“Uno scrittore dovrebbe vivere in provincia: non solo perché qui è più facile lavorare, perché c'è più calma e più tempo, ma anche perché la provincia è un campo di osservazione di prim'ordine. I fenomeni, sociali, umani e di costume, che altrove sono dispersi, lontani, spesso alterati, indecifrabili, qui li hai sottomano, compatti, vicini, esatti, reali”.

Luciano Bianciardi

Cinema

Cinema La sala delle immagini

«Nel buio un fascio di pulviscolo bianco si diresse al telo dinnanzi: si generarono immagini. Apparvero donne e uomini in strade mai viste e guglie, ciminiere, ponti, campanili tra case. Apparvero mondi, apparvero storie».

Venerdì, 27 Settembre 2013 02:00

A scuola a teatro

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L’8 settembre 1613 moriva Carlo Gesualdo da Venosa nel castello dell’omonimo paese in provincia di Avellino. Figura fondamentale per la musica rinascimentale e per l’evoluzione che seppe imprimere al madrigale, ma in generale alla polifonia e al contrappunto, valente strumentista egli stesso di clavicembalo e liuto, tanto da venir appellato principe dei musici, Gesualdo legò indissolubilmente la sua fama al duplice omicidio di cui fu responsabile, quello della moglie Maria d’Avalos e del suo amante Fabrizio Carafa – avvenuto nel palazzo di Sansevero (residenza cittadina della famiglia di Venosa) – nell’ottobre del 1590. Questo evento ne segnò l’esistenza, costellata di molti lutti e di poche gioie, come la nascita del primogenito Emanuele e le seconde nozze in quel di Ferrara con Eleonora d’Este, cugina del duca Alfonso II d’Este (dopo quattro anni di ritiro nella rocca ben difesa del comune ufitano per sfuggire alla possibile vendetta delle famiglie delle vittime).

Mercoledì, 25 Settembre 2013 02:02

V.M. – Memoria volatile

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Nonostante la sigla del titolo V.M. possa far pensare ad un racconto piccante dovrò deludervi: l’unico divieto non è indirizzato ai minori di 18 quanto piuttosto ai deboli di ricordi e ai malati terminali di malinconia.
Pochi giorni fa mi è successa una cosa a metà tra il catastrofico e l’ironico (ironico posso dirlo solo ora che il peggio è passato, sia chiaro) e come spesso accade, al di là del fatto in sé, piccole storie di follia domestica si possono trasformare in veri e propri spunti per riflettere o aprire qualche cassetto nascosto della nostra mente.

In questi giorni si è fatto un gran parlare di queste sconvolgenti dichiarazioni di Bernardo Bertolucci riguardo alla scena famosissima, una delle più note della storia del Cinema, della sodomizzazione di Maria Schneider da parte di Marlon Brando nel film Ultimo tango a Parigi. Dopo qualche giorno di titubanza, e soprattutto a mente fredda, abbiamo deciso di dire la nostra in merito alla questione, ma prima facciamo un po’ di chiarezza.

Venerdì, 20 Settembre 2013 02:00

Vai che ce la fai

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Una fatica tutta italiana per Gianni Amelio questo L’intrepido, in concorso all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ma, in seguito, presentato anche al Toronto Film Festival (nell’edizione del 2011 il suo precedente Il primo uomo vi aveva vinto il premio Fipresci, evitando sia la passerella veneziana che romana).

Lunedì, 23 Settembre 2013 02:00

È stato il figlio o del Mito della Caverna

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Un uomo dall’aria stranita in un ufficio delle poste italiane racconta alle persone, come lui in attesa, le vicende accadute molti anni prima ad una famiglia disagiata dei quartieri popolari di Palermo. Assistiamo alle peripezie di Nicola e la sua famiglia, sempre in difficoltà nel combinare il pranzo con la cena. La svolta sembra arrivare quando Serenella, la figlia più piccola, muore colpita da una pallottola vagante destinata al cugino Masino, delinquente di quartiere.

Martedì, 17 Settembre 2013 05:32

"M" e la coesistenza del bene e del male

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Riuscite a immaginare una stradina poco trafficata, in un mattino pallido, nel generale torpore di una città che si è già destata, ma che non è ancora pienamente cosciente di ciò che accade. In un negozio di dolci si sente il classico campanellino, che avverte dell’ingesso di un cliente, e così il pasticciere immerso nei suoi pensieri si ritrova davanti la faccia buffa e contorta di Peter Lorre. Al suo fianco una bambina dai cappelli biondi. L’uomo compra delle caramelle o una fetta di torta alla bambina. Paga e i due vanno via.

Scrivere una recensione di un film lasciandone trapelare solo l'atmosfera senza svelare nulla, troppo, della trama spesso è un'impresa molto più ardua di quanto si possa immaginare.
Ebbene oggi proverò con un'impresa ancora più titanica (si, sono masochista): provare a convincere voi (e me stessa) a vestirvi questa sera, scendere e andare al cinema per vedere un film che oggi esce nelle sale italiane.

Lunedì, 09 Settembre 2013 02:00

La parola ai giurati o della Verità

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Dodici giurati si riuniscono per deliberare. Il caso è stato illustrato nel processo in modo molto chiaro. Un giovane ha ucciso suo padre. Il verdetto di colpevolezza all’unanimità decreterà la condanna a morte del parricida. Viene effettuata una prima votazione e, a sorpresa, uno dei dodici vota “non colpevole”. Vengono esaminate una ad una tutte le prove ed i passaggi processuali. Aumentano le perplessità dell’unico votante innocentista che, poco alla volta, riesce a persuadere altri membri della giuria formando così due fazioni, colpevolisti ed innocentisti. Il motore che muove le idee del primo giurato innocentista è un ragionevole dubbio che lo porta a considerare tutto il processo con scetticismo. La sua posizione è chiara: la giurisprudenza non è una scienza esatta e non possiamo condannare a morte un individuo se non si è incontrovertibilmente certi della sua colpevolezza.
Il tema centrale del film appare evidente fin dalle prime battute, l’inconoscibilità della Verità.

Giovedì, 05 Settembre 2013 02:00

Quando si sogna, da dove viene la luce?

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"Sopra il deserto avvengono le aurore. Qualcuno lo sa".
Jorge Luis Borges

 

Il deserto come metafora dell'anima. Il viaggio come metafora della conoscenza. Il doppio in cui specularmente riconoscersi per poi, come un serpente, abbandonare la vecchia pelle e indossarne una nuova. Prove e riti di iniziazione che muovono i tuoi passi, come un cavaliere alla ricerca del Santo Graal, verso l'ignoto di te stesso per uscire dalla tenebra interiore nel misticismo di un silenzio che si fa luce.

Domenica, 01 Settembre 2013 02:00

Begotten o della trasformazione del Tutto

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Dio è morto. Si è appena suicidato disseminando viscere sul pavimento e imbrattando le pareti di sangue. Dal suo stesso corpo viene in essere “madre natura”, che inizia a masturbare il cadavere già in putrefazione del Dio. Si sparge sul delicato ventre lo sperma che ne fuoriesce, poi lo introduce all’interno della sua folta cavità pubica. Dall’atto sessuale nasce il “figlio della terra”. Il nuovo essere è cagionevole ed indifeso, e dimenandosi convulsamente mostra i segni della sua purezza. Ma il mondo e la materia sono dietro l’angolo, pronti a modo loro ad accoglierlo. L’impatto è violento. Gli esseri del “teatro della materia” rapiscono ed abusano del figlio e della madre. Li plasmano con strumenti arcaici e ne distruggono la forma, ma non la sostanza. L’annientamento delle due figure primordiali (madre e figlio) fa da seme per la natura che germoglia in tutta la sua bellezza e potenza.

Domenica, 11 Agosto 2013 08:26

(R)estate al cinema

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L'estate ha molti lati negativi: non appena si fa mezzo metro si suda come un cinghiale in riserva, tutti più nervosi per un nonnulla, l'ansia che ogni occasione “comandata” genera ogni volta. E poi c'è lei, la domanda alla quale tutti vogliono fuggire più di qualsiasi altra cosa al mondo, il quizzone che ti fa rimpiangere di non essere emigrato il 31 Maggio verso luoghi remoti: “Cosa fai quest'estate?”. Peggio c'è solo il capodanno, in tutta onestà.

Il secondo film di Martin Scorsese è, in realtà, il primo. Sebbene nel primo lungometraggio, Chi sta bussando alla mia porta?, già si avvertano i temi e i “gusti” del regista newyorkese, è in Boxcar Bertha (traslato, o meglio storpiato, in italiano: America 1929 – sterminateli senza pietà) che si evince la vera essenza di Scorsese: un’essenza cinematografica permeata di violenza e oppressione, dove i buoni non vincono sempre.
La storia, stranamente, risulta molto semplice.

Domenica, 28 Luglio 2013 02:00

Martin Scorsese. Il regista del tormento

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Violenza, ossessione, tormento, paura, alienazione, c’è solo un uomo che ha saputo dare con maestria il volto ai peccati dell’animo umano: Martin Scorsese. Il padre della New Hollywood nasce a Long Island. Appartenente alla media classe borghese, figlio di operai italiani (per la precisione siciliani) sbarcati sulla costa del Nuovo Mondo nel 1910, il piccolo Martin vive in un mondo costruito sulla spiritualità, sulla devozione e sulla fede. Il tempo trascorre e, nonostante la passione per il cinema che ormai già arieggia nella sua mente, le giornate passano in chiesa come chierichetto e fra le calorose e affollate strade di Little Italy. Martin non è un ragazzo estroverso e, complice anche l’asma, è costretto a rinunciare a tutte le attività ricreativo-sportive a cui prendono parte i suoi coetanei.

Anche quest’anno mi sono concessa un weekend in solitaria, di cui necessito periodicamente quasi si trattasse di un check-up completo, e non l’ho fatto di certo chiudendomi tra le mura amiche ma, badate bene, mi sono imbarcata per l’XI edizione dell’Ischia Film Festival.

Giovedì, 04 Luglio 2013 02:00

Empire o dell'Arte

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Che cos’è l’Arte? Senza soffermarci troppo nei dettagli delle teorie antiche e moderne in merito, cosa che dilungherebbe troppo la trattazione di questo scritto, possiamo sintetizzare dicendo che, se per gli oggettivisti antichi il senso ontologico dell’arte è da ricercare nella relazione immanente tra estetica ed opera, per i soggettivisti moderni l’essenza artistica è una valutazione tutta umana, e quindi scevra da canoni ben precisi di uno standard estetico.

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