“Sprezzatura è un ritmo morale, è la musica di una grazia interiore; è il tempo, vorrei dire, nel quale si manifesta la compiuta libertà di un destino”

Cristina Campo

Cinema

Cinema La sala delle immagini

«Nel buio un fascio di pulviscolo bianco si diresse al telo dinnanzi: si generarono immagini. Apparvero donne e uomini in strade mai viste e guglie, ciminiere, ponti, campanili tra case. Apparvero mondi, apparvero storie».

Sabato, 25 Gennaio 2020 00:00

“Oh, Serafina!”: un insolito Pozzetto

Scritto da

Negli anni Settanta, come nel decennio precedente, la cinematografia d’autore è molto attenta a descrivere i momenti più difficili della storia italiana. Molto vasta la produzione a cominciare da Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri, dalla strage di Piazza Fontana con l’avvio della “strategia della tensione” fino a Il giocattolo (1979) di Giuliano Montaldo, massima espressione della sfiducia nella giustizia, del cittadino che si ribella e si autoproclama giudice facendosi giustizia da sé. Un tema non poco sentito dai registi di quegli anni è l’ambientalismo.

Giovedì, 09 Gennaio 2020 00:00

Come un drappo su un monumento

Scritto da

“In un certo senso la camicia che nascondeva e al tempo stesso sottolineava la sua erezione, come un drappo su un monumento, rispettava educatamente l’etichetta stabilita dal vestito di lei”.
Il corsivo è mio; la frase è presa da Chesil Beach, il romanzo del 2007 di Ian McEwan, portato al cinema nel 2017 da Dominic Cooke; l’erezione è di Edward Mayhew, protagonista, con l’adorabile Florence Ponting, del romanzo; la scena si svolge nella camera da letto nuziale della coppia, dove tentano (è la prima volta per entrambi) di fare l’amore.

Alla luce dei caminetti accesi nelle stanze di una casa scavata nella roccia in una sperduta cittadina dell’Anatolia, i componenti di una famiglia si guardano negli occhi e parlano. Parlano per tutto il film, mentre il fuoco imprime sagome d’ombra sui muri di pietra ocra e, al di là delle finestre, si apparecchiano distese di cavalli vinti e neve indomabile.

Sabato, 14 Dicembre 2019 00:00

Ken Loach e i ladri di pistolette

Scritto da

Se una nuova coppia Zavattini/De Sica volesse rifare Ladri di biciclette probabilmente ambienterebbe il film nel mondo dei rider, quelli che su due ruote si scapicollano sulle strade delle nostre città per consegnare pasti caldi, elettronica d'avanguardia o pacchi di libri sui danni dell'elettronica d'avanguardia e della gig economy.

Venerdì, 27 Dicembre 2019 00:00

Le lezioni di cinema di Stefano Incerti

Scritto da

È riferendosi a Douglas Sirk, nell’osservare come i film del maestro del melodramma cinematografico sapessero risolversi totalmente sullo schermo con i soli mezzi del cinema, che Rainer Werner Fassbinder segnalò la capacità dei film di “liberare la testa” dello spettatore ed è a tale convinzione che si rifà il titolo scelto da Stefano Incerti per il suo libro: I film liberano la testa. Teoria e analisi del cinema (Meltemi, 2019).
Riprendendo nel volume le lezioni tenute nel corso di Cinematografia presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 2011 l’autore, attraverso l’analisi di alcune opere cinematografiche ritenute funzionali ad esemplificare concetti pratici o teorici attinenti alla realizzazione fattuale di un film, intende fornire elementi utili alla comprensione del processo che dall’ideazione conduce sino al lancio di un’opera cinematografica.
L’ottica con cui Incerti analizza i film è pertanto volutamente altra rispetto a quella della critica cinematografica.

Venerdì, 13 Dicembre 2019 00:00

Nel labirinto... della noia

Scritto da

Non sono bastati neppure Toni Servillo e Dustin Hoffman a farne un buon film. L’uomo del labirinto, il secondo lavoro alla regia di Donato Carrisi, adattamento cinematografico del romanzo omonimo uscito nel 2017, delude le aspettative del pubblico e in particolare di chi, già appassionato dei suoi libri, aveva apprezzato La ragazza nella nebbia, film di esordio dello scrittore dietro ad una telecamera.

Sabato, 07 Dicembre 2019 00:00

Visioni e suggestioni dal Torino Film Festival

Scritto da

Si è conclusa la trentasettesima edizione del Torino Film Festival diretto da Emanuela Martini, una rassegna quest'anno in toni minori, senza grandi scoperte, sia tra i film in concorso sia nelle sezioni trasversali, da parte di un festival che tradizionalmente si è concentrato sull’emersione dei talenti e sulla ricerca di sperimentazione nel linguaggio cinematografico.

Martedì, 17 Dicembre 2019 00:00

Angeli e spettatori

Scritto da

Quanto è grande il cielo sopra Kibera. Se si ha il coraggio di alzare la testa, nonostante il caldo, la spazzatura e le macchine veloci, si vede quanto è grande. E che cosa promette. Marco Martinelli la chiama “fame di luce” e dice che è sempre la stessa cosa, ovunque e in ogni tempo. Eppure oggi, qui, diventa dirompente. Che cosa significa fame a Kibera. Che cosa significa luce. Lo sguardo di Martinelli ci prende per mano e ce lo mostra, novello Virgilio è la sua macchina da presa.

Un po’ in sordina rispetto al premio vinto lo scorso maggio (Palma d’Oro a Cannes), il 7 Novembre è uscito nelle sale italiane il film sud-coreano Parasite, del poco noto Bong Joon-ho. Il suo film più noto e acclamato, Memories of Murder, risale al 2003; poi altri tre o quattro lungometraggi. Una carriera non scoppiettante, ma certo interessante.

Lunedì, 11 Novembre 2019 00:00

Un secolo di cinema tedesco

Scritto da

Analizzare il cinema tedesco è sicuramente complesso sia per questioni storiche – il Paese è passato dalla Germania guglielmina, alla Repubblica di Weimar, al periodo nazista, alla divisione nel dopoguerra per poi riunificarsi – che per il costante mutare del rapporto che tale cinematografia ha avuto con il pubblico nazionale e con quello internazionale. Inoltre, altro elemento da non sottovalutare è la particolare relazione che tale produzione cinematografica ha avuto con le altre arti e gli altri media.

Martedì, 05 Novembre 2019 00:00

La rimozione di Dioniso nel cinema americano

Scritto da

“Ne La nascita della tragedia, Friedrich Nietzsche indica in Dioniso e Apollo le figure in cui si condensano i due aspetti principali della realtà: un fondo caotico da cui lo sguardo trae forme armoniche, che conferiscono al Caos un ordine – insieme compiuto e provvisorio. Osservata da questa prospettiva, la settima arte risulta arte tragica per eccellenza”. Andrea Laquidara – nel suo John Ford e il cinema americano. Ovvero la rimozione di Dioniso (Mimesis 2019) – segnala come ad Hollywood si sia sviluppata una tendenza volta alla rimozione di Dioniso ed intende affrontarla a partire dall’analisi di alcune sequenze tratte dai film di Ford.

Pagina 1 di 14

Sostieni


Facebook