"Che m'importa della gloria quando io scrivo per il pane?"

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

Letteratura

Letteratura La bottega dei libri

«Narravano che la più misteriosa tra le botteghe fosse la bottega dei libri: da essa pare venisse un diabolico miscuglio di trame e vicende che contagiava i passanti più frettolosi tramutandoli in lettori accaniti».

Lunedì, 27 Marzo 2017 00:00

La Siberia del sogno

Scritto da

“Quanto sarà triste rimanere solo, completamente solo, e non avere nemmeno un rimpianto, nulla… perché tutto ciò che ho perduto non era nulla, era uno sciocco, rotondo zero, soltanto un sogno".




L’utopia è una stanza, è una mente schermata, uno spirito che reclama il suo diritto ad esistere in un altro modo, un altro mondo. L’utopia è tutto quello che ci rimane, una terra non invasa, pericolosa nella misura in cui è l’unica dimensione possibile in cui possiamo realmente esistere. Però, nell’utopia si esiste veramente, o si resiste? Non è piuttosto un luogo non luogo, come una sala d’aspetto, che ci accoglie e ci tiene al sicuro finché qualcosa la fuori, o in un’altra stanza, cambi?

Sabato, 18 Marzo 2017 00:00

Da una donna, per tutte le donne

Scritto da

A chi non teme il dubbio
a chi si chiede i perché
senza stancarsi e a costo
di soffrire di morire
A chi si pone il dilemma
di dare la vita o negarla
questo libro è dedicato
da una donna
per tutte le donne.

 

Dopo aver letto Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci più di dieci volte, mi sono fermata a riflettere se fosse il caso di definirlo "un classico". Poi ho riflettuto sulle qualità che un classico dovrebbe avere per essere riconosciuto tale, ho ancora indagato le implicazioni personali, osservato attentamente il rapporto e il senso di attualità che intercorre tra il contenuto del libro e la realtà in cui vivo, infine la struttura narrativa e la sua pregnanza poetica (perché si sa, tutto diventa muto col tempo, tranne la poesia), allora mi sono risposta: sì, è veramente un classico.

Martedì, 14 Marzo 2017 00:00

Alberto Chimal. Garantisce Roberto Bolaño

Scritto da

Il 2017 inizia con una nuova pubblicazione latinoamericana a firma “Gli Eccentrici” di Arcoiris. Si tratta della traduzione di una parte di Siete. Los mejores relatos de Alberto Chimal, del 2012, una delle opere che colloca il messicano in uno spazio narrativo latinoamericano da lui gelosamente ritagliato e consolidato.
Partiamo dall’inizio.

Giovedì, 09 Marzo 2017 00:00

Di là il respiro, di qua la cura

Scritto da

Ci eravamo lasciati con un Kent Haruf epicofanico, con la benedizione cosmica di una natura che prosegue il suo corso e alle giornate assolate sostituisce le piogge copiose che lavano via, insieme alla polvere delle strade, perfino l’anima delle persone. Adesso esagero, ma non me ne curo molto: il finale della trilogia della pianura – i romanzi che ho voluto farvi scoprire, cari pickwickiani, ovvero Canto della pianura, Crepuscolo, Benedizione – è la trasposizione laico-letteraria più vicina ai passi della Genesi che citano il vento di Dio aleggiante sulle acque. Mentre la terra è deserta e vuota.

Domenica, 12 Marzo 2017 00:00

Tra le distrazioni, all'improvviso, quest'amore

Scritto da

Giuseppe Del Moro trascorre le ore della giornata con una rumorosa inerzia che pare trasformargli l’esistenza in una “vita contemplativa a basso budget”. In quanto fisico, si occupa della combustione nelle fiamme premiscelate turbolente per conto del CICPAD, incarnato dalla figura dell’amante delle locuzioni latine quasi prossimo alla pensione Giandomenico Torelli: tanto basta a far demordere i suoi interlocutori dal fingersi interessati oltre.

In principio, era la guerra. Era il caos, un volo di pulviscoli alzati dal vento che brillavano in controluce. Un turbine di polvere e disperazione, un’aria irrespirabile. “Eppure. Quanto è stupefacente respirare”, ce lo ricorda Brian Turner. Un gesto banale, talmente ordinario da divenire involontario. Eppure magnifico, ordinariamente straordinario, ché a ogni respiro corrisponde la continuazione della nostra vita.

Domenica, 19 Febbraio 2017 00:00

L'uroboro del potere

Scritto da

“Il Potere è la lebbra del mondo”.
(Elsa Morante)

 

Quando penso a Jonathan Coe la mia mente scivola in visioni vastissime che hanno come sfondo immense brughiere inglesi, istituti gotici per la cura del sonno, e al centro soggetti femminili che si domandano quale sia il rumore della pioggia prima che cada. La famiglia Winshaw è il terzo libro di Coe che ho avuto il piacere di leggere, quello che i critici definiscono il suo capolavoro e che per me, invece, non lo è. Il divario tra l'opinione degli esperti e la mia, che non sono nessuno, va ricercato nei criteri valutativi di un'opera, nelle esigenze e aspettative e, per ultimo, nel bisogno che ognuno di noi presenta alla lettura.

Lunedì, 13 Febbraio 2017 00:00

Racconti omicidi (nel Bel Paese)

Scritto da

Cronache di giornate qualsiasi con finale a sorpresa. O meglio, tutto quello che un individuo farebbe se ascoltasse soltanto il suo istinto, ma che la ragione gli impedisce di fare. Sono i Delitti esemplari nel Bel Paese, l’opera prima di Antonio Fresa.

Mercoledì, 08 Febbraio 2017 00:00

Salvare qualcosa del tempo in cui non saremo mai più

Scritto da

Un ritratto generazionale, la storia della sinistra francese, la vita di una donna. Questo romanzo si può leggere in tanti modi, come un resoconto e un’introspezione. A partire da una serie di fotografie in cui si riconosce, mai nominata, la scrittrice. Ed essendo una scrittrice francese non possiamo che fare riferimento ad alcune pietre miliari che l’hanno preceduta nella sua tradizione letteraria, da Maupassant a sua maestà Proust, ma da ora in avanti in questa recherche dobbiamo annoverare pure il nome di Annie Ernaux.

In Giappone con il termine anime, abbreviazione di animēshon (traslitterazione giapponese del termine inglese animation), a partire dai primi anni Settanta del Novecento si indicano i film di animazione. L'anime è certamente un prodotto di intrattenimento commerciale ma è anche un fenomeno culturale che ha attraversato l'immaginario collettivo nipponico ed in alcuni casi una forma d'arte. Per chi storce il naso nei confronti di tali produzioni, vale forse la pena ricordare che il cinema stesso è fenomeno commerciale, fenomeno di forte impatto nell'immaginario collettivo ed, in alcuni casi, vera e propria forma d'arte. Dunque, per tutti tre i motivi vale la pena approfondire l'anime giapponese.

Venerdì, 03 Febbraio 2017 00:00

Centootto anni fa, nasceva Simone Weil

Scritto da

“c'è un'alleanza naturale fra la verità e la sventura,
perché l'una e l'altra sono supplicanti muti,
eternamente condannati a restare senza voce
davanti a noi”

 


L’ordine, la libertà, l’ubbidienza, la responsabilità, l’uguaglianza, la gerarchia, l’onore, la punizione, la libertà di opinione, la sicurezza, il rischio, la proprietà privata, la proprietà collettiva, la verità.
Questi sono, secondo Simone Weil, i “bisogni vitali” da rispettare nei confronti dell’essere umano.
Si parla di obblighi, non diritti, nella sezione Le esigenze dell’anima della riflessione politica e morale La prima radice (L’enracinement).

Lunedì, 30 Gennaio 2017 00:00

La verità del cerchio

Scritto da

L'autore de Le braci è risaputo essere un maestro della scrittura, uno degli intoccabili nell'universo delle Lettere. Quello che crea in questo breve racconto lo conferma. Non stona mai, la sua penna è equilibrata e per questo esplode in colpi inaspettati, dolorosi. Sul filo di un'acqua quieta agita lentamente dal fondo le viscere della massa che inevitabilmente percepisci sia in procinto di scoppiare.

Sabato, 21 Gennaio 2017 00:00

Perdersi e ritrovarsi sulle "Otto montagne"

Scritto da

 “La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio, tempo e misura”.

 

Così è scritto nella quarta di copertina de Le otto montagne di Paolo Cognetti e così credo anche io. Le mie, di montagne, sebbene molto diverse, molto più basse, rispetto a quelle del libro, sono un luogo a cui torno sempre volentieri e in cui non mi manca mai il senso di casa. È il senso della montagna, comunque, quello che emerge forte, sospeso tra altruismo e autoriflessione. È buon uso, lungo i sentieri, salutare tutti i viandanti che incontri e scambiarsi delle parole, spesso di circostanza ma che fanno comunque piacere, soprattutto quelle volte in cui è raro incontrarsi. Ci sono delle volte che cammini per ore e sei solo tu e i tuoi pensieri immersi nel roboante silenzio delle valli, con solo la natura come sottofondo. L’incontro in montagna va celebrato, ché dopo tanta solitudine è l’altro che ti salva da te.

Giovedì, 19 Gennaio 2017 00:00

Trilogia della pianura. Capitolo 3

Scritto da

E siamo al terzo capitolo, quello finale, della trilogia della pianura. Spero che leggendo le due precedenti recensioni, relative a Canto della pianura e a Crepuscolo, vi siate fatti un’idea dello stile di Kent Haruf e di quanto questo suo percorso letterario mi abbia convinto. 
Partiamo dalla trama di Benedizione: elementi portanti sono quattro famiglie, di Holt ovviamente. Ciascuna diversa dall’altra, ciascuna con dentro i germi della sofferenza, nei ricordi che diventano rimpianti. Che scavano. Ma sapete perché? Perché non c’è lo sfogo del pentimento. Già questo, tanti rimpianti senza alcun pentimento, dovrebbe indurre a riflettere visto che si tratta di un romanzo che nel titolo rievoca la conclusione di una liturgia religiosa. E il pentimento nella religione è essenziale. In questa scorrettezza si cela l’ulteriore indizio della grandezza di Haruf. Mi riallaccerò nella conclusione a questo tema.

Pagina 1 di 16

Sostieni


Facebook