“Piovve tanto forte che tutti i porci diventarono puliti e tutti gli uomini sporchi”

Georg Christoph Lichtenberg

Flo

InFLOencer: quel “Selfie”... tutto per me

− Hai visto Selfie di Agostino Ferrente?
− No.
− Devi vederlo. È incredibile.
− Ok, ci vado stasera.
Questi i messaggini tra me e una mia amica da Milano. È una scrittrice, ha l’occhio lungo per queste cose, quindi se garantiva lei, non me ne sarei pentita.

InFLOencer: uno spettacolo... necessario!

Era l’alba di lunedì, quando ho ricevuto un incoraggiante messaggio di buongiorno, con annesso link all’ultimo decreto del Governo. Forse chi me lo inviava voleva farmi cosa gradita e invece, man mano che leggevo, iniziavo a impanicarmi. Pare che il Premier Conte, detto Clooney da me e le mie amiche, abbia fissato al 15 giugno 2020 la ripresa degli spettacoli, a patto che ci siano posti a sedere, distanziamento, scafandro, guanti, etc...

InFLOencer: la soluzione alternativa

“Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria” diceva Dante. E come al solito aveva ragione. A me capita la sera, dopo aver lavato i piatti e i denti, quando mi affaccio alla finestra e, pensando ai concerti, ai palchi e ai viaggi insieme ai miei musicisti, mi prende una malinconia infinita. Tuttavia, da perfetta masochista, non mi assento mai a questo appuntamento con la storia e qualche sera fa, facendo zapping tra i ricordi, ho ritrovato alcuni fotogrammi assurdi che credevo rimossi.

InFLOencer: lunga vita ai piacioni

In questo articolo non è stata mai usata l’espressione “L’amore ai tempi del Corona”, andate tranquilli. Marquez nella tomba si è già rivoltato parecchio ultimamente. Qui siamo sul genere “Signorina Cuorinfranti” – che poi era un uomo – quando dal New York Post rispondeva ai malati d’amore. Legittimo o fedifrago, tra congiunti e disgiunti, che stava per nascere o stava alla frutta, l’amore in quarantena si è prodotto in numerose combinazioni, che per brevità sintetizzo in quattro gruppi esemplari.

InFLOencer: dal paradiso dei calzini a quello dei blog

Nel 2008 usciva il settimo disco di Vinicio Capossela dal titolo Da solo. Alcuni lo definirono un déjà-vu, mentre a me è piaciuto. Meno di altri, ma mi è piaciuto. Poi non è che uno può sfornare capolavori come pizze da asporto nella fase due. La canzone simbolo dell’album è Il paradiso dei calzini.

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