“L'unica cosa che mi interessa è come cominciare, come continuare e come finire una frase”

Danilo Kiš

Venerdì, 12 Settembre 2014 00:00

Hercules contro Hercules

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Parliamoci chiaro: chiunque non abbia trascorso almeno una parte delle propria vita davanti alla televisione la domenica mattina, non può capire l'emozione e la speranza che ogni trailer sul colosso greco genera in me. Tutti quelli che non sanno di cosa sto parlando quando dico "Questa è la storia di un tempo lontanissimo, il tempo dei miti e delle leggende [...]", per loro fortuna non avranno provato il mio sconforto, quel mai troppo lontano gennaio di quest'anno, quando fece capolino in sala Hercules – La leggenda ha inizio (leggenda che può anche finire lì).

E per loro sfortuna non potranno invece aver assaporato la mia sorpresa quando in sala ho visto invece un altro Hercules, quello interpretato dall'ex wrestler e ormai attore Dwayne "The Rock" Johnson: Hercules – Il guerriero.
Ma andiamo con ordine: la prima pellicola vedeva protagonista Kellan Luntz (l'Emmett Cullen della Twilight Saga) ed è risultata un misto di tutto lo scibile degli ultimi anni sulla Grecia antica al cinema, (vi prego, vi prego, smettetela con le scene al ralenti in stile 300 messe come cavolo vi pare), al punto da far passare il figlio di Zeus per le arene dei gladiatori (in Grecia? Mi mancavano), insieme a un improbabile compagno di viaggio (Sotero? Ma che nome è?), e tutto per farlo tornare a casa ("Sono Massimo Decimo Meridio, comandante..." no, film sbagliato) dove metterà insieme un esercito ("... della legione felix, padre di un figlio assassinato, marito di una moglie uccisa..." scusate, mi sono distratto di nuovo) per prendersi la propria vendetta sul re-che-non-è-suo-padre, Anfitrione, il quale prima lo ha mandato via, cercando di farlo uccidere in un agguato, e poi gli ha ucciso la madre ("... e avrò la mia vendetta, in questa vita o nell'altra!", diciamo che un po' di citazione-copia c'è, no?), che si concluderà con la classica lotta tutti contro tutti, sotto una pioggia battente e con una spada-frusta di tuono (sì avete capito bene) grazie al sempre tempestivo Zeus. Insomma, un pastiche da settanta milioni di dollari che potevano fare anche con meno e forse pure meglio (fare di miseria virtù, per così dire). Ah, vi ho detto che Hercules ha un fratellastro, figlio legittimo del re e che per pura coincidenza ha messo gli occhi sulla stessa bella ragazza per la quale spasima anche il giovane semidio? No? Ora ve l'ho detto.
Passando invece al più recente figlio dell'Olimpo, beh, devo ammetterlo, sono partito carico di pregiudizi, pensando che sarebbe stata l'ennesima stupidaggine. E invece no. Non che sia il film del secolo, sia chiaro, ma a dispetto del suo concorrente più diretto, The Rock spacca. Letteralmente. I primi minuti di film ingannano: parte la solita tiritera della storia di Hercules, figlio di, odiato da e così via, raccontata da un giovane che sta lì lì per essere fatto fuori da una banda di pirati. Poi, dalla nebbia, vestito della sua pelle di leone, arriva lui, in tutto i suoi centonovantasei centimetri di muscoli, e secca tutti da solo? No! Prima sorpresa: escono dal nulla i compagni di Hercules! Sì: il forzuto uomo di Grecia non combatte da solo, ma con Autolico, Iolao, Atalanta, Anfiarao e Tideo. Insomma, un vero e proprio gruppo di mercenari che lotta non per espiare le proprie colpe, ma per il luccicante, pesante e mai fuori moda oro.
Il centro di tutto il film è infatti questo: la demistificazione. Sin dal principio, Iolao è quello "svelto di lingua", che si occupa di dare corda all'aura mitica che circonda le imprese comunque non comuni di Hercules, in modo da spaventare i nemici. È però comunque chiaro che l'eroe altro non è che un uomo, sulle cui spalle il passato pesa come un macigno. Perché per quanto la storia non abbia componenti mitiche vere e proprie (dimenticatevi quindi dèi maggiori, minori o di mezzo e mostri di ogni sorta), la trama ha alle spalle il solco dell'immortale leggenda, e poi il fumetto Hercules: The Tracian Wars, miniserie edita dall'americana Radical Comics e scritta da Steve Moore (un grande autore inglese di fumetti e non solo, purtroppo scomparso nel marzo di quest'anno). Su carta e su pellicola la storia vede Hercules e i suoi compagni assoldati dal re di Tracia Cotys, per fermare la guerra civile scatenata dal ribelle Reso e per addestrare l'esercito di Tracia e renderlo invincibile. A convincere Hercules più che il denaro è la figlia di Cotys, Ergenia, che chiede il suo aiuto di persona. Una volta arrivati in Tracia, i nostri mercenari incontrano però le diffidenze del generale Sitacles, che non crede a tutti i racconti che circolano sull'eroe, almeno non quanto il figlio di Ergenia, Ario, che invece venera Hercules e da grande vorrebbe essere come lui. Ma, dopo un primo scontro contro una tribù che in realtà avrebbero dovuto salvare, le cose si complicano, e tutto potrebbe non essere come sembra.
Non un film da 10 e lode, certo, ma un bel 7 ci sta. Nonostante la trama sia a volte un po' troppo prevedibile, lascia comunque spazio a qualche piacevole colpo di scena, senza interrompere il ritmo della pellicola, che sin dai primi minuti è tutto un darsele di santa ragione tra il gruppo di Hercules e l'avversario di turno. Il vero mistero del film, più che il filone principale, è invece il passato dell'eroe, che ci viene svelato passo passo durante dei flashback: la sua casa ad Atene, l'affetto della città per la quale combatteva e del suo re Euristeo, l'amore negli occhi di sua moglie e dei suoi figli, e l'oscuro crimine che gli ha portato via tutto quello che aveva, costringendolo a vagare per la Grecia in cerca di redenzione. La parte più piacevole della pellicola sono però i dialoghi in linea con l'animo action: in stile da film degli anni '90, non solo il nostro eroe è una montagna ben abbronzata di muscoli (anche un po' come nei cari vecchi peplum di produzione nostrana), ma non risparmia battute argute, ciniche e frecciatine tanto ai nemici quanto ai compagni, senza dimenticare i nostalgici grugniti da battaglia e i voli spettacolari di chiunque si trovi a scontrarsi con la sua clava o il suo pugno.

 

 

 

 

 

Hercules - La leggenda ha inizio (The legend of Hercules)
regia
Renny Harlin
sceneggiatura
Renny Harlin, Giulio Steve, Sean Hood, Daniel Giat
con Kellan Lutz, Gaia Weiss, Scott Adkins, Roxanne McKee, Liam Garrigan, Liam McIntyre, Rade Serbedzija, Johnathon Schaech, Luke Newberry, Kenneth Cranham, Jukka Hildén
produzione Millennium Films
paese Stati Uniti
lingua originale
inglese
colore a colori
anno 2014
durata 90 min.

 

 

Hercules - Il guerriero (Hercules)
regia
Brett Ratner
soggetto e sceneggiatura
Admira Wijaya, Steve Moore; Ryan Condal, Evan Spiliotopoulos
con Dwayne Johnson, Ian McShane, John Hurt, Rufus Sewell, Irina Shayk, Ingrid Bolsø Berdal, Rebecca Ferguson, Peter Mullan, Tobias Santelmann, Aksel Hennie, Reece Ritchie, Joseph Fiennes
produzione Film 44, Metro-Goldwyn-Mayer, Nimar Studios, Paramount Pictures, Radical Studios, Spyglass Entertainment
paese Stati Uniti
lingua originale inglese
colore a colori
anno 2014
durata 98 min.

 

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