“Pecché, vedite, 'e puttane, soprattutto chelle napulitane, so' fatte proprio accussì: a loro, in fondo, non ce ne fotte niente d' 'e denare, d' 'e solde, no... Lloro so' 'nnammurate sulo d' 'e pparole, 'e chilli sciusce d'aria senza cunsistenza ca so' 'e pparole, meglio ancora si so' forestiere”.

Enzo Moscato

Cinema

Cinema La sala delle immagini

«Nel buio un fascio di pulviscolo bianco si diresse al telo dinnanzi: si generarono immagini. Apparvero donne e uomini in strade mai viste e guglie, ciminiere, ponti, campanili tra case. Apparvero mondi, apparvero storie».

Martedì, 19 Settembre 2017 00:00

Roberto Longhi e l'Officina cinematografica

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Le molteplici modalità dei rapporti che nel corso del tempo si sono intessuti nel contesto italiano tra letteratura, letterati e cinema sono al centro dell'ultimo e corposo volume di Gian Piero Brunetta, Attrazione fatale (Mimesis, 2017). Lo studioso, passando in rassegna la storia del cinema nazionale, individua e indaga problematiche e personalità costituenti casi esemplari delle interazioni tra letteratura e cinema. "La letteratura è iscritta nel DNA del cinema italiano, ne costituisce una struttura portante e gli scrittori e letterati ne sono i vettori privilegiati, coloro che aiutano a creare i ponti tra le due realtà" (p. 8).

Domenica, 10 Settembre 2017 00:00

Riflessioni sulla mise en abyme

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Il saggio di Alessandro Cutrona, L’attualità della mise en abyme nelle opere di Peter Greenaway e Charlie Kaufman (Mimesis edizioni, 2017), indaga quei rapporti di somiglianza tra un’opera ed il suo contenuto, tra la realtà mostrata e quella contenuta, capaci di creare un gioco interpretativo senza fine; in altre parole affronta quella situazione indicata da Andrè Gide con l’espressione mise en abyme.

Il diritto di contare (Heading Figures, in inglese) di Theodore Melfi è un film bello. E lo è a dispetto di una certa retorica buonista che in diversi passaggi è piuttosto marcata, tanto da apparire una precisa, e sapiente, scelta registica.
Ma andiamo con ordine. Il film, tratto dal romanzo Heading Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space di Margot Lee Shetterly racconta del ruolo-chiave di tre donne afro-americane nel concorrere alla riuscita della missione nello spazio del primo uomo americano, John Glenn.

Sabato, 26 Agosto 2017 00:00

"Moonlight": una luna senza luce

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Il presentimento e la curiosità. Questi i due estremi psico-mentali tra i quali collocare la visione del film Moonlight, vincitore dell’Oscar per il miglior film del 2017 (statuetta anche alla migliore sceneggiatura non originale e al miglior attore non protagonista, Mahershala Ali).
Come sempre, avrei dovuto fidarmi del mio fiuto simil-bracco che già mi aveva tenuta lontana dalle sale cinematografiche in occasione dell’uscita del film e poi della sua riproposizione susseguente la premiazione hollywoodiana. Invece l’ottundimento da insopportabile calore felsineo mi ha spinto in un’arena estiva. In questa arena, però (e ahimè...), gli unici sussulti coinvolgenti sono stati dati dalle zanzare.

Martedì, 25 Luglio 2017 00:00

Cinema e neuroscienze

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Le neuroscienze hanno da tempo evidenziato quanto l'intelligenza umana sia legata alla corporeità degli individui e come quest'ultima si realizzi pienamente attraverso l'esperienza. Il corpo riveste un ruolo centrale nelle pratiche di simulazione che gli individui mettono in campo tanto nella vita quotidiana, quanto nelle esperienze estetiche e mediate. Nel saggio Lo schermo empatico. Cinema e neuroscienze (Raffaello Cortina Editore, 2015), gli autori, Vittorio Gallese e Michele Guerra, un neuroscienziato ed un teorico del cinema, indagano la relazione che lega lo spettatore alle immagini cinematografiche, il tipo di rapporto intersoggettivo che si instaura tra gli spettatori ed i mondi possibili della finzione prodotti dal cinema.

Chi intende approfondire le caratteristiche delle immagini proprie della contemporaneità ed i rapporti che si creano tra queste e gli spettatori, non può prescindere dagli studi di Andrea Rabbito pubblicati in una monumentale tetralogia di saggi composta da: Il cinema è sogno. Le nuove immagini e i principi della modernità (Mimesis, 2012), L’illusione e l’inganno. Dal Barocco al cinema (Bonanno, 2010), Il moderno e la crepa. Dialogo con Mario Missiroli (Mimesis, 2012) e L’onda mediale. Le nuove immagini nell’epoca della società visuale (Mimesis, 2015).

Giovedì, 06 Luglio 2017 00:00

Immagini e sguardi indagatori

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A partire dalla fine dell'Ottocento le arti visive hanno iniziato ad approfondire l’importanza di ciò che nell'opera si nega all’osservazione perché posto fuori campo o perché non di facile individuazione. A partire dalla fine del XIX secolo diverse opere richiedono allo spettatore di essere osservate con un tipo di sguardo particolare ed è proprio a tale modalità di visione che lo storico dell'arte Victor I. Stoichita dedica il saggio Effetto Sherlock (Il Saggiatore, 2017).

Martedì, 27 Giugno 2017 00:00

Strategie del desiderio tra trailer e film

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Nel campo degli audiovisivi già da qualche tempo stanno uscendo numerose analisi riguardanti le sigle che, soprattutto nelle serie televisive, hanno raggiunto elevati livelli di complessità e, quel che più importa, a volte incidono in maniera rilevante sul film o sulla puntata che introducono. Martina Federico con il suo ultimo libro si sofferma invece su un altro testo audiovisivo importante: il trailer.

L’aspetto del personaggio di Amy Adams (Louise Banks) è rilevante per la percezione del suo spirito. Molto semplice ed essenziale, con uno stile che rasenta il dimesso, ma in modo assolutamente elegante e raffinato, esso rispecchia la personalità di una linguista perennemente dedita allo studio appassionato della propria materia, con la quale fa coincidere il pensiero intorno all’intera esistenza e la fattività della propria.

Secondo Giorgio E. S. Ghisolfi − regista e docente di discipline attinenti all’audiovisivo, al cinema e al cinema d’animazione − alla sua uscita nel 1977 Star Wars si propone come particolare risposta agli interrogativi identitari che attraversano la società americana post-sessantotto in un mondo nettamente diviso in blocchi. Si tratta di un'opera che, grazie alla sua stratificazione, risulta capace di dare a ciascun pubblico ciò di cui ha bisogno.

Giovedì, 15 Giugno 2017 00:00

Storia della serialità televisiva

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Abbiamo già avuto modo di affrontare il volume di Giorgio Grignaffini ed Andrea Bernardelli, Che cos'è una serie televisiva, (Carocci, 2017) ricavandone una mappatura di forme e modelli delle produzioni seriali televisive, in questo nuovo scritto torniamo sul lavoro dei due studiosi per  tracciare le tappe principali che hanno scandito la storia delle produzioni americane e italiane.

Giovedì, 08 Giugno 2017 00:00

"Pastorale americana": la morte del sogno americano

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“Io, il famoso scrittore, l’ultimo a conoscere questa storia. Ma adesso voglio sapere tutto, voglio sapere cosa ne è stato dell’uomo da cui ci saremmo aspettati solo successi, il nostro eroe, il nostro Kennedy”

 

Seymour Levon, “lo svedese”, conduce quella che potrebbe definirsi un’esistenza perfetta: vive in una bella tenuta in campagna del New Jersey con la sua bella moglie, un tempo reginetta di bellezza, e la loro unica figlia Merry, il cui balbettio appare l’unica motivazione di preoccupazione per l’uomo.
Per anni alla guida delle squadre di football, baseball e basket della sua scuola, e dipinto da chiunque come un eroe per le sue doti atletiche ed il suo aspetto molto gradevole, gestisce ora la Newark Maid, una piccola fabbrica di guanti in espansione, lasciatagli dal padre al momento del suo pensionamento.

Venerdì, 02 Giugno 2017 00:00

Forme e modelli della serialità televisiva

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Le serie televisive, oltre a divertire il pubblico, sono prodotti narrativi che consentono di comprendere meglio la società e la cultura dei nostri tempi. A partire da tale convinzione Giorgio Grignaffini ed Andrea Bernardelli hanno recentemente pubblicato per Carocci editore Che cos'è una serie televisiva, un piccolo manuale utile a comprendere questa particolare forma di narrazione audiovisiva. Il volume è articolato in quattro sezioni principali: nella prima si passano in rassegna le modalità di classificazione della serialità televisiva definendone formati e generi narrativi, nella seconda si traccia una storia delle produzioni americane ed italiane, mentre le ultime due sezioni forniscono rispettivamente una descrizione dei processi ideativi e produttivi ed un tentativo di delineare lo sviluppo futuro della serialità televisiva.

Venerdì, 26 Maggio 2017 00:00

"Wald der Echos": realtà o incipit di un sogno?

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Christina ha perso il suo gruppo di amici durante una gita nel bosco. Sola e alla ricerca dei suoi compagni, s’imbatte sulle sponde di un lago nei corpi di tre bambine annegate. Un giorno d’estate, giocando nel bosco, Jasmin, Calista e Katharina scoprono sulle sponde di un lago il corpo di una ragazzina annegata. Le tre cuginette sono pronte a nascondere il cadavere ma gli occhi di quest’ultimo si aprono improvvisamente.
Realtà o incipit di un sogno?

Lunedì, 22 Maggio 2017 00:00

L’iperbole di Hannah Baker

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“A che cosa pensano questi umani fragili?”
  (Baustelle – La canzone del parco)


Tredici è una serie tv disponibile su Netflix, il titolo originale è 13 Reasons Why, ed è diventata in pochissimo tempo un vero e proprio caso mediatico. La trama se non originale è comunque molto accattivante, complice anche il finale che ci viene svelato fin dall’inizio. Chi guarda ne sa quanto i personaggi, man mano insieme a loro, lo spettatore arricchisce di dettagli il quadro finale, il quale non è dei migliori, anzi, è una vera tragedia. Ci sentiamo tutti un po’ detective, sulla pelle di Hannah Baker, un’adolescente americana che un bel giorno decide di tagliarsi le vene e farla finita, non prima di aver registrato tredici nastri nei quali spiega i motivi del suo gesto. Ogni nastro una persona, perché saranno queste persone a uccidere Hannah, senza farlo mai per davvero.

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