“E quando pensate di tornare? dissi io. Loro si strinsero nelle spalle. Chi lo sa, María, dissero. Non li avevo mai visti così belli. Li avrei baciati tutti e due, e non so perché non lo feci, sarei andata a letto con tutti e due, a scopare fino a perdere i sensi, e poi a guardarli dormire e poi di nuovo a scopare, ci pensai davvero, se cercassimo un albergo, se ci chiudessimo in una stanza buia, senza limiti di tempo, se io li spoglio e loro spogliano me, tutto si sistemerà, la pazzia di mio padre, l’automobile perduta, la tristezza e l’energia che provavo e che di momento in momento sembravano asfissiarmi. Ma non dissi niente”

Roberto Bolaño

Venceslav Soroczynski

Per cambiare discorso: il Decreto intercettazioni

Mentre siamo tutti impegnati a fare ipotesi sulla durata della nostra vita e sul costo settimanale della baby-sitter, forse ci è sfuggita una notizia importante. La novità non viene dalla Cina e non è letale per l’uomo, ma è certamente pericolosa per alcuni suoi diritti fondamentali: il 25 febbraio è stato approvato il Decreto intercettazioni, che dà ai Pubblici Ministeri in un processo penale un nuovo potere sulla vita privata dei cittadini indagati. Il Tribunale può ordinare l’installazione, sui dispositivi utilizzati dai sospetti di alcuni reati, dei cosiddetti “trojan”, software che trasformano lo smartphone in uno strumento di video-ascolto integrale della vita del sospetto. In sé, non sembra neanche una cosa orribile, se non si fanno alcuni approfondimenti.

Rileggendo “La peste” di Camus

La prima impressione che ho di questa lettura è che libri così, adesso, non se ne potrebbero pubblicare. Pur essendovi un protagonista che racconta, non è l’uomo il personaggio di questo romanzo.

Chomsky, il potere, le guerre di ieri, le guerre di oggi

Se mi chiedete qual è il miglior libro che ho letto negli ultimi anni – non il più bello, ma il più importante per acquisire una conoscenza del mondo – non ho dubbi: è Capire il potere, di Noam Chomsky. Voglio tentare di rispettare la regola minima che mi ero imposto: “Ogni dieci romanzi, almeno un saggio”, così ho iniziato con questo, dal taglio non classico. Si tratta infatti della trascrizione di conferenze, interviste, dibattiti tenuti dall’autore nel decennio 1989-1999. Domande e risposte in diretta, davanti a un pubblico non specialistico. Cittadini qualsiasi.

“Il regno d’inverno”: narrare il mondo senza far rumore

Alla luce dei caminetti accesi nelle stanze di una casa scavata nella roccia in una sperduta cittadina dell’Anatolia, i componenti di una famiglia si guardano negli occhi e parlano. Parlano per tutto il film, mentre il fuoco imprime sagome d’ombra sui muri di pietra ocra e, al di là delle finestre, si apparecchiano distese di cavalli vinti e neve indomabile.

Venezia: prove generali per una sparizione

Questo posto odora di fritto spinto e di muffa, di profumi francesi e di fogna. È un posto che c’è, ma non si trova. Ci arriviamo, a Venezia, senza possibilità di sbagliarci, ma poi non la troviamo.
Strenati (con la n) a Santa Lucia, ci abbagliano il sole – perché a Venezia fa sempre caldo, anche la notte di Natale – e i trasportatori di bagagli “autorizzati”, anche se si sa chi li ha autorizzati, visto che la scritta l’hanno tutti, ma è sempre diversa e c’è chi l’ha attaccata col nastro adesivo, chi con lo spago e uno l’ha inchiodata sul legno.

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