“La vita come deve si perpetua, dirama in mille rivoli. La madre spezza il pane tra i piccoli, alimenta il fuoco; la giornata scorre piena o uggiosa, arriva un forestiero, parte, cade neve, rischiara o un’acquerugiola di fine inverno soffoca le tinte, impregna scarpe e abiti, fa notte. È poco, d’altro non vi sono segni”

Mario Luzi

Alida Airaghi

Educare alla libertà

Massimo Diana, filosofo e psicanalista, nelle sue numerose pubblicazioni si è interessato della relazione reciproca tra religioni, pedagogia, psicologie del profondo e filosofie. Il suo ultimo lavoro, Unde malum?, indaga l’enigma della distruttività umana, come suggerisce il sottotitolo del volume da poco uscito presso le edizioni Mimesis.

28 maggio 1974

I.

La piazza in stile veneziano
del millecinquecento; torretta
con le ore, antiche e ferme:
le dieci
di una tiepida mattina
a primavera.
La piazza, le bandiere, tanta gente.
La gente, le bandiere.
Dal palco
le parole. Di lotta,
resistenza. Poi canzoni.
La gente tanta gente
tutta stretta.
Guardiamo la ragazza
in prima fila,
fissiamo nella mente
il suo sorriso. Ci crede,
lei ci crede, è lì
per questo.
Coscienza del suo gesto,
fiducia nella storia,
In piedi, al posto giusto:
è lì che aspetta.



II.

Tre statue, nella piazza,
più una loggia.
La statua della fede
raccoglieva in passato
rabbie e denunce
di fogli cittadini.
La loggia offriva
protezione al potere.
Di lato, libertà.                 
Autorità, di fronte.
Oggi è lo stesso.
Statua parlante
ma loggia muta.
Non si risponde
a chi chiede ragione.



III.

Poi c’è un cestino
per i rifiuti.
Innocuo e mite,
di ferro vecchio.
Ci infileranno
qualcosa dentro:
malta nel secchio
o polvere da sparo
(tritolo e dinamite).
Non è una cava
da far saltare,
non è trincea
da sbrandellare.
Pochi minuti.
Corpi per terra
il sangue il fumo
lava di guerra.



IV.

Un nuovo ordine.
Ordine nuovo.
Nuova obbedienza
da strutturare.
Siamo soldati.
Siamo servizi.
Siamo pagati
per trucidare.



V.

Tutto quel rosso
tutto quel fumo.
Idranti e pioggia
a ripulire:
tracce di morte,
tracce di colpe.
Urla e sirene,
pianti e catene.
Divise a muro
per transennare
la loggia intera:
ma chi è scappato
sta già al sicuro.



VI.

Di quel sorriso
in prima fila
non c’è più
impronta.                        
Quello che conta
è sconfessare
la connivenza
del Nostro Stato.
Hanno deciso:
frutto bacato
di estremi opposti
sola violenza
da condannare.                     



VII.

Testimoni tribunali
omissioni
piste false.
Otto morti.
Di feriti,
un centinaio.
Danni fisici
e morali:
il tributo
all’amnesia.
Cinquant’anni                  
di impostura.
Uno scandalo
che dura,
squassa la
democrazia.




                                                                                                                                          Marzo 2022

Tre poeti

L’editore milanese Marco Saya ha coraggiosamente scelto di dedicare la sua attività alla poesia, arte poco redditizia e di difficile divulgazione.

Il suono irradiante della poesia

Più denso e concentrato, più meditato formalmente e ricco di tensioni emotive di quanto non siano le ultime pubblicazioni apparse nell’einaudiana collana bianca di poesia, l’esile volume di versi di Silvia Bre (Bergamo, 1953), pluripremiata poeta e traduttrice soprattutto dall’inglese, si presta a svariate intuizioni critiche.

Nietzsche: solo giullare! Solo poeta!

Le poesie di Friedrich Nietzsche (Röcken, 1844 − Weimar, 1900) pubblicate da Feltrinelli in edizione economica nel 2019, con l’approfondito commento della curatrice Susanna Mati, sono presentate in ordine cronologico di composizione, seguendo l’edizione critica di Colli-Montanari del 1967.

Animali

Dovremmo essere grati ai gatti, quelli
che si nascondono nei boschi, e a notte alta
si avvicinano alle case, scheletrici – braci negli occhi,
pelo strappato e atroce miagolio.

Il faro

− Il 234?
− Già. Per fortuna è un numero facile da ricordare. 2.3.4. In progressione. E di buon auspicio. La somma fa 9: numero perfetto, secondo i Pitagorici.
− Allora, vedrai che ci porterà fortuna.

Un genio ribelle e sfortunato

“Questa è la storia di Évariste Galois, genio della matematica che morì in duello a vent’anni”. Così, in una scarna frasetta, lo scrittore francese François-Henri Désérable condensa nel Prologo la vita del protagonista del suo libro, biografia romanzata di un personaggio storico e leggendario insieme. Cos’altro si potrebbe dire, infatti di un’esistenza racchiusa nel breve scorcio di due date: 1811-1832?

Riscattare Scampia

L’orrore e la bellezza è il titolo che Davide Cerullo ha voluto dare al suo ultimo libro, storia della sua vita e del luogo in cui è nato e cresciuto: Scampia.
L’orrore è quello conosciuto dalla nascita, in un ambiente violento e degradato che l’ha tragicamente condizionato, costringendolo a scelte sbagliate, allo spaccio e poi al carcere; la bellezza (“un altrove possibile”) è stata determinata invece dalla sua rinascita esistenziale e culturale, ostinatamente perseguita, fino al raggiungimento del ruolo oggi riconosciutogli di scrittore, educatore, fotografo.

Sole, indomite, avventurose

Anche questo nuovo volume illustrato di Chiara Frugoni, Donne medievali, si distingue come gli ultimi pubblicati da Il Mulino (Vivere nel Medioevo, Uomini e animali nel Medioevo, Paradiso vista Inferno, Paure medievali) per vivacità e chiarezza espositiva, accurata indagine delle fonti, ricchezza di informazioni critiche e bibliografiche, eleganza iconografica.

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