“Duro? No. Sono fragile invece, mi creda. Ed è la certezza della mia fragilità che mi porta a sottrarmi ai legami. Se mi abbandono, se mi lascio catturare, sono perduto”

José Saramago

Cinema

Cinema La sala delle immagini

«Nel buio un fascio di pulviscolo bianco si diresse al telo dinnanzi: si generarono immagini. Apparvero donne e uomini in strade mai viste e guglie, ciminiere, ponti, campanili tra case. Apparvero mondi, apparvero storie».

Giovedì, 09 Gennaio 2014 00:00

L'Altro Cinema, parte III – Nekromantik

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Riprendiamo la nostra rubrica dedicata all’Altro Cinema raccontandovi di una pellicola, anzi una doppia pellicola, che è il fiore all’occhiello del cinema underground estremo. Trattasi di Nekromantik, film del 1987 di Jörg Buttgereit seguito poi da Nekromantik 2 nel 1991.

Giovedì, 26 Dicembre 2013 00:00

... mi butto, tanto è morbido!

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Tu che sei pieno come un tacchino nel giorno del ringraziamento.
Tu che hai gli struffoli della nonna e l’uvetta che ti escono dalle orecchie.
Tu, che hai già perso miriadi di monetine e cerchi invano un modo per barare a tombola, se stai leggendo questo articolo sei proprio nel posto giusto.
Lascia perdere i giochi da tavola e le rimpatriate tra parenti più o meno serpenti e fai fuoriuscire il Grinch che è in te e che sta scalpitando. Riesco a sentirlo persino io da qui!

Domenica, 22 Dicembre 2013 00:00

L'Altro Cinema, parte II – Thrust in me

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Il film che vi presentiamo oggi è un gioiellino del cattivo gusto, del trash, sporco e cattivo, manifesto di un’intera generazione nichilista annichilita. Un film riassumibile in una sola parola: Punk! Opera di quel geniaccio maledetto che è Richard Kern, soldato a mani nude della generazione degenerata che si è fatta largo a colpi di sputazzate negli anni ‘80. Erede diretto del pionieristico Kenneth Anger, Kern è forse il Re indiscusso dell’underground. Regista e fotografo newyorkese, per la sua scuderia sono passati artisti e performers come Lydia Lunch e Nick Zedd.

Mercoledì, 11 Dicembre 2013 00:00

Di prigione si muore

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Dieci anni fa si uccideva Armida Miserere, direttrice del penitenziario di Sulmona. Era la sera del venerdì santo, e dopo aver vergato su un foglio di carta le sue ultime volontà (tra cui quella di venir cremata e di far spargere le sue ceneri al vento) si sparava un colpo alla tempia con la sua pistola d’ordinanza. Era aprile anche nel 1990, quando altri colpi di pistola freddavano il suo compagno Umberto Mormile, educatore nel carcere di San Vittore – mentre lei era la direttrice di quello di Lodi – sparati da un killer su una moto, ad un semaforo, in pieno giorno. Omicidio che resterà un mistero per ben undici anni per la giustizia italiana, risolto grazie alle rivelazioni di alcuni pentiti coinvolti in altri processi, ma che per Armida si palesa fin da subito come una punizione per qualche “sgarro” che il suo uomo, semplicemente rimanendo fedele alla sua deontologia professionale, aveva fatto al crimine organizzato.

Sabato, 07 Dicembre 2013 01:00

L'altro Cinema, parte I - Cannibal

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Con questa serie intitolata L’Altro Cinema vogliamo raccontare e proporre al lettore una carrellata di produzioni cinematografiche underground dal contenuto controverso. Il Cinema, dalla sua nascita, ha svolto il compito di ispezionare momenti del vivente sottolineandoli e sviscerandoli, ma ha anche avuto spesso l’intenzione di rappresentare un immaginario umano che cerca di prescindere dai fenomeni reali e si è fatto rappresentazione di un mondo ideologico, uno svago per la mente. In questo spazio invece ci occuperemo di quel settore cinematografico che ha abbandonato ogni pretesa intellettualistica di indagine dell’essere ed ogni bisogno di divagazione dal reale per dedicarsi alla pura pulsione subcosciente, quella popolata dalle peggiori nefandezze e dagli istinti più bassi. Una sorta di pornografia malata, che però risulta poi diventare un interessante spaccato dei disagi di ogni generazione.

Martedì, 03 Dicembre 2013 01:00

L'arte della felicità assoluta

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Alla felicità si arriva con arte: questo è il messaggio più profondo del film di animazione L’arte della felicità di Alessandro Rak e Luciano Stella, in sala dal 21 novembre 2013. Con quale arte? L’arte del vivere, ovvero l’arte di sperimentare la vita. Il protagonista del film, Sergio Cometa, sceglie di chiudere la sua vita (se stesso ed i suoi problemi irrisolti) nel taxi di suo zio per cercare di superare pian piano la morte di suo fratello, compagno di giochi e di passioni, Alfredo.

Venerdì, 29 Novembre 2013 01:00

The invention of lying o delle False Verità

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In un ipotetico futuro (all’incirca nel 6000) l’umanità intera vive incapace di dire il falso. Ogni singolo individuo pronuncia ciò che gli viene spontaneamente in testa. Lo stesso fanno le grandi multinazionali che, in pragmatiche pubblicità, evidenziano le controindicazioni dei propri prodotti invitando il pubblico ad acquistarli solo perché essenzialmente devono pur vendere qualcosa. La politica è inesistente, non ce n’è bisogno vista l’impossibilità di immaginare ideali che contraddicano un sistema che si basa sulla semplice evidenza dell’apparire fisico-economico. Stesso discorso, ovviamente, per le religioni.

... e Dio lo colpì e lo mise nelle mani di una donna

 

Nell’entrare nel cinema in quel pomeriggio tempestoso e uggioso mi sono sentita proprio la protagonista del film che da lì a poco sarei andata a vedere: una venere (la differenza tra me ed Emmanuelle Seigner è davvero minima, ci tengo a precisarlo!) bagnata dalla pioggia nei boulevard parigini, o nel mio caso sarebbe più corretto dire nei vicarielli napoletani, pronta per la sua audizione, in tal caso rimandata di qualche minuto, giusto il tempo della lettura di queste deliranti righe.

Mercoledì, 20 Novembre 2013 01:00

Girando intorno al "Sacro GRA"

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L’idea era fantastica.    
Quando ci si imbatte in film che sono stati molto applauditi o addirittura premiati, la prima cosa che solitamente facciamo, abbiate il coraggio di ammetterlo, è applicarci fin dall’inizio su tutto, credendo che anche il più piccolo dettaglio possa diventare un grande contenitore di senso. E spesso siamo in grado di trarre significati che neanche ci sono. Dobbiamo farci simpatia per questo, almeno tra di noi.

Sabato, 16 Novembre 2013 01:00

Gli eredi spirituali di Maria Pocchiola

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“Chi era Maria Pocchiola?” 
Iniziava così uno dei momenti più divertenti del film Sua Eccellenza si fermò a mangiare (1961) di Mario Mattoli con Totò, Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello, alcune belle attrici di quel periodo (su tutte, una giovane Virna Lisi) e una serie di caratteristi.
Nella scena in questione, Vianello è l’onorevole che tutti attendono per commemorare un busto eretto a una importante personalità del paesino dove è ambientata buona parte della vicenda che vede Totò e Tognazzi protagonisti.

Martedì, 12 Novembre 2013 01:00

Il mondo di Hushpuppy

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Il film Re della terra selvaggia racconta di una bambina assai felice. Una bambina che in poco tempo perderà il tesoro più prezioso, suo padre. Hushpuppy ha sei anni e vive in una comunità dai costumi primordiali. Il mondo in cui vive non ha regole. La sua immaginazione ce lo mostra come qualcosa di assolutamente normale.

Martedì, 05 Novembre 2013 01:00

Umberto T. e le donne

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Avete mai sentito Umberto Tozzi cantare Gloria in spagnolo in un film cileno? Succede nell’omonimo film di Sebastiàn Lelio con Paulina Garcia, uscito in sala nel mese di ottobre. La trama segue la vita di Gloria, una sessantenne separata che non rinuncia ai piaceri della vita e ai nuovi incontri. Rimarrà delusa da un suo coetaneo anch’egli separato, incapace di intraprendere seriamente una relazione, e avrà il coraggio di lasciarlo, dopo il classico tira e molla.

Sabato, 09 Novembre 2013 01:00

In Time o di Capitalismo vs Comunismo

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In un futuro non precisato, il mondo è stato suddiviso in zone, settori videosorvegliati. Le varie zone sono raggruppate in base al livello di povertà dei cittadini che ne fanno parte, ma essenzialmente la divisione vede da una parte i ghetti e dall’altra i quartieri alti. Questi ultimi sono ben protetti, ma l’accesso non è vietato, basta pagarne il pedaggio. Il problema è che la somma da dare per superare le varie fasi che portano da uno dei ghetti ai quartieri alti è insostenibile per qualsiasi cittadino povero. Nel ghetto, infatti, tutti percepiscono un salario che gli permette di tirare avanti solo per poche ore o al massimo fino al giorno dopo. Il divario dunque tra le due zone è insostenibile, e quando una donna in condizioni di miseria estrema muore tra le braccia di suo figlio, quest’ultimo si ribella e, grazie ad un colpo di fortuna, riesce a far visita ai piani alti della società e crea il caos.

Domenica, 03 Novembre 2013 05:21

Giusta al centro

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Quinto lungometraggio di Abdellatif Kechiche, La vita di Adèle ha vinto la Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes e si è aggiudicato anche la palma per la migliore interpretazione femminile, premio condiviso dalle sue interpreti principali Adèle Exatchopoulos e Léa Seydoux. Il film prende spunto da un graphic novel di Julie Maroh – giovane fumettista francese – che viene pubblicato nel 2010 per i tipi della Glénat con il titolo di Le bleu est une couleur chaude (in questi giorni stampato in Italia per Rizzoli come Il blu è un colore caldo).

Chiudete gli occhi. Immaginate di essere in una megastruttura canadese dove si stanno esibendo i Metallica. L’odore acre del sudore dei vostri tanti vicini. Centinaia e centinaia di persone. Urla e birra a volontà. Headbanging e pogate. Liberazione e partecipazione.
Bene, ora aprite gli occhi, siete in una sala cinematografica da centoundici posti e i vostri vicini non sono sudati e a nessuno verrà mai in mente di alzarsi in piedi e iniziare a far volteggiare i capelli.

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