”In coscienza, Kàtja, non lo so.“

Anton Pavlovič Čechov

Letteratura

Letteratura La bottega dei libri

«Narravano che la più misteriosa tra le botteghe fosse la bottega dei libri: da essa pare venisse un diabolico miscuglio di trame e vicende che contagiava i passanti più frettolosi tramutandoli in lettori accaniti».

Io ho letto La caduta di Giovanni Cocco perché tutti ne dicono grandi cose – la critica militante pare abbia approvato – e allora sono stato curioso e poi finalmente, in ritardo rispetto gli altri, l’ho letto.
Io dopo aver letto il libro però non sono molto convinto.
Cocco alla prima pagina delle Avvertenze dice che il testo “non ha ambizioni diverse dalla sola per la quale è stato concepito e realizzato: costituire un esempio di postmodern novel in lingua italiana”.
Sulla quarta di copertina Giulio Mozzi cita i nomi di Faulkner, McCarthy e DeLillo anche perché, come accade per la loro opera, “La Caduta altro non è che un romanzo biblico: un romanzo nel quale soffia l’epos che possiamo trovare nella Genesi o nei Profeti” (parole di Mozzi).

Giovedì, 16 Maggio 2013 02:00

Adriano, un cuore greco in un corpo romano

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Publio Elio Traiano Adriano fu imperatore di Roma tra il 117 e il 138 d.C. .
Di quest’uomo dotato di grande cultura e saggezza viene data un’immagine a tutto tondo nel capolavoro di Marguerite Yourcenar, non senza un ponderato e studiato fondo di verità storica. Ne sono una prova anche i taccuini di appunti pubblicati in calce al romanzo, che testimoniano il travagliato lavoro di ricerca, abbandono e ripresa del materiale biografico – pure piuttosto esiguo – di questo personaggio storico.

Mercoledì, 15 Maggio 2013 02:00

E voi dove siete adesso?

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“Senta, mi faccia un quadro della situazione nazionale dopo la sconfitta.”

“Vorrei, ma qui lunico sconfitto sono io.”

 

Italo Tramontana, protagonista del romanzo Dove eravate tutti di Paolo Di Paolo, ha meno di trent’anni ed è alle prese con la tesi di laurea in Storia Contemporanea. Dopo aver notato che gran parte della sua vita si è svolta sotto l’egida di uno dei tanti governi Berlusconi, decide di farne un oggetto di studio accademico: “Bastava essere nati dieci anni dopo di me […] per essere ostaggio di un’idea di politica che coincideva perfettamente con l’esistenza al mondo di Silvio Berlusconi […]. Se il televisore era acceso, lui c’era. Appariva. Sorrideva. Si imbufaliva. Stringeva le mandibole, mostrando un’espressione nervosa e uno strano colorito terreo. Se il televisore era spento, sarebbe arrivato un istante in cui, senza rimedio, qualcosa o qualcuno avrebbe evocato la sua presenza. Anche solo per una battuta, senza indignazione: una stupidissima battuta stanca e svogliata”.

Sabato, 11 Maggio 2013 11:38

Maschi e mariti in Elena Ferrante

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La seconda parte de L'amica geniale, questo meraviglioso fotoromanzo che parla sempre di Lena e Lila, ormai cresciute. Una va al liceo, l'altra si è sposata. Nella vita di Lila entra un maschio, il marito, Stefano che ha la macelleria nel rione. Un maschio alla "Ferrante": fintamente gentile, all'inizio, poi predatorio, padrone, lui comanda le manovre del sesso; in questa esagerazione maschilista forse, o forse no, i maschi della Ferrante "fottono e comandano".

Nel 1961 Alberto Moravia pubblicò su Nuovi Argomenti l’articolo Erotismo in letteratura. Qui egli sottolineava il diverso approccio, rispetto alla tematica, tra letteratura pagana e letteratura moderna, opponendo a questa la brutalità e l’innocenza della prima poiché mancava, ai pagani, il “senso cristiano del peccato”: “l’erotismo della letteratura moderna nasce non già da una situazione di natura, bensì da un processo di liberazione da preesistenti divieti e tabù” (L’uomo come fine, p. 207).
Affermazione interessante ma anche semplicistica. Basti, a limitarla, la pregevole nota di Guido Ceronetti alla traduzione del liber di Catullo.

Sabato, 11 Maggio 2013 02:00

L'amante delle nuvole ovvero lo straniero

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“Che senza accorgertene, Teodoro, tu abbia portato non uno straniero [xénon] ma un dio […]? […] Forse […] sei seguito da […] un dio confutatore [elenchtikós]”1.

Queste sono le prime parole che Socrate pronuncia ad apertura del Sofista platonico. In esse è racchiuso già tutto il senso di ciò che lo 'straniero' implica: egli è estraneo, ma anche divino; qualcosa che, in quanto sacro, è separato2 e che, proprio perché santo, è dispensatore di doni e di punizioni.
È proprio questa multiformità ad essere oggetto di analisi in Straniero di Umberto Curi.

Giovedì, 02 Maggio 2013 22:04

Guido e Ciccio, perduti in un libro perduto

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                                                                                                  Tanto per cominciare i fratelli De Rege erano napoletani di Caserta.

                                                                                                                                             Nicola Fano, De Rege Varietà

 

Il racconto del teatro è il racconto del passato: un attore ha appena smesso il suo saluto chinandosi agli applausi, rispondendo con lo sguardo, con un nuovo inchino, con un gesto breve della mano; verranno poi le quinte, il rumore che scema nel silenzio, l’aumento di distanza tra chi ha smesso di guardare e chi ha smesso di essere guardato. Verrà il buio. Il ritorno in camerino, l’abbandono degli abiti di scena, la mano che strucca il bianco pallido alla pelle, uno sguardo dato nello specchio, il ritorno alla vita dell’esterno, in attesa di una nuova replica, di un nuovo
inizio, di un finale nuovo sperando in nuovi applausi.

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