“Napoli dimenticata entro un oceano di curve diafane, di verdi e molli fianchi, sullo sfondo pennicoli audaci, come sipari sempre tremanti, dietro cui va e viene una moltitudine di anime sottratta al tempo che spense la Grecia, gli Dei, Roma: anime che sanno ancora di tutto questo, e in più di corti spagnole”

Anna Maria Ortese

Cinema

Cinema La sala delle immagini

«Nel buio un fascio di pulviscolo bianco si diresse al telo dinnanzi: si generarono immagini. Apparvero donne e uomini in strade mai viste e guglie, ciminiere, ponti, campanili tra case. Apparvero mondi, apparvero storie».

Mercoledì, 16 Luglio 2014 00:00

Il cinema, il teatro, la vita

Scritto da

“La maschera non è né l’equivalente della menzogna né il contrario della sincerità: è soltanto la forma più civile ed elegante della complessità dell’artista”.

Thierry Jousse

 

Quando nel 1998 Pedro Almodòvar gira Tutto su mia madre, la scena della morte di un giovane ammiratore è un omaggio al cinema di John Cassavetes: la stessa scena è tra quelle iniziali di La sera della prima (Opening Night), film del 1978 che rappresenta una summa passionale del sentire di Cassavetes e dei codici espressivi e stilistici che di tale sentire rappresentano gli stilemi.

Nelle sale italiane, dal 26 Giugno, è giunta la pellicola Quel che sapeva Maisie, adattamento cinematografico dell’opera omonima di Herny James, datata 1897.
A prestare il volto alla protagonista di questa tenera e delicatissima storia è la piccolissima e talentuosa Onata Aprile, che ci sa offrire una Maisie taciturna, tutt’occhi, dalla sottile e profonda intelligenza, che la piccola si ritrova a vivere come una qualità segreta piuttosto che condivisa coi genitori naturali, impegnati nelle loro scaramucce personali, sfocianti in seguito in un vero e proprio divorzio.

Mercoledì, 04 Giugno 2014 00:00

Cronenberg o un film perfetto

Scritto da

Su ogni carne consentita
Sulla fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende 
Io scrivo il tuo nome

(Paul Éluard, Libertà)

Un film perfetto. Un horror quotidiano lucido, freddo, geometrico, in cui la violenza sta dentro i corpi, le menti; e quando esplode lascia solo qualche macchia di sangue sul divano. È un Cronenberg che conferma una linea più sobria, “normalizzata”, e forse proprio per questo ancora più devastante.

Martedì, 27 Maggio 2014 00:00

John Turturro, gigolò (quasi) per caso

Scritto da

Il titolo, il cast e la trama di questo film hanno da subito attirato la mia attenzione e voglio proprio dalle prime righe fare la mia dichiarazione di intenti. Ebbene sì, mi voglio scucire subito: film al di sotto delle mie aspettative. John Michael Turturro, attore, regista e sceneggiatore statunitense di origine italoamericana, dotato di un certo talento e fascino, dopo il grandissimo successo del docufilm musicale su Napoli del 2010, Passione, ci riprova con questa commedia che mischia eros, solitudine, tradizione e convinzioni religiose, Gigolò per caso, chiamando a raccolta uno che di commedia forse forse, ancora ne sa qualcosa: Woody Allen.

Sabato, 17 Maggio 2014 00:00

Federico secondo Ettore

Scritto da

“Io, nei miei occhi, passeggio sui rami. / I rami passeggiano sul fiume. / Vengono le mie cose essenziali. / Sono ritornelli di ritornelli. / Fra i giunchi e la sera bassa, / che strano chiamarsi Federico!”. Prima delle Canzoni per concludere, In altro modo è declamata nei suoi ultimi sei versi all’inizio dell’ultimo film di Ettore Scola, presentato fuori concorso alla Mostra d’arte cinematografica di Venezia nel 2013: Che stano chiamarsi Federico – Scola racconta Fellini. Versi che ben introducono il sincero ed accorato ricordo dedicato al maestro del cinema italiano nel ventennale della sua scomparsa (31 ottobre 1993). Al di là dell’omonimia, la visionarietà e lo spirito libero e giocoso del poeta andaluso rivivono nello stupore immaginifico del grande riminese, nel suo sguardo appassionato e anarchico, fanciullesco e meravigliato. Uno sguardo carico di stupore e semplicità, indagatore e creativo.

Mercoledì, 14 Maggio 2014 00:00

Fratelli in Italia

Scritto da

“La legge 91 del 1992 indica il principio dello ius sanguinis come unico mezzo di acquisto della cittadinanza a seguito della nascita, mentre l'acquisto automatico della cittadinanza iure soli continua a rimanere limitato ai figli di ignoti, di apolidi, o ai figli che non seguono la cittadinanza dei genitori. […].  La 'naturalizzazione' […] comporta non una concessione automatica del nuovo status ma una valutazione discrezionale da parte degli organi e degli uffici statali competenti”.

Venerdì, 09 Maggio 2014 00:00

Cinema pop-up

Scritto da

Ultimo appuntamento con Visioni – Rassegna del Cinema d’Autore al Cinema Partenio di Avellino. Gradita conferma quella di Wes Anderson, già presente nella scorsa edizione con Moonrise Kingdom – Una fuga d’amore, autore di Grand Budapest Hotel, presentato al Festival di Berlino 2014 e ivi premiato con l’Orso d’argento per il Gran premio della giuria.

Venerdì, 02 Maggio 2014 00:00

Cieli neri sul Messico

Scritto da

Ancora un film che ritrae un percorso di migrazione a Visioni – Rassegna del Cinema d’Autore al Cinema Partenio di Avellino. Dopo le montagne del Trentino ritratte da Andrea Segre ne La prima neve questa volta sono i paesaggi del Messico in tutta la sua interezza ad essere al centro del cammino della speranza de La gabbia dorata. Per la precisione la storia comincia dal Guatemala, nella baraccopoli di una grande città, da dove tre adolescenti, Juan, Samuel e Sara (che si taglia i capelli e si fascia il seno per sembrare un ragazzo) partono per cercare fortuna negli Stati Uniti, come migliaia di altri disperati alla ricerca di un futuro diverso e migliore. Il film è il racconto di questo percorso geografico e umano, costruito sulle tante storie che il regista spagnolo Diego Quemada-Diez ha raccolto nei sopralluoghi fatti tra veri migranti lungo le rotte consuete degli spostamenti.

Venerdì, 25 Aprile 2014 00:00

Saving Ms. "Greis"

Scritto da

“Una tranquilla passeggiata è un dono”
Pamela Lyndon Travers, Saving Mr. Banks

 

Walt Disney, Mary Poppins, studios hollywoodiani, prateria australiane e… lieto fine! Una formula perfetta per un film di successo, ma tanto tanto prevedibile e banale. All’apparenza. Saving Mr Banks, film diretto da John Lee Hancock, uscito qualche tempo fa nelle nostre sale, è una commedia americana che riesce a mischiare sentimentalismo, acidità, verità e illusione e “HOP! Il gioco vien!”. Con uno poco di zucchero la pillola va davvero giù.

Mercoledì, 23 Aprile 2014 00:00

Documentare il sentimento

Scritto da

Terzultimo appuntamento con Visioni-Rassegna del Cinema d’Autore al cinema Partenio di Avellino.
Pergine Valsugana, ad est di Trento, paese nella Valle dei Mòcheni attraversata dal torrente Fèrsina, al giorno d’oggi. Michele è un ragazzino di undici anni che vive con la madre Elisa e il nonno paterno Pietro, contadino e apicoltore. Suo padre è morto da poco, vittima della montagna.

Sabato, 12 Aprile 2014 00:00

Mimmo Borrelli, un Ulisse flegreo

Scritto da

Un documentario fra vita reale e teatro. Questo è ‘A Sciaveca. Un documentario fra la vita e il teatro di Mimmo Borrelli. Un documentario che mostra – senza alcuna pretesa didascalica di dimostrare – quanto e come vita reale e teatro di Mimmo Borrelli s’intridano reciprocamente.
Il titolo è pari pari quello di un testo teatrale dello stesso Borrelli, ed è testo che fa da dorsale alla narrazione filmica, bipartita su due livelli: Mimmo Borrelli nei luoghi di Mimmo Borrelli ed il teatro di Mimmo Borrelli raccontato per immagini da Paolo Boriani, narrato dalla voce di Mimmo Borrelli.

Mercoledì, 09 Aprile 2014 00:00

Save a Prayer

Scritto da

Anche quest’anno la rassegna Visioni, curata dal Centro Donna in collaborazione con i Quaderni di Cinemasud, offre una panoramica dei titoli più interessanti dell’attuale stagione cinematografica che però non hanno goduto di un’adeguata distribuzione. Da metà febbraio fino ad oggi sono già sette i titoli proposti: questa settimana è la volta di Still Life di Uberto Pasolini.

Domenica, 06 Aprile 2014 00:00

Non sempre il genio domina il caos

Scritto da

Quando un uomo diventa famoso ci si chiede sempre da dove sia partito. Conoscere la gavetta che ognuno si porta alle spalle, fatta di resistenze e sacrifici, di rifiuti, di momenti in cui tutto sembrava perduto, di sconforto, ambizione, pazienza, voglia di vincere, ci serve a giustificare un percorso e a rassicurarci. Ci piace poter osservare che quell’uomo non abbia avuto la strada spianata e che quindi meriti di aver riscosso successo. Con Yves Saint Laurent, purtroppo, il discorso è un po’ diverso.

Quel che vi presentiamo oggi è un prodotto lucidamente brillo (come chi vi scrive), perfetta simbiosi tra quel che dovrebbe e non dovrebbe essere. Siamo all’apice di quello che questa modesta rubrica si è prefissa di fare sin dall’inizio. Raccontare l’altro cinema, spesso attraverso il disgusto, o tramite l’introspezione più sperimentale. Ebbene, Holocaust Party sintetizza alla perfezione questo ibrido di genio e bruttezza. Il bello lascia lo spazio al “non so che” di leibniziana memoria. Un’indeterminazione ricca di contenuti, pregna di essenze ontologicamente folgoranti e, a tratti, folgorate. Inutile girarci intorno, stiamo parlando di quel fenomeno che è Andrea Diprè, personaggio che ormai sembra non conoscere più limiti, così come il suo dipreismo profetizza da tempo.

Tanti, troppi film da vedere nelle sale nell’ultimo periodo e poco tempo per farlo: Her, 12 Anni schiavo riproposto dopo la vittoria della statuetta alla scorsa edizione degli Oscar, tutta una sfilza di film italiani più o meno interessanti, eppure, la mia recondita voglia di sano trash e blockbuster, mi ha condotta verso altri lidi, anzi altri imperi è il caso di dire.

Pagina 9 di 13

Sostieni


Facebook