“Quando tutto manca, quando tutto ci delude, quando tutto appare come una disfatta irreparabile, forse una sola cosa mi resta sempre: 'a voce. È questa, per me, il piccolo scoglio su cui mi ritiro davanti alla visione di perigliose acque da cui sono scampato”.

Enzo Moscato

Cinema

Cinema La sala delle immagini

«Nel buio un fascio di pulviscolo bianco si diresse al telo dinnanzi: si generarono immagini. Apparvero donne e uomini in strade mai viste e guglie, ciminiere, ponti, campanili tra case. Apparvero mondi, apparvero storie».

La forma dell’acqua di Guillermo del Toro è prima di tutto un film romantico ed un omaggio. È un film romantico perché narra di amore e amori, perché i protagonisti sono persone considerate fuori dalla norma (una donna muta, un uomo-anfibio semi-divino, un anziano disegnatore talentuoso ma escluso dal mondo del lavoro, e dal mondo di tutti i giorni, perché omosessuale). I tre personaggi potrebbero costituire tre cliché, invece del Toro unisce ad arte i fili di questa fiaba a metà tra la spy-story, il racconto fantastico, la commedia anni ’30-’40.

Giovedì, 01 Marzo 2018 00:00

La poeticità dell'amore viene dall'Est

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Corpo e anima, candidato all’Oscar 2018 come migliore film straniero, dell’ungherese Ildikó Enyedi, è un film dal substrato psicanalitico, ma dallo svolgimento realista (e minimalista). La regista, il cui film è stato premiato a Berlino con l’Orso d’Oro, riesce con delicatezza ed eleganza ad unire i due territori, chiari fin dal titolo: l’esteriorità e l’interiorità, l’aspetto e il comportamento da un lato, l’inconscio e l’emotività dall’altro.

“La valenza politica di un film come La grande bellezza risiede in questa sua capacità di costruire un’identificazione dello spettatore con lo scenario immaginario della fantasia ideologica dominante, e di condurlo così verso un’esperienza destabilizzante della sua inconsistenza e del vuoto su cui si articola tutta la struttura significante del potere”.
Guido Mori

 


Sin dalla sua uscita La grande bellezza (2013) di Paolo Sorrentino ha suscitato giudizi netti oscillanti tra una dichiarata ostilità ed una ricezione entusiastica. Secondo Guido Mori, autore del recente saggio Del desiderio e del godimento. Viaggio al termine dell’ideologia ne La grande bellezza di Paolo Sorrentino (Mimesis, 2018) in molti casi è mancata un’approfondita riflessione sui contenuti e sugli interrogativi proposti dal film.

Venerdì, 16 Febbraio 2018 00:00

I territori reconditi di Ebbing

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Tre manifesti a Ebbing, Missouri è un film strano, difficile. Può sembrare un tentativo imitativo del pulp grottesco dei fratelli Cohen, ma non è così. Questo film, frutto del lavoro dell’inglese (di origine irlandese) Martin McDonagh, è un film drammatico, ma anche una dark comedy. Una certa influenza europea, e più precisamente britannica, si vede, nello humour potente che resta sempre sospeso tra possibilità di redenzione, normale accadimento e tragedia.

Sabato, 10 Febbraio 2018 00:00

Half Italie agli Oscar

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In questo fiorente inverno cinematografico, avendo la fortuna di vivere nella “città italiana del cinema” (Bologna), mi sono recata a vedere anche il film di Guadagnino, Call Me by Your Name, con cast, sceneggiatura e produzione internazionali. Il regista è italiano (palermitano con madre algerina), così come italiana è l’ambientazione del film: la provincia cremasca, dove egli vive. Per completezza aggiungo che la storia non è originale, bensì tratta dall’omonimo romanzo di un ebreo sefardita nato ad Alessandria d’Egitto, e di adozione statunitense, André Aciman. Costui ambienta il suo romanzo in Liguria e ciò spiega l’altrimenti più misteriosa usanza di parlare francese della famiglia, ovviamente ebrea (ebrea-americana).

Martedì, 06 Febbraio 2018 00:00

“Loveless”: il mondo è senza scampo

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Il film Loveless − Premio (meritatissimo) della Giuria a Cannes nel 2017 − è ambientato nella Russia di oggi e racconta una storia in apparenza comune. Non solo in apparenza, in realtà, perché davvero la storia di due persone sposate che non si amano, con un figlio (solo uno) e che condizionano la sua serenità a causa del loro non-amore è molto diffusa. Ma è anche una storia non tipicamente russa, bensì molto occidentale, perché la famiglia in questione è benestante, per quanto, nonostante l’agiatezza, lo stabile in cui vive è un palazzone che riporta immediatamente l’immaginario dello spettatore al recente passato sovietico.

Mercoledì, 17 Gennaio 2018 00:00

Vasame, pe' chesta vota vasame

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La tromba delle scale ellittiche di Palazzo Mannajuolo, i gradini e i passamano barocchi, il frastuono silente e i colpi di pistola a sigillo di un amore morboso: la scena iniziale di Napoli velata, sapientemente ripresa da Ferzan Özpetek, è un vortice turbinoso che stordisce lo spettatore e lo introduce sotto il velo di Eros e Thanatos che da secoli attanaglia Partenope.
Vivere a Napoli, parlare di Napoli, sapere che Napoli è la cosa più vicina alla morte e alla vita nello stesso tempo; c’era davvero bisogno di un film così per ricordarci della bellezza sacra e profana di questa città?
Forse sì, forse no. Dipende da quanto si ami Napoli, e da quanto la si odi.

Mercoledì, 10 Gennaio 2018 00:00

Sguardi postcoloniali sul cinema africano e italiano

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A riprova di come gli studi filmici e visuali inizino a prendere in considerazione le produzioni africane e afrodiasporiche e, soprattutto, di come sia possibile farlo mettendo in discussione la tradizionale prospettiva occidentale, occorre segnalare il saggio Lo schermo e lo spettro. Sguardi postcoloniali su Africa e afrodiscendenti (Mimesis, 2017) di Leonardo De Franceschi, docente di Teorie e pratiche postcoloniali del cinema e dei media all’Università Roma Tre.

La Coney Island degli anni ’50, attori di grande calibro come Kate Winslet in splendida forma nel ruolo di protagonista tormentata, una fotografia impeccabile, una trama che va dal romantico al drammatico passando per il thriller: questi gli elementi dell’ultima fatica cinematografica del registra Woody Allen.

Sabato, 16 Dicembre 2017 00:00

Il tesoro anarchico dei rom

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Il tempo dei gitani è un film sull’itineranza di una famiglia rom. La storia di questa famiglia inizia in un villaggio della Jugoslavia ancora unita, di cui tutti erano membri. Così pareva. Ma anche lì, gli “zingari” ne hanno poi fatto realmente parte? A guardare il film, si ha l’impressione di una nomade autosufficienza della comunità rom, di un suo vivere ai margini, e non soltanto per scelta “ideologica” o lirica.

Giovedì, 14 Dicembre 2017 00:00

Il cinema come esperienza audiotattile

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Alle teorie filmiche che hanno storicamente privilegiato un approccio di tipo oculocentrico, Antonio Iannotta, docente presso la University of San Diego e alla San Diego State University, considerando, invece, il cinema come esperienza audiotattile, risponde con il suo ultimo saggio: Il cinema audiotattile. Suono e immagine nell’esperienza filmica (Mimesis, 2017). “I suoni sono macchie: anche se non li percepiamo immediatamente, ci toccano, ci sporcano, attecchiscono su di noi e lasciano una traccia che continua ad agire nel nostro inconscio di spettatori audiovisivi [...]. È a partire dalla relazione tra la macchina cinematografica e lo spettatore, sempre più centrata sui sensi, che il cinema sviluppa una formidabile qualità audiotattile”.

Domenica, 10 Dicembre 2017 00:00

Piovono pietre, ma Davide sconfigge Golia

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Piovono pietre, di Ken Loach, è ambientato nella Manchester post-thatcheriana. È un film del 1993 che descrive la difficile sopravvivenza di due famiglie operaie; di due operai amici, che vivono assieme il dramma della disoccupazione cercando di aiutarsi. In questi tempi di ultra-capitalismo selvaggio e di precariato globalizzato, reputo importante parlare di lavoro, di valori, di diritti, di equità. E così, riprendo Ken Loach, maestro semplice della classe operaia.

Cosa è l’idiozia? Come si vive da idioti? Chi è veramente idiota? (ammesso che sia possibile definire i limiti e gli ambiti in cui incasellare gli altrui comportamenti ed atteggiamenti). È su questi temi che ci invita a riflettere, come sempre attraverso modi e formule espressive forti, antagonisti ed esasperati, Lars von Trier con il suo film Idioti.
La trama del film è la seguente: un gruppo di giovani amici decide di intraprendere una sorta di esperimento socio-psicologico: fingersi idiota e mostrarsi senza freni inibitori, nei suoi simulati, ricercati, talora poco sostenibili eccessi di demenza, alla benpensante popolazione di una cittadina danese (sicuramente più civile e meno giudicante delle nostre, da quel che si vede nel film... chissà cosa sarebbe successo in Italia...!).

Sabato, 02 Dicembre 2017 00:00

“This Is Us”: l’ingenuità e la vita

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“Tu non sei solo la mia grande storia d'amore, Rebecca, tu sei stata la mia grande svolta. E la nostra storia, anche se ora non sembra proprio, ti assicuro che è appena cominciata”.

 

Avete presente i monologhi cinici di Woody Allen sulle coppie, la vita, l'amore e tutti i fatti dell'esistenza che pare nascondano sempre un doppio fondo isterico e frustrato? Bene, dimenticateli. Dimenticate anche (solo per un po', mi raccomando) la coppia Sartre-de Beauvoir, insieme a tutte quelle cose super colte e super critiche utilissime ed essenziali per smascherare i cliché della nostra società e dei rapporti che in essa si instaurano. Non vi chiedo di lasciarvi intenerire al punto di diventare degli esseri molli senza spina dorsale, né di ottenebrare del tutto la sacrosanta capacità di riconoscere le trappole melliflue che la serie tv di cui a breve parlerò spesso gioca nella sua narrazione.

Mercoledì, 29 Novembre 2017 00:00

“Black Mirror”, perché il peggio deve ancora venire

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Cresce l’attesa per l’arrivo della quarta stagione della serie britannica Black Mirror che sarà un reboot delle precedenti stagioni e che promette come queste di sconvolgere il pubblico mondiale, rimanendo il più possibile fedele a se stessa. Nell’epoca in cui “se non guardi serie tv sei fuori dal mondo”, tocca – per chi non l’ha ancora fatto, o non ci aveva pensato, o non gliene è mai importato nulla – rivedere le precedenti tre stagioni per capire le ragioni dell’attesa e i motivi dello scalpore.

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