“Quando tutto manca, quando tutto ci delude, quando tutto appare come una disfatta irreparabile, forse una sola cosa mi resta sempre: 'a voce. È questa, per me, il piccolo scoglio su cui mi ritiro davanti alla visione di perigliose acque da cui sono scampato”.

Enzo Moscato

Letteratura

Letteratura La bottega dei libri

«Narravano che la più misteriosa tra le botteghe fosse la bottega dei libri: da essa pare venisse un diabolico miscuglio di trame e vicende che contagiava i passanti più frettolosi tramutandoli in lettori accaniti».

Lunedì, 26 Settembre 2016 00:00

L'amore non ha altro fine che se stesso

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“L’orrore della modernità stava nel camuffare la Tragedia con le vesti della commedia, facendo sembrare banali, o grotteschi, o mancanti di stile, le grandi realtà. […] Tutto nella mia tragedia è stato orribile, meschino, ripugnante, mancante di stile. I nostri stessi abiti ci rendono grotteschi. Siamo i buffoni del dolore: i pagliacci dal cuore spezzato”.

 

Venerdì, 23 Settembre 2016 00:00

Così il vecchio attore giunge agli orli della vita

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Eduardo/Campese quando cammina per le strade e gli capita di battere due o tre volte il piede in terra, perché gli si è attaccato qualcosa sotto la scarpa, si sorprende per il fatto che quei colpi battuti non producano lo stesso rumore di quando pesta il piede sulle tavole del palcoscenico; se tocca con la mano il muro di un palazzo, un cancello di ferro, una statua di marmo, una quercia secolare, ecco: una quercia, lo fa sempre con estrema delicatezza e con la sensazione di avvertire, sotto le dita, la superficie della carta o della tela dipinta. Questo perché – “vede Eccellenza” – Eduardo/Campese è nato tra le quinte, espulso dal ventre di una madre che si torceva sul trono dell'Amleto, e sulle tavole ha cominciato a muovere i primi passi, a balbettare le prime parole, a storpiare i nomi dei protagonisti che recitava suo padre. Le prime particine, il primo ruolo importante e – con questo ruolo – le prime vere incertezze, i primi dubbi, mentre l'avvenire diventava il tempo presente e il tempo presente è diventato presto esperienza, memoria, mestiere: vita che, sera dopo sera, è trascorsa recitando.

Sabato, 17 Settembre 2016 00:00

Una dolcissima storia d'amore

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Non è umorismo svagato, al tempo stesso pudico, quello che coinvolge il lettore tenendolo in equilibrio emotivo (precario?) tra gioia e dolore. Si tratta piuttosto della stravagante goffaggine che tuttavia viene percepita come leggerezza di tocco, sottigliezza dello sguardo. In sostanza è rappresentata con stimolante ritmo narrativo la dignità di fronte all’ineluttabile, l’essenza stessa della storia narrata.
E non poteva che essere la fiamma creativa di David Foster Wallace a dare vita alla novella Solomon Silverfish (dal libro Questa è l'acqua), con una toccante introduzione di Don DeLillo quale versione del discorso − rivisto per l’occasione − da lui tenuto al Memorial  del 23 ottobre 2008 a New York.

Mercoledì, 14 Settembre 2016 00:00

La letteratura è la mia liberazione

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Due sensibilità a confronto, in un saggio-intervista che porta i narratori a sviscerare pensieri e percorsi, tendenze e inclinazioni – personali e universali – intorno all’oggetto chiamato in causa: la letteratura. La letteratura è la mia vendetta, questo il titolo riassuntivo dell’opera, in effetti capitolo dopo capitolo ci si addentra sempre di più in questa ambizione che entrambi gli scrittori nutrono nei confronti del mezzo attraverso il quale si rappresentano il mondo, tentando di capirlo, sentirlo, amarlo e solo alla fine cambiarlo. L’analisi che ne esce fuori è serrata, attraversa come un colibrì leggero, ma bellissimo, la geografia frastagliata e multiforme che un tema simile può presentare.

Venerdì, 02 Settembre 2016 00:00

Scrittura come gioia della creazione linguistica

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Finalmente è concesso parlare di scrittura. E non genericamente di libri. O di un libro. Questo miracolo, almeno per la letteratura italiana contemporanea, è dovuto a Giordano Meacci che passa come un partigiano tra i sentieri delle arti: siano i romanzi, siano i saggi, cito il suo Improvviso il Novecento. Pasolini professore, siano le produzioni cinematografiche, visto che Meacci è stato uno dei principali collaboratori di Claudio Caligari per Non essere cattivo, uno dei film rivelazione della scorsa stagione.

Martedì, 30 Agosto 2016 00:00

L'amore, il sentimento più pericoloso

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“Le persone danneggiate sono pericolose. Sanno di poter sopravvivere”


Comincio dalla fine, perché il narratore, nonché coprotagonista insieme alla sua amante, Anna Barton, asserisce in ultimo che la suddetta storia sia in realtà la storia di un amore. Potrebbe essere vero, esistono tanti tipi di amore, tanti modi in cui ci innamoriamo di qualcuno, eppure, chiusa l'ultima pagina, per quanto uno si sforzi a dar credito alla sua confessione, comunque si rimane perplessi sulla natura di questa relazione intorno alla quale ruota l'intero romanzo.

Somiglia tremendamente a Rino Gattuso. Gliel’ho fatto notare e lui, Stefano Piedimonte, napoletano doc, mi ha raccontato che a ogni Napoli-Milan gli toccava restare in casa perché chiunque lo scambiava, minacciandolo, per il centrocampista rossonero.
Ha scritto un libro alchemico, da non catalogare. Apparentemente un giallo ma direi: più un arancione. Il rumore di fondo del thriller emerge con maggiore evidenza verso la fine, altrimenti è, ebbene sì, un romanzo sull’amore. Se gestite una libreria e siete incerti dove collocarlo, la sezione 'Narrativa' è quella dove non si sbaglia mai.

Martedì, 02 Agosto 2016 00:00

Tutto l'opposto di tutto

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Esche vive è uno di quei romanzi che ti sorprendono, uno di quelli che non riesci a smettere di leggere ma che, al tempo stesso, cerchi di tirare più a lungo possibile per continuare a goderne e per apprezzarne la narrazione.

Sabato, 30 Luglio 2016 00:00

Dici "classico" e pensi al meglio

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A volte mi diverto a proporre delle riflessioni partendo da giochetti con le parole. Stavolta vorrei trattare di un termine che siamo abituati a masticare fin dai banchi della scuola: classico, comprese eventuali declinazioni. Classicismo, i classici, quel film è oramai un classico, la musica classica.

Martedì, 26 Luglio 2016 00:00

L'insostenibile peso della bellezza

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L'insostenibile leggerezza dell'essere è uno di quei libri che non si nasconde, la sua idea di base viene esplicata immediatamente fin dal primo capitolo, offrendo la chiave di lettura all'intero romanzo.

Ho iniziato la lettura de La vita segreta delle api credendo che si trattasse di un altro romanzo sulla lotta per i diritti civili che ha interessato gli Stati Uniti negli anni Sessanta del secolo scorso. Pensavo si trattasse di un altro romanzo che dava voce ad una minoranza della minoranza, ovvero alle donne, condannate in egual misura dal colore della propria pelle e dal sesso che fortuitamente era toccato loro alla nascita.
Il romanzo di Sue Monk Kidd è certamente questo, ma anche altro. Ed è proprio quest’aggiunta decretarne il successo.

Sabato, 25 Giugno 2016 00:00

Alla ricerca inesausta di un senso

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Il senso di una fine, recita il titolo sulla copertina di questo libro che per qualche settimana ho tenuto tra le mani. Mi sono domandata spesso di quale fine parlasse, nonostante lo leggessi nel frattempo e la fine a cui si riferiva diveniva sempre più chiara. Me lo sono chiesta, però, fino all'ultima pagina e, adesso che ho terminato questa strana lettura, forse non ho capito ancora il senso di quale fine cercassero l'autore, il protagonista ed io stessa.

Mercoledì, 22 Giugno 2016 00:00

Di giganti, mostri, alieni e altre amenità

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Luciano Lamberti è uno scrittore argentino della mia generazione. Nato a Córdoba nel 1978, è autore di quattro opere, la prima del 2008 (San Francisco Córdoba) e l’ultima del 2016 (La maestra rural). Il pappagallo che prevedeva il futuro è stato pubblicato in spagnolo nel 2012 e ha riscosso ottime critiche e un buon numero di lettori. Gran Vía lo propone in italiano nella bella traduzione di Vincenzo Barca.

Mercoledì, 08 Giugno 2016 00:00

Ombre all'ombra di un amore

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“L’unica cosa che posso darti è questa mia persona, se non ti fa schifo”.

 
Un rispettabile professionista si innamora di una ragazza molto giovane che per mestiere fa la prostituta. Fin qui la storia è quasi banale, nella letteratura conosciamo bene questo tema. Però Un amore è stato scritto da Dino Buzzati. Cambia tutto.
Mentalismo e poeticità, lirismo disperato e profondità spaventose. Seguiamo il pensiero di Antonio, il protagonista, senza quasi avvertire i cambi repentini di tempo, luogo e persona. Siamo nel vortice, nella spira più crudele di una mente ossessionata. Finiamo per pensare con la stessa inesattezza grammaticale, con lo stesso sporco stile che nasce dalla paura, dal dolore, dal cratere in fiamme di un amore pieno dei cocci delle identità che lo compongono.

Sabato, 04 Giugno 2016 00:00

Quel rigore che poteva salvare una nazione

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A volte ci troviamo a ridere e scherzare per una partita di calcio. Ci sfottiamo e magari qualcuno resta male. Invece, dovremmo apprezzare il momento della sconfitta se questa resta limitata a un rettangolo verde, a un divano o a un social network, seppur popolato da amici impertinenti. Questi aspetti, in fondo, sono ludici. Purtroppo il calcio è anche diventato un segnale premonitore di accadimenti di ben altra portata. Tanto che, parafrasando von Clausewitz, è stata la guerra la sua prosecuzione con altri mezzi.

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