“Sì, dimenticheranno. È il nostro destino, non ci si può fare nulla. Ciò che a noi sembra serio, significativo, molto importante, col passare del tempo sarà dimenticato o sembrerà irrilevante. Ed è curioso che noi oggi non possiamo assolutamente sapere che cosa domani sarà ritenuto sublime, importante e cosa meschino, ridicolo. E la nostra vita, che oggi viviamo con tanta naturalezza, apparirà col tempo strana e scomoda, priva di intelligenza, forse addirittura immorale”.

Anton Pavlovič Čechov

Cinema

Cinema La sala delle immagini

«Nel buio un fascio di pulviscolo bianco si diresse al telo dinnanzi: si generarono immagini. Apparvero donne e uomini in strade mai viste e guglie, ciminiere, ponti, campanili tra case. Apparvero mondi, apparvero storie».

Venerdì, 17 Novembre 2017 00:00

Lo scoppiettante oltre-musical sotto il Vesuvio

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I Manetti Bros. colpiscono nel segno anche con il secondo lungometraggio, Ammore e malavita, presentato lo scorso settembre al Festival del Cinema di Venezia. Il dilemma, più simbolico che storico, con cui parte il presente articolo è il seguente: è nato prima il musical, oppure la sceneggiata (napoletana, ovviamente)? Perché di Ammore e malavita è stato scritto che è un musical, ma in realtà non si rifà – né rifà il verso − al genere di origine operistica poi adattato su misura al gusto “ammericano”, un po’ barocco, naïf e ridondante, ma a quella specifica, specialissima, incomparabile, commedia napoletana condita di musica e canti e di un pathos caricaturale e paradossale oltre i limiti di una realistica tollerabilità emozionale che va sotto il nome, per l’appunto, di sceneggiata.

Sabato, 11 Novembre 2017 00:00

Il sublime paradosso di “Violent Cop”

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Violent Cop è il primo film di Takeshi Kitano. Vi si racconta la storia di un poliziotto, Azuma – interpretato dallo stesso Kitano − che agisce in maniera eufemisticamente poco canonica: egli, disobbedendo ai suoi superiori, usa di propria iniziativa metodi violenti contro i criminali.

“So di star raccontando in maniera cretina una vita immaginaria. Ogni autobiografia è sempre immaginaria”. Dice una voce. Su questa voce si sono compiuti studi, tesi di laurea, mentre divideva appassionati e detrattori in ogni parte del mondo. È la voce di Carmelo Bene. Di nuovo viva, a quindici anni dalla scomparsa. È stata ritrovata dal regista Giuseppe Sansonna ed è diventata narrante nel docufilm Tracce di Bene, in programma alla Festa del Cinema di Roma e in onda su Sky Arte il 2 novembre.

Martedì, 17 Ottobre 2017 00:00

Il ritorno dei replicanti: "Blade Runner 2049"

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Quando si alza il sipario è innanzitutto la musica a rapirti. Gli strumenti utilizzati per crearla sono gli stessi impiegati nella realizzazione di Blade Runner, uscito nel non più tanto lontano 1982, e le melodie di nuovo incorporano le immagini, le quali si stagliano, dal primo respiro del film, su di una vastità imponente e desolata, che taglia il fiato. Così la pellicola avvolge ogni più piccolo dettaglio, non lo aggira mai, né lo suggerisce in una seducente nuvola di sensazione, sviscerando fin quasi all’ossessività ogni minuscolo grumo della trama.

Venerdì, 29 Settembre 2017 00:00

Il segno della "Gatta" attraversa i secoli

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È un’opera bollente e sudata, la nuova Gatta Cenerentola “made in Naples” ad opera della Mad Entertainment. Nasce nel cuore del centro storico di Napoli, Piazza del Gesù Nuovo, crocevia – insieme a Piazza San Domenico Maggiore ed alla terza piazza, Bellini − di studenti, turisti, autoctoni, lavoratori fuori sede, artisti, immigrati.

Martedì, 19 Settembre 2017 00:00

Roberto Longhi e l'Officina cinematografica

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Le molteplici modalità dei rapporti che nel corso del tempo si sono intessuti nel contesto italiano tra letteratura, letterati e cinema sono al centro dell'ultimo e corposo volume di Gian Piero Brunetta, Attrazione fatale (Mimesis, 2017). Lo studioso, passando in rassegna la storia del cinema nazionale, individua e indaga problematiche e personalità costituenti casi esemplari delle interazioni tra letteratura e cinema. "La letteratura è iscritta nel DNA del cinema italiano, ne costituisce una struttura portante e gli scrittori e letterati ne sono i vettori privilegiati, coloro che aiutano a creare i ponti tra le due realtà" (p. 8).

Domenica, 10 Settembre 2017 00:00

Riflessioni sulla mise en abyme

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Il saggio di Alessandro Cutrona, L’attualità della mise en abyme nelle opere di Peter Greenaway e Charlie Kaufman (Mimesis edizioni, 2017), indaga quei rapporti di somiglianza tra un’opera ed il suo contenuto, tra la realtà mostrata e quella contenuta, capaci di creare un gioco interpretativo senza fine; in altre parole affronta quella situazione indicata da Andrè Gide con l’espressione mise en abyme.

Il diritto di contare (Heading Figures, in inglese) di Theodore Melfi è un film bello. E lo è a dispetto di una certa retorica buonista che in diversi passaggi è piuttosto marcata, tanto da apparire una precisa, e sapiente, scelta registica.
Ma andiamo con ordine. Il film, tratto dal romanzo Heading Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space di Margot Lee Shetterly racconta del ruolo-chiave di tre donne afro-americane nel concorrere alla riuscita della missione nello spazio del primo uomo americano, John Glenn.

Sabato, 26 Agosto 2017 00:00

"Moonlight": una luna senza luce

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Il presentimento e la curiosità. Questi i due estremi psico-mentali tra i quali collocare la visione del film Moonlight, vincitore dell’Oscar per il miglior film del 2017 (statuetta anche alla migliore sceneggiatura non originale e al miglior attore non protagonista, Mahershala Ali).
Come sempre, avrei dovuto fidarmi del mio fiuto simil-bracco che già mi aveva tenuta lontana dalle sale cinematografiche in occasione dell’uscita del film e poi della sua riproposizione susseguente la premiazione hollywoodiana. Invece l’ottundimento da insopportabile calore felsineo mi ha spinto in un’arena estiva. In questa arena, però (e ahimè...), gli unici sussulti coinvolgenti sono stati dati dalle zanzare.

Martedì, 25 Luglio 2017 00:00

Cinema e neuroscienze

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Le neuroscienze hanno da tempo evidenziato quanto l'intelligenza umana sia legata alla corporeità degli individui e come quest'ultima si realizzi pienamente attraverso l'esperienza. Il corpo riveste un ruolo centrale nelle pratiche di simulazione che gli individui mettono in campo tanto nella vita quotidiana, quanto nelle esperienze estetiche e mediate. Nel saggio Lo schermo empatico. Cinema e neuroscienze (Raffaello Cortina Editore, 2015), gli autori, Vittorio Gallese e Michele Guerra, un neuroscienziato ed un teorico del cinema, indagano la relazione che lega lo spettatore alle immagini cinematografiche, il tipo di rapporto intersoggettivo che si instaura tra gli spettatori ed i mondi possibili della finzione prodotti dal cinema.

Chi intende approfondire le caratteristiche delle immagini proprie della contemporaneità ed i rapporti che si creano tra queste e gli spettatori, non può prescindere dagli studi di Andrea Rabbito pubblicati in una monumentale tetralogia di saggi composta da: Il cinema è sogno. Le nuove immagini e i principi della modernità (Mimesis, 2012), L’illusione e l’inganno. Dal Barocco al cinema (Bonanno, 2010), Il moderno e la crepa. Dialogo con Mario Missiroli (Mimesis, 2012) e L’onda mediale. Le nuove immagini nell’epoca della società visuale (Mimesis, 2015).

Giovedì, 06 Luglio 2017 00:00

Immagini e sguardi indagatori

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A partire dalla fine dell'Ottocento le arti visive hanno iniziato ad approfondire l’importanza di ciò che nell'opera si nega all’osservazione perché posto fuori campo o perché non di facile individuazione. A partire dalla fine del XIX secolo diverse opere richiedono allo spettatore di essere osservate con un tipo di sguardo particolare ed è proprio a tale modalità di visione che lo storico dell'arte Victor I. Stoichita dedica il saggio Effetto Sherlock (Il Saggiatore, 2017).

Martedì, 27 Giugno 2017 00:00

Strategie del desiderio tra trailer e film

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Nel campo degli audiovisivi già da qualche tempo stanno uscendo numerose analisi riguardanti le sigle che, soprattutto nelle serie televisive, hanno raggiunto elevati livelli di complessità e, quel che più importa, a volte incidono in maniera rilevante sul film o sulla puntata che introducono. Martina Federico con il suo ultimo libro si sofferma invece su un altro testo audiovisivo importante: il trailer.

L’aspetto del personaggio di Amy Adams (Louise Banks) è rilevante per la percezione del suo spirito. Molto semplice ed essenziale, con uno stile che rasenta il dimesso, ma in modo assolutamente elegante e raffinato, esso rispecchia la personalità di una linguista perennemente dedita allo studio appassionato della propria materia, con la quale fa coincidere il pensiero intorno all’intera esistenza e la fattività della propria.

Secondo Giorgio E. S. Ghisolfi − regista e docente di discipline attinenti all’audiovisivo, al cinema e al cinema d’animazione − alla sua uscita nel 1977 Star Wars si propone come particolare risposta agli interrogativi identitari che attraversano la società americana post-sessantotto in un mondo nettamente diviso in blocchi. Si tratta di un'opera che, grazie alla sua stratificazione, risulta capace di dare a ciascun pubblico ciò di cui ha bisogno.

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