“Sai che significa esser bruciati / e senza un filo, un'ombra di sorriso? / Sai che significa implorare la gioia, / perché ritorni come un tempo sul tuo viso? / Un mare di fiori gettato su un guitto / non può colmare il suo vuoto orrendo. / Un attore senza voce è un lazzaro / e rotea come una girella nel vento. / Ma egli si ostina a non voler morire / e con desiderio aspetta l'alba / sterminata, gelida, ventosa, / perché è bella la vita, e misteriosa, / e così labile”

Angelo Maria Ripellino

Chiara Rita Napolitano

Come delicate farfalle

Una ragazza coraggiosa, la passione per le lettere e la poesia, un'amicizia travolgente e, sullo sfondo, l'antico Giappone. Le illustrazioni di Benjamin Lacombe, dalle prospettive originali e dai vibranti colori, restituiscono tutta l'emozione di una storia di amore e libertà.
Quest'opera è una preziosa testimonianza di come arte e scrittura possano incontrarsi e dar vita ad un matrimonio assai felice.

Le Cimitière Marin di Paul Valery

Paul Valéry, importante poeta e scrittore francese, nelle cui vene scorreva per metà sangue genovese, visse a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento.

Come un fiocco di neve che non si fa ghiaccio

Leggo dal sito della Uovonero Edizioni: Jason Blake ha dodici anni. È autistico e vive in un mondo di persone neurotipiche. Sa che ogni giorno qualcosa per lui andrà storto, ed è solo questione di tempo. Jason riesce a essere se stesso scrivendo racconti, che posta sul sito Storyboard. È qui che conosce una ragazza, PhoenixBird, che diventa la sua prima vera amica. Ma, insieme al desiderio di incontrarla, Jason è terrorizzato all'idea che se veramente si incontrassero lei vedrebbe soltanto il suo autismo e non il vero Jason. Un romanzo che parla di scrittura e di amicizia, viste da un personaggio con un cervello tutt'altro che tipico.

Ma sarebbe stato meglio morire?

Non capita molto spesso di associare la parola “suicidio” a “risate”, per ragioni su cui parrebbe un insulto dilungarsi. Siamo abituati a vedere questo atto estremo contro la vita sempre intarsiato in cornici di dolore e sofferenza, tra drôlerie di tragici eroi spasimanti d’amore. Può un tema del genere, da sempre guardato con un timore e un rispetto quasi reverenziale – come tutto ciò che riguarda la Morte, d’altronde – essere esaminato in modo ironico e allo stesso tempo serio? Può una risata accompagnare quella cornice, senza assumere il tono di una profanazione?

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