“Quando tutto manca, quando tutto ci delude, quando tutto appare come una disfatta irreparabile, forse una sola cosa mi resta sempre: 'a voce. È questa, per me, il piccolo scoglio su cui mi ritiro davanti alla visione di perigliose acque da cui sono scampato”.

Enzo Moscato

Venerdì, 02 Ottobre 2015 00:00

Come delicate farfalle

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Una ragazza coraggiosa, la passione per le lettere e la poesia, un'amicizia travolgente e, sullo sfondo, l'antico Giappone. Le illustrazioni di Benjamin Lacombe, dalle prospettive originali e dai vibranti colori, restituiscono tutta l'emozione di una storia di amore e libertà.
Quest'opera è una preziosa testimonianza di come arte e scrittura possano incontrarsi e dar vita ad un matrimonio assai felice.

La storia di Naoko e Kamo, i due sfortunati amanti protagonisti della vicenda, ricalca il prototipo dell'amore infelice: gli ingredienti ci sono tutti, dalla figura paterna oppressiva, al fraintendimento sull'identità della ragazza, alla separazione forzata – fino a giungere alla libertà di amarsi ottenuta nel modo più radicale e drammatico.
Il volume di Lacombe ambienta la storia nel Giappone antico, assegnando ai personaggi nomi giapponesi, ma la novella originale fu importata dalla Cina 1600 anni prima della dinastia Jin. In patria era nota col nome di La Leggenda di Liangzhu, la protagonista, donna anticonformista e innamorata dell'arte e di un uomo, per il quale arriverà a sovvertire le normali leggi sociali e umane.
La ragione per cui il motivo di Liangzhu ebbe tanto successo in Giappone è presto detto.
Nel Paese del Sol Levante, una tacita ma chiarissima morale di stampo confuciano (sempre di origine cinese) stabiliva che persone di ceti diversi non potevano unirsi tra di loro, e negava alla donna qualsiasi possibilità di esprimersi in merito al proprio futuro (secondo il sistema religioso allora in vigore, a metà tra filosofia e religione vera, una donna non riusciva in quanto tale ad accedere allo stato di beatitudine: doveva prima morire e reincarnarsi in uomo perché ciò fosse possibile). Per questo moltissime storie del periodo Tokugawa, o anche precedenti, presentano il motivo dell'amore contrastato che viene premiato solo nel mondo spirituale. Anche in questo caso, non è una coincidenza che sia stato scelto il simbolo della farfalla, che in moltissime culture (tra cui quella greca) indica l'anima libera dal peso della vita mortale. La Leggenda di Liangzhu è un adagio molto diffuso nella cultura orientale, che ha messo radici anche in Europa con la proiezione di una pellicola dedicatagli, alla Conferenza di Ginevra del 1954.
La vicenda è piuttosto semplice, come ci si può aspettare da un racconto nato e tramandato per lo più oralmente, ma i sentimenti dipinti sono universali e delicatissimi, resi ancora più preziosi dalle illustrazioni di Lacombe. Costui, già noto in Occidente per il suo particolarissimo stile di disegno, crea dei personaggi dalla forte espressività, concentrandosi sugli sguardi non meno che sui paesaggi e le atmosfere. Le tavole sono intime, molto curate, con una spiccata gradazione di tonalità: dove all'inizio prevalgono le scene corali e i colori caldi, questi vanno ingrigendosi e incupendosi in linea con le suggestioni della storia. Il tratto è semplice ma difficilmente confondibile con altri.
Per concludere, Gli amanti farfalla non è certamente un'opera di lettura nel senso stretto della parola, poiché le didascalie incasellate nei disegni non danno più dettagli del necessario, ma nel suo genere è una perla, un gioiello dal sapore orientale che consiglio vivamente a tutti. 

 

 

 

Benjamin Lacombe
Gli amanti farfalla
traduzione Elisabetta Tramacere
Milano, Rizzoli, 2015
pp. 34

N.B.: L'articolo è leggibile anche sul blog di Chiara Rita Napolitano, Seelen Tinte

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