“se ne restò a guardare, che stupido, Dio mio, che stupido”

Nicola Pugliese

Espressioni

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Martedì, 06 Luglio 2021 00:00

L’Arte delle Muse

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Si dice che tra i piaceri della vita la musica è seconda solo all’amore. Ne deriva una successione di suoni che tendenzialmente risulta piacevole all’ascolto. Perciò la nostra vita rischia di perdere momenti di intima felicità qualora le manchi un senso musicale.

Venerdì, 04 Giugno 2021 00:00

InFLOencer: "Tanto che ci vuole”

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Ci siamo. Dopo sette mesi metto di nuovo piede su un palco. Riparto da Vienna, Stainach e poi Sirnitz, non da Milano, Napoli o Roma naturalmente. Le grandi città italiane stanno ancora capendo quali amici e parenti devono spartirsi la torta. Che poi magari fosse una torta, qua si tratta a malapena di un mottino. Nulla di nuovo sotto il sole insomma.
Venerdì, 07 Maggio 2021 00:00

InFLOencer: Gaetano, Fedez e la parmigiana

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Oggi avrei voluto raccontarvi di Gaetano, il fruttivendolo che la settimana scorsa prima mi ha detto che le melanzane erano finite e poi, visto il mio rammarico nel dire addio alla parmigiana, mi ha detto aspiett’, nun te movere. Entra nel retrobottega e torna con una busta piena di melanzane, tutte ammaccate e rugose.
Domenica, 25 Aprile 2021 00:00

La Liberazione e i passi verso la libertà

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La data del 25 aprile resta molto probabilmente la più importante della storia italiana, perché segna la Liberazione del nostro Paese dalla dittatura nazi-fascista e instaura le basi della nostra democrazia, fondata sulla solidarietà e sull’uguaglianza, sulla giustizia e sul lavoro – e quindi, traente legittimazione dal popolo tutto, finalmente protagonista e partecipe.

Venerdì, 16 Aprile 2021 00:00

Sul corpo panico, la transizione

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L’individuo, colui che appare come dicente, è corpo. Organismo periferico – paradosso celatamente disvelato – e alieno al corpo consumato come ente transitorio. L’individuo si annuncia come multitudo corporum, marginale all’ego nucleico e figurativamente cutaneo, divezzato alla compromissione: un corpo profferto al biancore del vuoto, volumico e perimetrale. Il senso dell’anonimia scevera l’organismo materiale cui si congiunge piuttosto che il verbum  la voragine dell’oralità: il corpo esso stesso include la pertinenza aerea attendendo al silenzio.

Ci sono mestieri che il tempo ha provato a cancellare, non riuscendoci, lavori duri le cui abilità si custodiscono e si tramandano da una generazione a quella successiva e a quella dopo ancora, sempre uguali o quasi, professioni il cui ritmo è scandito dai cicli delle stagioni e i cui giorni si regolano seguendo l’alternarsi naturale della luce e del buio.

Venerdì, 09 Aprile 2021 00:00

Schermi d’odio

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Di come l’odio sembri aver trovato nell’arena digitale uno dei suoi habitat privilegiati, soprattutto nelle sue diramazioni social e videoludiche, si occupano due recenti pubblicazioni di Milena Santerini, La mente ostile. Forme dell’odio contemporaneo (Raffaello Cortina Editore 2021), e Matteo Bittanti (a cura di), Game Over. Critica della ragione videoludica (Mimesis, 2020).

Venerdì, 02 Aprile 2021 00:00

InFLOencer: la festa dei figli senza padre

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In occasione della recente festa del papà mi è venuta un’idea formidabile. Voglio istituire la festa dei figli senza padre. Eh si, perché qua si celebrano i nonni, gli innamorati, addirittura i compleanni. Che per inciso, sono la festa più insensata. Cosa c’è da festeggiare nel vedere l’insegna “Game Over” avvicinarsi inesorabilmente? Ma non divaghiamo e non ci facciamo mortiferi più di quanto già non siamo. Chiusi in quattro mura, a sgrattugiare la mollica residua dall’incarto della colomba.

“Ai Giochi Olimpici, il ruolo delle donne dovrebbe essere soprattutto quello di incoronare i vincitori. Una olimpiade femmina sarebbe non pratica, non interessante, antiestetica e non corretta. Le Olimpiadi sono l’esaltazione solenne e periodica dell’atletismo maschile con il cosmopolitismo come base, la fedeltà come mezzo, l’arte come sfondo, l’applauso femminile come premio”
(Pierre de Coubertin)

 

  
1912 − Olimpiadi di Stoccolma. Dovettero risuonare nei pensieri di Fanny Durack queste parole quel giorno, mentre ad ampie bracciate si avviava a conquistare il podio dei 100 stile libero di nuoto battendo tutte le altre avversarie in 1’22″2.
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