"Era ancora il tempo degli artisti, nel senso che questa parola poteva avere nel lento crepuscolo del Novecento, quando un poeta, un pittore, un regista erano esseri umani investiti da una vocazione, e la loro vita non era un pettegolezzo, una delle tante variabili mercantili della celebrità, un'attraente carriera mondana, ma una storia vissuta ai limiti dell'umano, spremuta fino all'ultima goccia"

Emanuele Trevi

Cinema

Cinema La sala delle immagini

«Nel buio un fascio di pulviscolo bianco si diresse al telo dinnanzi: si generarono immagini. Apparvero donne e uomini in strade mai viste e guglie, ciminiere, ponti, campanili tra case. Apparvero mondi, apparvero storie».

Venerdì, 28 Novembre 2014 00:00

Tre donne per un uomo solo

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Nella Luino di fine anni ’60 un improvviso lutto colpisce le tre sorelle Tettamanzi: il loro padre Mansueto, patrocinatore legale in pensione con la passione della biologia, muore, lasciandole proprietarie della grande casa con giardino e di svariati milioni. Le nubili sorelle, non più giovanissime (e decisamente un po’ bruttine) destano l’attenzione del nuovo vice-capo dell’ufficio delle imposte, tal Emerenziano Paronzini, scapolo attempato, mutilato di guerra sul fronte albanese. Approfittando di una richiesta di verifica fiscale, che preoccupa le tre sorelle, il contabile si offre di aiutarle, iniziando così a frequentare la loro casa.

Domenica, 23 Novembre 2014 00:00

Dormono, dormono sulla collina

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La pellicola di Ermanno Olmi ha due emisferi narrativi e speculari, uno è la storia l’altro è la neve.
In realtà, tutto quello che si potrebbe dire e scrivere di questo film, nel tentativo, resterebbe sepolto sotto questi due grandi sassi, al di sotto dello spesso strato di neve giacerebbe la storia, come una coperta mai abbastanza lunga per coprire ogni cosa, mai abbastanza calda per scaldare i rimasugli della vita.

Venerdì, 07 Novembre 2014 00:00

Giacomo Leopardi: un uomo senza prudenza

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Nella versione filmica, il Leopardi che abbiamo imparato a recitare, senza sentimento, tra i banchi scolastici, è lo stesso uomo che ci dicevano amareggiato e triste. Eppure, Mario Martone, regista, con la performance attoriale di Elio Germano, restituisce qualcosa che forse era andata perduta. Qualcosa di smarrito, non contemplato, superfluo, forse più fastidioso della tristezza nel progresso. Questo è il grande pregio del film, non rinuncia allo stereotipo, ma intreccia fotograficamente l’immagine al flusso incontenibile del verseggiare, sfrutta appieno il potere della settima arte, arricchendo la parola di un corrispettivo visivo aderente alla ragione del nome che si fa sfondo.

Lunedì, 20 Ottobre 2014 00:00

"Posh": il club della superficialità

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Oxford. Primo giorno delle nuove matricole all’Università. Cena di benvenuto. Fiumi di ragazzi entusiasti di gettarsi nell’avventura che li traghetterà verso il loro futuro fatto di carriere sfavillanti ai vertici della società. Così inizia Posh, il film della regista danese Lone Scherfing, trasposizione dell’omonima pièce teatrale di Laura Wade che dal mese di settembre, dopo l’esordio al Toronto International Film Festival, è approdato anche nelle sale italiane.

Sabato, 20 Settembre 2014 00:00

L'uomo sogna di volare

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Nel Giappone del primo dopoguerra nasce e vive Jiro Horikoshi, in un periodo in cui passato, presente e futuro iniziano la loro lotta, dove accanto alle case in legno e pietra delle periferia si ergono gli hangar degli aerodromi, con lo sguardo puntato a un domani migliore per tutto il Sol Levante. Sulle ali di questo sogno vola l'ultimo – in tutti i sensi – film scritto e diretto dal maestro dell'animazione Hayao Miyazaki, ma non chiamatelo inno alla guerra.

Martedì, 16 Settembre 2014 00:00

Una trascendenza in venticinque minuti

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Al cinema Metropolitan lunedi 8 settembre è stato presentato in anteprima nazionale il corto Guado, opera prima del trentacinquenne Egidio Carbone. Drammaturgo, regista, attore del dramma che ha debuttato al San Carlo nel 2010 La bufaliera, negli ultimi anni si è dedicato alla sperimentazione cioè alla ricerca di una nuova forma da dare al personaggio. La sua innovazione, di cui questo corto è la realizzazione cinematografica, è la teoria dell’attore costitutivo.

Venerdì, 12 Settembre 2014 00:00

Hercules contro Hercules

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Parliamoci chiaro: chiunque non abbia trascorso almeno una parte delle propria vita davanti alla televisione la domenica mattina, non può capire l'emozione e la speranza che ogni trailer sul colosso greco genera in me. Tutti quelli che non sanno di cosa sto parlando quando dico "Questa è la storia di un tempo lontanissimo, il tempo dei miti e delle leggende [...]", per loro fortuna non avranno provato il mio sconforto, quel mai troppo lontano gennaio di quest'anno, quando fece capolino in sala Hercules – La leggenda ha inizio (leggenda che può anche finire lì).

Martedì, 02 Settembre 2014 00:00

La rivolta degli schiavi

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Secondo documentario sul lavoro operaio al Laceno d’Oro 2014, Dell’arte della guerra di Luca Bellino e Silvia Luzi è stato inizialmente presentato al Festival Internazionale del Film di Roma di due anni fa, nella sezione Prospettive Italia.

Martedì, 26 Agosto 2014 00:00

Sì, cambiare

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Torna in Irpinia il festival internazionale del cinema Laceno d’Oro, giunto alla sua trentanovesima edizione. Quest’anno il premio principale, intitolato al giornalista e critico avellinese Camillo Marino – fondatore del festival – è stato assegnato al regista cinese Jia Zhang-Ke (di cui si sono visti quattro suoi lavori, tra cui l’ultimo A touch of sin), mentre il premio Giacomo d’Onofrio (collaboratore di Camillo Marino e insieme a lui condirettore della rivista Cinemasud) al giovane autore emergente è andato a Fabio Mollo per Il sud è niente.

Martedì, 12 Agosto 2014 00:00

Sybille e Valerie tra erotismo e sogno

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Sybille e Valerie, protagoniste rispettivamente del film della regista Nelly Kaplan Néa – A Young Emmanuelle e del film Valerie a týden divu di Jaromil Jireš, nonostante la diversità dell’esperienza erotica che si trovano ad esplorare (le prime mestruazioni per Valerie e il primo rapporto sessuale per Sybille) hanno in comune l’avvicinarsi al proprio corpo e alla sessualità in modo spontaneo, senza veli, al quale si contrappone tutto un castello di costrizioni e tabù sociali che finisce per sgretolarsi, lasciando sotto di sé scarne rovine d’infelicità e frustrazione: il padre di Sybille, pur di salvare le apparenze, è pronto a tollerare la relazione adulterina della moglie con Judith, sua sorella e anche zia della ragazza; il parroco missionario, invece, è ansioso di affondare la sua libidine nel corpo di Valerie – “vomitare il loro disgusto in faccia a ogni prete e di puntare su tutta la genìa dei 'primi doveri' l’arma a lunga gittata del cinismo sessuale” (André Breton, Manifesti del surrealismo, Piccola Biblioteca Einaudi, 1966, 1987 e 2003, p. 39).

Mercoledì, 16 Luglio 2014 00:00

Il cinema, il teatro, la vita

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“La maschera non è né l’equivalente della menzogna né il contrario della sincerità: è soltanto la forma più civile ed elegante della complessità dell’artista”.

Thierry Jousse

 

Quando nel 1998 Pedro Almodòvar gira Tutto su mia madre, la scena della morte di un giovane ammiratore è un omaggio al cinema di John Cassavetes: la stessa scena è tra quelle iniziali di La sera della prima (Opening Night), film del 1978 che rappresenta una summa passionale del sentire di Cassavetes e dei codici espressivi e stilistici che di tale sentire rappresentano gli stilemi.

Nelle sale italiane, dal 26 Giugno, è giunta la pellicola Quel che sapeva Maisie, adattamento cinematografico dell’opera omonima di Herny James, datata 1897.
A prestare il volto alla protagonista di questa tenera e delicatissima storia è la piccolissima e talentuosa Onata Aprile, che ci sa offrire una Maisie taciturna, tutt’occhi, dalla sottile e profonda intelligenza, che la piccola si ritrova a vivere come una qualità segreta piuttosto che condivisa coi genitori naturali, impegnati nelle loro scaramucce personali, sfocianti in seguito in un vero e proprio divorzio.

Mercoledì, 04 Giugno 2014 00:00

Cronenberg o un film perfetto

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Su ogni carne consentita
Sulla fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende 
Io scrivo il tuo nome

(Paul Éluard, Libertà)

Un film perfetto. Un horror quotidiano lucido, freddo, geometrico, in cui la violenza sta dentro i corpi, le menti; e quando esplode lascia solo qualche macchia di sangue sul divano. È un Cronenberg che conferma una linea più sobria, “normalizzata”, e forse proprio per questo ancora più devastante.

Martedì, 27 Maggio 2014 00:00

John Turturro, gigolò (quasi) per caso

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Il titolo, il cast e la trama di questo film hanno da subito attirato la mia attenzione e voglio proprio dalle prime righe fare la mia dichiarazione di intenti. Ebbene sì, mi voglio scucire subito: film al di sotto delle mie aspettative. John Michael Turturro, attore, regista e sceneggiatore statunitense di origine italoamericana, dotato di un certo talento e fascino, dopo il grandissimo successo del docufilm musicale su Napoli del 2010, Passione, ci riprova con questa commedia che mischia eros, solitudine, tradizione e convinzioni religiose, Gigolò per caso, chiamando a raccolta uno che di commedia forse forse, ancora ne sa qualcosa: Woody Allen.

Sabato, 17 Maggio 2014 00:00

Federico secondo Ettore

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“Io, nei miei occhi, passeggio sui rami. / I rami passeggiano sul fiume. / Vengono le mie cose essenziali. / Sono ritornelli di ritornelli. / Fra i giunchi e la sera bassa, / che strano chiamarsi Federico!”. Prima delle Canzoni per concludere, In altro modo è declamata nei suoi ultimi sei versi all’inizio dell’ultimo film di Ettore Scola, presentato fuori concorso alla Mostra d’arte cinematografica di Venezia nel 2013: Che stano chiamarsi Federico – Scola racconta Fellini. Versi che ben introducono il sincero ed accorato ricordo dedicato al maestro del cinema italiano nel ventennale della sua scomparsa (31 ottobre 1993). Al di là dell’omonimia, la visionarietà e lo spirito libero e giocoso del poeta andaluso rivivono nello stupore immaginifico del grande riminese, nel suo sguardo appassionato e anarchico, fanciullesco e meravigliato. Uno sguardo carico di stupore e semplicità, indagatore e creativo.

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