“Il desiderio del tuo fragile corpo d'attore è il desiderio di una canzone nuova, di un canto nuovo, spremuto dalle macerie”

Leo de Berardinis, in una lettera indirizzata a Enzo Moscato

Espressioni

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Giovedì, 03 Settembre 2015 00:00

La città istoriata. Siviglia, day 1

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Arrivo in questa città torrida. È domenica, e il fatto che la gente in giro sia poca la fa sembrare deserta: devono essere tutti in spiaggia o rintanati in casa a godersi il sollievo della penombra.
Si fa presto ad orientarsi: la parte antica della città, quella più pittoresca, si rannicchia nell’alcova formata dall’ansa del Guadalquivir, affiancato da una spaziosa strada a tre corsie. Il resto è un dedalo di viuzze che sfociano in piazze dalle dimensioni spropositate, casette affastellate dalle persiane sprangate e marciapiedi rosicchiati.

Venerdì, 24 Luglio 2015 00:00

La casa dei guaglioni

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“Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome. Avevo presto imparato (fu lui, mi sembra, il primo ad informarmene), che Arturo è una stella: la luce più rapida e radiosa della figura di Boote, nel cielo boreale! E che inoltre questo nome fu portato da un re dell'antichità, comandante a una schiera di fedeli: i quali erano tutti eroi, come il loro re stesso, e dal loro re trattati alla pari, come fratelli”.
(L’isola di Arturo, Elsa Morante)

 

Napoli,
il traghetto transita, si arena sul porto, sembra quasi che voglia entrare sulla banchina e dominare la scena, invadere il molo gettando l'ancora nel cemento, seppellire un viaggio. Però poi è esatto, non sbaglia manovra, si ferma prima dell'errore, prima della terra. Con lunghe funi tiene a bada il suo capogiro, uomini anziani sudano alle dieci del mattino dentro un sole estivo già fuori stagione. Intorno a me una folla dalle mille voci aspetta di salire a bordo e conquistare un altro pezzo di mondo con lo sguardo, acciuffa con gli occhi il primo posto, vogliono tutti entrare per primi, salpare e navigare, restare sul podio umido di salsedine e fermare momenti d'acqua e terra troppo profondi, ancora lontani.

Giovedì, 16 Luglio 2015 00:00

Il discreto romanticismo dell'orgia

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Chi può negarlo? Viviamo in un mondo dalle relazioni sempre più impostate sul modello del consumo al centro commerciale, intense per la loro quantità e non di certo per la loro qualità, dove ci approcciamo gli uni agli altri innanzitutto col desiderio reciproco di toglierci voglie, spendendo pochissimo per avere subito quanto desideriamo e non rischiando praticamente nulla, ossessionati dalle svariate possibilità attorno a noi che sono i nostri nuovi fantasmi, incredibilmente efficaci nell'essere indifferenti quando necessario e diabolicamente capaci in ogni istante di valutare come abili azionisti tanto i vantaggi di un investimento emotivo quanto i rischi ed il miglior momento per disfarcene e perfino con cosa sostituirlo facilmente.

Venerdì, 19 Giugno 2015 00:00

L'Eco degli imbecilli

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“Non è per esperienza che so che Napoleone è morto nel 1821, anzi se dovessi basarmi sulla mia esperienza non potrei neppure dire che sia esistito (…); non so per esperienza che esiste una città chiamata Hong Kong e non è neppure per esperienza che so che la prima bomba atomica funzionava per fissione e non per fusione – di fatto è dubbio che io sappia bene come funziona la fusione atomica. (…) Esiste una divisione sociale (…) del sapere, per cui io delego ad altri la conoscenza di nove decimi del mondo reale, riservandomi la conoscenza diretta di un decimo”.
(Umberto Eco –  Sei passeggiate nei boschi narrativi; estratto da: I boschi possibili)

È su questo patto di fiducia che si regge il fragile mestiere dello scrittore, che sia saggista, inventore di finzioni, critico o giornalista.
Uno scrittore onesto, conscio del patto esistente tra lui e il suo lettore, rispetta la fiducia con cui viene “benedetto” e cerca di portare il suo passeggero dritto alla meta in modo piacevole, rispettoso ed etico.

Martedì, 02 Giugno 2015 00:00

Quanto è necessaria la possibilità

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Umberto Eco alla domanda “Cos’è la filosofia” ammette di non trovare altra risposta di quella che diede Aristotele nella Metafisica: “È una risposta a un atto di meraviglia”. Da quando ho approfondito i miei studi nell’ambito universitario questa risposta così perfetta, ma anche problematica, ha ossessionato come un dèmone la mia mente. Dopo tre anni posso affermare che essendo una fervente amante della filosofia e della poesia la mia risposta differisce di poco: la filosofia è la risposta a un atto di meraviglia che mi risponde lasciandomi però la meraviglia.

Venerdì, 15 Maggio 2015 00:00

Beauty is truth, truth beauty – that is all

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“Forse non si desiderava tanto essere amati, quanto essere capiti”
(George Orwell)

 

Da quando mi sono imbattuta in questa frase ho riflettuto spesso sul suo significato, su come nella struttura stessa del periodo due parole apparentemente affini si trovino, in realtà, in netta subordinazione l’una con l’altra. Essere amati e essere capiti. Amare non vuol dire forse capire, comprendere, essere empatici con l’amore e il dolore dell’altro? E capire non vuol dire forse trascendere la propria dimensione per abbracciare la mente dell’altro, i suoi pensieri, la sua prospettiva, i suoi stranieri bisogni? Forse a una prima lettura potrebbero essere scambiati per sinonimi, una sorta di sintesi senza la quale le relazioni sarebbero monche in partenza.

Giovedì, 07 Maggio 2015 00:00

Il Verde

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"Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera".
        (Pablo Neruda)

 

Credo che a nessuno di voi sia mai venuto in mente che questo nostro tempo tecnologico esprima alcuni concetti del Buddhismo meglio di qualsiasi insegnamento mistico, e che noi Occidentali, pur senza averne la minima consapevolezza, stiamo evolvendo così rapidamente che fra non molto ci ritroveremo a essere tutti dei perfetti yogi. Come loro, dormiremo beati su morbidi letti di ferro e cemento dopo una ricca cena a base di radici di faggio succulente e biologiche e, come loro, saremo dimentichi della disoccupazione, dell’inquinamento e di quella un tempo epica, sempre retorica e ormai praticamente giornalistica faccenda umana che proprio non vuole sradicarsi dal corpo livido e cicatrizzato dell’umanità: la guerra.

Mercoledì, 06 Maggio 2015 00:00

#comicon2015: re-evolution

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Quello che volevo fare con questo articolo, all'inizio, era cercare di raccontare in poche parole quello che ho visto, sentito e vissuto nei quattro giorni del Napoli Comicon. Un reportage semplice e diretto.
Lungo la strada, però, ho cambiato idea: sabato 2 maggio si sono tenuti i Premi Micheluzzi, un po' gli Oscar del fumetto per intenderci, e, tra le categorie premiate, il miglior fumetto è stato Le ragazzine stanno perdendo il controllo. Niente di che, direte: l'ennesimo prodotto di qualche grande casa editrice che vede premiato un buon marketing (in stile La grande bellezza di Sorrentino per intenderci): beh, sbagliato. Prima di tutto, la trasparenza della giura era innegabile, e poi il fumetto firmato da Ratigher è autoprodotto, le copie fisiche sono terminate – pare – per sempre, ma ve lo potete scaricare gratuitamente e legalmente seguendo il link nel suo blog.

Sabato, 23 Maggio 2015 00:00

L'infinito e il nulla: Amore, Altrove...

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Sento spesso dire che il periodo in cui viviamo è caratterizzato dalla morte dei valori, dell'arte, della letteratura. Che lo spirito giovanile rifiorito con il Romanticismo sia svanito. Ebbene, la penso diversamente, perché se la storia ci insegna qualcosa, è la ciclicità. Questi momenti di magra servono ad intramezzare nuove ere artistiche, con nuove sensibilità, nuovi geni, nuove correnti, nuove filosofie. Siamo le generazione di quelli, che uscendo fra amici, sentono frasi di disgusto verso ogni rinvigorente forma di pensiero, in favore di un messianico progresso tecnologico. Cari signori, sono il pensiero e la sua ricerca costante nei meandri dell'ignoto a dare la spinta e la curiosità di avanzare e progredire nella tecnica e nei tecnicismi che tanto si vuole porre al di sopra di tutto. Al di sopra di questi anni di lutto.

Domenica, 03 Maggio 2015 00:00

La filosofia ai tempi della crisi

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Circa un anno e mezzo fa, ho fatto un sogno terribile. Ricordo che mi trovavo in un ambiente familiare, era uno strano connubio fra diversi luoghi che solitamente frequentavo: aveva qualcosa di San Marcellino, qualcosa del parco del vulcano Montenuovo, qualcosa del cortile dell’università di Porta di Massa. Nonostante la mia mente avesse creato una sintesi di ambienti reali, al tutto aggiungeva una sorta di atmosfera fiabesca. Ero lì con i miei compagni di studi, e discutevamo dei massimi sistemi e del nulla, come spesso ci capitava di fare. Ma a un certo punto l’atmosfera fiabesca cedeva il passo a luci tetre e sopraggiungeva un senso di angoscia, un’ansia che non mi riuscivo a spiegare. Poi, improvvisamente, mi rendevo conto che c’era Qualcosa che mi stava raggiungendo, e abbandonavo i miei amici alle loro speculazioni e cominciavo a correre. Inizia così il mio terzo anno di università. Mi risveglio dal sogno, e comincio a correre.

Mercoledì, 29 Aprile 2015 00:00

"IJF 15" a posteriori

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Come ogni anno, la terza settimana del mese di aprile trova Perugia in piena fibrillazione per il Festival Internazionale del Giornalismo.
Da scribacchina, non c’è evento che potrebbe rendermi più lieta, tranne forse l’istituzione della Festa della Letteratura, o della Scrittura Creativa: finalmente un evento che non riguardi l’alimentazione, o la musica. Niente in contrario a tavolate odorose di prodotti gastronomici o contro scenografiche armonie di ottoni, ma addirittura un festival – termine che sottintende una durata calcolabile in giorni – su uno dei prodotti più alti della cultura umana, è più di quanto potessi desiderare.

Ho sempre odiato il teatro, l'idea stessa che qualcuno davanti a me potesse guardarmi e mentirmi senza preoccuparsi troppo di farlo con discrezione. Ho studiato la storia e le poetiche del teatro con entusiasmo ma, dal vivo, lo spettacolo teatrale mi è sempre sembrato una violenza adulta di cui non ero capace di reggere il peso. Il libro, lo schermo, il quadro: corpi morti rassicuranti le cui menzogne non inquietano. Ma un uomo, una donna, a portata di bacio, impossibili da conoscere, che mi parlano senza rivolgermi mai la parola e senza nemmeno chiedermi come sto! Come accettarlo con serenità? Come emozionarsi davanti a questa oscenità? Come accettare il vile patto e dimenticare l'uomo sotto la sua invisibile maschera per poterne credere la storia?

Gli anni Novanta hanno dato i nativi allo Smartphone, dall’inglese Telefono Intelligente, ma fu così che l’uomo iniziò a diventare cretino.
Un passaggio inversamente proporzionale. Un’affermazione la mia, la nostra, quella di molti, che si giustifica da sé, senza la necessità di spendere troppe parole in merito, perché tutti ormai abbiamo uno Smartphone e sappiamo bene quanto tempo ed energie ci dedichiamo, principalmente in stronzate.
Diremo dunque semplicemente che lo Smartphone è diventato un prolungamento dell’essere umano, e allora ho pensato bene di creare e brevettare applicazioni con cui migliorare l’uomo nella struttura fisica e cerebrale, ottenendo così un’esistenza migliore.

Venerdì, 06 Marzo 2015 00:00

Lacrime di pollo

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Ci si può ammazzare per amore, per aver perso il lavoro, per debiti, in uno scatto d'ira e di pazzia, per avere un po' d'attenzione, ma quelle sono solo morti tristi e non veri suicidi. Il vero suicidio non ha un motivo, se non quello dell'essere. No, non ci si ammazza mica perché il dolore è troppo o si è infelici o non si ha niente! Ci sono molti posti del mondo dove molte persone vivono in queste condizioni, e lì dove capita tutti sono troppo impegnati a cercare di sopravvivere per pensare seriamente al suicidio.

Venerdì, 27 Febbraio 2015 00:00

Inutili disquisizioni – II

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Il Bisogno e l’Utilità sono forse incompatibili col concetto di Libertà. Dicono.
L’uomo in quanto corpo, che si manifesta nel suo Essere Vivente, si muove attorno a personali forme della sua configurazione, percepite come più o meno opinabili. La sua natura non sarà mai buona o cattiva di per sé ma dipenderà solo ed esclusivamente da una condizione. Le relazioni umane costruite sul Bisogno fanno capo ad un tornaconto che chiameremo Utilità. È utile ciò che conviene, di cui sento il bisogno e che mi dà soddisfazione. La natura ci costringe forse ad essere in un modo ma si cerca, per ovviare, di creare un riparo entro il quale troviamo ciò che non può Non Essere e che chiameremo dunque Necessario.

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