, era veramente una bella signora. Lo dicevano tutti giù al porto, ne parlavano pure i pesci che a detta dei più son muti. Margherita non l'ha dimenticata nessuno, neanche ora che è sotto terra; proprio lei che voleva solo essere giù, più giù, nel profondo mare. Se ci fosse un fantasma a Procida sicuramente non sarebbe quello di Margherita. Lei non voleva disturbare nessuno, non chiedeva niente, aveva vissuto una vita zitta e muta e con un solo desiderio, che per scoprire quale fosse dovremmo scomodare lo Spirito Santo. Non domandava niente, non bussava mai alle vicine, se le mancava lo zucchero nella dispensa e l'ora era tarda per andare a comprarlo, non chiedeva mica alla signora Rosalba lì a fianco, e neppure a Lina che tanto alla fine avrebbe storto il muso e avrebbe detto di non averne.

Domenica, 21 Gennaio 2018 00:00

Quello sguardo dietro le nuvole – 1

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Capitolo 1


È l’imbrunire di un venerdì qualsiasi. Sotto l’ombra cangiante del grattacielo che si erge di fronte allo stabile di quattro piani dove abito sfilano le auto, a velocità diverse ma controllate, quasi a volersi annunciare ciascuna a modo suo ai rispettivi abitanti di quella parte del quartiere che le stanno aspettando. Per lo più si tratta del rientro dal lavoro.
Monluè è l’angolo più attraente del Municipio milanese avvolto nel verde. Il parco nel quale col passare dei secoli si è sviluppato è di origini antichissime. Si vive bene qui, c’è tranquillità come in poche altre zone cittadine, sebbene quando avverti il desiderio di immergerti nel fermento di umana vitalità all’aria aperta devi portarti verso percorsi diversi.
Lei lo ha capito da tempo: l’anello debole della catena sono io. Stiamo passeggiando in quartiere in attesa di non si sa cosa.

Domenica, 07 Gennaio 2018 00:00

Percoto Introspettiva Pt. 14

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Percoto Introspettiva

Ministorie adolescenziali e non solo: introspettive, noir e surrealiste.
Ambientate nel cortile della Percoto e non solo e con i soliti protagonisti: Dario, Ale, Seo, Qualli ed altri...

 



Colloquio di lavoro. Parte Settima

Sabato, 06 Gennaio 2018 00:00

Natale

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Tra pianti e singhiozzi
Si nasce e si muore

Nel buio del trapasso
La paura ci muove

Lunedì, 01 Gennaio 2018 00:00

È tempo di mettersi in ascolto

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È tempo di mettersi in ascolto.
È tempo di fare silenzio dentro di sé.
È tempo di essere mobili e leggeri,
di alleggerirsi per mettersi in cammino.
È tempo di convivere con le macerie e
l'orrore, per trovare un senso.
Tra non molto anche i mediocri lo diranno.
Ma io parlo di strade più impervie,
di impegi più rischiosi,
di atti meditati in solitudine.
L'unica morale possibile
è quella che puoi trovare,
giorno per giorno,
nel tuo luogo aperto-appartato.
Che senso ha se solo tu ti salvi.
Bisogna poter contemplare,
ma essere anche in viaggio.
Bisogna essere attenti,
mobili,
spregiudicati e ispirati.
Un nomadismo,
una condizione,
un'avventura,
un processo di liberazione,
una fatica,
un dolore,
per comunicare tra le macerie.
Bisogna usare tutti i mezzi disponibili,
per trovare la morale profonda
della propria arte.
Luoghi visibili,
e luoghi invisibili,
luoghi reali
e luoghi immaginari
popoleranno il nostro cammino.
Ma la merce è merce
e la sua legge sarà
sempre pronta a cancellare
il lavoro di
chi ha trovato radici e
guarda lontano.
Il passato e il futuro
non esistono nell'eterno presente
del consumo.
Questo è uno degli orrori,
con il quale da tempo conviviamo
e al quale non abbiamo ancora
dato una risposta adeguata.
Bisogna liberarsi dall'oppressione
e riconciliarsi con il mistero.
Due sono le strade da percorrere,
due sono le forze da far coesistere.
La politica da sola è cieca.
Il mistero, che è muto,
da solo diventa sordo.
Un'arte clandestina
per mantenersi aperti,
essere in viaggio ma
lasciare tracce,
edificare luoghi,
unirsi a viaggiatori inquieti.
E se a qualcuno verrà in mente,
un giorno, di fare la mappa
di questo itinerario;
di ripercorrere i luoghi,
di esaminare le tracce,
mi auguro che sarà solo
per trovare un nuovo inizio.
È tempo che l'arte
trovi altre forme
per comunicare in un universo
in cui tutto è comunicazione.
È tempo che esca dal tempo astratto
del mercato,
per ricostruire
il tempo umano dell'espressione necessaria.
Bisogna inventare.
Una stalla può diventare
un tempio e
restare magnificamente una stalla.
Né un Dio,
né un'idea,
potranno salvarci
ma solo una relazione vitale.
Ci vuole un altro sguardo
per dare senso a ciò
che barbaramente muore goni giorno
omologandosi.
E come dice un maestro:
"tutto ricordare e tutto dimenticare".

(Antonio Neiwiller, L'altro sguardo: per un teatro clandestino. Dedicato a T. Kantor; 1993)






L'immagine di copertina è di ©CesareAccetta (part.)


Antonio Grieco
L'altro sguardo di Neiwiller
Napoli, L'Ancora del Mediterraneo, 2002
pp 224; pp. 172-175;



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