“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”

Haruki Murakami

Cinema

Cinema La sala delle immagini

«Nel buio un fascio di pulviscolo bianco si diresse al telo dinnanzi: si generarono immagini. Apparvero donne e uomini in strade mai viste e guglie, ciminiere, ponti, campanili tra case. Apparvero mondi, apparvero storie».

Sabato, 10 Ottobre 2015 00:00

Gli altri siamo noi

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È un martedì di dicembre del 2011 e come ogni mattina gli ambulanti allestiscono i loro banchetti per iniziare una nuova giornata di lavoro in Piazza Dalmazia a Firenze. Si mette a posto la merce, si servono i primi clienti. La giornata sembra scorrere come tutte le altre. Poi, verso mezzogiorno e mezza, la morte arriva all’improvviso, portata da un angelo del male che piomba nel mercato iniziando a sparare con determinazione e senza alcuna indecisione. Mira ai venditori di colore, agli africani dalla pelle scura. Sotto i suoi colpi cadono Samb Modou e Diop Mor, entrambi senegalesi.

Sabato, 26 Settembre 2015 00:00

Bobbio prima e dopo

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Leggenda vuole che il famoso regista Marco Bellocchio scoprì, alcuni anni fa, le abbandonate prigioni del convento di san Colombano, e che venisse a conoscenza della vera storia di una monaca del luogo, che per amore di un affascinante sacerdote rispose, sventurata, ai richiami della carne. La poverina non ebbe fortuna però: il pretino, arso dal rimorso, spense le fiamme della passione gettandosi nel Trebbia, e la curia accusò la monachella di aver fatto patti col demonio, condannandola ad esser murata viva! Sì, proprio costretta a vivere in uno spazio ristrettissimo, con solo un palmo di vuoto in basso e una feritoia all’altezza degli occhi.

Mercoledì, 23 Settembre 2015 00:00

Quale bella gente?

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“Sarà una guerra contro la società, contro le patrie, contro i poeti e i pittori che frequentano la Sua casa, contro le care famiglie, contro la falsa autorità dei padri e la falsa ubbidienza dei figli, contro il progresso e contro la Sua emancipazione, insomma contro la borghesia".
(Joseph Roth)

 

Che strano animale la famiglia. Un vero mostro con mille teste e mille volti, è necessario un attimo perché quella che sembrava essere la testa decisiva, quella di cui fidarsi ciecamente, cambi, muti, fino a mostrare in realtà il multiforme aspetto e le scoraggianti deformità. Quando poi questo mostro preistorico, più antico degli dèi sull'Olimpo, è una piccola famiglia borghese, ingentilita da alti ideali, da un passato sessantottino e una comodità attuale annaffiata con qualche opera di beneficienza – come una collezione di immaginette sacre salvata dall'acqua santa – allora ecco il quadro perfetto di un Leviatano ambiguo, del quale vi consiglio di diffidare, anche se la sua missione è quella di salvare il mondo, nessuno escluso.

Lunedì, 03 Agosto 2015 00:00

Il lupo e la strega

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Che l’horror sia un genere poco adatto e conseguentemente poco frequentato dal cinema italiano degli ultimi decenni è un dato di fatto che trova più di una spiegazione. Innanzitutto la mancanza di grossi budget per mettere insieme prodotti apprezzabili dal pubblico di affezionati, abituati agli standard produttivi internazionali. Elemento che si è riscontrato per tutto il nostrano cinema di genere, con rare eccezioni (che però si riducono al solito Argento, sempre più lontano dalla maestria di un tempo, e a qualche suo discepolo).

Sabato, 01 Agosto 2015 00:00

In morte dell'uomo nero

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Quando ho visto il trailer mi sono detto "Wow, beh, forse, finalmente, dopo anni e le cocenti delusioni di The Lazarus Effect e il remake di Poltergeist, un horror fatto come si deve. Regista emergente, idea apparentemente nuova, l'uomo nero... che aspettiamo?". "Migliore film horror dell'anno", "Profondamente disturbante" secondo Stephen King, "Agghiacciante" per il New York Times... "Una cagata pazzesca" per il ragionier Fantozzi.

Giovedì, 30 Luglio 2015 00:00

Coppia difforme

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Lo scrittore inglese James Miller presenta ad Arezzo la traduzione in italiano di un suo libro dedicato al valore delle copie nel mondo dell’arte, Copia conforme, nato dalle sue precedenti frequentazioni fiorentine (ed italiane, in generale). Una gallerista francese – con figlio adolescente a carico – che vive in Toscana è affascinata dalle sue teorie e lo invita a visitare il paese di Lucignano, dove risiede un dipinto creduto un originale d’epoca romana per ben due secoli (fino alla definitiva attribuzione ad un falsario napoletano del XVIII secolo fatta nel secondo dopoguerra).

  "Il cielo è uno scudo d'argento contro colui che gli chiede soccorso".
                                                  (Franz Kafka, Il cavaliere del secchio)

 

 

1. In uno spazio mentale
La vicenda di Forza maggiore (2014, di Ruben Östlund) si svolge in una sorta di luogo alieno e lontano, un microcosmo formato dal residence e dalla stazione sciistica nel quale la famiglia si reca all’inizio del film. Si tratta di un luogo isolato, dominato da una greve atmosfera meccanica e contemporaneamente ‘mentale’, come una sorta di castello kafkiano che lentamente divora le menti dei personaggi.

Martedì, 30 Giugno 2015 00:00

"Jurassic World": operazione nostalgia?

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Nonostante i dinosauri non abbiamo mai esercitato su di me un certo fascino – fatta eccezione per il cartoon Alla ricerca della valle incantata – faccio parte, come tanti, di quella generazione cresciuta con Jurassic Park: come tanti sì, perché la saga è giunta al suo quarto episodio e ha unito negli anni i nonni, padri, nipoti e probabilmente è destinata ad essere un ponte con le generazioni a venire.

Domenica, 28 Giugno 2015 00:00

Solo musica e aridità

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Sostiene Paolo Sorrentino che il suo interesse non è quello di illustrare storie basate su soggetti ben delineati, su episodi clou delle vite dei personaggi, ma di dar voce (e importanza) ad esistenze (o a loro tranci) che si svolgono nella naturalità e complessità del quotidiano. Una dichiarazione non lontana, almeno a grandi linee, dal pedinamento zavattiniano – che però si è sempre basato su narrazioni lineari incentrate su momenti di svolta nelle vicende dei personaggi. Non è neanche riconducibile ad una – per lui inedita – esigenza di realismo. È più che altro un desiderio di prendersi il tempo necessario a riprodurre le esitazioni, gli intralci, gli inciampi che spezzano la dittatura di una scrittura che costringe la messa in scena in percorsi prestabiliti.

Mercoledì, 24 Giugno 2015 00:00

"Youth": il più bello dei film possibili

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Youth è il più bello dei film possibili, permettetemi questa licenza filosofica.
È un’opera artistica, un vero omaggio alla scienza poietica, alla verosimiglianza che racconta la libertà dell’immaginazione, la sua forza governata dalla necessità armoniosa del gusto. La grande bellezza che si sprigiona diventa principio di ragion sufficiente impegnato nella realizzazione di un mondo visivo scelto meticolosamente, frutto di una legge morale intima che sa guardare ancora al cielo stellato e trovare tra gli astri una via. Per questo motivo, non per altri, Youth è una poesia ghiotta di sostanza, raffigurazione della potenza magna di un grande sguardo, di un artista che nella forma scova il destino genetico della perfezione e lo esprime autonomamente, come il disegno di un demone pago delle proprie visioni.

Venerdì, 05 Giugno 2015 00:00

What a day, what a lovely day!

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Un sole abbagliante si staglia nella buia sala del cinema, e una voce roca racconta le tristi gesta del guerriero della strada: Mad Max ritorna sul grande schermo con un nuovo adattamento, Fury Road, che prima si distacca e poi si riunisce ai tre precedenti capitoli che vedevano un giovanissimo Mel Gibson alla prese con un mondo post-apocalittico.

Venerdì, 29 Maggio 2015 16:11

I racconti di zio Matteo

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La suggestiva e riuscita scena della carrozza con cui si apriva Reality (prima che la macchina da presa svelasse la “realtà” della situazione narrata, quel matrimonio in un noto complesso alberghiero che sicuramente ha destato in Campania il riso del pubblico medio-alto, destinatario naturale del film) potrebbe aver indirizzato il regista romano a concentrare gli sforzi nell’illustrazione di un’epopea fiabesca a tutti gli effetti.

Mommy è un miracolo cinematografico. Il regista canadese Xavier Dolan, così giovane e così acuto riesce a gestire magnificamente l'intreccio narrativo e visivo. È intuitivo e versatile, fa convergere la storia con l'immagine. In una dialettica perfetta tra tecnica e racconto, le vicende coinvolgono anche se in effetti accade ben poco. La grande metafora dei rapporti difficili e irrequieti si dipana da sé in questo film che è tante cose tranne un film semplice.

Venerdì, 01 Maggio 2015 00:00

Il maestro e Margherita

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Non ricordo bene se l’arredamento della casa di Michele Apicella in Io sono un autarchico sia lo stesso di quello usato come scenografia della casa di famiglia nell’ultima fatica di Moretti Mia madre (pare che l’appartamento non sia lo stesso, ma i libri, e forse anche alcuni arredi sì), ma allo spettatore più attento non sarà sfuggita la forte somiglianza tra questi ambienti ricostruiti per l’occasione e la casa del protagonista in Ecce bombo.

Giovedì, 30 Aprile 2015 00:00

Il figlio Moretti

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Dove c’è un figlio c’è una madre e dove c’è una madre, c’è un figlio, imprescindibilmente.
L’ultimo film di Nanni Moretti, Mia madre, nonostante le pretese del titolo, non è solo il racconto del senso di inadeguatezza che un individuo prova quando muore un genitore, quel sentimento di eterna impreparazione a quel giorno in cui si smette di essere figli per essere solo padre o madre, ma è anche il racconto di come ci si senta poi sempre inadeguati verso qualcosa di più grande rispetto a noi: la morte.

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