“Quando tutto manca, quando tutto ci delude, quando tutto appare come una disfatta irreparabile, forse una sola cosa mi resta sempre: 'a voce. È questa, per me, il piccolo scoglio su cui mi ritiro davanti alla visione di perigliose acque da cui sono scampato”.

Enzo Moscato

Letteratura

Letteratura La bottega dei libri

«Narravano che la più misteriosa tra le botteghe fosse la bottega dei libri: da essa pare venisse un diabolico miscuglio di trame e vicende che contagiava i passanti più frettolosi tramutandoli in lettori accaniti».

Lunedì, 30 Gennaio 2017 00:00

La verità del cerchio

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L'autore de Le braci è risaputo essere un maestro della scrittura, uno degli intoccabili nell'universo delle Lettere. Quello che crea in questo breve racconto lo conferma. Non stona mai, la sua penna è equilibrata e per questo esplode in colpi inaspettati, dolorosi. Sul filo di un'acqua quieta agita lentamente dal fondo le viscere della massa che inevitabilmente percepisci sia in procinto di scoppiare.

Sabato, 21 Gennaio 2017 00:00

Perdersi e ritrovarsi sulle "Otto montagne"

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 “La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio, tempo e misura”.

 

Così è scritto nella quarta di copertina de Le otto montagne di Paolo Cognetti e così credo anche io. Le mie, di montagne, sebbene molto diverse, molto più basse, rispetto a quelle del libro, sono un luogo a cui torno sempre volentieri e in cui non mi manca mai il senso di casa. È il senso della montagna, comunque, quello che emerge forte, sospeso tra altruismo e autoriflessione. È buon uso, lungo i sentieri, salutare tutti i viandanti che incontri e scambiarsi delle parole, spesso di circostanza ma che fanno comunque piacere, soprattutto quelle volte in cui è raro incontrarsi. Ci sono delle volte che cammini per ore e sei solo tu e i tuoi pensieri immersi nel roboante silenzio delle valli, con solo la natura come sottofondo. L’incontro in montagna va celebrato, ché dopo tanta solitudine è l’altro che ti salva da te.

Giovedì, 19 Gennaio 2017 00:00

Trilogia della pianura. Capitolo 3

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E siamo al terzo capitolo, quello finale, della trilogia della pianura. Spero che leggendo le due precedenti recensioni, relative a Canto della pianura e a Crepuscolo, vi siate fatti un’idea dello stile di Kent Haruf e di quanto questo suo percorso letterario mi abbia convinto. 
Partiamo dalla trama di Benedizione: elementi portanti sono quattro famiglie, di Holt ovviamente. Ciascuna diversa dall’altra, ciascuna con dentro i germi della sofferenza, nei ricordi che diventano rimpianti. Che scavano. Ma sapete perché? Perché non c’è lo sfogo del pentimento. Già questo, tanti rimpianti senza alcun pentimento, dovrebbe indurre a riflettere visto che si tratta di un romanzo che nel titolo rievoca la conclusione di una liturgia religiosa. E il pentimento nella religione è essenziale. In questa scorrettezza si cela l’ulteriore indizio della grandezza di Haruf. Mi riallaccerò nella conclusione a questo tema.

Giovedì, 05 Gennaio 2017 00:00

Trilogia della pianura. Capitolo 2

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Eccoci qua. Con il secondo romanzo della trilogia di Kent Haruf. Abbiamo lasciato i personaggi alle prese con un anelito di speranza. Non ne ho fatto nome nella recensione a Canto della pianura ma sento che è il momento di rompere l’anonimato. Ricordate i due fratelli mandriani e allevatori che avevano adottato una minorenne incinta ripudiata dalla madre? Si chiamano Raymond e Harold McPheron. E la ragazza Victoria Roubideaux.

Martedì, 03 Gennaio 2017 00:00

Srebrenica, racconto di un massacro

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“Vorrei non dovermi ancora una volta svegliare in mia compagnia”


 

Sto spanciata sul divano, con il libro tra le mani e la luce che filtra tra i rami dell’albero di Natale ad illuminarmi le pagine.
“Tutta colpa degli olandesi” esordisce una voce maschile alle mie spalle, distogliendomi dall’impeto distruttivo del colonnello Dick, che piange amare lacrime sulle sue mani insanguinate dai cocci di cornici ridotte in pezzi.
A Srebrenica, nei quattro giorni del genocidio in cui morirono tra gli ottomila e i diecimila musulmani bosniaci, erano presenti quattrocentoventinove caschi blu olandesi. Era il 12 luglio 1995.

Giovedì, 29 Dicembre 2016 00:00

Trilogia della pianura. Capitolo 1

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Quanto vi proporrò di leggere stavolta è uno e trino. Non per colpa mia ma per merito di Kent Haruf, scrittore statunitense morto nel 2014, una vita riservata nonostante i premi ricevuti, autore della trilogia della pianura. Il suggerimento è: concedetevi a essa senza esitazione.

Lunedì, 26 Dicembre 2016 00:00

Donne e romanzo in Virginia Woolf

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“Sprangate le vostre biblioteche, se volete; ma non potete mettere alcun cancello, alcuna catena, alcun lucchetto alla mia libertà mentale”


Dopo un esame di filosofia morale sulla 'questione femminile' mi sono spesso chiesta cosa fosse poi realmente tale questione e quale diritto avesse di farsi letteratura, narrazione di nicchia, tanto da formare un genere letterario.

Martedì, 20 Dicembre 2016 00:00

Le rivoluzioni

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“… per provare l’amore esigeva che si sacrificasse l’amore”.

 

"Non azzardarti a leggere la quarta di copertina".
Con questo imperativo categorico nasce la mia esperienza con La danza immobile di Manuel Scorza. Il libro mi fu regalato corredato di tale obbligo, un po' per testare la mia curiosità spropositata e in parte per scoraggiare la mia avversione nei confronti dell'ignoto. Allora mi faccio forza e apro direttamente il libro sulla prima pagina. Inizio a viaggiare.

Martedì, 29 Novembre 2016 00:00

Voce del verbo viaggiare

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– Per tutti i botanici da marciapiede.

Alla vigilia del mio primo viaggio da sola sento agitarsi dentro di me un entusiasmo nuovo, una febbre diversa che mi espone completamente, mi rende vulnerabile e come in tutte le esperienze nuove fa capolino la paura. Da quando ho memoria il modo più naturale per vincere il timore verso qualcosa di ignoto è sempre stato, per me, dare una forma, attraverso le parole, l’elaborazione di frasi, a questa paura. Che le parole fossero mie o di altri, non ha molta importanza, rimangano comunque i chiodi più resistenti con i quali ho inchiodato al muro le angosce e i dispiaceri. Non è un’esorcizzazione, ma un semplice modo di circoscrivere in una definizione esatta quello che mi sembrava e mi sembra il più grande ostacolo alla vita, un modo per guardare in pieno viso quello che mi terrorizza o mi ferisce, come fosse una persona da capire e non un mostro informe dal quale fuggire. Ho costruito una letteratura sul dolore, l’ho fatto attraverso i libri letti e attraverso stralci di pensieri buttati su carta e custoditi nei miei diari. Perciò oggi conservo una vita scritta, se pur breve, e una vissuta, ed entrambe non potrebbero esistere l’una senza l’altra, quello che ho trasformato in parole mi ha permesso di uscire di casa, non l’avrei mai fatto, probabilmente, se prima non fossi uscita allo scoperto, non avessi trovato parole sufficienti per vincere e partire.

Mercoledì, 16 Novembre 2016 00:00

La grazia dell'inservibilità

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“Un fioco idillio nelle piatte lande estive”
 

Donald Richard DeLillo è uno scrittore americano, considerato uno dei capostipiti del postmodernismo. Faccio questa premessa per coloro che in questi giorni vedendomi con Punto omega in mano, appunto un libro di Don DeLillo, mi hanno chiesto ripetutamente se stessi leggendo l’opera di un prete. Don DeLillo non è un prete, ma un maestro, una mente e una sensibilità di quelle rare. Anni fa lessi la sua prima fatica letteraria Americana, oggi posso dire che la sensazione che accompagna la lettura dei suoi libri si ripete. Faccio fatica ad immergermi nella narrazione, sono disorientata, i suoi universi sono rebus, la percezione in agguato che una qualche chiave di lettura sia nascosta e solo quando l’avrai trovata riuscirai davvero a sentirti partecipe del tutto.

Sabato, 12 Novembre 2016 00:00

Chi è Helle?

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Ci sono libri e ci sono storie. Un libro il più delle volte è solo un accumulo di pagine, una serie di parole che si rincorrono l’una con l’altra, senza avere una meta, come bravi soldatini, ma che non ti portano a svelare i segreti dietro gli occhi dell'assassino o nei sogni d’amore di una donna tradita. Le storie, invece, ti trascinano con loro ovunque esse vogliano, fino nelle profondità oceaniche,  tra i mostri, nei castelli in aria, o nella più cruda realtà.
Occhi scuri è una storia.

“La sera vennero abbassate le sbarre di protezione e si produsse un caos infernale. Dai miei visceri partì un urlo lancinante, una invocazione spasmodica diretta ai miei figli e mi misi a urlare e calciare con tutta la forza che avevo dentro, con il risultato che fui legata e martellata di iniezioni calmanti. Ma non era forse la mia una ribellione umana?”.
Così Alda Merini descrive il doloroso inizio dell’internamento manicomiale al Paolo Pini di Milano, durato dal 1965 al 1972 e intervallato da alcuni ritorni in famiglia.

Giovedì, 03 Novembre 2016 00:00

La trilogia dello sradicamento di Giovanni Iozzoli

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L'ultimo romanzo di Giovanni Iozzoli, La vita e la morte di Perzechella (Edizioni Artestampa, 2016), uscito da pochi mesi e vincitore della XXXIII edizione del premio letterario “Città di Cava de' Tirreni”, per certi versi completa quella che riteniamo possa essere definita una “trilogia dello sradicamento” inaugurata dall'autore con I terremotati (Manifestolibri, 2009) e continuata con I buttasangue (Edizioni Artestampa, 2015).
Partiamo dunque dall'inizio. Il primo romanzo di Iozzoli esce nel 2009 a ridosso del ventinovesimo anniversario del tremendo terremoto irpino del 1980 dimenticato in fretta e furia dalle istituzioni e dai media nonostante le scosse di quel lontano evento si siano propagate fino ai giorni nostri per poi perdersi tra le mille emergenze che, a ben guardare, tracciano una linea ininterrotta, ben diversa dalle rappresentazione per successione di punti narrata dai media e dai politici.

Lunedì, 31 Ottobre 2016 00:00

Gli ultimi fuochi di un uomo

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La trilogia della depressione, così lo definisce Francis Scott Fitzgerald questo trittico composto da tre articoli apparsi sulla rivista Esquire nel 1936 a distanza, l'uno dall'altro, di un mese. È un periodo di profonda disperazione per lo scrittore americano, afflitto da un male di vivere che presto si risolverà in una morte prematura. Concede largo spazio all'alcool e alle notti insonni, come se non bastasse, l'amata moglie Zelda dà prova di tutto il suo violento squilibrio mentale, gravando così sul debolissimo equilibrio dell'autore oppresso dell'indifferenza che il suo ultimo romanzo ha riscosso tra l'opinione pubblica. Il primo degli articoli, quello che poi darà il nome al trittico, è appunto Il crollo.

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