“Che diamine, se sapessi chi è Godot non credete che l'avrei detto nell'opera?”

Samuel Beckett (ai critici)

Venerdì, 08 Gennaio 2021 00:00

InFLOencer: a proposito dei propositi

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Incredibile, ma vero! 
Il 2021 è iniziato ed io non ho stilato la famigerata lista di buoni propositi che compilo ogni anno, a cavallo tra dicembre e gennaio, dai tempi di Bim bum bam. Naturalmente di cose da fare ne ho: musica, molti concerti da recuperare, un amore, un investimento, andare in Brasile appena ci sciolgono la catena e tanto altro.
Questi però sono impegni, appuntamenti; i propositi sono una cosa diversa.
Mangiare di più a pranzo e la sera tenersi leggeri, per esempio, è un proposito. Non dire palle, pure è un proposito. Smettere di fumare: l’evergreen dei propositi. Avete capito la differenza? Per chi non ha capito l’articolo termina qui.
Per chi ha capito torniamo ai propositi.
A proposito di propositi, chi vi parla è la regina della lista dei propositi. Che poi chiamarla lista è riduttivo; parlerei più che altro di trattato, indelebile come le tavole delle legge dell’amico Mosè e ampio quanto ’na siloca.
E non è tutto. Il dato degno di nota è che nel 94-95% dei casi il mio proposito diventa azione concreta e reale. L’anno scorso per esempio al numero 186, più o meno a metà del papiello, c’era scritto “sviluppare inderogabilmente il pollice verde, prima che sia troppo tardi”. Venite sul mio terrazzo a vedere il Pisello Odoroso (che è come chiamiamo il Lathyrus Odoratus noi pollicioni verdi) e ne riparliamo.
“Fai squat- jump e allena i tricipiti a giorni alterni, se non vuoi avere culo sblusato e braccia a pipistrello” era il proposito al numero 17. Non vi dico di venire a vedere, ma la prova costume la potrei sostenere domani.
Non vado oltre, sennò facciamo notte, ma credetemi, quando si tratta di impormi propositi complicati e scartavetrarmi l’anima di sensi di colpa, se per caso non sto riuscendo a raggiungerli, sono una professionista. Il profeta assoluto dei propositi.
E non vi dico quando tiro le somme come mi gaso.
A fine anno, prima di scrivere il mio vangelo per l’anno nuovo, controllo la lista vecchia e mi gonfio come un tacchino al Ringraziamento. Capite adesso che pena e che disagio ho provato fino a ieri, nel non avere una guida, un appunto, un pensierino, nemmeno un post-it! Cosa mi è successo? Sto per morire? Credo di no. Mi sento bene e sto chiusa in casa, quindi non possono uccidermi. Sono ormai una vecchia rincoglionita che non vede un futuro davanti a sé? Bah, mi sembra eccessivo. Sono perfetta e non mi servono propositi? Si, ma posso fare meglio. Insomma, niente risposte per qualche giorno, poi  credo di esserci arrivata. Grazie a questa merdosa pandemia ho imparato a vivere giorno dopo giorno, a rilassarmi un po’, a delegare, ad essere più indulgente con me stessa e ad arrendermi all’evidenza che non tutto dipende da me.
Sento come se l’unico proposito che mi interessa stavolta sia vivere. Un vivere ancora più chiatto e carnale di prima. Ancora più lontano da quello che non voglio e ancora più vicino a quello che mi fa star bene. Non mi lusinga cotanta saggezza. So bene che la nostra intima natura non possiamo cambiarla e mi aspetto che da un momento all’altro vomito un listone di propositi che si fermano gli orologi.
Tuttavia per adesso mi godo questa piccola scintilla: ho il sospetto di aver vissuto per qualche giorno come vivono i veri adulti.

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