"L'immagine semplice scaturisce dalla complicazione del racconto, proprio come la gioia è il frutto dell'infelicità della vita"

Emanuele Trevi

Martedì, 16 Settembre 2014 00:00

Una trascendenza in venticinque minuti

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Al cinema Metropolitan lunedi 8 settembre è stato presentato in anteprima nazionale il corto Guado, opera prima del trentacinquenne Egidio Carbone. Drammaturgo, regista, attore del dramma che ha debuttato al San Carlo nel 2010 La bufaliera, negli ultimi anni si è dedicato alla sperimentazione cioè alla ricerca di una nuova forma da dare al personaggio. La sua innovazione, di cui questo corto è la realizzazione cinematografica, è la teoria dell’attore costitutivo.

Partendo da studi scientifici sulla deformazione della materia che Carbone ha studiato alla Facoltà di Ingegneria dell’Università Federico II, il regista ha trovato nel professore di Scienza delle Costruzioni Luciano Nunziante, presente in sala alla prima di Guado, un valido aiuto nell’elaborazione e nella realizzazione di questa teoria. Interessato alla trasformazione della materia, affascinato dal tufo del sottosuolo napoletano testimone di un passato glorioso e dall’acciaio simbolo di modernità, Carbone ha immaginato la storia di una trasformazione di una donna che passa dall’avere all’essere seguendo il richiamo di un qualcuno con la maschera che vive sottoterra. Il corto si presenta subito spiazzante dalle prime inquadrature. Con tagli bassi e bassissimi o dall’alto, la storia è quella di una donna realizzata, almeno apparentemente. Nel momento in cui mette piede in un albergo del lungomare la società che le gira intorno viene descritta attraverso metafore leggibili ed incisive. Yes-men in giacca e cravatta che camminano carponi, proni ad ogni servilismo. Il loro volto è deformato da un lungo naso posticcio che denota, purtroppo, la caratteristica principale degli uomini di affari e dei politici: la menzogna. Il mondo di superficie viene descritto attraverso sequenze rapide come spot, come impulsi che arrivano alla coscienza della protagonista (Adele Rita Perna), in una febbrile testimonianza di una città che sta perdendo la sua identità o forse l’ha già persa. Indicative di ciò sono le sequenze in cui una turista straniera che parla italiano chiede al cameriere una pizza ed egli risponde in inglese dicendo di non capire. Nulla di tipicamente napoletano esiste più, ma solo hamburger o sushi.
Lo smarrimento della protagonista di fronte ad un ambiente assurdo e paradossale diventa crescente e l’atmosfera generale prende la connotazione di un film giallo grazie alla colonna sonora di James Senese spezzata dalle risate ironiche, parossistiche degli attori Bennato, Paolantoni, Cantalupo, Rispo, Gragnaniello, Mahieux. Quasi duecento le comparse che affollano questo mondo alieno che spinge la protagonista ad una discesa negli inferi, in un angosciante Cimitero delle Fontanelle alla Sanità, dove il punto più basso, la morte, diventa la possibilità per poter risalire ad una nuova vita, ad una scoperta del sé che la farà piangere nel vedere se stessa lontana, da una prospettiva diversa.
Numerosissime le metafore, i richiami, che non risultano scontati per quanto la trama si possa prestare ad una banalizzazione. Invece la regia, un abile ed incisivo montaggio ed una splendida fotografia confezionano venticinque minuti di assoluta novità, che inizialmente sconcerta, confonde, sprofonda nella coscienza per emergere con una e più chiavi di lettura, coma ha detto Enzo Gragnaniello alla fine della  proiezione. Tra il pubblico, oltre agli attori e a tutto lo staff, anche l’Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele che ha patrocinato questo  corto che merita di fare strada, in giro per festival, raccontando una città che è sempre la stessa, pur cambiando continuamente.

 

 

 

Guado
di
Egidio Carbone
regia Egidio Carbone
con Egidio Carbone, Adele Pandolfi, Antonella Cioli, Domenico Aria, Enzo Casertano, Rene’e Sylvie Lubamba, Rosario Verde, Anna Rita Del Piano, Ernesto Mahieux, Francesco Paolantoni, Patrizio Rispo, Salvatore Cantalupo, Julija Majarčuk, Adele Rita Perna
montaggio e fotografia Gianni Galantucci
scenografie e costumi Sandra Lagozino
produzione ed organizzazione Salvatore Catapano
casting Anna Pirolli
maschera di Guado ed effetti speciali Gennaro Patrone
musiche James Senese
produzione Napolipost
paese Italia
colore a colori
anno 2014
durata 25'
Napoli, Cinema Metropolitan, 8 settembre 2014

 

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