“Pecché, vedite, 'e puttane, soprattutto chelle napulitane, so' fatte proprio accussì: a loro, in fondo, non ce ne fotte niente d' 'e denare, d' 'e solde, no... Lloro so' 'nnammurate sulo d' 'e pparole, 'e chilli sciusce d'aria senza cunsistenza ca so' 'e pparole, meglio ancora si so' forestiere”.

Enzo Moscato

Letteratura

Letteratura La bottega dei libri

«Narravano che la più misteriosa tra le botteghe fosse la bottega dei libri: da essa pare venisse un diabolico miscuglio di trame e vicende che contagiava i passanti più frettolosi tramutandoli in lettori accaniti».

Avete presente, pickwickiani, una storia, seppur drammatica, triste, cattiva, senza che ci sia una benché minima indulgenza o concessione verso pagine, ma che dico pagine, righe, di enfasi retorica eccessiva? Oramai, per John Williams, possiamo utilizzare la regola aurea dei tre indizi che fanno una prova. Perché dopo aver letto Stoner, dopo aver letto Augustus, dopo essersi... rinselvatichiti con Butcher’s Crossing, non ci sono più dubbi: siamo in presenza di un vero fuoriclasse.

Venerdì, 15 Settembre 2017 00:00

In carrozza fra i vicoli vittoriani

Scritto da

Sotto il lungo regno della regina Vittoria (durato dal 1838 al 1901) l’Inghilterra conobbe un periodo di espansione grazie all’industrializzazione e alle conquiste coloniali. Vittoria I era infatti “Regina di Gran Bretagna e d’Irlanda, delle Colonie e Dipendenze d’Europa, d’Asia, d’Africa, d’America e dell’Australasia, Imperatrice delle Indie”. È un periodo di intensi scambi e commerci con l’Asia e le navi inglesi fanno la spola fra madrepatria e colonie orientali in viaggi avventurosi sfidando tifoni e tempeste: ce lo racconta Joseph Conrad in molta della sua fitta produzione narrativa dedicata ai viaggi per mare. Le navi di Conrad, dopo aver affrontato tempeste infernali, rientrano sempre nel porto di Londra come se tornassero nella quiete protettiva di un grembo materno e i marinai sopravvissuti possono avviarsi tranquilli a bere alla solita taverna dopo aver salutato parenti e amici.

Martedì, 12 Settembre 2017 00:00

L'innocenza del male

Scritto da

“Oh, eppure ti strapperò il cuore!”, gridò all’invisibile distesa selvaggia.
 

Ho letto Heart of Darkness di Joseph Conrad una volta, poi un’altra ancora, ma non bastava, allora ho ripreso alcuni passaggi, dialoghi, momenti a mio parere rivelatori, tutto si è amalgamato in un sogno confuso, in una dimensione onirica e lontanissima dai codici attraverso i quali noi tutti tentiamo di interpretare il mondo; qui non c’erano ragione e teorie che resistessero alla purezza della sacralità più primitiva e incontrollata. Cuore di tenebra è un libro sacro nell’accezione più antica del termine, ma sarebbe più corretto definire ‘sacro’ il personaggio intorno al quale ruota tutta la vicenda e che nel libro proferisce pochissime parole e quasi tutte sussurrate, nonostante la narrazione sia pregna del fascino di questo personaggio continuamente annunciato, desiderato, temuto e osannato.

Mercoledì, 30 Agosto 2017 00:00

Aux armes, écrivains!

Scritto da

“J’ai vu Gary devenir fou”.
 Bernard-Henri Lévy, Nemici pubblici

 

Negli anni Novanta due degli scrittori francesi più interessanti e temuti della loro generazione abitavano allo stesso indirizzo: Michel Houellebecq e Marc-Édouard Nabe. Al civico 103 di rue de la Convention, nel quindicesimo arrondissement, ora diventata rue Oscar Roty, Houellebecq ha scritto i saggi e le poesie di Rester vivant, il suo Lovecraft e i primi romanzi, mentre Nabe si divideva fra il diario, Lucette, i testi sul jazz, Je suis mort, gli interventi polemici e via di seguito, a una media di quasi due titoli l’anno. Nabe era considerato l’enfant terrible della letteratura francese contemporanea, la scoperta più estrema di Philippe Sollers, un antisemita, un lepenista, un folle, un tipo da non frequentare e di cui non scrivere, pena l’ostracismo e la censura; Houellebecq invece era ancora uno sconosciuto, autore di pochi testi e poesie apparsi su riviste letterarie di scarsa diffusione, quali Jacques Prévert è un coglione o il suo Elogio del cinema muto, ora tradotti nel mondo intero.

Sabato, 02 Settembre 2017 00:00

Fenomenologia del graphic novel

Scritto da

Non tutti i fumetti sono graphic novel; anche se questi ultimi mantengono alcune caratteristiche dei primi (ad esempio vignette, didascalie...) fanno però ricorso a modalità formali, a sequenze e a tematiche proprie della narrazione cinematografica e letteraria. Il graphic novel ha caratteristiche sue peculiari che lo differenziano da altri mezzi verbovisivi fondati sull’interdipendenza tra testo e immagini; pur utilizzando parecchie modalità tratte da altri media, tale tipo di narrazione grafica le utilizza in maniera del tutto particolare.

Venerdì, 28 Luglio 2017 00:00

Il sentimento dell’esule in Portnoy

Scritto da

Quando leggi Philip Roth inevitabilmente ti aspetti grandi cose, e puntualmente queste arrivano: quando dallo stile, quando dalla trama, quando da entrambe, hai letto un altro libro di Roth e un pezzo di universo ti rimane in tasca.

Giovedì, 03 Agosto 2017 00:00

"Naufragi": storie dell'Italia a picco

Scritto da

Nell'Introduzione al volume Naufragi. Storie d'Italia sul fondo del mare (Il Saggiatore, 2017) scrive Marco Cuzzi, docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano, che per raccontare una tragedia accaduta in mare vi sono sostanzialmente due modi. Il primo è quello del racconto da bar di qualche marinaio che narra ai presenti “di morti, di disgrazie, di naufragi. E di maledizioni. Di maledizioni e avvenimenti mai ascoltati. Perché per lui, ogni tragedia accaduta in mare ha un'origine soprannaturale” (p. 9). Il secondo si basa invece sui resoconti, sulle inchieste e sulle memorie.

Lunedì, 31 Luglio 2017 00:00

Biopoetica. Storytelling e scienze della vita

Scritto da

Michele Cometa, docente di Storia comparata delle culture e Cultura visuale presso l’Università degli Studi di Palermo, già autore del volume La scrittura delle immagini (Raffaello Cortina Editore, 2012), ha da poco pubblicato il suo ultimo saggio intitolato Perché le storie ci aiutano a vivere. La letteratura necessaria (Raffaello Cortina Editore, 2017). In questo ultimo e corposo lavoro lo studioso si propone di analizzare la narrazione nel contesto della teoria dell’evoluzione e delle scienze cognitive a partire dal legame esistente tra la produzione di utensili e lo sviluppo di capacità narrative dell'essere umano così come sono state spiegate recentemente dall’archeologia cognitiva. La proposta di Cometa si colloca pertanto all'interno della più generale, ed eterogenea, teoria biopoetica della narrazione e di un’antropologia filosofica volta ad assegnare al bios un'importanza non inferiore a quella concessa allo spirito.

Mercoledì, 19 Luglio 2017 00:00

Giardini culle di saggezza

Scritto da

In tutte le culture, sin dall’antichità, il giardino, concreto o immaginario, è stato considerato un luogo privilegiato per la contemplazione e la riflessione. Della relazione tra giardino e saggezza in Occidente, dall’antichità greca fino ai nostri giorni, dalla tradizione religiosa a quella poetica e letteraria, passando da Epicuro a Platone, da Sant’Agostino a Montaigne, da Shakespeare a Nietzsche, si occupa il saggio di Hervé Brunon, Giardini di saggezza in Occidente (DeriveApprodi, 2017).

Lunedì, 17 Luglio 2017 00:00

La lunga notte di una clandestina

Scritto da

Sono numerose le opere letterarie che, alla fine di un lungo dipanarsi di peripezie, si mostrano nella loro essenza, un sogno. Tendiamo così tanto ad attribuire alla letteratura la densità delle nostre materie oniriche (eredità shakespeariane, calderoniane) da sospettare spesso sulla plausibilità di una narrazione. Se non ci sembra credibile, allora deve trattarsi di un sogno. Ci sono lavori di critici (ad esempio, su alcuni episodi del Don Quijote) volti a dimostrare che il tempo della storia è molto prossimo allo zero, mentre quello della narrazione è più o meno lungo. In poche parole, anche quando non ci vengono dati espliciti riferimenti al sogno, insistiamo sulla possibilità che lo sia.

Venerdì, 14 Luglio 2017 00:00

I deliri positivisti di Alberto Laiseca

Scritto da

L’inarrestabile fucina letteraria di Arcoiris ci offre uno dei suoi gioielli più rari. Alberto Laiseca (1941-2016) è la punta di diamante del capillare lavoro di diffusione della cultura letteraria latinoamericana promosso dalla collana Gli eccentrici. Dopo Avventure di un romanziere atonale, pubblicato nel 2013, esce Uccidendo nani a bastonate, una raccolta di racconti pubblicata originariamente nel 1982. Uccidendo nani a bastonate è la chiave d’accesso per conoscere alcune ossessioni letterarie di Alberto Laiseca, tra cui non annoveriamo l’idea di iniziare un titolo con un verbo al gerundio (il titolo originale è Matando enanos a garrotazos).

Venerdì, 23 Giugno 2017 00:00

Le metamorfosi della scrittura

Scritto da

I racconti di Annamaria Travaglini inclusi nella raccolta Non siamo tutti qualcuno è in galera, usciti nel 2015 per le labroniche Edizioni del Boccale, sono caratterizzati da una scrittura metamorfica e in divenire, una scrittura che non si lascia incasellare in nessuno stile predeterminato. Allo stesso modo, i personaggi che popolano queste pagine sono tanti “forzati” “che non riescono ad affrancarsi dalla vita, quella che origina dall’istanza sociale di rivestire un ruolo” e che in modo incessante cercano di sfuggire all’imposizione di tale ruolo. Sono quelli che si ritrovano sbattuti nella galera delle necessità sociali imposte dalla vita, una cella da cui è assai difficile fuggire.

Martedì, 20 Giugno 2017 00:00

Fuoco dei miei lombi

Scritto da

"Io ti amavo. Ero un mostro pentapodo, ma ti amavo. Ero ignobile e brutale e turpido e tutto quello che vuoi, mais je t’aimais, je t’aimais! E c’erano momenti in cui sapevo come ti sentivi, e saperlo era l’inferno, piccola mia. Bambina Lolita, coraggiosa Dolly Schiller".



Se la letteratura, o almeno quella meritevole di tale nome, non ha nulla a che fare con la decenza, allora questo libro è un capolavoro, però attenzione: i moralisti si tengano lontani, quelli che interpretano tutto attraverso un codice morale, quasi misurassero scrupolosamente i centimetri della gonna pudica che deve ammantare ogni cosa.

Sabato, 10 Giugno 2017 00:00

La storia segreta dell’Ecuador

Scritto da

Il numero 27 della collana Gli Eccentrici di Arcoiris è un’opera decisamente diversa da quelle precedenti. Nonostante non si tratti dell’opera più datata della collana, possiamo considerare il romanzo di Valdano un esempio classico del romanzo moderno. In attesa del giorno ripercorre per genere e contenuti un momento fiorente, ma in apparenza esaurito, della letteratura ispanoamericana e finanche peninsulare. In attesa del giorno è, infatti, un voluminoso romanzo storico.

Pagina 1 di 17

Sostieni


Facebook