"Pupi siamo, caro signor Fifì! Lo spirito divino entra in noi e si fa pupo. Pupo io, pupo lei, pupi tutti".

Luigi Pirandello

Letteratura

Letteratura La bottega dei libri

«Narravano che la più misteriosa tra le botteghe fosse la bottega dei libri: da essa pare venisse un diabolico miscuglio di trame e vicende che contagiava i passanti più frettolosi tramutandoli in lettori accaniti».

In principio, era la guerra. Era il caos, un volo di pulviscoli alzati dal vento che brillavano in controluce. Un turbine di polvere e disperazione, un’aria irrespirabile. “Eppure. Quanto è stupefacente respirare”, ce lo ricorda Brian Turner. Un gesto banale, talmente ordinario da divenire involontario. Eppure magnifico, ordinariamente straordinario, ché a ogni respiro corrisponde la continuazione della nostra vita.

Domenica, 19 Febbraio 2017 00:00

L'uroboro del potere

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“Il Potere è la lebbra del mondo”.
(Elsa Morante)

 

Quando penso a Jonathan Coe la mia mente scivola in visioni vastissime che hanno come sfondo immense brughiere inglesi, istituti gotici per la cura del sonno, e al centro soggetti femminili che si domandano quale sia il rumore della pioggia prima che cada. La famiglia Winshaw è il terzo libro di Coe che ho avuto il piacere di leggere, quello che i critici definiscono il suo capolavoro e che per me, invece, non lo è. Il divario tra l'opinione degli esperti e la mia, che non sono nessuno, va ricercato nei criteri valutativi di un'opera, nelle esigenze e aspettative e, per ultimo, nel bisogno che ognuno di noi presenta alla lettura.

Lunedì, 13 Febbraio 2017 00:00

Racconti omicidi (nel Bel Paese)

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Cronache di giornate qualsiasi con finale a sorpresa. O meglio, tutto quello che un individuo farebbe se ascoltasse soltanto il suo istinto, ma che la ragione gli impedisce di fare. Sono i Delitti esemplari nel Bel Paese, l’opera prima di Antonio Fresa.

Mercoledì, 08 Febbraio 2017 00:00

Salvare qualcosa del tempo in cui non saremo mai più

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Un ritratto generazionale, la storia della sinistra francese, la vita di una donna. Questo romanzo si può leggere in tanti modi, come un resoconto e un’introspezione. A partire da una serie di fotografie in cui si riconosce, mai nominata, la scrittrice. Ed essendo una scrittrice francese non possiamo che fare riferimento ad alcune pietre miliari che l’hanno preceduta nella sua tradizione letteraria, da Maupassant a sua maestà Proust, ma da ora in avanti in questa recherche dobbiamo annoverare pure il nome di Annie Ernaux.

In Giappone con il termine anime, abbreviazione di animēshon (traslitterazione giapponese del termine inglese animation), a partire dai primi anni Settanta del Novecento si indicano i film di animazione. L'anime è certamente un prodotto di intrattenimento commerciale ma è anche un fenomeno culturale che ha attraversato l'immaginario collettivo nipponico ed in alcuni casi una forma d'arte. Per chi storce il naso nei confronti di tali produzioni, vale forse la pena ricordare che il cinema stesso è fenomeno commerciale, fenomeno di forte impatto nell'immaginario collettivo ed, in alcuni casi, vera e propria forma d'arte. Dunque, per tutti tre i motivi vale la pena approfondire l'anime giapponese.

Venerdì, 03 Febbraio 2017 00:00

Centootto anni fa, nasceva Simone Weil

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“c'è un'alleanza naturale fra la verità e la sventura,
perché l'una e l'altra sono supplicanti muti,
eternamente condannati a restare senza voce
davanti a noi”

 


L’ordine, la libertà, l’ubbidienza, la responsabilità, l’uguaglianza, la gerarchia, l’onore, la punizione, la libertà di opinione, la sicurezza, il rischio, la proprietà privata, la proprietà collettiva, la verità.
Questi sono, secondo Simone Weil, i “bisogni vitali” da rispettare nei confronti dell’essere umano.
Si parla di obblighi, non diritti, nella sezione Le esigenze dell’anima della riflessione politica e morale La prima radice (L’enracinement).

Lunedì, 30 Gennaio 2017 00:00

La verità del cerchio

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L'autore de Le braci è risaputo essere un maestro della scrittura, uno degli intoccabili nell'universo delle Lettere. Quello che crea in questo breve racconto lo conferma. Non stona mai, la sua penna è equilibrata e per questo esplode in colpi inaspettati, dolorosi. Sul filo di un'acqua quieta agita lentamente dal fondo le viscere della massa che inevitabilmente percepisci sia in procinto di scoppiare.

Sabato, 21 Gennaio 2017 00:00

Perdersi e ritrovarsi sulle "Otto montagne"

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 “La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio, tempo e misura”.

 

Così è scritto nella quarta di copertina de Le otto montagne di Paolo Cognetti e così credo anche io. Le mie, di montagne, sebbene molto diverse, molto più basse, rispetto a quelle del libro, sono un luogo a cui torno sempre volentieri e in cui non mi manca mai il senso di casa. È il senso della montagna, comunque, quello che emerge forte, sospeso tra altruismo e autoriflessione. È buon uso, lungo i sentieri, salutare tutti i viandanti che incontri e scambiarsi delle parole, spesso di circostanza ma che fanno comunque piacere, soprattutto quelle volte in cui è raro incontrarsi. Ci sono delle volte che cammini per ore e sei solo tu e i tuoi pensieri immersi nel roboante silenzio delle valli, con solo la natura come sottofondo. L’incontro in montagna va celebrato, ché dopo tanta solitudine è l’altro che ti salva da te.

Giovedì, 19 Gennaio 2017 00:00

Trilogia della pianura. Capitolo 3

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E siamo al terzo capitolo, quello finale, della trilogia della pianura. Spero che leggendo le due precedenti recensioni, relative a Canto della pianura e a Crepuscolo, vi siate fatti un’idea dello stile di Kent Haruf e di quanto questo suo percorso letterario mi abbia convinto. 
Partiamo dalla trama di Benedizione: elementi portanti sono quattro famiglie, di Holt ovviamente. Ciascuna diversa dall’altra, ciascuna con dentro i germi della sofferenza, nei ricordi che diventano rimpianti. Che scavano. Ma sapete perché? Perché non c’è lo sfogo del pentimento. Già questo, tanti rimpianti senza alcun pentimento, dovrebbe indurre a riflettere visto che si tratta di un romanzo che nel titolo rievoca la conclusione di una liturgia religiosa. E il pentimento nella religione è essenziale. In questa scorrettezza si cela l’ulteriore indizio della grandezza di Haruf. Mi riallaccerò nella conclusione a questo tema.

Giovedì, 05 Gennaio 2017 00:00

Trilogia della pianura. Capitolo 2

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Eccoci qua. Con il secondo romanzo della trilogia di Kent Haruf. Abbiamo lasciato i personaggi alle prese con un anelito di speranza. Non ne ho fatto nome nella recensione a Canto della pianura ma sento che è il momento di rompere l’anonimato. Ricordate i due fratelli mandriani e allevatori che avevano adottato una minorenne incinta ripudiata dalla madre? Si chiamano Raymond e Harold McPheron. E la ragazza Victoria Roubideaux.

Martedì, 03 Gennaio 2017 00:00

Srebrenica, racconto di un massacro

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“Vorrei non dovermi ancora una volta svegliare in mia compagnia”


 

Sto spanciata sul divano, con il libro tra le mani e la luce che filtra tra i rami dell’albero di Natale ad illuminarmi le pagine.
“Tutta colpa degli olandesi” esordisce una voce maschile alle mie spalle, distogliendomi dall’impeto distruttivo del colonnello Dick, che piange amare lacrime sulle sue mani insanguinate dai cocci di cornici ridotte in pezzi.
A Srebrenica, nei quattro giorni del genocidio in cui morirono tra gli ottomila e i diecimila musulmani bosniaci, erano presenti quattrocentoventinove caschi blu olandesi. Era il 12 luglio 1995.

Giovedì, 29 Dicembre 2016 00:00

Trilogia della pianura. Capitolo 1

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Quanto vi proporrò di leggere stavolta è uno e trino. Non per colpa mia ma per merito di Kent Haruf, scrittore statunitense morto nel 2014, una vita riservata nonostante i premi ricevuti, autore della trilogia della pianura. Il suggerimento è: concedetevi a essa senza esitazione.

Lunedì, 26 Dicembre 2016 00:00

Donne e romanzo in Virginia Woolf

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“Sprangate le vostre biblioteche, se volete; ma non potete mettere alcun cancello, alcuna catena, alcun lucchetto alla mia libertà mentale”


Dopo un esame di filosofia morale sulla 'questione femminile' mi sono spesso chiesta cosa fosse poi realmente tale questione e quale diritto avesse di farsi letteratura, narrazione di nicchia, tanto da formare un genere letterario.

Martedì, 20 Dicembre 2016 00:00

Le rivoluzioni

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“… per provare l’amore esigeva che si sacrificasse l’amore”.

 

"Non azzardarti a leggere la quarta di copertina".
Con questo imperativo categorico nasce la mia esperienza con La danza immobile di Manuel Scorza. Il libro mi fu regalato corredato di tale obbligo, un po' per testare la mia curiosità spropositata e in parte per scoraggiare la mia avversione nei confronti dell'ignoto. Allora mi faccio forza e apro direttamente il libro sulla prima pagina. Inizio a viaggiare.

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