”Restava da chiedersi se davvero le pietre avrebbero resistito, con tutta quell'acqua che scendeva e scendeva in quel quarto giorno esattamente com'era scesa nei tre giorni precedenti e insomma non sembrava proprio che la città avesse intenzione di reagire, soltanto e semplicemente si limitava ad assorbire l'acqua fin quando avesse potuto ma il problema in effetti è proprio questo: fino a che punto si può assorbire l'acqua? Qual è in realtà il nostro limite? In ogni caso accadeva, come se questo problema fosse ancora indistinto e confuso e certamente lontano, perché la rassegnazione si era trasformata in indifferenza“

Nicola Pugliese

Cinema

Cinema La sala delle immagini

«Nel buio un fascio di pulviscolo bianco si diresse al telo dinnanzi: si generarono immagini. Apparvero donne e uomini in strade mai viste e guglie, ciminiere, ponti, campanili tra case. Apparvero mondi, apparvero storie».

Che Joel e Ethan Coen vadano pazzi per i biopic – talvolta modificati, storpiati, corretti, edulcorati, estremizzati, radicalizzati, deformati – lo sappiamo. Uno di questi è Barton Fink che noi conosciamo con il titolo italiano Barton Fink – È successo a Hollywood.

Mercoledì, 29 Maggio 2013 02:00

Ciclo Bergman (contenuti extra) - Tormento

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“Ho il talento d’immaginarmi la maggior parte delle situazioni della vita: lascio agire la mia intuizione, la mia fantasia, i sentimenti giusti fluiscono, danno colori e profondità. Eppure mi manca il mezzo per immaginarmi l’istante della separazione. Siccome non posso né voglio immaginarmi un’altra vita, una sorta di vita dall’altra parte del confine, la prospettiva è agghiacciante. Vengo trasformato da qualcuno in nessuno. Questo nessuno non conserva nemmeno la memoria di un’intimità. Mi sembra di intuire quel che m’aspetta”.

(Ingmar Bergman)

 

“La redazione di Un mondo di marionette è molto rigorosa. Dopo aver scritto la sceneggiatura, cancellai più del venti per cento del dialogo. Quando poi girammo, se ne andò un altro dieci per cento. Il film perciò ha una forma molto compressa: corte sequenze con interventi didascalici alla Brecht che illustrano lo sviluppo dell’azione fino alla catastrofe finale”.

(Ingmar Bergman)

“Ci sono donne così. Rifiutano di essere disturbate dai loro figli. Non vogliono perdere tempo con i loro problemi. Hanno la loro vita, la loro carriera. Tutto il resto non conta. È di una donna così che ho voluto parlare”.

Ingmar Bergman

Due 'Afriche', due progetti di vita, due donne da amare, un’unica città, Castel Volturno, trenta chilometri da Napoli. Ecco cosa unisce, e al contempo separa, Yussouf e Germain, nell’opera prima di Guido Lombardi, premiata a Venezia con il Leone del futuro nel 2011. Là-bas – Educazione criminale, questo il titolo, stringe l’obiettivo della macchina da presa sulle comunità africane della cittadina casertana, alla vigilia della strage del 18 settembre 2008. “Le” comunità, perché quelle che vengono mostrate allo spettatore sono due 'Afriche' contrapposte e in lotta tra loro, che si uniranno solo alla fine del film, quando la bandiera dell’Unione Africana coprirà il corpo nudo di Yussouf.

Mercoledì, 01 Maggio 2013 22:51

Mostro ad ogni costo

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Undicesimo e ultimo appuntamento per la rassegna Visioni tenutasi al Cinema Partenio di Avellino. Questo mercoledì è stata la volta dell’ultimo lavoro di Thomas Vinterberg, il regista danese cofondatore con Lars Von Trier e altri del manifesto del “cinema puro” Dogma ’95, concretizzatosi in un ristretto numero di pellicole (realizzate anche in altri Paesi europei) e dall’eredità scarsamente feconda, applicato mai completamente prima di essere accantonato dagli stessi suoi fautori.

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