“La mia non è indipendenza: è solitudine”

Pier Paolo Pasolini

Cinema

Cinema La sala delle immagini

«Nel buio un fascio di pulviscolo bianco si diresse al telo dinnanzi: si generarono immagini. Apparvero donne e uomini in strade mai viste e guglie, ciminiere, ponti, campanili tra case. Apparvero mondi, apparvero storie».

Domenica, 10 Dicembre 2017 00:00

Piovono pietre, ma Davide sconfigge Golia

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Piovono pietre, di Ken Loach, è ambientato nella Manchester post-thatcheriana. È un film del 1993 che descrive la difficile sopravvivenza di due famiglie operaie; di due operai amici, che vivono assieme il dramma della disoccupazione cercando di aiutarsi. In questi tempi di ultra-capitalismo selvaggio e di precariato globalizzato, reputo importante parlare di lavoro, di valori, di diritti, di equità. E così, riprendo Ken Loach, maestro semplice della classe operaia.

Cosa è l’idiozia? Come si vive da idioti? Chi è veramente idiota? (ammesso che sia possibile definire i limiti e gli ambiti in cui incasellare gli altrui comportamenti ed atteggiamenti). È su questi temi che ci invita a riflettere, come sempre attraverso modi e formule espressive forti, antagonisti ed esasperati, Lars von Trier con il suo film Idioti.
La trama del film è la seguente: un gruppo di giovani amici decide di intraprendere una sorta di esperimento socio-psicologico: fingersi idiota e mostrarsi senza freni inibitori, nei suoi simulati, ricercati, talora poco sostenibili eccessi di demenza, alla benpensante popolazione di una cittadina danese (sicuramente più civile e meno giudicante delle nostre, da quel che si vede nel film... chissà cosa sarebbe successo in Italia...!).

Sabato, 02 Dicembre 2017 00:00

“This Is Us”: l’ingenuità e la vita

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“Tu non sei solo la mia grande storia d'amore, Rebecca, tu sei stata la mia grande svolta. E la nostra storia, anche se ora non sembra proprio, ti assicuro che è appena cominciata”.

 

Avete presente i monologhi cinici di Woody Allen sulle coppie, la vita, l'amore e tutti i fatti dell'esistenza che pare nascondano sempre un doppio fondo isterico e frustrato? Bene, dimenticateli. Dimenticate anche (solo per un po', mi raccomando) la coppia Sartre-de Beauvoir, insieme a tutte quelle cose super colte e super critiche utilissime ed essenziali per smascherare i cliché della nostra società e dei rapporti che in essa si instaurano. Non vi chiedo di lasciarvi intenerire al punto di diventare degli esseri molli senza spina dorsale, né di ottenebrare del tutto la sacrosanta capacità di riconoscere le trappole melliflue che la serie tv di cui a breve parlerò spesso gioca nella sua narrazione.

Mercoledì, 29 Novembre 2017 00:00

“Black Mirror”, perché il peggio deve ancora venire

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Cresce l’attesa per l’arrivo della quarta stagione della serie britannica Black Mirror che sarà un reboot delle precedenti stagioni e che promette come queste di sconvolgere il pubblico mondiale, rimanendo il più possibile fedele a se stessa. Nell’epoca in cui “se non guardi serie tv sei fuori dal mondo”, tocca – per chi non l’ha ancora fatto, o non ci aveva pensato, o non gliene è mai importato nulla – rivedere le precedenti tre stagioni per capire le ragioni dell’attesa e i motivi dello scalpore.

Sabato, 25 Novembre 2017 00:00

Oltre la pioggia, la felicità

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Chiudo gli occhi e scorre dentro ad essi il fiume di pioggia pressoché incessante del film. Una bella idea, una originale realizzazione e un’ottima resa cinematografica. Questo splendido film d’animazione di Alessandro Rak è stato infatti premiato, per citare due kermesse, allo European Film Awards e al Raindance Festival di Londra.

Venerdì, 17 Novembre 2017 00:00

Lo scoppiettante oltre-musical sotto il Vesuvio

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I Manetti Bros. colpiscono nel segno anche con il secondo lungometraggio, Ammore e malavita, presentato lo scorso settembre al Festival del Cinema di Venezia. Il dilemma, più simbolico che storico, con cui parte il presente articolo è il seguente: è nato prima il musical, oppure la sceneggiata (napoletana, ovviamente)? Perché di Ammore e malavita è stato scritto che è un musical, ma in realtà non si rifà – né rifà il verso − al genere di origine operistica poi adattato su misura al gusto “ammericano”, un po’ barocco, naïf e ridondante, ma a quella specifica, specialissima, incomparabile, commedia napoletana condita di musica e canti e di un pathos caricaturale e paradossale oltre i limiti di una realistica tollerabilità emozionale che va sotto il nome, per l’appunto, di sceneggiata.

Sabato, 11 Novembre 2017 00:00

Il sublime paradosso di “Violent Cop”

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Violent Cop è il primo film di Takeshi Kitano. Vi si racconta la storia di un poliziotto, Azuma – interpretato dallo stesso Kitano − che agisce in maniera eufemisticamente poco canonica: egli, disobbedendo ai suoi superiori, usa di propria iniziativa metodi violenti contro i criminali.

“So di star raccontando in maniera cretina una vita immaginaria. Ogni autobiografia è sempre immaginaria”. Dice una voce. Su questa voce si sono compiuti studi, tesi di laurea, mentre divideva appassionati e detrattori in ogni parte del mondo. È la voce di Carmelo Bene. Di nuovo viva, a quindici anni dalla scomparsa. È stata ritrovata dal regista Giuseppe Sansonna ed è diventata narrante nel docufilm Tracce di Bene, in programma alla Festa del Cinema di Roma e in onda su Sky Arte il 2 novembre.

Martedì, 17 Ottobre 2017 00:00

Il ritorno dei replicanti: "Blade Runner 2049"

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Quando si alza il sipario è innanzitutto la musica a rapirti. Gli strumenti utilizzati per crearla sono gli stessi impiegati nella realizzazione di Blade Runner, uscito nel non più tanto lontano 1982, e le melodie di nuovo incorporano le immagini, le quali si stagliano, dal primo respiro del film, su di una vastità imponente e desolata, che taglia il fiato. Così la pellicola avvolge ogni più piccolo dettaglio, non lo aggira mai, né lo suggerisce in una seducente nuvola di sensazione, sviscerando fin quasi all’ossessività ogni minuscolo grumo della trama.

Venerdì, 29 Settembre 2017 00:00

Il segno della "Gatta" attraversa i secoli

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È un’opera bollente e sudata, la nuova Gatta Cenerentola “made in Naples” ad opera della Mad Entertainment. Nasce nel cuore del centro storico di Napoli, Piazza del Gesù Nuovo, crocevia – insieme a Piazza San Domenico Maggiore ed alla terza piazza, Bellini − di studenti, turisti, autoctoni, lavoratori fuori sede, artisti, immigrati.

Martedì, 19 Settembre 2017 00:00

Roberto Longhi e l'Officina cinematografica

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Le molteplici modalità dei rapporti che nel corso del tempo si sono intessuti nel contesto italiano tra letteratura, letterati e cinema sono al centro dell'ultimo e corposo volume di Gian Piero Brunetta, Attrazione fatale (Mimesis, 2017). Lo studioso, passando in rassegna la storia del cinema nazionale, individua e indaga problematiche e personalità costituenti casi esemplari delle interazioni tra letteratura e cinema. "La letteratura è iscritta nel DNA del cinema italiano, ne costituisce una struttura portante e gli scrittori e letterati ne sono i vettori privilegiati, coloro che aiutano a creare i ponti tra le due realtà" (p. 8).

Domenica, 10 Settembre 2017 00:00

Riflessioni sulla mise en abyme

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Il saggio di Alessandro Cutrona, L’attualità della mise en abyme nelle opere di Peter Greenaway e Charlie Kaufman (Mimesis edizioni, 2017), indaga quei rapporti di somiglianza tra un’opera ed il suo contenuto, tra la realtà mostrata e quella contenuta, capaci di creare un gioco interpretativo senza fine; in altre parole affronta quella situazione indicata da Andrè Gide con l’espressione mise en abyme.

Il diritto di contare (Heading Figures, in inglese) di Theodore Melfi è un film bello. E lo è a dispetto di una certa retorica buonista che in diversi passaggi è piuttosto marcata, tanto da apparire una precisa, e sapiente, scelta registica.
Ma andiamo con ordine. Il film, tratto dal romanzo Heading Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space di Margot Lee Shetterly racconta del ruolo-chiave di tre donne afro-americane nel concorrere alla riuscita della missione nello spazio del primo uomo americano, John Glenn.

Sabato, 26 Agosto 2017 00:00

"Moonlight": una luna senza luce

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Il presentimento e la curiosità. Questi i due estremi psico-mentali tra i quali collocare la visione del film Moonlight, vincitore dell’Oscar per il miglior film del 2017 (statuetta anche alla migliore sceneggiatura non originale e al miglior attore non protagonista, Mahershala Ali).
Come sempre, avrei dovuto fidarmi del mio fiuto simil-bracco che già mi aveva tenuta lontana dalle sale cinematografiche in occasione dell’uscita del film e poi della sua riproposizione susseguente la premiazione hollywoodiana. Invece l’ottundimento da insopportabile calore felsineo mi ha spinto in un’arena estiva. In questa arena, però (e ahimè...), gli unici sussulti coinvolgenti sono stati dati dalle zanzare.

Martedì, 25 Luglio 2017 00:00

Cinema e neuroscienze

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Le neuroscienze hanno da tempo evidenziato quanto l'intelligenza umana sia legata alla corporeità degli individui e come quest'ultima si realizzi pienamente attraverso l'esperienza. Il corpo riveste un ruolo centrale nelle pratiche di simulazione che gli individui mettono in campo tanto nella vita quotidiana, quanto nelle esperienze estetiche e mediate. Nel saggio Lo schermo empatico. Cinema e neuroscienze (Raffaello Cortina Editore, 2015), gli autori, Vittorio Gallese e Michele Guerra, un neuroscienziato ed un teorico del cinema, indagano la relazione che lega lo spettatore alle immagini cinematografiche, il tipo di rapporto intersoggettivo che si instaura tra gli spettatori ed i mondi possibili della finzione prodotti dal cinema.

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