“Napoli dimenticata entro un oceano di curve diafane, di verdi e molli fianchi, sullo sfondo pennicoli audaci, come sipari sempre tremanti, dietro cui va e viene una moltitudine di anime sottratta al tempo che spense la Grecia, gli Dei, Roma: anime che sanno ancora di tutto questo, e in più di corti spagnole”

Anna Maria Ortese

Letteratura

Letteratura La bottega dei libri

«Narravano che la più misteriosa tra le botteghe fosse la bottega dei libri: da essa pare venisse un diabolico miscuglio di trame e vicende che contagiava i passanti più frettolosi tramutandoli in lettori accaniti».

Giovedì, 03 Novembre 2016 00:00

La trilogia dello sradicamento di Giovanni Iozzoli

Scritto da

L'ultimo romanzo di Giovanni Iozzoli, La vita e la morte di Perzechella (Edizioni Artestampa, 2016), uscito da pochi mesi e vincitore della XXXIII edizione del premio letterario “Città di Cava de' Tirreni”, per certi versi completa quella che riteniamo possa essere definita una “trilogia dello sradicamento” inaugurata dall'autore con I terremotati (Manifestolibri, 2009) e continuata con I buttasangue (Edizioni Artestampa, 2015).
Partiamo dunque dall'inizio. Il primo romanzo di Iozzoli esce nel 2009 a ridosso del ventinovesimo anniversario del tremendo terremoto irpino del 1980 dimenticato in fretta e furia dalle istituzioni e dai media nonostante le scosse di quel lontano evento si siano propagate fino ai giorni nostri per poi perdersi tra le mille emergenze che, a ben guardare, tracciano una linea ininterrotta, ben diversa dalle rappresentazione per successione di punti narrata dai media e dai politici.

Lunedì, 31 Ottobre 2016 00:00

Gli ultimi fuochi di un uomo

Scritto da

La trilogia della depressione, così lo definisce Francis Scott Fitzgerald questo trittico composto da tre articoli apparsi sulla rivista Esquire nel 1936 a distanza, l'uno dall'altro, di un mese. È un periodo di profonda disperazione per lo scrittore americano, afflitto da un male di vivere che presto si risolverà in una morte prematura. Concede largo spazio all'alcool e alle notti insonni, come se non bastasse, l'amata moglie Zelda dà prova di tutto il suo violento squilibrio mentale, gravando così sul debolissimo equilibrio dell'autore oppresso dell'indifferenza che il suo ultimo romanzo ha riscosso tra l'opinione pubblica. Il primo degli articoli, quello che poi darà il nome al trittico, è appunto Il crollo.

Sabato, 29 Ottobre 2016 00:00

"Ilva Football Club": la poesia del Reale

Scritto da

 

L’inquietudine e la malinconia di chi anima e ama Taranto restano lontani dalla ribalta nazionale. Raccontarla, oggi, non prevede che qualche collage, qualche veloce inchiesta disponibile a microfonare le sue voci qua e là, disordinatamente. Si discute con le istituzioni e di processi, polemiche, decreti governativi, di espropri, proteste dei lavoratori, lavoro, crisi, questione operaia, delinquenza. E dei “cadaveri rossi”, i loro nomi e le loro vite, della gente morta per colpa delle polveri minerali sputate dall’Ilva? Se ne parla, certo, ma non abbastanza. Se ne parla ma non si piange, non abbastanza.

Venerdì, 21 Ottobre 2016 00:00

L’infelicità del sesso inutile

Scritto da

“La rivoluzione” disse una signora cinese a Simone de Beauvoir “ci ha liberato dall’amore”.


Siamo negli anni ’60, Oriana Fallaci inviata de L’Europeo, compie questo incredibile viaggio intorno al mondo, scegliendo mete che per il loro fermento politico e culturale si dimostrano efficaci per lo scopo del viaggio: raccontare la condizione femminile e l’universo interiore delle donne nel mondo. Oriana Fallaci è stata una grande giornalista e un’immensa scrittrice, amata e letta in tutto il mondo, odiata da molti per le sue ultime idee che l’hanno resa miope nei confronti di quella realtà e verità da lei sempre difese come cifra di un grande scrittore e di un essere umano degno di tale nome.

Mercoledì, 19 Ottobre 2016 00:00

Quelle più modeste poesie? Bob Dylan e dintorni

Scritto da

“Conosco un letterato che per sue condizioni particolari è costretto a far da critico musicale”, scriveva Italo Svevo in una pagina che Mario Lavagetto ha poi ripreso in apertura di un suo saggio sui libretti delle opere di Verdi, intitolato significativamente Quei più modesti romanzi.

Sabato, 15 Ottobre 2016 00:00

Tutta colpa di Borges...

Scritto da

Ormai è chiaro: la letteratura argentina è un sistema di segni ed esercizi di stile con una sua fisionomia e indipendenza; ha sviluppato un modo d’essere che la distingue dalle altre letterature in lingua spagnola, pur rimanendo vincolata alla tradizione linguistica. Può piacere enormemente, oppure può suscitare antipatia o addirittura avversione. A volte può sembrare scontata, altre volte sorprendere.

Sabato, 08 Ottobre 2016 00:00

Rotte e dinamiche dello schiavismo moderno

Scritto da

Cento anni fa, poco più, dichiarammo guerra alla Libia, o meglio all’impero ottomano per mettere le mani su Tripolitania e Cirenaica, due province del sultano nella sponda sud del Mediterraneo. Fra le motivazioni che la classe politica addusse per quella guerra, che fece un certo effetto in una parte di opinione pubblica, anche della sinistra socialista, ci fu quella che l’Italia era tenuta a portare un’azione civilizzatrice, come aveva fatto Roma proprio con l’Africa settentrionale tanti secoli prima, per eliminare la vergogna degli schiavi. In effetti, nei loro porti, i turchi praticavano ancora la vendita di persone ridotte in schiavitù.

Lunedì, 26 Settembre 2016 00:00

L'amore non ha altro fine che se stesso

Scritto da

“L’orrore della modernità stava nel camuffare la Tragedia con le vesti della commedia, facendo sembrare banali, o grotteschi, o mancanti di stile, le grandi realtà. […] Tutto nella mia tragedia è stato orribile, meschino, ripugnante, mancante di stile. I nostri stessi abiti ci rendono grotteschi. Siamo i buffoni del dolore: i pagliacci dal cuore spezzato”.

 

Venerdì, 23 Settembre 2016 00:00

Così il vecchio attore giunge agli orli della vita

Scritto da

Eduardo/Campese quando cammina per le strade e gli capita di battere due o tre volte il piede in terra, perché gli si è attaccato qualcosa sotto la scarpa, si sorprende per il fatto che quei colpi battuti non producano lo stesso rumore di quando pesta il piede sulle tavole del palcoscenico; se tocca con la mano il muro di un palazzo, un cancello di ferro, una statua di marmo, una quercia secolare, ecco: una quercia, lo fa sempre con estrema delicatezza e con la sensazione di avvertire, sotto le dita, la superficie della carta o della tela dipinta. Questo perché – “vede Eccellenza” – Eduardo/Campese è nato tra le quinte, espulso dal ventre di una madre che si torceva sul trono dell'Amleto, e sulle tavole ha cominciato a muovere i primi passi, a balbettare le prime parole, a storpiare i nomi dei protagonisti che recitava suo padre. Le prime particine, il primo ruolo importante e – con questo ruolo – le prime vere incertezze, i primi dubbi, mentre l'avvenire diventava il tempo presente e il tempo presente è diventato presto esperienza, memoria, mestiere: vita che, sera dopo sera, è trascorsa recitando.

Sabato, 17 Settembre 2016 00:00

Una dolcissima storia d'amore

Scritto da

Non è umorismo svagato, al tempo stesso pudico, quello che coinvolge il lettore tenendolo in equilibrio emotivo (precario?) tra gioia e dolore. Si tratta piuttosto della stravagante goffaggine che tuttavia viene percepita come leggerezza di tocco, sottigliezza dello sguardo. In sostanza è rappresentata con stimolante ritmo narrativo la dignità di fronte all’ineluttabile, l’essenza stessa della storia narrata.
E non poteva che essere la fiamma creativa di David Foster Wallace a dare vita alla novella Solomon Silverfish (dal libro Questa è l'acqua), con una toccante introduzione di Don DeLillo quale versione del discorso − rivisto per l’occasione − da lui tenuto al Memorial  del 23 ottobre 2008 a New York.

Mercoledì, 14 Settembre 2016 00:00

La letteratura è la mia liberazione

Scritto da

Due sensibilità a confronto, in un saggio-intervista che porta i narratori a sviscerare pensieri e percorsi, tendenze e inclinazioni – personali e universali – intorno all’oggetto chiamato in causa: la letteratura. La letteratura è la mia vendetta, questo il titolo riassuntivo dell’opera, in effetti capitolo dopo capitolo ci si addentra sempre di più in questa ambizione che entrambi gli scrittori nutrono nei confronti del mezzo attraverso il quale si rappresentano il mondo, tentando di capirlo, sentirlo, amarlo e solo alla fine cambiarlo. L’analisi che ne esce fuori è serrata, attraversa come un colibrì leggero, ma bellissimo, la geografia frastagliata e multiforme che un tema simile può presentare.

Venerdì, 02 Settembre 2016 00:00

Scrittura come gioia della creazione linguistica

Scritto da

Finalmente è concesso parlare di scrittura. E non genericamente di libri. O di un libro. Questo miracolo, almeno per la letteratura italiana contemporanea, è dovuto a Giordano Meacci che passa come un partigiano tra i sentieri delle arti: siano i romanzi, siano i saggi, cito il suo Improvviso il Novecento. Pasolini professore, siano le produzioni cinematografiche, visto che Meacci è stato uno dei principali collaboratori di Claudio Caligari per Non essere cattivo, uno dei film rivelazione della scorsa stagione.

Martedì, 30 Agosto 2016 00:00

L'amore, il sentimento più pericoloso

Scritto da

“Le persone danneggiate sono pericolose. Sanno di poter sopravvivere”


Comincio dalla fine, perché il narratore, nonché coprotagonista insieme alla sua amante, Anna Barton, asserisce in ultimo che la suddetta storia sia in realtà la storia di un amore. Potrebbe essere vero, esistono tanti tipi di amore, tanti modi in cui ci innamoriamo di qualcuno, eppure, chiusa l'ultima pagina, per quanto uno si sforzi a dar credito alla sua confessione, comunque si rimane perplessi sulla natura di questa relazione intorno alla quale ruota l'intero romanzo.

Somiglia tremendamente a Rino Gattuso. Gliel’ho fatto notare e lui, Stefano Piedimonte, napoletano doc, mi ha raccontato che a ogni Napoli-Milan gli toccava restare in casa perché chiunque lo scambiava, minacciandolo, per il centrocampista rossonero.
Ha scritto un libro alchemico, da non catalogare. Apparentemente un giallo ma direi: più un arancione. Il rumore di fondo del thriller emerge con maggiore evidenza verso la fine, altrimenti è, ebbene sì, un romanzo sull’amore. Se gestite una libreria e siete incerti dove collocarlo, la sezione 'Narrativa' è quella dove non si sbaglia mai.

Martedì, 02 Agosto 2016 00:00

Tutto l'opposto di tutto

Scritto da

Esche vive è uno di quei romanzi che ti sorprendono, uno di quelli che non riesci a smettere di leggere ma che, al tempo stesso, cerchi di tirare più a lungo possibile per continuare a goderne e per apprezzarne la narrazione.

Pagina 7 di 21

Sostieni


Facebook