“Il desiderio del tuo fragile corpo d'attore è il desiderio di una canzone nuova, di un canto nuovo, spremuto dalle macerie”

Leo de Berardinis, in una lettera indirizzata a Enzo Moscato

Cinema

Cinema La sala delle immagini

«Nel buio un fascio di pulviscolo bianco si diresse al telo dinnanzi: si generarono immagini. Apparvero donne e uomini in strade mai viste e guglie, ciminiere, ponti, campanili tra case. Apparvero mondi, apparvero storie».

Domenica, 16 Marzo 2014 00:00

L'Altro Cinema, Parte VI – Cremaster 4 e 1

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Oggi vi parliamo di un lavoro complesso, opera del regista e artista americano Matthew Barney. Innanzitutto, chiariamo che non siamo impazziti (al massimo c’è un po’ d’alcool nelle vene). I titoli si riferiscono al quarto ed al primo capitolo della serie, ma non perché abbiamo dimenticato gli altri, semplicemente perché sono i primi due. Ebbene sì, l’opera Cremaster Circle è composta da cinque film, il primo è appunto Cremaster 4, seguono poi Cremaster 1, Cremaster 5, Cremaster 2 e Cremaster 3. Trattasi di una produzione colossale, opera art video che ha fatto incetta di premi in giro per il mondo.

Come ogni fiaba che si rispetti anche questa comincia con "c'era una volta...": Francia, 1810. Un ricco mercante e i suoi figli cadono in disgrazia, dopo che le loro navi mercantili naufragano cariche di tesori. La famiglia, dopo aver trascorso del tempo in campagna, vede uno spiraglio di luce quando una delle navi viene ritrovata. Il padre parte quindi per riscattare i propri beni, ma il contenuto della nave viene confiscato. L'uomo, distrutto e ancora in rovina, perde la strada del ritorno durante una tempesta: trova rifugio in un castello che sembrava abbandonato, ma al cui interno lo attendono non solo una tavola imbandita ma anche quasi tutti gli oggetti richiesti dalla figlie prima della sua partenza.

Sabato, 01 Marzo 2014 00:00

Un artefice filmico

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In un’atmosfera insolita per un convegno, scevra dal paludato pontificare ex catherda, si rendeva omaggio alla figura di Eduardo De Filippo. Occasione d’incontro e di dibattito, nello specifico, era il Sik-Sik riportato in scena nel corso della attuale stagione teatrale e che si avvale, grazie ad una registrazione audio “di contrabbando” (ovvero effettuata senza il consenso di Eduardo), di una rappresentazione eduardiana del Sik-Sik, appunto, andato in scena al Teatro San Ferdinando nel 1979 e la cui copia audio è stata gelosamente custodita da Giulio Baffi per un trentennio e più per poi essere messa a disposizione come documento unico di una messinscena che differiva dalla partitura originaria.

Venerdì, 28 Febbraio 2014 00:00

L’omofobia e la malattia: "Dallas Buyers Club"

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“A volte mi sembra di lottare per una vita che non avrò tempo di vivere”

Texas, patria dei machi cowboy americani. Siamo tra il 1985 e il 1988 e la trama di Dallas Buyes Club è ispirata ad un storia vera: il rude Ron Woodroof (Matthew McConaughey) conduce una vita sregolata a base di alcool, droga e sesso; proprio a causa di un rapporto sessuale non protetto con una tossicodipendente contrae l'HIV e gli vengono dati trenta giorni di vita. La presa di coscienza del protagonista nel non avere realmente un domani a causa della contrazione del virus apre un calvario di medicinali poco testati e molto inefficaci, fino all'estrema soluzione di sconfinare in Messico alla ricerca di cure alternative.

Ritratto di famiglia in un interno – un claustrofobico violento volgare interno – è questo rumeno Il caso Kerenes di Calin Peter Netzer, meritato Orso d'Oro al Festival di Berlino dell’anno scorso. Appartiene all'alta classe rumena contemporanea, la famiglia Kerenes, composta di medici, architetti, sceneggiatori, uomini e donne (ancora) di potere nella Romania di oggi che continua a confrontarsi, come irrisolto trauma della crescita – come distopico parto (cui allude probabilmente il titolo originale Pozitia Copilului, che potremmo tradurre "presentazione fetale") – con i fantasmi di un passato che non si nomina mai, cui non si fa mai allusione, che in apparenza potrebbe perfino non esser mai esistito, ma che ritorna persiste imbeve di sé situazioni vicende sentimenti, il passato del potere impassibilmente crudele e amorevolmente feroce di Ceaușescu.

Giovedì, 20 Febbraio 2014 00:00

La tournée di una compagnia

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È difficile esprimere concetti significativi, che dicano davvero qualcosa, che riempiano la pagina comunicando una o più immagini che varranno la lettura dell’articolo.
Questa è la sensazione di chi scrive, ora. Poiché chi scrive ora è confuso, come annebbiato, preso da mille e una sensazioni diverse che nascono dall’unione tra la pratica dell’osservazione teatrale, dalla scrittura sugli spettacoli visti, dalla visione di questo film sulla Trilogia della villeggiatura di Carlo Goldoni, per la regia di Toni Servillo. Cinema, teatro, teatro in forma di cinema, cinema sul teatro, cinema con la profondità del teatro, teatro che corre alla velocità del cinema. È difficile.

Giovedì, 13 Febbraio 2014 00:00

Belle & Sébastien. La leggenda del demone bianco

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I più non andranno in questi giorni ad affollare le sale cinematografiche in quanto lettori della raccolta di novelle francesi di Cécile Aubry, lo faranno invece − probabilmente servendosi dell’alibi della prole da accompagnare (prole che si è riscontrato essere alquanto titubante, se non, come nel mio caso, chiaramente recalcitrante in quanto del tutto ignara di chi diavolo fossero Belle e Sébastien, e d’altra parte nessuna Winx e nessun moderno supereroe possiede nomi così ‘superati’) − perché non si sono persi una sola puntata del bellissimo anime giapponese trasmesso da Italia 1 dal 1981.

Martedì, 11 Febbraio 2014 00:00

Martin Scorsese 04: Re per una notte

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Cosa sareste disposti a fare per diventare famosi? Fino a che punto sareste disposti a sacrificarvi per ottenere il successo? Rupert Pupkin è un uomo brillante. Carismatico, affascinante, e dotato di una certa dialettica, il protagonista misconosciuto di questa storia è accecato dal desiderio di diventare un comico di successo. Dopo un incontro insoddisfacente con Jerry Langford, il conduttore di un’osannata serie tv, comincia a tartassarlo ossessivamente.

Sabato, 15 Febbraio 2014 00:00

L'Altro Cinema, Parte V – Aftermath

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Quinto capitolo di questa rubrica intitolata, un po’ superficialmente, L’altro cinema. Superficiale (e aggiungo anche beffarda) perché ormai ci rendiamo conto che di altro non c’è assolutamente niente in quanto ciò che è altro è, per definizione, indescrivibile. Ma queste sono paturnie dovute all’abuso di superalcolici, vezzo che ormai ha decisamente dato una spallata decisa alle poco lungimiranti pretese di psicanalisi (o meglio auto-psicanalisi) che voleva sostenere chi vi scrive. Ad ogni modo, riponiamo la bottiglia sotto il materasso (si fa per dire) e concentriamoci sul film di oggi (ma voi state bevendo?). Titolo della pellicola è Aftermath, cortometraggio diretto dallo spagnolo Nacho Cerdà.

Sabato, 08 Febbraio 2014 00:00

Urgent Rainbows

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Anche quest’anno ad Avellino la festività della Candelora è stata occasione di sensibilizzazione a favore dei diritti delle persone LGBT con una serie di iniziative sostenute dalla sezione avellinese dell’Associazione di Promozione Sociale "i Ken Onlus". Un programma che ha visto presentazioni di libri, concerti e proiezioni di corti e mediometraggi provenienti dall’ultima edizione di Omovies – Festival di Cinema Omosessuale & Questioning, tenutasi a Napoli dal 16 al 20 dicembre scorsi. Un festival giunto alla sua sesta edizione e che si contraddistingue per essere forse l’unica kermesse cinematografica dedicata esclusivamente alle tematiche LGBT del Sud Italia, meritevole di far conoscere, in concorso e fuori concorso, opere provenienti dall’Italia e dal resto del mondo difficilmente visibili nei circuiti della normale distribuzione (basti pensare a lavori di una certa eco usciti in poche copie in Italia, come Lo sconosciuto del lago di Alain Guiraudie, o a film dal potenziale più commerciale non adeguatamente sfruttato, tipo  la divertente commedia di Ivan Silvestrini Come non detto del 2012).

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. I proverbi, almeno così si dice, sbagliano raramente. Perdere un vizio non è semplice. Sbagliando non sempre si impara. Jordan Belfort, il protagonista del nuovo film di Martin Scorsese, è la sintesi perfetta del famoso proverbio latino. Vent’anni e poco più, apprendista broker a Wall Street, figlio di due commercialisti, novello sposo ed uno spiccato senso per gli affari.
Nel suo cassetto un solo sogno: diventare milionario, a qualsiasi costo.

Giovedì, 30 Gennaio 2014 00:00

Nebraska, la strada del perdono di Alexander Payne

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Ci riprova a fare il botto a distanza di due anni dal suo ultimo lavoro, Paradiso Amaro, valsogli l’oscar come miglior sceneggiatura, il regista statunitense Alexander Payne e stavolta lo fa con un road movie in stile retrò, un viaggio fisico che compiono due personaggi, un padre anziano con il figlio, viaggio che diventa il pretesto per scoprire gli scheletri nascosti della loro famiglia.

Martedì, 28 Gennaio 2014 00:00

Il sangue di Delbono

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Mentre grandi cineasti come Leos Carax allestiscono film come cerimonie funebri al cinema − in Holy Motors si compie un viaggio a bordo di una bianca Limousine per portare l’estremo e raffinatissimo saluto del regista al caro, amato estinto: il cinema − Pippo Delbono, invece, rilancia con una sua già collaudata alternativa, portandoci in quel luogo della sua mente dove cinema e teatro si fondono dando vita a nuove mutanti forme di arte. La sua è una creatura con le branchie e le ali che ha ricevuto il patrimonio genetico di entrambi i genitori.

Martedì, 04 Febbraio 2014 00:00

L'Altro Cinema, parte IV – Vomit Gore Trilogy

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Riprendiamo questa cavalcata nell’abisso, un percorso che, pian piano, ho deciso (deciso è un parola grossa, semplicemente è andata così) di raccontarvi tra le nubi dell’alcol. L’esperimento precedente con Nekromantic è riuscito, nel senso che chi vi scrive si è divertito. Fanculo quindi i buoni propositi di psicanalizzare l’Arte del disgusto con mente lucida e razionale. Ci penserà il mio immancabile scotch a psicanalizzare semplicemente me stesso. Il film, o meglio i film che vi raccontiamo oggi (trattasi di una trilogia) sono un ennesimo viaggio nell’orrore più eccitante che la mente umana possa immaginare. Opera del regista, a quanto pare satanista, Lucifer Valentine.

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