“In realtà vi è un istante in cui il corpo sulla scena e l'arte coincidono e quell'istante si chiama teatro. Tutto il resto è spettacolo”

Claudio Morganti

Letteratura

Letteratura La bottega dei libri

«Narravano che la più misteriosa tra le botteghe fosse la bottega dei libri: da essa pare venisse un diabolico miscuglio di trame e vicende che contagiava i passanti più frettolosi tramutandoli in lettori accaniti».

Degli Scritti corsari di Pasolini si citano spesso le riflessioni sul capitalismo e l’omologazione, oltre le opinioni dello scrittore che più hanno suscitato scalpore mentre era in vita e che oggi vengono riprese a seconda delle situazioni dalle diverse fazioni politiche; un aspetto forse passato in secondo piano, o comunque meno analizzato, è quello che riguarda la definizione di cultura: un pensiero, questo, lucido e attuale, soprattutto in un momento storico in cui si dibatte tanto attorno a quale sia la verità e, mentre gli stessi esperti non hanno certezze, chi crede ai complotti globali dà dell’ignorante a chi non ci crede e viceversa.

Ci siamo avvicinati all’opera di Antonio Moresco negli ultimi anni, trovando nella sua scrittura non solo uno stile denso e ricco ma anche una chiave per analizzare a fondo la condizione dell’essere umano contemporaneo partendo da riferimenti alla tradizione letteraria occidentale − su tutti vengono in mente Leopardi, letto in modo originale e mai banalizzante, o Cervantes.

Lunedì, 21 Settembre 2020 00:00

Le rivoluzioni mancate

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Einaudi ha ripubblicato nel 2008 un volume che Rossana Rossanda aveva dato alle stampe con Bompiani nel 1981, rievocando un viaggio compiuto in Spagna diciannove anni prima, nel 1962: Un viaggio inutile. O della politica come educazione sentimentale.

Venerdì, 11 Settembre 2020 00:00

Una onnivora e metamorfica “Imitazion del vero”

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Non è facile incontrare nella narrativa italiana contemporanea un romanzo come L’imitazion del vero di Ezio Sinigaglia, uscito recentemente per Terrarossa. La sua intelaiatura formale nasconde un raffinato meccanismo affabulatorio che, nella sua apparente semplicità, attua una fitta serie di rimandi e allusioni. Non a caso, infatti, sul risvolto di copertina leggiamo che il “lettore ideale” di questo libro è “chi è stufo di leggere romanzi scritti tutti allo stesso modo e pensa che l’editoria italiana sia poco coraggiosa; chi ama il ritmo della scrittura non meno di quello della narrazione”.

Venerdì, 04 Settembre 2020 00:00

Poesia e impegno civile in Gabriela Mistral

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Prima poetessa latinoamericana a ricevere il Nobel nel 1945, la cilena Gabriela Mistral (Vicuña, 1889 − New York 1957) ebbe un’esistenza ricca di passioni civili e avvenimenti eccezionali.
Nata in una famiglia di modeste condizioni in un paesino alle pendici delle Ande, iniziò giovanissima a insegnare come maestra rurale, progredendo caparbiamente negli studi e nella professione fino ad assumere incarichi dirigenziali al Ministero dell’Istruzione, e in seguito a rivestire la carica di Console in diverse città europee e americane, sempre mantenendo vivo il suo interesse per le riforme scolastiche e l’impegno in favore delle classi sociali più indigenti e dei diritti delle donne.

Lunedì, 07 Settembre 2020 00:00

La commedia operaia di Alberto Prunetti

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“Gente strana i quattrinai. A quei tempi i riccastri io li compativo. Renato mi diceva che i ricchi erano delle mezzeseghe, c’avevano l’allergia alla fatica, stavano sempre a palle pari eppure erano sempre stanchi, perennemente infastiditi da cose che a noi ci facevano vento. E poi c’avevano le mani come uno scolapasta e ’un sapevano fa’ nulla. [...] coi miei occhi di bimbo vedevo che anche i figlioli dei ricchi erano davvero strani.

Riscopriamo questa bellissima opera di Brianna Carafa, finalista al Premio Strega nel 1975, ristampata da pochi mesi da Cliquot.
Cosa accade all’orfano bambino che chiede informazioni sul suo passato e su cosa si cela dietro i muri chiamati “Tetti Rossi” nella cittadina dove egli vive? L’autrice sembra dire che o si accoglie una verità − avendola cercata e riconosciuta, oppure interiorizzata dall’ambiente familiare − o si rischia la follia, ed è ciò che accade a un certo punto al protagonista, lontano dal cogliere nelle esperienze del presente e del passato una qualsiasi luce interpretativa, un senso.

Lunedì, 03 Agosto 2020 00:00

Aglio, fravaglio, fattura ca nun quaglie...

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Sergio Benvenuto (Napoli, 1948), docente universitario, filosofo e psicanalista, con Lo jettatore ha dedicato un pamphlet a una figura protagonista, nei secoli e in varie latitudini, non solo di leggende popolari e luoghi comuni, ma anche di una fiorente letteratura, di consumo e accademica.

Martedì, 07 Luglio 2020 00:00

Paolo Volponi, giovane e poeta

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Paolo Volponi (Urbino, 1924 − Ancona, 1994) è stato uno dei più importanti romanzieri italiani del dopoguerra (Memoriale, La macchina mondiale, Corporale, Le mosche del capitale, La strada per Roma...), ma ha iniziato la sua carriera letteraria come poeta, e ha continuato a frequentare la poesia per tutta la vita. Aveva esordito infatti pubblicando tre libri di versi: Il ramarro (1948), L’antica moneta (1955) e Le porte dell’Appennino (1960, Premio Viareggio), che da una prima inclinazione pascoliana e simbolista, si erano evoluti verso temi più biografici e una maggiore pregnanza realistica.

Giovedì, 02 Luglio 2020 00:00

L’arte della citazione in contesto avverso

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João Paulo Cuenca è un brasiliano poco più che quarantenne. Scrive ed è considerato uno dei migliori scrittori della sua generazione, ma questo ora non che è un dettaglio secondario o persino superfluo. Da noi non sarà molto famoso, comunque in italiano, di suo, trovate Una giornata Mastroianni (ed. Cavallo di Ferro), dove uno dei nostri attori più iconici diventa simbolo di una certa dolcevita da imitare anche per la gioventù d’oltreoceano, e il più recente Ho scoperto di essere morto (ed. Miraggi).

Martedì, 16 Giugno 2020 00:00

Marcel Proust ‘fantaisiste’ in versi

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Le Poesie di Marcel Proust furono pubblicate nel 1982 da Gallimard, nel decimo dei Cahiers Marcel Proust, con l’introduzione di Claude Francis e Fernande Gontier.
Oltre alle otto poesie contenute in Les Plaisirs et les Jours (1894) e a poche altre sparse su riviste, ne sono state ritrovate decine negli epistolari, o utilizzate come dediche accompagnatorie: probabilmente esistono ancora composizioni simili, non ancora recuperate, in manoscritti e archivi privati, protette dalla riservatezza o dall’autocensura degli eredi dei destinatari con cui l’autore aveva avuto rapporti d’amicizia o amorosi. Molti dei titoli sono stati apposti dai curatori.

Martedì, 09 Giugno 2020 00:00

Un impostore del XVII secolo

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Roberto J. Payró è uno scrittore argentino vissuto a cavallo tra i secoli XIX e XX la cui opera letteraria rischia costantemente di terminare nell’oblio. Tra i tanti meriti del lavoro letterario di Loris Tassi, direttore della collana “Gli eccentrici” di Arcoiris, contiamo il recupero di uno dei testi meno considerati dell’argentino (al netto di estimatori importanti come César Aira), Il falso Inca (1906).

Martedì, 02 Giugno 2020 00:00

L’occhio cinematografico di un poeta: Nelo Risi

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Nelo Risi (Milano 1920 − Roma 2015), oltre che poeta fu regista, come il fratello Dino e i nipoti Claudio e Marco. Laureato in medicina, si dedicò alla poesia a partire dal 1941, anno in cui pubblicò la sua prima raccolta, Le opere e i giorni

L’esordio narrativo di Carlo Bertocchi – Scuola Holden – associa ad una storia a tema adolescenziale suggestioni più profonde, che chiamano in causa un immaginario collettivo italiano adesso scomparso. O meglio: modificatosi nel corso degli ultimi trenta anni. In questo romanzo, dal ritmo narrativo lineare e ben gestito, assistiamo anche al tentativo, riuscito dal mio punto  di vista, di  un recupero culturale in grado di raccontare molto del nostro Paese.

Martedì, 19 Maggio 2020 00:00

Mariasole Ariot: anatomie in versi e prosa

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Come nelle sue precedenti raccolte, anche in questa Anatomie della luce pubblicata da Nino Aragno nel 2017, Mariasole Ariot (Vicenza, 1981) parla di sé senza svelare nulla di sé, attraversa il suo dolore come fosse il dolore di tutti, rimane dentro le cose che racconta osservandole con spietata analiticità dall’esterno: “Abbiamo spalancato un buio nella notte, è un paesaggio: di riflesso in riflesso l’occhio preme al di là delle cose, oltre ogni tana, strati retinici disposti a capitolare un mondo dentro un mondo”.

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