“Uno scrittore dovrebbe vivere in provincia: non solo perché qui è più facile lavorare, perché c'è più calma e più tempo, ma anche perché la provincia è un campo di osservazione di prim'ordine. I fenomeni, sociali, umani e di costume, che altrove sono dispersi, lontani, spesso alterati, indecifrabili, qui li hai sottomano, compatti, vicini, esatti, reali”.

Luciano Bianciardi

Espressioni

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Mercoledì, 29 Aprile 2015 00:00

"IJF 15" a posteriori

Scritto da

Come ogni anno, la terza settimana del mese di aprile trova Perugia in piena fibrillazione per il Festival Internazionale del Giornalismo.
Da scribacchina, non c’è evento che potrebbe rendermi più lieta, tranne forse l’istituzione della Festa della Letteratura, o della Scrittura Creativa: finalmente un evento che non riguardi l’alimentazione, o la musica. Niente in contrario a tavolate odorose di prodotti gastronomici o contro scenografiche armonie di ottoni, ma addirittura un festival – termine che sottintende una durata calcolabile in giorni – su uno dei prodotti più alti della cultura umana, è più di quanto potessi desiderare.

Ho sempre odiato il teatro, l'idea stessa che qualcuno davanti a me potesse guardarmi e mentirmi senza preoccuparsi troppo di farlo con discrezione. Ho studiato la storia e le poetiche del teatro con entusiasmo ma, dal vivo, lo spettacolo teatrale mi è sempre sembrato una violenza adulta di cui non ero capace di reggere il peso. Il libro, lo schermo, il quadro: corpi morti rassicuranti le cui menzogne non inquietano. Ma un uomo, una donna, a portata di bacio, impossibili da conoscere, che mi parlano senza rivolgermi mai la parola e senza nemmeno chiedermi come sto! Come accettarlo con serenità? Come emozionarsi davanti a questa oscenità? Come accettare il vile patto e dimenticare l'uomo sotto la sua invisibile maschera per poterne credere la storia?

Gli anni Novanta hanno dato i nativi allo Smartphone, dall’inglese Telefono Intelligente, ma fu così che l’uomo iniziò a diventare cretino.
Un passaggio inversamente proporzionale. Un’affermazione la mia, la nostra, quella di molti, che si giustifica da sé, senza la necessità di spendere troppe parole in merito, perché tutti ormai abbiamo uno Smartphone e sappiamo bene quanto tempo ed energie ci dedichiamo, principalmente in stronzate.
Diremo dunque semplicemente che lo Smartphone è diventato un prolungamento dell’essere umano, e allora ho pensato bene di creare e brevettare applicazioni con cui migliorare l’uomo nella struttura fisica e cerebrale, ottenendo così un’esistenza migliore.

Venerdì, 06 Marzo 2015 00:00

Lacrime di pollo

Scritto da

Ci si può ammazzare per amore, per aver perso il lavoro, per debiti, in uno scatto d'ira e di pazzia, per avere un po' d'attenzione, ma quelle sono solo morti tristi e non veri suicidi. Il vero suicidio non ha un motivo, se non quello dell'essere. No, non ci si ammazza mica perché il dolore è troppo o si è infelici o non si ha niente! Ci sono molti posti del mondo dove molte persone vivono in queste condizioni, e lì dove capita tutti sono troppo impegnati a cercare di sopravvivere per pensare seriamente al suicidio.

Venerdì, 27 Febbraio 2015 00:00

Inutili disquisizioni – II

Scritto da

Il Bisogno e l’Utilità sono forse incompatibili col concetto di Libertà. Dicono.
L’uomo in quanto corpo, che si manifesta nel suo Essere Vivente, si muove attorno a personali forme della sua configurazione, percepite come più o meno opinabili. La sua natura non sarà mai buona o cattiva di per sé ma dipenderà solo ed esclusivamente da una condizione. Le relazioni umane costruite sul Bisogno fanno capo ad un tornaconto che chiameremo Utilità. È utile ciò che conviene, di cui sento il bisogno e che mi dà soddisfazione. La natura ci costringe forse ad essere in un modo ma si cerca, per ovviare, di creare un riparo entro il quale troviamo ciò che non può Non Essere e che chiameremo dunque Necessario.

Domenica, 01 Febbraio 2015 00:00

Pt. 12: Chi la fa l'aspetti

Scritto da

Soggetto e Sceneggiatura: Domenico Di Francia Keneru
Matita e China: Domenico Di Francia Keneru
Colorazione digitale: Ivan Guida

Lo sviluppo industriale della razza umana ci ha portato in una condizione catastrofica, anche se alcuni non vogliono vederlo il nostro pianeta è in grave pericolo. Basta vedere le anomalie meteorologiche, le catastrofi, il diffondersi implacabile delle malattie e le alterazioni nel regno animale per rendersi conto che forse è già troppo tardi. Dobbiamo ripensare il nostro modo di consumare l'energia, di spostarci, di alimentarci, di spendere il nostro denaro, di vivere. E dobbiamo farlo in fretta. L'aria, l'acqua, la terra, tutto quel che è essenziale alla vita sembra irrimediabilmente inquinato e ci sta facendo ammalare sempre di più. Non c'è più nulla di sano, di naturale, di vero.

“Ma chi può dare questa vita a questa nuova generazione?”

 

Come, non ci sarebbero più mitologie dominanti? Come, le religioni starebbero per morire? Ma guardate un po’ la religione della potenza storiografica, fate attenzione ai sacerdoti della mitologia delle idee e al loro ginocchio scoticato! Non sono addirittura tutte le virtù al seguito di questa nuova fede?”
(N., HL, pag.72)



Premessa 

Le riflessioni che seguono sono state redatte originariamente come supporto per una relazione e discussione sulla tematica delle nostre radici storiche, con lo scopo implicito di riscoprire, al di là delle le formule scolastiche, il significato teorico del senso storico, come donne e uomini del presente e non come studenti di filosofia e di storia o di altro genere.

Venerdì, 02 Gennaio 2015 00:00

Sulla dismisura

Scritto da

Con quale bilancia, dunque, peserai la verità della conoscenza? [...]

La stadera è un tipo di bilancia e il bilancino del saggiatore un altro tipo. Anzi di più: l'astrolabio è una bilancia per misurare le distanze lineari, e il filo a piombo una bilancia per accertare la perpendicolarità e la curvatura. Questi strumenti, sebbene differiscano per forma, hanno in comune il fatto che per loro mezzo si conosce che cosa è l'eccesso e cosa il difetto. Invero la prosodia è una bilancia per la poesia, per mezzo della quale si conosce la metrica della poesia e si distingue il verso zoppo da quelle corretto. Essa è la più spirituale delle bilance materiali, sebbene non sia esente dal contatto coi corpi: soppesa infatti i suoni e i suoni non sono separabili dai corpi.

(al-Ghazālī, La Retta Bilancia)

Domenica, 21 Dicembre 2014 00:00

Pt. 11: Selfie

Scritto da


Soggetto e Sceneggiatura: Domenico Di Francia K.
Matita e China: Domenico Di Francia K.
Colorazione digitale: Ivan Ferrara

Domenica, 14 Dicembre 2014 00:00

Arte, Ricerca, FiorGen

Scritto da

Come fosse una creazione unica. Come se le figure delle opere si parlassero, condividendo spazio e discorso. Come non vi fossero soglie, limiti, separazioni tra creazione e creazione. Ed allora...

Martedì, 02 Dicembre 2014 00:00

Sentinulle

Scritto da

Una leggera pioggia bagna il basalto di Corso Trieste. Gli artigiani dei mercatini natalizi mettono al riparo come possono la propria mercanzia, ricoprendola di bianchi teli cerati. Sembra quasi la neve abbia ricoperto de improviso tutto quello che l’occhio amava cogliere: un bagliore di una collanina con pietre “vere” – di plastica, la copertina di un libro a buon prezzo che ammicca seducente verso di noi, quella collezione di cd inutile, ma di cui sai di non poter fare a meno. Puff! Tutto svanito. Pioggia come neve, che imbianca le cose e ce le nasconde. Arrivo in Piazza Dante, pavimentazione sdrucciolevole più di quanto possa esserlo la parola “pàllida”,1 come la luce diluita dei lampioni nelle pozzanghere: stanno smontando. I ragazzi di 'RAIN', associazione pro diritti lgbt, stanno mettendo al riparo alla meglio, come i commercianti, le loro cose: loro commerciano idee. Al prezzo di un sorriso e di una caramella.

Domenica, 30 Novembre 2014 00:00

Di pagina in pagina, di opera in opera

Scritto da

Di pagina in pagina, di opera in opera. Lasciandosi suggerire le parole dalla visione, facendo seguire allo sguardo le lettere, per comporre brevi lacerti descrittivi, inevitabilmente manchevoli. Generare − così − descrizioni, un accompagnamento d'inchiostro, un andare insieme. Sessantadue artisti. Sessantadue opere. Sessantadue pagine. E, allora, sessantadue micronarrazioni.
Per la decima edizione di "Arte per la Ricerca FiorGen". Cominciamo.

Giovedì, 27 Novembre 2014 00:00

Per una scrittura dell'esilio

Scritto da

Il radicamento è forse il bisogno
più importante e più misconosciuto
dell'anima umana.

Simone Weil

 

Parte I

Pensare l'esilio
L'esilio è il luogo della diversità, del contatto con l'Altro per eccellenza. È il luogo di assimilazione dell'altro, in cui l'altro diventa sé e il sé diventa l'altro.

Domenica, 02 Novembre 2014 00:00

Percoto introspettiva Pt. 02

Scritto da

Percoto Introspettiva

Ministorie adolescenziali e non solo: introspettive, noir e surrealiste.
Ambientate nel cortile della Percoto e non solo e con i soliti protagonisti: Dario, Ale, Seo, Qualli ed altri...


Soggetto & Sceneggiatura: Sergio Mastroianni e Alessandro Monaco
Matita, Penna Biro & China: Sergio Mastroianni

Pagina 6 di 11

Sostieni


Facebook