"Era ancora il tempo degli artisti, nel senso che questa parola poteva avere nel lento crepuscolo del Novecento, quando un poeta, un pittore, un regista erano esseri umani investiti da una vocazione, e la loro vita non era un pettegolezzo, una delle tante variabili mercantili della celebrità, un'attraente carriera mondana, ma una storia vissuta ai limiti dell'umano, spremuta fino all'ultima goccia"

Emanuele Trevi

Espressioni

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

"Respiro, furbo, angoscia, senza filo logico, street of conscious, lacerazione, sfuggente, virtuoso artigiano, dubbioso, viaggio allucinogeno, bipolare". Queste sono alcune parole dette a chiusura dibattito dopo aver visto il film di Terrence Malick To the Wonder, ottavo film previsto in rassegna. Un "anti-film" come dice Mirko, socio dell'associazione, con "la forma narrativa assolutamente destrutturata" senza né inizio né fine, pochissimi dialoghi, e ogni parola detta, espressione di un pensiero singhiozzante, poco chiaro.

Soggetto & Sceneggiatura : Domenico Di Francia / Keneru
Matita & China : Domenico Di Francia / Keneru
Colorazione digitale : Simone Pretelli

Martedì, 18 Febbraio 2014 00:00

Fine sia purché ci resti speranza

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Di canzoni sulla fine di un amore ne esistono a centinaia. Arrabbiate, velenose, disperate, da zerbino; urlate, cantate sottovoce, seppellite da gorgheggi e controcanti, minimaliste.
Quando l’amore finisce, è poco ma sicuro, si soffre, e chi possiede una naturale attitudine alla poesia sembra quasi non potersi sottrarre all’inevitabile confezionamento di una canzone. O di un album. O di una serie di album. Insomma, ognuno metabolizza con i propri tempi.
Quando a cantare la fine di un amore è Renato Zero, però, tutto si colora di nuove e broccate tinte.

"Un paese è bello quando ti fa capire come ciò che conta è sempre fuori di noi... la nostra anima è sempre un luogo un po' fosco e in fondo anche un po' banale, la meraviglia del mondo è negli alberi, nelle nuvole nella terra su cui poggiamo i piedi". (Franco Arminio). L’incanto della natura lentamente si svela a chi non ne teme i silenzi, e la verità si palesa appena smettiamo di indaffararci per cercarla, come risposta gentile per chi sa attendere. Nello stesso tempo si piega lo sguardo nell’"anima fosca" e gli esseri umani si scoprono negli occhi di un asino poco più che riflessi tra immense orbite di terra e infiniti raggi di cielo.

Martedì, 04 Febbraio 2014 00:00

Genialità erotica nel Don Giovanni di Mozart

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Sin dai tempi più antichi gli eroi nati dalla genialità artistica hanno sempre esasperato la duplice natura umana nelle sue sfumature virtuose (l’epica greca) e viziose (i protagonisti di tutta la produzione post-classica, romantica nel senso hegeliano del termine). Siano questi appartenenti alla categoria omerica o byroniana, sono stati egualmente trasformati in idiomi, simboli che nel corso dei secoli hanno costituito le radici della cultura occidentale come odiernamente si presenta. È ovvio quindi l’inevitabile parallelismo tra Mito e Rito, se con ciò intendiamo la ritualizzazione di tali figure, il culto nato attorno ad esse.

Gennaio, storpio e umido, è (s)finito e ci ha colto totalmente impreparati. Terremoti, nubifragi, grandi schifezze e americanate, chiacchiericci fastidiosi come i pettegolezzi dal parrucchiere, cos’altro? Qualcuno diceva che “troppa comunicazione fa male”, io in primis sono vittima di un sistema dove il limite tra comunicazione ed esibizionismo/ostentazione è fin troppo labile. La colpa è dei tempi che corrono, che poi, in realtà non corrono… zoppicano e la nostra ebefrenia con loro.
E allora, sorridendo tra me e me, mi sono detta che forse le statistiche socio-musicali hanno sempre avuto ragione. Anche io voglio regalare un po’ del mio odio al mondo (e non solo al mio analista), quindi ridiamoci su.

Ho visto diversi film negli ultimi mesi girati da registi italiani, nei più belli sprofonda il nostro triste Paese sempre più corrotto, sempre più fragile, sempre più dilaniato da contraddizioni e incapace di sollevarsi. Bei film per aggrovigliarsi nell'amarezza della rassegnazione, per trincerarsi nel pensiero, per ammuffire negli accomodamenti del "non c'è niente da fare", per rifugiarsi nella "media-crazia" o nella "medio-crazia" che offre sempre una soluzione allo sconforto e un motivo conveniente per dissuadere da qualsiasi tentativo di ribellione.

“Benvenuto a bordo, signor Pilgrim” disse l’altoparlante.
“Domande?”
Billy si passò la lingua sulle labbra rifletté un momento e infine chiese:
“Perché proprio io?”
“Questa è una tipica domanda da terrestre signor Pilgrim. Perché proprio lei? Perché proprio noi, allora?
Perché qualsiasi cosa? Perché questo momento semplicemente è! Ha mai visto degli insetti sepolti nell’ambra?”
“Sì.” Effettivamente, Billy in ufficio aveva un fermacarte formato da un blocco di ambra levigata con tre coccinelle incastonate.
“Bè, eccoci qua, signor Pilgrim, incastonati nell’ambra di questo momento. Non c'è nessun perché”.

Domenica, 09 Febbraio 2014 00:00

Il profumo della ricerca

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Dove nasce una ricerca? Quando nasce? Come si sviluppa? Ricerca è cercare. Cercare è andare. Da A a B. E se invece il percorso fosse inverso? Se il fine si trasforma nel principio? Se il percorso diventa sostanza? Se quell’obiettivo lontano si arricchisce di ruscelli collaterali? Ci si può rendere conto, nel percorso, che la vera ricerca, il vero obiettivo, non è arrivare, ma camminare, la strada percorsa per arrivare al risultato, alla meta.

“M’illumino
    d’immenso”

La leggi: una perla, bella, geniale, ricca, ti apre la mente e il cuore, pensi e senti, vedi in due righe una cultura e una Storia.
Leggi la critica: un attacco di colite acuta.

“Due ternari, il primo dei quali, sdrucciolo, è composto da quattro sillabe. Quattro parole di cui due monosillabi, che, compenetrandosi con il termine che segue attraverso l’apostrofo, danno luogo a due sole emissioni di voce.”

Lunedì, 27 Gennaio 2014 00:00

Ebrei piangenti e ridenti

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Come ha fatto il popolo ebraico a tollerare millenni di angherie e sopraffazioni, culminanti con l’orrore della Shoah? Oltre alla estrema coesione, che ha ad esso consentito di rimanere politicamente e culturalmente forte pur nella diasporica frammentazione, tra le armi di difesa va contata una straordinaria arguzia, interessante per la complessità di fondo che la caratterizza.

"Per quanto sia dura la solitudine ti riporta al tuo destino, la legge del grande amore è rude, per chi ha sbagliato strada". Sulle intime note di Jaques Higelin cantate durante una festa, in una serata "a bacio libero", declina lentamente l'atmosfera leggera e, nelle sfumature malinconiche, Romeo e Juliette dissolvono la fragranza dell'amore in un abissale e comune dolore.

Ancora poche ore e lasceremo la sala 2013, alla fine dei suoi film, sognati e desiderati, vissuti direttamente o attraverso gli altri, amati o mal tollerati, ancora qualche immagine e saremo tutti fuori, a continuare la nostra vita. Questi sono giorni in cui piombano nella mente molti momenti del passato, alcuni sentono più che mai di essere reduci da tumulti devastanti che un anno alla fine si spera possa acquietare, altri sono ancora più consapevoli che a differenza del cinema nella vita il "The end" appare solo una volta, e anno dopo anno fortunatamente si può andare sempre avanti, l'anno vecchio si riaccende nel nuovo che può tuonare da lontano annunciando una tempesta imminente o squarciare il cielo con nuove direzioni illuminanti.

Venerdì, 03 Gennaio 2014 00:00

E dammi ‘sto veleno

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Questo articolo non avrebbe motivo di esistere se mia nonna non fosse nata nel 1935, mia madre nel 1961 e io nel 1989.
In quanto donna nata 24 anni fa, l’unica prospettiva capace di farmi piangere dalla gioia riguarda la firma di un contratto a tempo indeterminato con sangue arterioso in pieno flusso − utopia pura, mi sono vergognata a pensarlo, figuratevi a scriverlo − immaginate pertanto la mia sorpresa nel realizzare l’esistenza di Alba nuziale, volume edito nel 1941 dall’Istituto di Propaganda Libraria di Milano e scritto da Angela Sorgato1 col preciso intento di segnare la retta via alle giovani donne in procinto di sposarsi: “Questo libro è il dono di nozze che ti presento nella sua semplicità e nella sua freschezza, dono che parte dal cuore, nel desiderio grande di accompagnarti, amica invisibile, passo passo, nella tua strada, incontro alla gioia, incontro al dovere...” (p. 10).

Sabato, 28 Dicembre 2013 00:00

La salvezza che abbiamo meritato

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Con la fine della modernità i disagi individuali e sociali, così come le malattie, sono sintomi da attribuire alla mancanza di tavole di valori che diano un senso più completo all’esistenza. Le tavole di valori che mancano non sono quelle tradizionali, ma quelle che si vanno estinguendo della cultura moderna, per ora non ancora sostituite.
Grazia Ardissone

Quando cambiano i paradigmi, il mondo stesso cambia con essi.
Thomas Kuhn


Durante gli interminabili cinque minuti di tapis roulant defaticante che segnano l’epilogo di ogni mia sessione di allenamento, tendo ad occupare il tappeto centrale della sala pesi: da qui ho infatti la vista migliore del megaschermo perennemente sintonizzato su Radio Capri Television, finestra videomusicale spalancata sulle storture del mondo contemporaneo.

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