“Noi siamo ciò su cui manteniamo il silenzio”.

Sándor Márai

Espressioni

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Quando si immagina la vita come una occasione continua di scambio, e il cinema come il riflesso di questa occasione che non finisce mai e continua fuori dalla sala, nelle nostre case, nelle strade, nelle storie, nelle nostre domande, si può incappare in questa domanda: cosa chiediamo il più delle volte al cinema? Quando si spengono le luci sulle nostre vite e comincia "la notte cinematografica" che dura poco più di una proiezione, cosa speriamo accada in quell'unico appiglio che ci rimane, quel fascio di luci di fronte a noi? Chiediamo forse l'impossibile, la sorpresa, l'inatteso, il sogno, il mistero, il miracolo, la possibilità di godere emozioni estreme senza rischi o sacrificando una parte inconsapevole di noi in cambio di un'ossessione, di una liberazione o di una redenzione.

Venerdì, 20 Dicembre 2013 00:00

La Bellezza per la Ricerca

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Tramutare i colori, le forme, il tratto, il gesto nel compiere il tratto ed il tocco del pennello, la linea rigata da una mano, la sfumatura e la sagoma, una curvatura e una linea in un atto del sapere medico, in una possibilità di approfondimento e di verifica mirata all’indagine, alla conoscenza, alla cura.
Fare della punta del pennello o della prima scheggia di una statua il punto di partenza di un viaggio verso la scoperta. Fare dell’Arte – economia della purezza – un’occasione di Scienza; fare della Scienza il risultato vero dell’Arte. Generare bellezza per rendere viva la Ricerca, ricercare valorizzando implicitamenente la Bellezza da cui si è partiti. Generare un legame solidale, un intreccio, un connubio capace di ricevere il rosso, il blu, il giallo o il marrone, l’oro o l’argento messo in cornice tanto quanto il piombo, il bronzo, l'acciaio o il legno forgiato in una sagoma per renderlo silenzio fattivo da laboratorio; attenzione al microscopio; strumentazione nuova e nuova ricerca di dati, possibilità, risultati.

Domenica, 15 Dicembre 2013 00:00

L’enigma della vita

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L’industria dello spettacolo è un’infallibile macchina da guerra, generatrice di audience e di denaro. Si sa. Ma il più grande orgoglio di quella scatoletta magica chiamata Televisione resta l’inaspettata trasformazione di programmi nati come riempitivi in programmi improvvisamente di successo, che per qualche opera di straordinario ingegno giungono a divenire vere e proprie icone sociali. Sarà a causa del perenne bisogno dell’uomo di ampliare la propria struttura, non solo mentale ma persino corporea, che alcune Serie Televisive finiscono per divenire dei grandi contenitori di Risposte nelle quali rifugiarsi per trovare conforto, per giustificare il proprio operato, per sentirsi meno soli.

Seconda serata della rassegna cinematografica organizzata dallo Zia Lidia Social Club. C'è ancora più gente della prima, ancora più energia. Altri volti, altre voci oltre a quelle di sempre. Fa bene Michela a chiedere i nomi delle persone che danno il loro contributo alla discussione, perché per noi è un motivo di felicità arricchire la piccola comunità dello ZLSC con nuovi nomi, nuove vite.

Lo Zia Lidia Social Club è una "fondazione umana, più che umana" nata grazie alla generosità trasformativa di un'ultraottantenne, Zia Lidia, che nel novembre del 2003, senza riserve e pretese, decide di aprire le porte di casa sua ai giovani avellinesi. Quella casa per anni è stata un laboratorio inesauribile di idee, iniziative, progetti. Cinque anni dopo l'inizio ci siamo costituiti associazione socio-"psico"-culturale, associazione che ha tra i suoi intenti la promozione del cinema di qualità come occasione sociale di stimolo al confronto e alla condivisione. In ogni nostra iniziativa, infatti, diamo ampio spazio al dibattito, alla chiacchierata collettiva dopo il film, convinti che condividere visioni, emozioni, riflessioni, costruendo relazioni significative, sia un atto socio-politico ben più risonante del piacere privato di vedere un film in solitudine.

Martedì, 26 Novembre 2013 01:00

Can I have your attention please?

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Can I have your attention please?           
Eravamo in molti ad imitare quel suono britannico e meraviglioso, seppur stridulo, dell’insegnante di inglese. Come dimenticare quello splendido e ricorrente Can I have your attention please?, una formula che riassume tutte le ore di inglese di qualunque istituto scolastico, annunciando la tragedia a cui siamo destinati: soccombere di fronte alle pretese di attenzione.
Ogni studente ha avuto il suo Can I have your attention please?, per diventare poi un lavoratore, pardon, volevo dire un disoccupato, di oggi, sottoposto ad ulteriori ed interminabili Can I have your attention please?

Domenica, 03 Novembre 2013 01:00

La nera signora

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Io non sono mai riuscita a vederla. Spesso però ne percepisco il peso sulle spalle e sul cuore. Immagino un paio d’ali angeliche color del piombo. Fuligginose e vellutate. E immagino un sorriso dolente e splendido, il sorriso della morte. Venne a trovarmi forse da ragazzino. Mi sembrò che una nuvola coprisse d’un tratto il sole. I rumori attorno tacquero d’improvviso come in un bosco quando crepita un fucile e la vita che un attimo prima risuonava sulle alte fronde e tra i cespugli bassi carichi di frutti e di rugiada morì e dileguò, nascondendosi nel buio e nell’ombra, i cuori impauriti e in attesa. Il sole oscurato. Un’ombra che si allungava su di me. Una pressione leggera sul cuore. Rapido scese il buio e lo sgomento. Rapido scomparve l’orizzonte.
Era la nera signora ma non potevo ancora sapere. E non potevo immaginare che la nera signora mi avrebbe seguito ovunque andassi, fedele come lo sciacallo alla sua moribonda preda. Spesso mi sono sentito così, una bestia malconcia che anela ancora alla vita e che si volta impaurita e smarrita e vede quell’odiosa sagoma ghignante che paziente attende la tua morte.

Giovedì, 31 Ottobre 2013 01:00

Cercasi Uomo Ideale

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Il tipo ideale è uno stereotipo scientifico che rappresenta un complesso intrecciarsi di concause e di fattori, […] è una costruzione astratta conseguita mediante l’accentuazione concettuale di determinati elementi della realtà.
(Max Weber)


L’idealità si configura come un concetto vitale ed onnipresente: Ideale come principio etico da perseguire, come progetto utopico da realizzare, come concetto cardine della filosofia Platonica, come condizione di modelli fisici che non corrispondono a circostanze reali.
Siffatta astrazione mentale si è però insediata anche all’interno dei dibattiti più disparati, soprattutto in quelli femminili, rendendo le donne vittime di un’incontrollata ed irrefrenabile esigenza: Immaginare l’Uomo Ideale. Milioni di descrizioni assurde affollano i pomeriggi rosa di tutti i salotti che si rispettino e, dopo ben ventisei anni di prestato ascolto ai desideri più irragionevoli, mi sono sentita in dovere di concedermi questa sfida.

Giovedì, 24 Ottobre 2013 02:00

Incontri isolati

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E se fossimo di creta come scrive la Genesi? Anche nel senso di essere, chi più chi meno, cretini. Nell’antichità c’era un rapporto magico con la natura, oggi la stiamo distruggendo.
Questa magia pulsava nelle isole del Mediterraneo, tipo a Eraklion, la città di Eracle e del palazzo di Minosse. La civiltà cretese si aggirava intorno a magnifici palazzi che aggettavano sul mare, dai colori rossi, gialli, azzurri, verdi. E non protetti da fortificazioni. Se penso al verde, viene in mente che in Amazzonia hanno una sessantina di vocaboli per questa tonalità che noi mortifichiamo con uno solo.

Mercoledì, 16 Ottobre 2013 02:00

Sulla scrittura o diario filosofico 3

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Cosa faccio quando scrivo? Non so, eppure continuo. In effetti, tutto ciò è forse un insieme disperso di azioni separate: battere sulla tastiera, guardare lo schermo, sillabare parole a mezza voce. Sì, ma io dico scrivere, con una sola parola, con un suono fluido e un’immagine che si delinea. Il concetto si organizza e si incarna attorno a un centro, mi sembra: il senso di libertà che provo scrivendo. Scrivere è un atto perché io posso scegliere di farlo, trovando il principio di quest’impresa in me stesso. Atto perché non muove da un fatto a me “esterno”, ma lo pro-duce, “davanti” a me e in un mondo.

Ecco, subito una prima precisazione. Sam Weller è una persona come tante che, come fanno tante persone, può anche decidere una sera di andarsene a zonzo (a divertirsi, no!, sarebbe troppo) per le vie della città, soprattutto quando qualche evento riempie le strade di spettacoli e persone. Il suo è il gusto tipico dell’osservatore che dal suo cantuccio riservato e noioso osserva e prende appunti. Ma la precisazione non è propriamente questa.

Mercoledì, 09 Ottobre 2013 02:00

Un compleanno non è mai qualsiasi

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Mi sono divertito a scovare nei ripostigli della storia, quell’avvenimento, quella nascita, quella morte che cadono quando me ne sto a spengere candeline e scartare regali. Provateci. Può essere stimolante.
Il 9 ottobre 1892, nasce Ivo Andrić, diplomatico e soprattutto premio Nobel per la letteratura. Il ponte sulla Drina e La cronaca di Travnik i suoi libri più conosciuti. Li avete letti? No? Vi consiglio il secondo ma è un giudizio assolutamente personale.

Sabato, 28 Settembre 2013 02:00

Figli di un dio maggiore

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È arrivato in Italia il 26 settembre Bling Ring, il nuovo film di Sofia Coppola, sorella di Roman Coppola, entrambi figli di Francis Ford Coppola, di cui è nipote anche il famoso Nicolas Cage. Per non parlare del nonno di Sofia Coppola, tale Carmine Coppola, compositore, direttore d’orchestra, primo flauto nell’orchestra di Arturo Toscanini, nonché padre di Talia Shire, il cui nome di primo acchito non dice nulla, ma di secondo vi accorgete che si tratta di Adriana, la moglie di Rocky Balboa, nonché di Connie Corleone nella saga Il Padrino.

Mercoledì, 25 Settembre 2013 02:00

I luoghi non convenzionali dove abitano i libri perduti

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Nessuno metterà mai in dubbio questa mia affermazione: ogni lettore ha una personale preferenza in fatto di librerie. Ci sono i buongustai che amano quelle piccole e romantiche di un tempo, dotate di un libraio che ti sappia dare mille consigli (e che sembra quasi aver conosciuto personalmente tutti gli scrittori e i poeti di cui parla), chi preferisce gli affollati megastore dove può trovare di tutto di più (un ampio ventaglio di proposte selezionate con cura dai migliori uffici marketing), poi c'è addirittura chi preferisce non sprecare il proprio prezioso tempo e si limita alle fantastiche offerte dei supermercati, sono quelli che il libro lo mettono nel carrello tra un pollo e una confezione di carta igienica (pollo in offerta al 25%, libro al 15%, carta igienica a prezzo intero, perché la vogliono morbida e profumata).

Sabato, 31 Agosto 2013 16:22

Gioventù perduta

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“Ho ammazzato i miei genitori perché usavano un bagnoschiuma assurdo, Pure & Vegetal.
Mia madre diceva che quel bagnoschiuma idrata la pelle ma io uso Vidal e voglio che in casa tutti usino Vidal.
[…]
Poi un giorno mio padre disse che all’Esselunga c’era il tre per due e avremmo dovuto approfittarne. Non credevo che includesse anche il bagnoschiuma.
La mia famiglia non mi ha mai capito.”
(Aldo Nove, Woobinda, 1996)

- C’è nei giovani d’oggi uno strano miscuglio di pessimismo e di cinismo che mi spaventa, non so se ai miei tempi sarei stato capace di fare discorsi simili a mio padre.
- Ah, i tuoi tempi. Oggi le sigarette costano venti lire l’una, non lo sai? E solo i furbi riescono a fumarle.
(Pietro Germi, Gioventù perduta, 1947)

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