“Pecché, vedite, 'e puttane, soprattutto chelle napulitane, so' fatte proprio accussì: a loro, in fondo, non ce ne fotte niente d' 'e denare, d' 'e solde, no... Lloro so' 'nnammurate sulo d' 'e pparole, 'e chilli sciusce d'aria senza cunsistenza ca so' 'e pparole, meglio ancora si so' forestiere”.

Enzo Moscato

Gianmarco Thierry Giuliana

Miti e retoriche del referendum

Giorno 4 dicembre saremo a chiamati a votare, a esprimere le nostre idee dunque e a far contare la democrazia. Ma ecco un problema poco considerato: da dove vengono queste idee? La nostra scelta, già ridotta a una crocetta fra due alternative imposte da altri, potrà davvero dirsi libera e coscienziosa? Ingenuamente si potrebbe essere certi di sì, e pensare che essendo nostre queste idee vengano esclusivamente da noi, dalla nostra intelligenza e sensibilità, al massimo dalle esperienze del nostro vissuto e dalle persone a noi più vicine capaci d'influenzarci. O ancora si potrebbe credere che tutto dipenda dalla propria capacità d'informarsi.
Nulla tuttavia è più lontano dalla verità.

Il ritorno di Ciao Darwin. Come lamentarsi?

Dopo sei anni è finalmente tornato a grande richiesta Ciao Darwin, il programma di varietà e d'intrattenimento di PRIMA serata su Canale 5. Un'occasione preziosa per passare una serata con gli amici davanti a una pizza e per riflettere su quel popolo italiano invocato da Bonolis a più riprese e da lui definito “figlio del pensiero altrui”. Da dove cominciare? Cominciamo dalla fine, dal magnifico lieto fine a cui le famiglie italiane hanno assistito: i diversi hanno vinto sui normali.

Una passeggiata al cimitero

Ci sono alcuni luoghi che frequentiamo sin da piccoli e fino a vecchi, e che eppure non conosciamo mai veramente. Questo perché vi andiamo sempre a compiere i nostri piccoli gesti abituali, indifferenti a tutto quanto vi è e vi accade, convinti della normalità dei nostri atti folli ed incapaci di cercarvi la meraviglia. A maggior ragione quando si tratta di luoghi come i cimiteri, ne stiamo volentieri alla larga tanto fisicamente quanto col pensiero. Eppure molti di questi sono ricchi di significato e se interrogati sanno rivelarci deliziose verità:

Le invisibili forme semantiche della moderna tortura occidentale

“E non c'è periodo storico peggiore del medioevo quando le punizioni diventano tecnologiche”

 

Questa citazione viene dal programma documentario Macchine di morte sul canale DMAX, e per l'esattezza da due puntate dedicate agli strumenti creati dall'Inquisizione durante il Medioevo.
In questi ottanta minuti, attraverso riproduzioni in computer grafic ma sopratutto esperimenti con manichini e vari pezzi di carne da maiale, si cercano di simulare tutti i vari effetti e difetti di queste macchine da tortura.

Il discreto romanticismo dell'orgia

Chi può negarlo? Viviamo in un mondo dalle relazioni sempre più impostate sul modello del consumo al centro commerciale, intense per la loro quantità e non di certo per la loro qualità, dove ci approcciamo gli uni agli altri innanzitutto col desiderio reciproco di toglierci voglie, spendendo pochissimo per avere subito quanto desideriamo e non rischiando praticamente nulla, ossessionati dalle svariate possibilità attorno a noi che sono i nostri nuovi fantasmi, incredibilmente efficaci nell'essere indifferenti quando necessario e diabolicamente capaci in ogni istante di valutare come abili azionisti tanto i vantaggi di un investimento emotivo quanto i rischi ed il miglior momento per disfarcene e perfino con cosa sostituirlo facilmente.

Le perversioni

Nell'altra stanza Giulietta, la mia cugina e migliore amica, si sta svestendo, lei non lo sa ma io sono qui che mi masturbo mentre la spio compiere il delicato gesto che si effettua col bacino per portar giù la mutandina e poi quell'altro ancora più tenero quando per toglierle del tutto si alza il piedino e si perde per un attimo l'equilibrio. Nell'altra stanza Giulietta si è svestita ed è ora sdraiata e ansimante sul tavolo dei miei giochi perversi. Mi sgranchisco le mani, per le sberle forti che dovrò darle e per quando dovrò strangolarla.

Una lacrima al primo minuto (un attimo di Teatro)

Ho sempre odiato il teatro, l'idea stessa che qualcuno davanti a me potesse guardarmi e mentirmi senza preoccuparsi troppo di farlo con discrezione. Ho studiato la storia e le poetiche del teatro con entusiasmo ma, dal vivo, lo spettacolo teatrale mi è sempre sembrato una violenza adulta di cui non ero capace di reggere il peso. Il libro, lo schermo, il quadro: corpi morti rassicuranti le cui menzogne non inquietano. Ma un uomo, una donna, a portata di bacio, impossibili da conoscere, che mi parlano senza rivolgermi mai la parola e senza nemmeno chiedermi come sto! Come accettarlo con serenità? Come emozionarsi davanti a questa oscenità? Come accettare il vile patto e dimenticare l'uomo sotto la sua invisibile maschera per poterne credere la storia?

Lacrime di pollo

Ci si può ammazzare per amore, per aver perso il lavoro, per debiti, in uno scatto d'ira e di pazzia, per avere un po' d'attenzione, ma quelle sono solo morti tristi e non veri suicidi. Il vero suicidio non ha un motivo, se non quello dell'essere. No, non ci si ammazza mica perché il dolore è troppo o si è infelici o non si ha niente! Ci sono molti posti del mondo dove molte persone vivono in queste condizioni, e lì dove capita tutti sono troppo impegnati a cercare di sopravvivere per pensare seriamente al suicidio.

Un piccolo gesto per salvare il pianeta: mangiare i vegetariani

Lo sviluppo industriale della razza umana ci ha portato in una condizione catastrofica, anche se alcuni non vogliono vederlo il nostro pianeta è in grave pericolo. Basta vedere le anomalie meteorologiche, le catastrofi, il diffondersi implacabile delle malattie e le alterazioni nel regno animale per rendersi conto che forse è già troppo tardi. Dobbiamo ripensare il nostro modo di consumare l'energia, di spostarci, di alimentarci, di spendere il nostro denaro, di vivere. E dobbiamo farlo in fretta. L'aria, l'acqua, la terra, tutto quel che è essenziale alla vita sembra irrimediabilmente inquinato e ci sta facendo ammalare sempre di più. Non c'è più nulla di sano, di naturale, di vero.

Amore di formalina

Ti vorrei sempre con me, ovunque, a qualsiasi costo, perché ti amo...
Io e te, come polvo enamorado trasportato dal vento, sempre vivi
oltre la morte nell'alba senza fine del ricordo...

Ti vorrei sempre con me, ovunque, a qualsiasi costo, perché ti amo.
Per questo vorrei poterti fare a pezzi, sminuzzarti, lacerarti, tagliuzzarti,
segarti persino le ossa, e portarti in giro per il mondo e nella mia tomba.

Pagina 1 di 3

Sostieni


Facebook