“L'unica cosa che mi interessa è come cominciare, come continuare e come finire una frase”

Danilo Kiš

Letteratura

Letteratura La bottega dei libri

«Narravano che la più misteriosa tra le botteghe fosse la bottega dei libri: da essa pare venisse un diabolico miscuglio di trame e vicende che contagiava i passanti più frettolosi tramutandoli in lettori accaniti».

Martedì, 03 Gennaio 2017 00:00

Srebrenica, racconto di un massacro

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“Vorrei non dovermi ancora una volta svegliare in mia compagnia”


 

Sto spanciata sul divano, con il libro tra le mani e la luce che filtra tra i rami dell’albero di Natale ad illuminarmi le pagine.
“Tutta colpa degli olandesi” esordisce una voce maschile alle mie spalle, distogliendomi dall’impeto distruttivo del colonnello Dick, che piange amare lacrime sulle sue mani insanguinate dai cocci di cornici ridotte in pezzi.
A Srebrenica, nei quattro giorni del genocidio in cui morirono tra gli ottomila e i diecimila musulmani bosniaci, erano presenti quattrocentoventinove caschi blu olandesi. Era il 12 luglio 1995.

Giovedì, 29 Dicembre 2016 00:00

Trilogia della pianura. Capitolo 1

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Quanto vi proporrò di leggere stavolta è uno e trino. Non per colpa mia ma per merito di Kent Haruf, scrittore statunitense morto nel 2014, una vita riservata nonostante i premi ricevuti, autore della trilogia della pianura. Il suggerimento è: concedetevi a essa senza esitazione.

Lunedì, 26 Dicembre 2016 00:00

Donne e romanzo in Virginia Woolf

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“Sprangate le vostre biblioteche, se volete; ma non potete mettere alcun cancello, alcuna catena, alcun lucchetto alla mia libertà mentale”


Dopo un esame di filosofia morale sulla 'questione femminile' mi sono spesso chiesta cosa fosse poi realmente tale questione e quale diritto avesse di farsi letteratura, narrazione di nicchia, tanto da formare un genere letterario.

Martedì, 20 Dicembre 2016 00:00

Le rivoluzioni

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“… per provare l’amore esigeva che si sacrificasse l’amore”.

 

"Non azzardarti a leggere la quarta di copertina".
Con questo imperativo categorico nasce la mia esperienza con La danza immobile di Manuel Scorza. Il libro mi fu regalato corredato di tale obbligo, un po' per testare la mia curiosità spropositata e in parte per scoraggiare la mia avversione nei confronti dell'ignoto. Allora mi faccio forza e apro direttamente il libro sulla prima pagina. Inizio a viaggiare.

Martedì, 29 Novembre 2016 00:00

Voce del verbo viaggiare

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– Per tutti i botanici da marciapiede.

Alla vigilia del mio primo viaggio da sola sento agitarsi dentro di me un entusiasmo nuovo, una febbre diversa che mi espone completamente, mi rende vulnerabile e come in tutte le esperienze nuove fa capolino la paura. Da quando ho memoria il modo più naturale per vincere il timore verso qualcosa di ignoto è sempre stato, per me, dare una forma, attraverso le parole, l’elaborazione di frasi, a questa paura. Che le parole fossero mie o di altri, non ha molta importanza, rimangano comunque i chiodi più resistenti con i quali ho inchiodato al muro le angosce e i dispiaceri. Non è un’esorcizzazione, ma un semplice modo di circoscrivere in una definizione esatta quello che mi sembrava e mi sembra il più grande ostacolo alla vita, un modo per guardare in pieno viso quello che mi terrorizza o mi ferisce, come fosse una persona da capire e non un mostro informe dal quale fuggire. Ho costruito una letteratura sul dolore, l’ho fatto attraverso i libri letti e attraverso stralci di pensieri buttati su carta e custoditi nei miei diari. Perciò oggi conservo una vita scritta, se pur breve, e una vissuta, ed entrambe non potrebbero esistere l’una senza l’altra, quello che ho trasformato in parole mi ha permesso di uscire di casa, non l’avrei mai fatto, probabilmente, se prima non fossi uscita allo scoperto, non avessi trovato parole sufficienti per vincere e partire.

Mercoledì, 16 Novembre 2016 00:00

La grazia dell'inservibilità

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“Un fioco idillio nelle piatte lande estive”
 

Donald Richard DeLillo è uno scrittore americano, considerato uno dei capostipiti del postmodernismo. Faccio questa premessa per coloro che in questi giorni vedendomi con Punto omega in mano, appunto un libro di Don DeLillo, mi hanno chiesto ripetutamente se stessi leggendo l’opera di un prete. Don DeLillo non è un prete, ma un maestro, una mente e una sensibilità di quelle rare. Anni fa lessi la sua prima fatica letteraria Americana, oggi posso dire che la sensazione che accompagna la lettura dei suoi libri si ripete. Faccio fatica ad immergermi nella narrazione, sono disorientata, i suoi universi sono rebus, la percezione in agguato che una qualche chiave di lettura sia nascosta e solo quando l’avrai trovata riuscirai davvero a sentirti partecipe del tutto.

Sabato, 12 Novembre 2016 00:00

Chi è Helle?

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Ci sono libri e ci sono storie. Un libro il più delle volte è solo un accumulo di pagine, una serie di parole che si rincorrono l’una con l’altra, senza avere una meta, come bravi soldatini, ma che non ti portano a svelare i segreti dietro gli occhi dell'assassino o nei sogni d’amore di una donna tradita. Le storie, invece, ti trascinano con loro ovunque esse vogliano, fino nelle profondità oceaniche,  tra i mostri, nei castelli in aria, o nella più cruda realtà.
Occhi scuri è una storia.

“La sera vennero abbassate le sbarre di protezione e si produsse un caos infernale. Dai miei visceri partì un urlo lancinante, una invocazione spasmodica diretta ai miei figli e mi misi a urlare e calciare con tutta la forza che avevo dentro, con il risultato che fui legata e martellata di iniezioni calmanti. Ma non era forse la mia una ribellione umana?”.
Così Alda Merini descrive il doloroso inizio dell’internamento manicomiale al Paolo Pini di Milano, durato dal 1965 al 1972 e intervallato da alcuni ritorni in famiglia.

Giovedì, 03 Novembre 2016 00:00

La trilogia dello sradicamento di Giovanni Iozzoli

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L'ultimo romanzo di Giovanni Iozzoli, La vita e la morte di Perzechella (Edizioni Artestampa, 2016), uscito da pochi mesi e vincitore della XXXIII edizione del premio letterario “Città di Cava de' Tirreni”, per certi versi completa quella che riteniamo possa essere definita una “trilogia dello sradicamento” inaugurata dall'autore con I terremotati (Manifestolibri, 2009) e continuata con I buttasangue (Edizioni Artestampa, 2015).
Partiamo dunque dall'inizio. Il primo romanzo di Iozzoli esce nel 2009 a ridosso del ventinovesimo anniversario del tremendo terremoto irpino del 1980 dimenticato in fretta e furia dalle istituzioni e dai media nonostante le scosse di quel lontano evento si siano propagate fino ai giorni nostri per poi perdersi tra le mille emergenze che, a ben guardare, tracciano una linea ininterrotta, ben diversa dalle rappresentazione per successione di punti narrata dai media e dai politici.

Lunedì, 31 Ottobre 2016 00:00

Gli ultimi fuochi di un uomo

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La trilogia della depressione, così lo definisce Francis Scott Fitzgerald questo trittico composto da tre articoli apparsi sulla rivista Esquire nel 1936 a distanza, l'uno dall'altro, di un mese. È un periodo di profonda disperazione per lo scrittore americano, afflitto da un male di vivere che presto si risolverà in una morte prematura. Concede largo spazio all'alcool e alle notti insonni, come se non bastasse, l'amata moglie Zelda dà prova di tutto il suo violento squilibrio mentale, gravando così sul debolissimo equilibrio dell'autore oppresso dell'indifferenza che il suo ultimo romanzo ha riscosso tra l'opinione pubblica. Il primo degli articoli, quello che poi darà il nome al trittico, è appunto Il crollo.

Sabato, 29 Ottobre 2016 00:00

"Ilva Football Club": la poesia del Reale

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L’inquietudine e la malinconia di chi anima e ama Taranto restano lontani dalla ribalta nazionale. Raccontarla, oggi, non prevede che qualche collage, qualche veloce inchiesta disponibile a microfonare le sue voci qua e là, disordinatamente. Si discute con le istituzioni e di processi, polemiche, decreti governativi, di espropri, proteste dei lavoratori, lavoro, crisi, questione operaia, delinquenza. E dei “cadaveri rossi”, i loro nomi e le loro vite, della gente morta per colpa delle polveri minerali sputate dall’Ilva? Se ne parla, certo, ma non abbastanza. Se ne parla ma non si piange, non abbastanza.

Venerdì, 21 Ottobre 2016 00:00

L’infelicità del sesso inutile

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“La rivoluzione” disse una signora cinese a Simone de Beauvoir “ci ha liberato dall’amore”.


Siamo negli anni ’60, Oriana Fallaci inviata de L’Europeo, compie questo incredibile viaggio intorno al mondo, scegliendo mete che per il loro fermento politico e culturale si dimostrano efficaci per lo scopo del viaggio: raccontare la condizione femminile e l’universo interiore delle donne nel mondo. Oriana Fallaci è stata una grande giornalista e un’immensa scrittrice, amata e letta in tutto il mondo, odiata da molti per le sue ultime idee che l’hanno resa miope nei confronti di quella realtà e verità da lei sempre difese come cifra di un grande scrittore e di un essere umano degno di tale nome.

Mercoledì, 19 Ottobre 2016 00:00

Quelle più modeste poesie? Bob Dylan e dintorni

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“Conosco un letterato che per sue condizioni particolari è costretto a far da critico musicale”, scriveva Italo Svevo in una pagina che Mario Lavagetto ha poi ripreso in apertura di un suo saggio sui libretti delle opere di Verdi, intitolato significativamente Quei più modesti romanzi.

Sabato, 15 Ottobre 2016 00:00

Tutta colpa di Borges...

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Ormai è chiaro: la letteratura argentina è un sistema di segni ed esercizi di stile con una sua fisionomia e indipendenza; ha sviluppato un modo d’essere che la distingue dalle altre letterature in lingua spagnola, pur rimanendo vincolata alla tradizione linguistica. Può piacere enormemente, oppure può suscitare antipatia o addirittura avversione. A volte può sembrare scontata, altre volte sorprendere.

Sabato, 08 Ottobre 2016 00:00

Rotte e dinamiche dello schiavismo moderno

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Cento anni fa, poco più, dichiarammo guerra alla Libia, o meglio all’impero ottomano per mettere le mani su Tripolitania e Cirenaica, due province del sultano nella sponda sud del Mediterraneo. Fra le motivazioni che la classe politica addusse per quella guerra, che fece un certo effetto in una parte di opinione pubblica, anche della sinistra socialista, ci fu quella che l’Italia era tenuta a portare un’azione civilizzatrice, come aveva fatto Roma proprio con l’Africa settentrionale tanti secoli prima, per eliminare la vergogna degli schiavi. In effetti, nei loro porti, i turchi praticavano ancora la vendita di persone ridotte in schiavitù.

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