“Napoli dimenticata entro un oceano di curve diafane, di verdi e molli fianchi, sullo sfondo pennicoli audaci, come sipari sempre tremanti, dietro cui va e viene una moltitudine di anime sottratta al tempo che spense la Grecia, gli Dei, Roma: anime che sanno ancora di tutto questo, e in più di corti spagnole”

Anna Maria Ortese

Letteratura

Letteratura La bottega dei libri

«Narravano che la più misteriosa tra le botteghe fosse la bottega dei libri: da essa pare venisse un diabolico miscuglio di trame e vicende che contagiava i passanti più frettolosi tramutandoli in lettori accaniti».

Sabato, 11 Maggio 2013 11:38

Maschi e mariti in Elena Ferrante

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La seconda parte de L'amica geniale, questo meraviglioso fotoromanzo che parla sempre di Lena e Lila, ormai cresciute. Una va al liceo, l'altra si è sposata. Nella vita di Lila entra un maschio, il marito, Stefano che ha la macelleria nel rione. Un maschio alla "Ferrante": fintamente gentile, all'inizio, poi predatorio, padrone, lui comanda le manovre del sesso; in questa esagerazione maschilista forse, o forse no, i maschi della Ferrante "fottono e comandano".

Nel 1961 Alberto Moravia pubblicò su Nuovi Argomenti l’articolo Erotismo in letteratura. Qui egli sottolineava il diverso approccio, rispetto alla tematica, tra letteratura pagana e letteratura moderna, opponendo a questa la brutalità e l’innocenza della prima poiché mancava, ai pagani, il “senso cristiano del peccato”: “l’erotismo della letteratura moderna nasce non già da una situazione di natura, bensì da un processo di liberazione da preesistenti divieti e tabù” (L’uomo come fine, p. 207).
Affermazione interessante ma anche semplicistica. Basti, a limitarla, la pregevole nota di Guido Ceronetti alla traduzione del liber di Catullo.

Sabato, 11 Maggio 2013 02:00

L'amante delle nuvole ovvero lo straniero

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“Che senza accorgertene, Teodoro, tu abbia portato non uno straniero [xénon] ma un dio […]? […] Forse […] sei seguito da […] un dio confutatore [elenchtikós]”1.

Queste sono le prime parole che Socrate pronuncia ad apertura del Sofista platonico. In esse è racchiuso già tutto il senso di ciò che lo 'straniero' implica: egli è estraneo, ma anche divino; qualcosa che, in quanto sacro, è separato2 e che, proprio perché santo, è dispensatore di doni e di punizioni.
È proprio questa multiformità ad essere oggetto di analisi in Straniero di Umberto Curi.

Giovedì, 02 Maggio 2013 22:04

Guido e Ciccio, perduti in un libro perduto

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                                                                                                  Tanto per cominciare i fratelli De Rege erano napoletani di Caserta.

                                                                                                                                             Nicola Fano, De Rege Varietà

 

Il racconto del teatro è il racconto del passato: un attore ha appena smesso il suo saluto chinandosi agli applausi, rispondendo con lo sguardo, con un nuovo inchino, con un gesto breve della mano; verranno poi le quinte, il rumore che scema nel silenzio, l’aumento di distanza tra chi ha smesso di guardare e chi ha smesso di essere guardato. Verrà il buio. Il ritorno in camerino, l’abbandono degli abiti di scena, la mano che strucca il bianco pallido alla pelle, uno sguardo dato nello specchio, il ritorno alla vita dell’esterno, in attesa di una nuova replica, di un nuovo
inizio, di un finale nuovo sperando in nuovi applausi.

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